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Csnf intervista Davide Papasidero: stimo Morgan e mi ispiro ai cantanti del passato, tra cui Freddie Mercury e i Beatles. La cultura non puo’ essere sostituita. Maria De Filippi e’ una grande professionista
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X-Factor 3 – La finale – vince Marco Mengoni. Ultima Chissenecronaca doppia (qui e su FB) e lunghissima
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X-Factor 3 – La semifinale con vincitore annunciato e inediti dei concorrenti
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X-Factor 3 – Undicesima puntata – Chissenecronaca live. Televoto con presunti brogli, Eliminata Paola Canestrelli
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X-Factor 3 – Decima puntata, Chissenecronaca live – Eliminata Chiara Ranieri
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X-Factor 3 – Nona puntata. Chissenecronaca live ma non troppo – Eliminata Ambrasophie (ma che peccato!), entra Paola
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X-Factor 3 – ottava puntata – Chissenecronaca live – Eliminato Damiano

Csnf intervista Davide Papasidero: stimo Morgan e mi ispiro ai cantanti del passato, tra cui Freddie Mercury e i Beatles. La cultura non puo’ essere sostituita. Maria De Filippi e’ una grande professionista

davide papasideroQuesta (lunga) intervista doveva essere pubblicata in esclusiva mondiale tipo sei mesi fa. E invece i poteri forti che governano il mondo (leggi: le case discografiche, Angela Merkel, il Gabibbo e la patonza depilata di Sara Tommasi) l’hanno bloccata senza un ragionevole motivo fino ad ora. Oggi Davide Papasidero, il Kurt di Glee di XFactor 5 (eliminato dal talent dopo l’ahinoi indimenticabile performance su “We are your friends” dei Justice VS Simian) è finalmente libero di rispondere alle scomodissime domande del Chissenefrega Blog. L’avevo assolto per essersi fatto intervistare prima da Riverblog che da me, ma ho preso come un affronto personale il fatto che si sia fatto intervistare pure da Paola Saluzzi a Buongiorno Cielo prima di concedersi al sottoscritto. Una volta visto il videoclip de “Il giardino segreto”, però, gli si perdona tutto.

Davide, iniziamo con una domanda ORIGINALISSIMA: come nasce l’analogia con il personaggio di Kurt di Glee? E’ una scelta furba e studiata, o una inconsapevole coincidenza? Oppure è lui che ha copiato il tuo look?

Inizio subito dicendo che amo Glee, è un telefilm molto divertente e scorrevole, apprezzo molto il messaggio che lancia, perché è lo stesso di cui cerco di farmi portavoce nel singolo “ Il giardino segreto”. Per quanto riguarda Kurt devo essere sincero, non ho mai pensato di ispirarmi a lui, se in molti hanno trovato una somiglianza probabilmente è perché abbiamo molte cose in comune, io lo prendo comunque come un complimento, visto che il suo personaggio è stato inserito nella lista dei cento personaggi più influenti in America negli ultimi anni, ed ha sempre avuto un look inconfondibile 🙂

Cosa ti ha lasciato l’esperienza di X-Factor? Più orgoglio per averla fatta o più rimpianti per non essere arrivato fino alla fine?

L’esperienza di X factor mi ha lasciato una consapevolezza maggiore, mi ha dato la carica giusta per poter provare ad affrontare il mondo discografico di oggi, pieno di ingiustizie e stranezze. X factor è sempre stato un sogno per me, l’ho sempre guardato con molto piacere sin dalle prime edizioni in Inghilterra, e ritrovarmi a cantare su quel palco è stato bellissimo, quindi direi assolutamente orgoglio per averla fatta. Non ho alcun tipo di rimpianti, anche perché penso di essermi preso la mia rivincita nel post X factor.

Senti ancora il tuo ex giudice Morgan? Com’era il rapporto con lui? A bocce ferme puoi fare un’analisi lucida e più fredda: Morgan credeva davvero nelle tue potenzialità oppure in qualche momento hai avuto il sospetto che prevalesse una sua voglia di “fare scena” per scopi televisivi (un po’ come fece con Valerio)?

