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X-Factor 4 – Prima puntata. Eliminata Alessandra Falconieri

X-Factor 4 – Prima puntata. Eliminata Alessandra Falconieri

X Factor 4 - 2010 Anna Tatangelo, Elio, Mara Maionchi, Enrico RuggeriRaidue ci crede molto e X-Factor 4 è ai nastri di partenza in grande spolvero, con smisurate speranze ed un budget stellare: in rete sembra il virus del momento e pare aver già fatto il botto ancor prima della partenza. D’altronde se non decolla quest’anno, probabilmente non ci riuscirà mai più e non ci saranno Lady Tate che tengono. Da quanto intravisto iersera nell’anteprima (e ancor più stasera), le quattro squadre con i dodici concorrenti sono piuttosto modeste. Non è escluso che qualcuno sia particolarmente incline a polemiche amiciane che garantiranno un po’ di “ciccia” riempitiva: in fin dei conti la tv si nutre (anche) di questo e azzarderei che un po’ di vitalità – anche sotto forma di bestemmie in faccia reciproche – questo programma se la meriterebbe. Per il resto stessa scenografia, stesso presentatore, ritmo ancora più rallentato che ai tempi di Claudia Mori. Ciò che vale la visione è Elio travestito da Morgan e poco altro.

I giudici
Mara Maionchi (voto 7-): una garanzia. Segue la squadra dei bimbiminkia da TRL, ovvero l’unica da cui in tre anni di tentativi sia riuscita a sfornare qualcosa (anche se quel qualcosa non era certo una ciambella col buco, anzi, forse era solo il buco, ovvero Tony Maiello). Durante i provini e il bootcamp, la giudicessa veterana unica superstite del vecchio cast sembrava in ritrovata forma e, ad avviso dello scrivente, la sua categoria è l’unica che potrebbe aspirare a plasmare un successo in termini di pubblico carampano e conseguentemente di vendite (ma poi magari vincerà Elio). Come sempre, il suo vocabolario è migliorabile in qualità e numero di imprecazioni (ad esempio, al posto di “non mi rompere le balle” proporrei un “non maciullarmi lo zebedario”, “non triturarmi i pomodori pachino”, oppure “non sperimetrarmi gli esagoni”). E’ affiancata dalla vocal-coach Rossana Casale (ovvero la proiezione di Paola Barale nel 2050), già nello stesso ruolo a Operazone “Mucha Mierda” Trionfo. Sono i corsi e ricorsi della tv.

Anna Tatangelo (voto 2): sua la categoria delle pollastre under 24, che plasmerà a sua immagine e somiglianza (ovvero, non riuscendo a farle sfondare nel mondo della musica, terrà loro dei corsi su come farsi sfond…[censored]). L’ “artista pop” Anna Tatangelo abusa del termine “emozione” e dei suoi derivati, ma ci mette tanto cùore e parla per proverbi: sotto questo aspetto si pone come il perfetto rimpiazzo per (la coetanea) Simona Ventura. Il suo cavallo di battaglia “quando la persona è zero, l’offesa è nulla” è inciso col sangue di Milly D’Abbraccio sulla porta del suo camerino. Ah, per concludere una volta per tutte il discorso: la D’Abbraccio è stata indubbiamente sgarbata, ma ha detto ciò che praticamente noi tutti pensiamo. Ecco, magari non era la persona più titolata a farlo, perciò ha fatto bene “Lady Tata” a risponderle a tono: almeno ha dimostrato di essere reattiva e di non avere il cervello (d’a)lesso. Ma il momento in cui strabuzzeremo tutti davvero gli occhi e le orecchie, sarà quando Elio dirà in diretta a Mrs. D’Alessio cosa pensa sinceramente di lei. Probabilmente succederà solo nei miei sogni, ma sarebbe una scena che non vorrei perdermi per nulla al mondo.

Elio (voto 6) e le storie over. Era il sogno che tutti noi avevamo: vedere un musicista, cantante ed autore coi controcazzi (si può dire “controcazzi”?) scagliare frecce caustiche, dare sonore legnate e piazzare cariche dinamitarde per far implodere il “sistema” dall’interno. Elio, invece, ai provini si è dimostrato molto serioso e compassato, ma stasera ha messo in atto il suo parziale riscatto anche se le (mie) aspettative su di lui sono ancora maggiori: mi auguro che molli un po’ le briglie e ritorni tra noi prima di trasformarsi con mia somma delusione in un “ragazzo che limona da solo”.

Enrico Ruggeri (voto 6/7), al timone dei gruppi vocali, potrebbe a sorpresa essere lui la rivelazione di questa edizione. Diciamoci la verità, l’abbiamo apprezzato ad inizio carriera in quanto innovatore punk, poi snobbato un po’ quando le sue canzoni hanno cominciato a non essere più così incisive come un tempo e lui ha ben pensato di riciclarsi come conduttore di trasmissioni trash su esorcismi e cerchi nel grano. Oggi, però, unendo il ruolo – recepito e metabolizzato – del provinatore xfactoriano all’esperienza musical/televisiva, pare quello più a fuoco nei panni del talent scout. Non me l’aspettavo: sarà merito dei Maya.

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