Tag - morto Michael Jackson

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Gallery inedita dei figli di Michael Jackson
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I dischi più venduti della settimana nel mondo
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Jackson Memorial: per chi l’ha visto e per chi non c’era (su Facebook a commentare live, intendo)
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Michael Jackson due giorni prima
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Tutto nella norma
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Michael Jackson, l’ultimo addio
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E’ morto Michael Jackson (sottotitolo: cronaca di una morte su Facebook)

Gallery inedita dei figli di Michael Jackson

Prince e Paris Jackson mai visti così da vicino. Gli eredi, desiderosi di far cassa, cominciano a svendere ai rotocalchi scandalistici quelle parti di intimità che il defunto re del pop ha sempre evitato di far diventare di pubblico dominio. Anche per tenere lontano il sospetto che forse, di quei bambini, non era propriamente il padre biologico.

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I dischi più venduti della settimana nel mondo

Curiosa classifica (tratta da Soundsblog):

  • 10. Off The Wall – Michael Jackson
  • 9. Ring – Miliyah Kato
  • 8. Hannah Montana 3 – Soundtrack
  • 7. Bad – Michael Jackson
  • 6. Triangle – Perfume
  • 5. King Of Pop – Michael Jackson
  • 4. Blacksummers’night – Maxwell
  • 3. The Essential – Michael Jackson
  • 2. Number Ones – Michael Jackson
  • 1. Thriller – Michael Jackson

La curiosità sta nel fatto che, insieme a me, il 98% abbondante della popolazione non ha la più pallida idea di chi caspita siano quelli alle posizioni 9,8,6 e 4. Provo ad azzardare:

9. Ring – Miliyah Kato: la cugina nipponica di Malika Ayane con una canzone che dopo sette giorni che l’hai ascoltata ti esce una bambina vestita di bianco dallo scarico della doccia e ti accoltella alle spalle;

8. Hannah Montana 3 – Soundtrack: la colonna sonora della serie tv che vede protagonista una adolescente modello di giorno, ma che di notte si trasforma in una scatoletta di carne sotto gelatina;

6. Triangle – Perfume: liberamente ispirato a Lady Gaga, un pruriginoso brano sulla depilazione inguinale e l’uso esagerato dell’Intima di Karinzia;

4. Blacksummers’night – Maxwell: l’inno ufficiale delle ronde padane, registrato su audiocassetta da 60’

Jackson Memorial: per chi l’ha visto e per chi non c’era (su Facebook a commentare live, intendo)

La celebrazione allo Staples Center di Los Angeles è stata sobria ed in linea con le aspettative. Un tributo necessario (ma anche no, secondo alcuni) e decorosamente dentro gli schemi: a tratti commosso, a tratti più leggero, con la bara dorata del “king of pop” a bordopalco. Qualche eccesso emozionale ha portato Brooke Shields e Usher a strafare (e a strafrignare, instillando il dubbio sulla veridicità delle loro lacrime), anche se mi aspettavo di vedere più vip sopra il palco. Dov’erano, per esempio, Macaulay Culkin e la scimmia Bubbles? (si dice che quest’ultima stia sostituendo Britney Spears al Circus Tour, ma è solo una voce di corridoio)

Secondo il direttore di Studio Aperto (che ha coperto l’evento con una precisione tale che se spezzettavano la pellicola e la incollavano con la UHU di cui si parlava ieri, probabilmente sarebbe venuto fuori qualcosa di più vedibile), il momento migliore del “memorial” di Michael Jackson è quello riportato nel video qui sotto. Ovvero quando una bambina sconosciuta alla redazione del telegiornale di Italia Uno viene piazzata dal parentado sul palco davanti al microfono per dare l’ultimo saluto ad un imprecisato “miglior papà che si possa immaginare”. Il parterre degli ospiti presenti nello scantinato di Giorgio Mulè (il diggei Linus, la nonsoché Kay Rush fu Sandwik, il prodiuser Tarak Ben Ammar che millanta di avere scoperto e importato in Europa Michael Jackson – scusate, ma concedetemi il beneficio del dubbio) la identifica come “la figlia di Janet“. No comment.

Commento a margine: è significativo vedere come Michael Jackson facesse di tutto per tenere i figli fuori dalla portata dei paparazzi (facendo indossare loro strampalate maschere per non essere ripresi in luoghi pubblici), mentre i suoi eredi non vedono l’ora di sbattere il minore sotto i riflettori (esattamente come – a suo tempo – fecero con lui).

Il momento più toccante della celebrazione è riassunto nell’esibizione corale di “We are the world” e “Heal the world”. Solo due precisazioni.

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Michael Jackson due giorni prima

Impossibile non continuare a dedicare spazio a Michael Jackson, la cui scomparsa ha avuto l’effetto di riaccendere su di lui dei riflettori che da qualche anno a questa parte erano più spenti di quelli della zona industriale dove vanno ad imboscarsi le coppiette. I suoi album e le sue raccolte sono in vetta a tutte le classifiche del pianeta, con gioia degli eredi, dei creditori e degli speculatori. La morte improvvisa del cantante è avvolta ancor più nel mistero, dopo la diffusione dei video delle prove ufficiali dei suoi futuri concerti londinesi. Visto da sotto il palco il 23 giugno, nulla avrebbe lasciato intuire ciò che sarebbe successo due giorni dopo. Anche se tutto quel vento avrebbe potuto abbattere una mandria di cinghiali (mi piacerebbe conoscere le condizioni di salute della chitarrista bionda).