Morgan è una persona che stimo profondamente, sia dal punto di vista umano che da quello artistico. Con lui si è creato un rapporto davvero speciale, sin dai primi provini, ho sentito che durante le selezioni di Xf6 mi ha di nuovo tirato in ballo, paragonando uno degli aspiranti ragazzi a me, dicendo quanto fosse stata prematura la mia eliminazione, e tutto ciò , non può che farmi piacere.  Sicuramente Morgan è molto scenico, ama far parlare di se, e automaticamente dei suoi cantanti, abbiamo sempre fatto scelte abbastanza coraggiose e rischiose, ma per me X factor è anche questo, voglia di sperimentare e di mettersi in gioco al cento per cento.

Tu, a X-Factor, sei stato eliminato e la settimana dopo ti hanno invitato come ospite per duettare con Morgan. Un trattamento di favore? Un buco in scaletta da riempire? Oppure c’era qualcosa che dovevi ancora dimostrare che invece non avevi fatto in tempo a dimostrare durante la tua permanenza nel talent? Se sì, cosa?

Di certo tornare la settimana dopo la mia eliminazione è stata una soddisfazione davvero grande, non me lo aspettavo, e quando ho ricevuto la chiamata ricordo ancora i salti di gioia che feci.  Sono stato invitato in trasmissione per due motivi: sia perché Morgan è rimasto molto male della mia eliminazione e voleva quindi permettermi di fare un duetto con lui, ed anche perché molta gente non ha preso bene la mia eliminazione, soprattutto nella puntata dance, e quindi la produzione ha deciso di darmi un ultimo momento di gloria, che, devo essere sincero, non dimenticherò mai. Avevo le gambe e le mani  che tremavano come non so cosa, e quando si è aperto il led , vedere tutta quella gente applaudirmi è stato davvero emozionante.

So che recentemente hai organizzato una reunion dei concorrenti dell’ultima edizione. Come è andata? Cosa avete fatto durante la rimpatriata? Siete tutti ancora amici, oppure, dopo la fine del programma sono scattate le invidie e le inimicizie?

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X-Factor 3 – La finale – vince Marco Mengoni. Ultima Chissenecronaca doppia (qui e su FB) e lunghissima

La parabola discendente di un talent show partito nella primavera del 2008 sotto i migliori auspici giunge stasera finalmente al suo naturale punto d’arrivo, accompagnata da un carico di delusione per i mille motivi su cui abbiamo già disquisito decine di volte. Sembrano lontanissimi i tempi in cui lo show veniva premiato per la sua eroica resistenza alla concorrenza con la promozione su Rai Uno, e sembrano ancora più lontani i tempi (sette mesi fa) in cui mi esprimevo scrivendo:

[…]il programma televisivo che ha ridato un senso al genere talent show. Dopo anni di vani tentativi della concorrenza di lanciare nuove stelle che fossero credibili sul mercato musicale, mamma Rai è riuscita a dare la svolta, con uno show di qualità in cui il talento l’ha sempre fatta da padrone

oppure (diciotto mesi fa):

[…]il prodotto televisivo in sé funziona, è interessante e privo di volgarità, peccato solo per alcune scelte discutibilissime dell’adattamento italiano. Simona Ventura come giudice, per esempio: seppur unico nome di richiamo, ha svolto in maniera scadente il suo compito da giurata

Chi se l’immaginava che avrei dovuto rimangiarmi tutto dopo sole tre stagioni? Dalla scelta sbagliata e poco televisiva del nuovo giudice Claudia Mori alle manie di protagonismo di Morgan, dalla fiacchezza di Mara Maionchi nella gestione dei gruppi vocali alle lacune professionali del conduttor Facchinetti (che verrà premiato con un nuovo programma di prima serata a partire da gennaio, tanto per dire), da alcune scelte musicali degne del Cantatù Hannah Montana a miracoli quantomeno sospetti accaduti a cantanti poco meritevoli, la famosa “china” che lo scorso anno non piaceva alla tanto vituperata Simona Ventura, in questa edizione si è trasformata in una vera deriva senza precedenti, accompagnata da una totale perdita di credibilità del format (e dei suoi protagonisti), nonché  dell’entusiasmo dei telespettatori più fedeli.

