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No Doubt – Settle Down
2
Madonna – Give Me All Your Luvin’
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Power Francers – Mamma
4
Laura Pausini – Benvenuto
5
Il santo del giorno – Jason Derulo
6
Marco Mengoni – Solo (Vuelta al Ruedo)
7
Lady Gaga – Born This Way

No Doubt – Settle Down

Dopo anni e anni di attesa, non si può nascondere che il comeback dei No Doubt sia piuttosto deludente. Perlomeno per chi si aspettava un ritorno con un brano più esplosivo e meno evanescente. Non c’è gran continuità con il passato: non si prosegue tanto il filone musicale lasciato a metà negli anni 90, ma si punta – forse giustamente, vedendola dal punto di vista commerciale – a far progredire il progetto solista di Gwen Stefani (la quale, comunque, rimane sempre “una frontwoman che fa evaporare le mutande” [cit.]).

Settle Down è una canzuncella estiva senza pretese a sfondo reggae, che da una parte pare ispirarsi gli Ace Of Base (idea recentemente già sfruttata ignobilmente dalla hitmaker rumena Alexandra Stan con la sua Lemonade) e dall’altra sembra una versione 2.0 di “Rich Girl” della stessa Stefani.

Madonna – Give Me All Your Luvin’

Il singolo che riporta Madonna sulle scene (a quattro anni di distanza dal tremendo Hard Candy) è senz’ombra di dubbio un frivolo pezzo da classifica coi suoni giusti al posto giusto, la tipica melodia di stampo cicconiano un po’ old school, e un videoclip tanto celebrativo quanto ironico. Nel complesso, tutta l’operazione (comprensiva anche delle sottosfruttate M.I.A. e Nicki Minaj che, detto francamente, forse erano più utili se andavano a “smacchiare i giaguari”) è un calzante ritratto del pop del presente che se fosse stato proposto in qualsiasi altro momento, sarebbe risultato fuori luogo, ma invece oggi funziona eccome.

Al primo ascolto, quando il brano leakkò in rete qualche mese fa, il mio commento a caldo su Facebook fu “Pare Avril Lavigne canta Martin Solveig featuring Dragonette“. Ed è il medesimo commento che farei anche a freddo. Il tocco trendy del deejay francese si sente prepotentemente e l’aria adolescenziale che si respira in questa Give Me All Your Luvin’ forse è un po’ eccessiva, considerata l’età di chi la canta. Ma è comunque tutto pienamente “a fuoco”.

Fa strano anche solo pensarlo: può essere che una popstar ultracinquantenne, passata indenne attraverso i notevoli mutamenti della discografia nell’ultimo trentennio (mutamenti che non rispecchiano affatto quelli delle sue fisionomie, freezate come una polaroid a qualche lustro fa), riesca a rappresentare meglio di qualunque altra sua giovane collega di belle speranze il gusto musicale più attuale e trasversale, e sia in grado di  proporlo in maniera così semplice e calzante, tanto da non sembrare solo l’ennesima operazione commerciale a tinte danzerecce utile esclusivamente per accalappiare il pubblico da balera gay?

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Power Francers – Mamma

Canzone verità che fotografa con leggerezza ed ironia l’italiano bamboccione, del quale riesce pure a demitizzare certi stereotipi. Partendo dal tormentone premio Grammy per la tamarragginePompo nelle casse” (checché se ne dica, raro esempio di modernità per un Paese in cui la “massa musicale” è ferma agli anni 90 se non prima) e passando per qualche tentativo coraggioso ma francamente non troppo riuscito, approdano all’elettropop più attuale, in pieno stile La Roux. Melodia semplice, video economico, i Power Francers erano i candidati ideali per rappresentare noi gggiovani a SanremoSocial. Non sono stati ammessi al Festival ma accendono un barlume di speranza in chi pensa che non di sola Francesca Michielin vive la discoTIgrafia [cit.] nostrana. Magari sarebbe interessante sentire un bel featuring con I Moderni (se non altro per “modernizzare” quest’ultimi veramente, perlomeno a livello di sonorità e arrangiamenti).

