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Rickrolling
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Andy Bitch – Gimme more teen spirit
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Who cares? della settimana – 5/08
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Doveri d’autore

Andy Bitch – Gimme more teen spirit

Il sottoscritto, nella persona del sottoscritto, nonché talent scout, fondatore e socio unico onorario del fanclub di Andy Bitch, prende ufficialmente le distanze dall’ultima opera dell’artista. Un mash-up a tinte fosche, ispirato a Chucky la bambola assassina (di cui, peraltro, ricorre il ventesimo compleanno) che mescola – non proprio sapientemente – Britney Spears con Kurt Cobain. Potrebbe essere il più grande successo della carriera di Andy, oppure l’inizio del suo declino (propendo per la seconda: Andy, guardati le spalle che Chucky ti verrà a cercare nottetempo). Lascerei, comunque, a Phlexo (the denial also known as) l’onere del giudizio finale.

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Who cares? della settimana – 5/08

Mi è passata sotto gli occhi una grande quantità di trashnotizie di fondamentale importanza la scorsa settimana, che non ho avuto il tempo di commentare. Beh, recuperiamo:

5) Silvia mi avvisa che nel weekend è uscito – nell’omertà più totale e con un anno di ritardo rispetto all’America dove è stato un immenso flop – il film-tributo alle bambole di plastica più famose del mondo, quelle con la testa grossa grossa, il corpo anoressico e vestite con degli abiti che sembrano stati indebitamente sottratti al circo di Moira Orfei. Cosa avete capito, sto parlando del film delle Bratz, non di un documentario sulla vita delle Spice Girls.

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Doveri d’autore

Phlexo, musicista, amante del rock vero e del grunge, mi scrive chiedendomi di dedicare un po’ di spazio al gruppo che ha forgiato un gran bel pezzo di storia del rock. Ma che c’è da dire sul mito dei Nirvana e sulla loro icona incontrastata Kurt Cobain, che non sia già stato detto?

Una curiosità c’è, ed è comparsa recentemente sul prestigioso Forbes. Kurt Cobain, per la prima volta, batte Elvis Presley nella classifica di quegli artisti che riescono a fare soldi pure dopo essere morti. Oggi i suoi eredi incassano camionate di dollari di diritti d’autore, ma chissà se, in vita, Kurt ha espletato tutti i suoi doveri d’autore. Perchè conoscendo anche marginalmente la sua storia, viene il legittimo dubbio che l’icona non sia poi tale per meriti oggettivi, ma più che altro perchè speculare a posteriori sulla figura di qualche defunto (dai santi ai cantanti) è sempre un ottimo business. Oggi Cobain incarna indubbiamente molti sogni di altrettanti suoi fans. Ma, sinceramente, anzichè essere bello, dannato e miliardario postumo, preferirei di gran lunga essere brutto, d’annata e povero in canna. Ma vivo.

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