Ma è inutile ripetersi ancora: su X-Factor – e sul suo annunciato vincitore – ho già scritto tutto lo scrivibile; la storia di questa terza edizione del talent che batte (fiaccamente) sul due è scritta nelle dodici (tredici compresa la presente) chissenecronache live, portate avanti di settimana in settimana in versione “double” qui sul blog con la parte più “ragionata” e in contemporanea su Facebook, con i commenti a caldo che ci hanno infiammato – e non poco. E per una volta volevo soffermarmi proprio sull’aspetto interattivo della faccenda, perché – diciamocelo – da quando esiste Facebook fare i “gruppi d’ascolto” dà un senso completamente diverso a quella vecchia abitudine di guardare passivamente la televisione, soprattutto quella televisione che altrimenti guardarla sarebbe una noia mortale. E ho fatto pure un conto forse molto idiota ma che mi inorgoglisce, perché il giovedì mattina aprire Outlook e vederlo inchiodato mentre scarica in media le circa 600 (con picchi di oltre 700) notifiche dei commenti arrivati sulla bacheca ogni mercoledì sera (i miei commenti non sono inclusi nel conteggio) è una vera soddisfazione se si considera che sul blog ufficiale di X-Factor, la media matematica dei commenti che sono giunti in queste dodici settimane è di 803,45 a puntata. La costola facebookiana di questo blog è nata in maniera ssolutamente spontanea, senza pubblicità alcuna, ed è un risultato spiazzante tenendo presente che Chissenefrega non l’ha mai nominato nessuno da nessuna parte, mentre lo spot con l’indirizzo del blog ufficiale del programma passa su Raidue ogni cinque minuti. 

Comunque, vi ringrazio tutti adesso perché poi (come di solito dicono in televisione) non ci sarà più il tempo. Grazie a voi di esistere, grazie a Facebook di esistere, ma a X-Factor un po’ meno. Chissà cosa succederà per X-Factor 4: se dovessi dare adesso un’opinione sulla prossima edizione (il direttore di rete ha appena confermato che si farà), direi che se parte con le premesse con cui si è chiusa la terza, allora “per me è no”.

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X-Factor 3 – La semifinale con vincitore annunciato e inediti dei concorrenti

Marco Mengoni vince X-Factor 3

Penso che avrei fatto meglio ad intitolare questo post “X-Factor3 la finale: vince Marco Mengoni”. Che senso ha farci penare un’altra settimana per confermare ciò che fin dall’inizio era già stato ampiamente previsto? Nonostante Morgan cerchi di intorbidire le acque (propagandando nel daytime la vittoria di Silver, per carità), è fuor di dubbio che sarà il suo stralunato pupillo a portarsi a casa il contratto discografico da 300.000 euro: quel Marco “artista vero” ed unico talento nella pletora di aspiranti divi transitati sul palco dello show di Raidue; quel Marco che è sbocciato e cresciuto distinguendosi per capacità d’interpretazione (ma considerato il livello di certi suoi competitor non era poi così difficile imporsi); quel Marco un po’ Forrest Gump e un po’ emergente icona gaia; quel Marco che da Nina Simone a Prince, da Mia Martini a Michael Jackson, da Umberto Bindi a Rosy Bindi, dove lo metti sta, senza sfigurare, ma confondendo anche un po’ il pubblico su quale sia la sua reale identità musicale. Stasera è la serata della presentazione degli inediti e quello affidatogli potrà darci una netta indicazione su quale sarà il suo futuro discografico dopo l’esperienza di X-Factor. Avremo un nuovo idolo bimbominkia alla Valerio Scanu? Una nuova Anna Tatangelo in cerca di marito? Un coraggioso esperimento electropop stile Sam Sparro all’amatriciana? La cosa migliore sarebbe che Marco Mengoni non ricordasse nessun altro, che trovasse uno spazio per esprimere se stesso in un mercato difficile e moribondo come il nostro. Forse se lo merita anche (beh, detto così, mi rendo conto che non sembri un grande augurio). Il suo inedito si intitola “Dove si vola” e questo titolo non promette niente di buono.

