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Italia’s Got Talent – Angela Favolosa Cubista rivelazione della prima puntata
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Italia’s Got Talent (recensione preventiva)

Italia’s Got Talent – Angela Favolosa Cubista rivelazione della prima puntata

Dopo il grande successo del numero zero dicembrino, è partita stasera – un po’ a sorpresa poiché l’esordio era originariamente previsto per fine mese – la prima edizione ufficiale di Italia’s Got Talent, il talent show cugino di X-Factor che è già un cult prima ancora di cominciare (e poi, più facce da cult dei tre giudici, nessuno mai). Vedremo ancora, dunque, la sanguinaria Maria de Filippi diventare regina del buonismo e prodigarsi in poco credibili complimenti, assisteremo a inondazioni di lacrime di coccodrillo di Gerry Scotti, ma soprattutto potremo chiederci se siano più utili nella nostra società gli acari della polvere oppure Rudy Zerby. A presentare il programma il bravo e (forse troppo) empatico Simone Annichiarico, affiancato – novità rispetto a dicembre – dalle spumeggianti rotondità di Geppi Cucciari.

Senza smenarla tanto – che la Chissenecronaca sulla Bacheca Ammiraglia è stata a dir poco convulsa (grazie a tutti, come sempre) – stasera abbiamo scoperto il nostro nuovo seccsimbol: Angela Troina (no comment) meglio nota come Angela Favolosa Cubista (di nuovo no comment), ovvero una Lady Gaga con la tiroide, allegra vedova che si sente molto “progressiva” (ma forse voleva dire trasgressiva) e passa le sue serate in discoteca insieme ai teenager a scatenarsi sui cubi al ritmo della muzzika AUS. Lei non prende “sostanzzze stupefacente” e non beve “alcolo“: la sua “energia è pulita” come quella di una Panda a metano e dall’alto dei suoi 312 anni ha la ferma intenzione di seppellirci tutti. Angela Troina è la degna risposta catanese alla “Vecchia che mixa” di Parigi.

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Italia’s Got Talent (recensione preventiva)

italia's got talentStasera non vedrò Italia’s Got Talent, ma ho programmato quel rudere di videoregistratore, perciò recupererò appena posso. Nel frattempo ho deciso di fare un esperimento. Il nuovo programma targato Scotti/De Filippi è un evento televisivo che meriterebbe una Chissenecronaca live che la mia fitta agenda (eh, capirai…) non mi consente di realizzare e scriverne a posteriori (considerato anche che si tratta di una sola puntata) non avrebbe senso. Perciò per la prima volta su questi schermi, ecco la “recensione preventiva“, scritta sulla base di sensazioni da chiaroveggente in stile Solange. Resta inteso che, dopo la visione, effettuerò – se necessaria – la revisione del post. Dunque:

1. Come per X-Factor, anche per l’altra creatura di Simon Cowell che sta facendo sfracelli in giro per il mondo viene mantenuto un titolo anglofono per l’adattamento italiano. Ho dei dubbi sull’immediatezza del brand per il popolo di Canale 5: te le vedi due pensionate ottuagenarie al supermercato discutere di “Italia’s Got Talent”? Come minimo, a pronunciarlo, gli si stacca la dentiera e gli cade nel frigo dei surgelati.

2. Come per X-Factor, anche per Italia’s Got Talent la scelta della conduzione è ricaduta su un “figlio di” alla prima esperienza importante in tv. Il fatto è che Simone Annichiarico si mangia Francesco Facchinetti e tutti i figli dei Pooh messi insieme come spuntino di metà pomeriggio.

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