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Il Ministro Brunetta e Vittorio Feltri su Playboy Italia (un giornale che se lo legge Hugh Hefner si spara)
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Marge Simpson nuda su Playboy

Il Ministro Brunetta e Vittorio Feltri su Playboy Italia (un giornale che se lo legge Hugh Hefner si spara)

Lo so, forse non è un questito da porsi il giorno della Immacolata Concezione, però, dato che mi è capitata tra le mani (per puro caso, ci mancherebbe altro) la copia di dicembre di Playboy Italia, mi sono chiesto: “Ma chi cavolo lo compra questo giornale”?

Ammetto – so che può non sembrar vero, ma d’altronde uno stallone di razza come il sottoscritto non ha bisogno di certi incentivi – di non aver mai sfiorato un Playboy in vita mia; tutte le immagini che ho in testa tratte da questo patinato magazine mi sono derivate dalla “cultura pop”, dalla vita in società, dall’immaginario collettivo (poi da noi il mensile esiste ufficialmente da solo un anno).

Cercando “Playboy” (il giornale) su Wikipedia, si è fortemente attratti dalla nota di disambiguazione:

Se stai cercando l’omonimo album di Iva Zanicchi, vedi Playboy (album).

Non ho mai sentito l’album citato, ma di sicuro è più interessante del mensile più “trasgressivo” del mondo. Talmente tanto che non riesci a capire dove voglia andare a parare con i suoi contenuti a base di vapore acqueo. La sensazione che ti trasmette è quella di avere tra le mani una specie di incrocio tra un Max dei poveri e il catalogo Postalmarket. Aprendo la copertina degna del numero dedicato all’avvento di Famiglia Cristiana, ci si trova di fronte a:

Pagina 1: uomo in canottiera con il pacco a centro pagina. La pagina successiva ci svela che si tratta di una pubblicità del profumo “Free” di Calvin Klein.

Pagina da 3 a 6: pubblicità di vestiti (invernali da uomo).

Pagina 7-8: Jessica Alba e la pubblicità del Campari.

Pag. 9-10-11: ancora pubblicità di abiti maschili. Tutta gente coperta dalla punta dei piedi alla punta dei capelli, peraltro.

Segue il primo “contenuto” (se così si può chiamare, anche se secondo me le ricette che si trovano sulle scatole dei Fusilli Barilla forse sono più intelligenti e ben scritte), ovvero l’editoriale del direttore. Non so chi sia il direttore di questo inutile giornale e – onestamente – non lo voglio nemmeno sapere (potrebbe essere benissimo Alfonso Signorini, comunque). Nell’incipit il direttore si dissocia dal cinema di bassa lega e festeggia il primo sfigatissimo compleanno della rivista in maniera decisamente low-profile:

Altro che “cinepanettone” […] il pienone di dicembre lo facciamo noi.
No, non d’incassi, parlare di soldi è […] volgare, e noi tutto
siamo fuorché volgari.

per poi terminare l’articolo con un sempre fine:

Cari amici, questa volta per l’occasione l’albero lo mettiamo
noi. Voi, mi raccomando, portate le palle

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Marge Simpson nuda su Playboy

Il mondo è sostanzialmente diviso in due fazioni: quelli che la ritengono “una grandiosa idea di rilancio per un magazine ormai quasi defunto soppiantato dalla pornografia spinta” e quelli che “per quanto sia una cagata pazzesca, lo è comunque meno di quella volta che hanno deciso di mettere in copertina Violante Placido“.

Marge Simpson Playboy cover

Dopo il salto, le foto tratte dallo “scandaloso” servizio.

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