Non nascondo, poi, una certa curiosità nei confronti del singolo delle Yavanna: riuscendo a ricreare un’atmosfera da harem d’oriente come quella della settimana scorsa su “Pazza Idea”, potrebbero davvero farcela a stupirmi. D’altronde loro sono quelle che io all’inizio avrei voluto asfaltare sotto una colata di catrame fumante, ma si sono col tempo guadagnate i miei favori via via che perdevano per strada pezzi d’abito e contestualmente acquisivano sicurezza sul palco. Con buona probabilità il loro è stato il percorso di maggior crescita, di fronte al quale si sono poste sempre con grande umiltà, perlomeno fino a quando non hanno deciso di abbandonare le orecchie di silicone ed usare lo stesso materiale per rimpinguare i reggiseni. Ma al di là dell’aspetto estetico, la loro vocalità è d’indubbio interesse: se i mercati discografici volteranno loro le spalle, potranno sempre riciclarsi come suoneria dell’antifurto “Salvalavecchia Beghelli”. No, seriamente, si sente che il trio è affiatato, che la coesione non è una scelta forzata e paracula attuata per soli fini commerciali, ma fa parte di quel mondo sospeso tra il fatato ed il softcore al quale le tre sorelle hanno pienamente dimostrato di appartenere. Il loro inedito è “Una donna migliore“. Per non saper né leggere né scrivere mi pare poco azzeccato un brano al “singolare” per un trio vocale. Mi dà l’impressione di un pezzo scritto per qualcun’altra (tipo Ambrasophie) e riciclato per l’occasione senza troppi sforzi o ripensamenti.

Il resto interessa davvero poco. A Giuliano un timbro graffiato non basterà se non si metterà in testa di uscire dal ruolo di larva trocofora, anche solo per rispetto di chi per dodici settimane si è fatto il mazzo (cioè solo Marco e le Yavanna). E’ un po’ difficile immaginare che un due di bastoni, venuto fuori all’improvviso dal mazzo rimescolato, possa trasformarsi in un asso pigliatutto, se non è davvero carico di effettivo valore. Magari avrebbe bisogno di un pezzo molto forte per sperare nel “Giusy Ferreri Effect”: la Mori non poteva farglielo scrivere da Celentano? (ma mi sa che pure lui, di pezzi forti, non ne scrive più dagli anni 70). Chiunque ne sia l’autore, l’inedito selezionato per il cantante sardo si intitola “Ruvido“. Un po’ come la sua voce: scelta banale. Infine, c’è l’affaire Silver, il nostro tenero boyscout. Talmente tenero che si taglia con un grissino (ma anche direttamente con una sega elettrica). Non si è mai messo in evidenza una volta nell’arco di tre mesi (anzi no, una sola, ed è stato quando tutti gli altri hanno fatto peggio di lui: ma attendere il fallimento altrui per farsi notare non può essere una strategia che paga) e dopo la scandalosa esibizione della scorsa settimana culminata nel colpo di scena dell’eliminazione annunciata da Facchinetti, ma misteriosamente revocata dal notaio, è impossibile non sperare che riceva una qualche sorta di punizione divina tipo le emorroidi a tradimento. Canta “Fuori c’è il sole” e scommetto che nel testo non mancherà anche qualche “cuore” e qualche “amore”. Lo sapete, è dalla prima puntata che rimpiango Jury.

Tra gli ospiti della serata ci saranno i Finley e Gigi D’Alessio: bel modo di ricompensarci per avere dimostrato fedeltà per un’intera stagione ad un programma sempre più insostenibile. Siccome ho già scritto anche troppo, direi che stasera, per protesta, non ci sarà la Chissenecronaca qui sul blog, mentre è confermato il nostro gruppo d’ascolto live su Facebook (mai più senza!) a partire dalle 21.05, per scoprire insieme quali livelli di isteria raggiungerà questa semifinale e quali concorrenti approderanno (finalmente) all’ultima puntata.

