Tag - Susan Boyle

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Susan Boyle ha un rospo in gola
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Sarà l’improvviso infighimento di Carmen Masola che farà riprendere l’attività di questo blog?
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Taiwan’s got talent
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La colonna sonora del nostro presepe
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Da gattara del condominio a popstar planetaria
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Blogmagazine / 4 – Talent show e Youtube
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Britain’s Got Talent, ovvero: quello che in Italia non possiamo permetterci (d’altronde abbiamo la Corrida)

Sarà l’improvviso infighimento di Carmen Masola che farà riprendere l’attività di questo blog?

A sinistra Carmen Masola versione “disoccupata-disperata” a “Italia’s Got Talent”, dicembre 2009. A destra, Carmen Masola versione “quanto me so’ ignocchìta (e m’è pure cresciuto un collo talmente fino che per tenere su sto testone ha dovuto lanciare un ultimatum alla forza di gravità)sulla copertina del suo disco d’esordio “Vissi d’arte”, giugno 2010.

carmen masola photoshop

Dove l’avevo già vista una simile trasformazione? Ah sì, qua. Che coincidenza.

La colonna sonora del nostro presepe

Cari fratelli e sorelle, per prepararci degnamente al Natale, ma soprattutto per stemperare il “clima d’odio” (il prossimo che usa questa locuzione vince una Barbie) che avvolge la nostra contemporaneità, è il momento di godere di un epifanico duetto musicale che ha la fragranza del Mandorlato Balocco. Susan Boyle, che ai tempi di Britain’s Got Talent affermava di sognare una carriera come quella della regina dei musical Elaine Paige, realizza il sogno (dopo le milionate di copie vendute del suo debut album) cantando finalmente insieme al suo idolo.

Ps: ero indeciso se pubblicare questo duetto oppure quello tra Laura Pausini e Marco Carta, ma poi ho pensato che quest’ultimo avrebbe generato un clima di irritazione al colon e che dunque non sarebbe stato adeguato per stemperare il clima d’odio (toh, ho vinto una Barbie!)

Da gattara del condominio a popstar planetaria

Ricordate Susan Boyle? Ecco la sua trasformazione, avvenuta nel corso di otto velocissimi mesi. Se fino a prima dell’aprile scorso la gentile signora sembrava la tipica zitella che zappa l’orto, oggi appare come una gnocca stratosferica, pronta per la pubblicità patinata della Cera di Cupra. Susan Boyle ha concentrato tutto il suo potere mediatico (ed il suo talento canoro) in un disco di cover, uscito in questi giorni: neanche il tempo di arrivare sugli scaffali e il ciddì ha registrato il sold-out, il server di i-Tunes si è inceppato per gli eccessivi download e Amazon sta facendo gli straordinari per evadere gli ordini. Chi pensava che il disco della nuova regina d’Inghilterra fosse destinato a diventare una hit solo nei juke-box delle bocciofile ha dovuto ricredersi. “I Dreamed a Dream”, Il lavoro di Susan Boyle, con l’incredibile cifra di 1.284.000 copie smerciate in sette giorni, è entrato a gamba tesa sui mercati mondiali diventando non solo l’album più venduto della settimana in tutto il pianeta, ma imponendosi a sorpresa come il disco di debutto femminile che ha venduto il maggior numero di copie in una settimana dal 1991. Quadruplicando le vendite di “The Fame” di Lady Gaga (318.000 copie) e di “Rated-R” di Rihanna (300.000): un successo incredibile, considerando i tempi che corrono. Tanto di cappello, signora Boyle, ma mi raccomando: non trascuri i suoi gatti, adesso.

Blogmagazine / 4 – Talent show e Youtube

E’ arrivata l’estate e ciò si evince non solo dalle vostre ascelle sudate e dalle repliche della signora Fletcher, ma anche dalla copertina del quarto numero di BlogMagazine, il rotocalco virtuale diretto da Giuliano “Julius” Ambrosio, che piazza in prima pagina una bella gnocca seminuda  (che, comunque, ci sta bene sempre, anche d’inverno, eh…).