Intanto sembra sia stata decisa la data del funerale solenne: il prossimo martedì 7 luglio, a Los Angeles, che si preannuncia come una delle più grandi mobilitazioni popolari di tutti i tempi.

Tutto nella norma

A Lady Gaga è atterrata una pizza sulla testa: una capricciosa al tavolo otto!

Britney Spears è tornata mora, ma non ha perso i “movimenti scattosi da scarafaggio spruzzato col DDT“. O forse non ci vede perché ha le cataratte. Probabilmente sta andando a farsi una visita, per quello ha in mano la tessera sanitaria.

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Michael Jackson, l’ultimo addio

michael jackson dead2

MTv ci ha sfranto i cosiddetti per tre giorni, ma il tributo era quantomeno dovuto. La televisione generalista, invece, si è dimostrata alquanto impreparata a gestire l’evento: quando ancora non era stata resa nota la gravità della situazione io scherzavo sul “coccodrillo” e sull'”arresto cardiaco”, ma i nostri tg non hanno saputo mica fare tanto meglio. Presi alla sprovvista (i “coccodrilli”, evidentemente, non vanno più di moda nelle nostre redazioni giornalistiche, tutte troppo impegnate a crearsi profili su Facebook) hanno saputo solo dire che era morto un cantante che con Thriller aveva venduto il numero più alto di dischi nella storia e che aveva avuto problemi legali per storie di pedofilia, ovvero cose che avrebbe potuto esprimere anche il mio salumiere senza avere un minimo di preparazione giornalistica o legata allo showbiz. Matrix, venerdì sera, unico programma di “informazione” (le virgolette sono più che mai d’obbligo) sopravvissuto alla calura estiva, ha addirittura liquidato la scomparsa del re del pop in quattro e quattr’otto, preferendo una puntata celebrativa dello zombie Edoardo Vianello (quanto siamo provinciali anche in questo, caspita: se moriva Alba Parietti, per dire, ci sarebbero state edizioni straordinarie a tutte le ore con il cordoglio trasversale delle istituzioni raccolte in seduta plenaria a Porta a Porta con Vespa in lacrime, il plastico della scenografia di Galagoal ed il video di Etienne trasmesso a ripetizione dai network nazionali).

Amato o odiato, se n’è andato uno degli ultimi miti della pop-culture. Una vita piena di luci e di ombre, un essere non più umano ormai deforme nel corpo e nello spirito. Ma la sua musica resterà, questo è certo. Poco importano ora i riscontri del medico legale, le beghe ereditarie o l’analisi filologica della chiamata al 911. In questi giorni la rete ha supplito (come sempre) alle carenze informative della tv e non ha parlato d’altro, perciò mi accodo con l’ultimo videoricordo: un mash-up di 10 minuti, peraltro anche piuttosto gradevole. Se siete fan di Michael Jackson fermatevi qui. O al limite andate a leggervi lo specialone del Time.

Perché, come dicevo, la rete non ha parlato d’altro. Nel bene e nel male. Dopo il salto, la parte “politicamente scorretta” della faccenda (che io riporto solo per “dovere di cattivo gusto“).

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E’ morto Michael Jackson (sottotitolo: cronaca di una morte su Facebook)

michael_jackson_dead

Tutto avrei pensato che potesse succedere stasera, tranne di “vivere” la morte di Michael Jackson in diretta su Facebook. Sono le 23.14, ora di Facebook. Nel giro di mezz’ora Alessia mi avvisa del “presunto infarto” (scherzavo sul fatto che avrei dovuto preparare il “coccodrillo”) di cui in rete parla solo l’agenzia giornalistica AGI. Butto l’occhio su TMZ dove scrivono che interpellando i parenti, c’è stato un ricovero d’urgenza e le condizioni sembrano gravi. Refresho la pagina e mi trovo davanti al titolo “Michael Jackson dies“. I nostri siti di informazione tacciono, pubblico la notizia di TMZ sulla mia bacheca di Facebook. In men che non si dica la ripubblica chiunque e lo status di tutti annuncia la scomparsa del re del pop. Tra l’incredulità generale, Tgcom è il primo a piazzare la notizia in homepage a caratteri cubitali. Seguono Repubblica e Corriere. Le televisioni sono più caute ed affermano che solo i siti TMZ e Drudge Report parlano di “decesso”, mentre secondo le grandi testate giornalistiche degli States, Jackson sarebbe in coma ma ancora vivo. Il TG5 della notte, dopo SkyTg24, è il primo telegiornale nazionale a passare la notizia: all’inizio ci vanno cauti, ma poi la conferma arriva congiuntamente dal L.A.Times e dal Washington Post. Anche la CNN dà la notizia per ufficiale. Michael Jackson è morto all’età di 50 anni, il 25 giugno 2009. Sono le 0:58, ora di Facebook.

Vabbè, io mi ero preparato una battuta sull’arresto cardiaco, ma la riciclerò con qualcun altro. Intanto (ancora sotto shock) vorrei invitarvi a dire la vostra nei commenti. Se volete qualche spunto di discussione:

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