X-Factor 3 – Undicesima puntata – Chissenecronaca live. Televoto con presunti brogli, Eliminata Paola Canestrelli

X Factor televoto dubbio

Mettete insieme due vecchie galline in fuga dalla geriatria (una più propensa al turpiloquio, quell’altra con l’ego – e la presenza scenica – di una mongolfiera) che non è che facciano poi sto gran brodo; un gggiovane presentatore carente di spina dorsale abbastanza “populista, retorico, demagogo, vuoto“; e una pallida scheggia impazzita a cui parte l’embolo ogni qualvolta sorseggia sottobanco un succo di frutta corretto Fernet. Cosa ottenete? Un talent show allo sbando dove alla mancanza di talenti si sopperisce con polemiche sterili, parolacce inutili e prese di posizione indifendibili. Un talent show che odora profondamente di già visto, con dinamiche già vissute ed idee riciclate (oggi i cantanti saranno accompagnati in studio da un’orchestra, come nel serale di Amici) che in questa sua terza, frettolosa, edizione, ha ampiamente disatteso ogni aspettativa.

Ospiti della undicesima puntata di X-Factor, Francesco Renga che presenta il suo nuovo album di cover (anche lui fantasia a go go, ultimamente) e Checco Zalone, un mistero irrisolto della comicità nostrana, che propone una interessante marchetta della sua prima, indispensabile, cinevaccata. Ci vediamo con le varie cronache live qui e su Facebook a partire, come sempre, dalle 21.05

Giuliano:
Mi Ritorni in Mente – Lucio Battisti
Dietro di lui il video di una Claudia Mori giovane e filiforme, dentro alla sua testa il vuoto. Nel daytime ha dimostrato difficoltà col testo: speriamo che gli “ritorni in mente”. Voto 6 e 1/2, meriterebbe di più giudicando le qualità vocali, ma la personalità da jellyfish non lo agevola.

Silver:
Space Oddity – David Bowie
Aaaaargh! Un incubo!! Ancora l’accoppiata fari + ventilatore!!! E’ Silver il nuovo Ambramarie!!!! Voto 2 (bel momento quando Silver confessa a Renga seduto in giuria, che lo sta impietosamente stroncando, che i due si erano conosciuti qualche anno fa non ho capito dove, ma probabilmente durante qualche sessione di karaoke. Renga, naturalmente, ha rimosso l’evento)

Yavanna:
Neverending Story – Limahl
Un crudele fuorionda svela che la scelta del pezzo è stata effettuata da Morgan, che ormai è il re incontrastato del programma, con buona pace dei suoi detrattori. Canzone cult della nostra (mia) giovinezza che le Yavanna (stranamente) non storpiano, riuscendo a moderare i loro ululati da elfe in calore. Voto 6/7 (ma che arrangiamento smorto! questa è l’orchestra più soporifera della storia!!)

Paola:
Estate – Negramaro
A parte il look da scaldabagno dark, l’esibizione non mi è piaciuta. Sarà che i Negramaro mi fanno venire l’orticaria. Voto 5

Marco:
Kiss – Prince
Quando urla in quella maniera non incontra esattamente il mio gusto, comunque il ragazzo è “a fuoco” e il suo genere è questo, un “pop decente”. Ma in Italia, oggi, esiste il genere “pop decente“? C’è qualcuno che sappia scrivere canzoni adatte ad una voce e ad una personalità come quella del Mengoni, oppure anche lui si ritroverà a cantare esclusivamente ballate neomelodiche da suicidio? Continuo ad essere dell’idea che una volta uscito da X-Factor, Marco farà non poca fatica a collocarsi. Momento topico della sua esibizione: la coreografia tommassiniana prevede che il cantante spogli le due ballerine che gli si strusciano contro. Ecco, Marco rimuove i veli dai loro corpi con lo stesso interesse con cui mia nonna leggerebbe Pc Professionale. Voto 7-

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X-Factor 3 – Decima puntata, Chissenecronaca live – Eliminata Chiara Ranieri

Signore e signori, ladies and gentlemen, popolo di Raidue, tutto è pronto per la decima puntata di X-Factor: anche la Bacheca Ammiraglia, risorta dopo i problemi tecnici della scorsa settimana per i quali ho deciso di fare causa a Mark Zuckerberg. Dalle 21.05, come di consueto, doppio live qui e su Facebook. Ci attendono anche Mariah Carey (che Facchinetti pronuncia come se stesse dicendo “Maiala al Curry“), Spandau Ballet (redivivi insieme alla bacheca), Amadeus e Matteo Becucci. Ebbene, di questi ultimi due avrei anche fatto volentieri a meno.