Si parla di vacanze moderne, di dolori al polso, di nuovi motori di ricerca, di stereotipi cinematografici e di Susan Boyle: è Youtube il più efficace dei talent show? La cenerentola mancata di Britain’s Got Talent sarebbe diventata la star mediatica che è oggi, senza la Rete? Perchè in Italia ci limitiamo a seguire i talent in tv e nessun artista sbanca realmente su Youtube? Ehi ehi ehi, calmi: qui le domande le faccio io. A voi le risposte, dopo aver letto l’articolo scritto dal sottoscritto per il numero di giugno di BlogMagazine!

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Britain’s Got Talent, ovvero: quello che in Italia non possiamo permetterci (d’altronde abbiamo la Corrida)

Molto prima che scoppiasse la malattia endemica Susan Boyle, Elena si era appassionata a quella fucina di pazzi fuori di testa che è Britain’s Got Talent. Oggi ci fa un resoconto del meglio e del peggio di.

Prendi dei teatri di alcune grandi città del Paese, metti una scenografia senza fronzoli, inserisci 3 giurati e un sistema a eliminazione e scrematura molto semplice, infarcisci il tutto di gente comune in cerca di fama e avrai un format che in America e Inghilterra va alla grande e crea fenomeni da anni. Questo in Italia non lo abbiamo: nel paese delle Veline, dei Comici che fanno ridere urlando e dicendo oscenità, dei Cesaroni con il 50% d’ascolto, dei Vincitori di S.Remo al Televoto riciclato da Amici… Un format così non avrebbe senso, è palese che al popolo televisivo italiano, il talento non piaccia. Anzi piu’ uno è inutile e vuoto come una brugola e piu’ ha successo. Con l’amaro in bocca per questa presa di coscienza, mi sono vista le varie edizioni di questo Talent Show su You Tube.

Si è appena conclusa la seconda edizione inglese che ha creato il fenomeno internazionale di Susan Boyle, di cui Chissene ci ha già abbondantemente parlato …e non solo lui: qualche settimana fa, persino Signorini dedicava a questo donnino ben 2 pagine del settimanale più letto d’Italia (Sorrisi). Ma veniamo al nucleo di questo programma; come non menzionare i 3 giurati? L’anima dello Show? Coloro che sono boia e assolutori dei concorrenti che a migliaia si presentano a questi provini iniziali?

1-SIMON COWELL: Creatore del programma, ideatore di format di successo (X-Factor per esempio)
2-AMANDA HOLDEN: Attrice, o così mi dice Wikipedia. Ho trovato un solo film del 1995 ove compare il suo nome: Relazioni Intime, il nome è tutto un programma;
3-PIERS MORGAN: Un gossip succulento dichiara che Susan Boyle si è presa una cotta per lui: che coppia deliziosa. Non ho ben idea di chi sia questo tizio, un giornalista di fama parrebbe, ma è giurato anche nell’edizione Americana: qualcosa conterà!

Durante i provini, dietro le quinte dei teatri si appostano due tipi che, vengono poi promossi in prima serata a condurre sul palco vero e proprio per la semi finale e la finale.  Spulciando qua e là ho scoperto essere un duo comico inglese: Ant e Dec. Grazie a loro ho avuto la conferma che la comicità inglese è davvero solo per gli inglesi. E dopo aver fatto amicizia con questi personaggi, è tempo di conoscere anche IL MEGLIO e IL PEGGIO DELL’EDIZIONE APPENA CONCLUSA. A seguire vi proporro’ perle ( e pirla ) di talento che si son susseguiti sul palco tra provini e finalissime. Buona visione.

Cominciamo con le Spice Girls del 2009, le Brit Chix: nella semifinale pero’ gli Inglesi e i giurati si rendono conto di non aver alcun bisogno né di loro né di chi le ha precedute [Aaaaaaargh! Che orrore!!! Sembrano Jem & Le Holograms meet Melcitrulla. Fischiate dal pubblico e umiliate dai giudici, adoro! ndCsnf]

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