Laura Pausini – Benvenuto

Il nuovo album di Laura Pausini si intitolerà “Inedito”. Cioè, capite? Un inedito che si intitolerà “Inedito”, un vero colpo di genio! E’ come se la Galbani lanciasse sul mercato un nuovo tipo di formaggio chiamandolo “Formaggio”, la Henkel un detersivo che lava più bianco del Dash battezzandolo “Detersivo” e la Ferrero una Nutella dei poveri dal mirabolante nome “Crema di nocciole”. Una eccezionale trovata creativa, un ritorno alle origini, un elogio della semplicità destinato soprattutto ai fan pausiniani più accaniti perché Laurotta nostra li conosce i suoi polli: sa benissimo che nemmeno loro riuscirebbero altrimenti a distinguere quest’ultimo capolavoro dai precedenti, essendo tutti delle (sempre più) scolorite fotocopie di se stessi.

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Il santo del giorno – Jason Derulo

Lo so che me ne dovrei profondamente VERGOGNARE, ma lui è il mio preferito (e non chiedetemi perché, perché non saprei trovarne una ragione: l’amore è bello perché è vario, ma soprattutto perché ti coglie impreparato e quando meno te lo aspetti) tra tutti gli rnb / rap / hiphop / black / soul / young / american / tamarr / wanna-be-the-new-michaeljackson / se-te-piacerebbe che fanno le canzoni con lo stampino. Memorabile la sua “In my head” che ha copiato da Lady Gaga e imperdibile la sua recente “Don’t wanna go home” che ha copiato da chiunque.

Io AMO Jason Derulo. Mi fa simpatia, non è il solito belloccio sventrapapere: lo disegnano così per esigenze commerciali, ma lui in realtà è un tenero, dolce, piccolo-brutto-anatroccolo. Magari tra qualche anno non si trasformerà in un bellissimo cigno, ma al più in un pollo sultano di Francesco Amadori, però a me piace lo stesso. Soffre di una lieve carenza testosteronica che si palesa in special modo durante i suoi maschi balletti (lascive figliole mezzenude gli si strusciano ovunque, ma lui è concentrato solo sulla sua coreografia: questa è professionalità, io lo trovo bravissimo). Io Jason Derulo lo ospiterei volentieri a casa mia. Magari non proprio dentro (visto quanto suda), ma in una baracca in legno di fianco alla cuccia del cane credo che ci starebbe proprio bene.

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Marco Mengoni – Solo (Vuelta al Ruedo)

Mi spiace per tutti quelli che me ne hanno chiesto una recensione sperando che mi sperticassi in entusiastici elogi, ma a me, il nuovo singolo di Marco Mengoni, non piace neanche un po’. Pare una canzone dei Muse (non nella formazione originale, però, bensì in quella “scambiata” che andò a Quelli che il calcio) cantata dai Negramaro (e questo è già tutto dire): originalità zero, una noia mortale, non ho capito niente del testo e nemmeno del video ufficiale (che spero vivamente non sia quello qui sotto).

Cioè, al primo ascolto è come un vaso di fiori che ti precipita in testa dal balcone. Poi, magari, col tempo scoprirò che non è nemmeno tanto male (dubito, dato che credo proprio che non l’ascolterò mai più), fatto sta che se avessi 99 centesimi da spendere, anziché l’mp3 di “Solo – Vuelta al Ruedo” (ma perché il titolo in spagnolo?), mi comprerei un caffè. Perlomeno mi terrebbe sveglio.

Lady Gaga – Born This Way

Lady Gaga born this way vogue

Tratto dalla recente intervista sull’ultimo numero di Vogue America, dove è in copertina (mica a caso: il “collage” qui sopra mostra chiaramente che Anna Wintour ha con lei un notevole conflitto d’interessi):

I think I am a great performer. I am a talented entertainer. I consider myself to have one of the greatest voices in the industry. I consider myself to be one of the greatest songwriters.

Basterebbe questa citazione per liquidare la “grande artista” Lady Gaga con un sonoro vaffanbagno. Ma si dà il caso che oggi sia stato l’attesissimo giorno (guarda, mi esplodono le emorroidi dall’emozione) del debutto del suo nuovo singolo, intitolato “Born This Way”.

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