Ecco, ci spariamo subito la cartuccia Maiala al Curry, che non compare sui nostri schermi (televisivi) da millenni. Fosse stata ospite di un qualsiasi altro evento tv, avrebbero creato la suspance necessaria per tirare avanti almeno un paio d’ore prima di farla esibire. Vabbè, via il dente via il dolore.

Marco
Onda su onda (Bruno Lauzi)
Un po’ dandy, un po’ “Arisa meets Daniele Magro”. Marco ha ipotecato la vittoria fin dalle prime puntate perciò da lui bisogna pretendere il massimo. E lui il massimo lo dà quando canta cose meno vintage. E più anglofone. Penalizzato, voto 6 e 1/2

Paola
Briciole (Noemi)
Non concordo sulla scelta di questo pezzo: sembra che la Mori voglia denigrare Noemi colpendo indirettamente Morgan con una specie di messaggio subliminale del tipo: “Questa tu l’hai scartata l’anno scorso e invece canta meglio della tua protetta”. Paola è brava, ma né più e né meno dell’originale. Toglietela al più presto dalle grinfie della Molleggiated Housewife: non abbiamo bisogno di un clone di qualcosa che c’è già, se deve fare la fotocopia di Noemi, tanto vale che ci teniamo l’originale. Voto 4

Yavanna
Alexander Platz (Milva)
Se il muro di Berlino non fosse già stato abbattuto vent’anni fa, sarebbe crollato questa sera quando le voci delle tre Yavanne si sovrapponevano (onestamente, sentendole mi è venuta la pelle come quella di un tacchino al forno). Non mi sono piaciute, tranne che per il look (più adatto a Tinto Brass che a Fassbinder). Voto 5

Chiara
Vieni da me (Le Vibrazioni)
Defunta Ambrasophie è lei quella che ora si dedica più ai piagnistei che al resto. Ho letto in giro varie critiche nei suoi confronti, che appoggio. Chiara è una brava interprete, ma non ha l’X-Factor, ovvero quel carisma proprio dell’artista a tutto tondo (lei è tonda e basta, peraltro è identica a Moony, stasera). Voto 5

Giuliano
A chi mi dice (Blue)
Giuliano non conosceva la canzone (manco questa? Allora ricapitoliamo: non conosceva Duffy, né Amy Winehouse e nemmeno Don Backy). Perciò ha dovuto impararla in quattro e quattr’otto. Tommassini aveva ideato una simil-coreografia che lui però si è rifiutato di fare perchè nel suo cervello gira ancora Windows 98, il quale non gli consente di cantare e muovere i piedi contemporaneamente. Bella voce (lo sapevamo già) ma il pezzo non è poi così tanto adatto ad essere cantato in maniera “raspata”. Voto 5/6

Silver
Giornali femminili (Luigi Tenco)
Pezzo un po’ nosense, da recitare più che da cantare. Di fronte al piattume di questa serata, Silver si distingue – non tanto per le sue solite incertezze vocali – ma almeno per aver portato sul palco un minimo di originalità. Voto 6/7

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X-Factor 3 – Nona puntata. Chissenecronaca live ma non troppo – Eliminata Ambrasophie (ma che peccato!), entra Paola

Nona puntata di X-Factor con esibizione singola e nuovo ingresso per questa stagione del talent show che – secondo voci di corridoio Rai – potrebbe essere l’ultima, trainata nel baratro da un cast (di cantanti, ma soprattutto di giudici – o meglio di UNA giudice) non particolarmente all’altezza. La puntata è musicalmente dedicata ai “grandi brani sanremesi” e prevedo già che sarà una pizza allucinante (tipo una cozze, gorgonzola e pomodorini). Ospite in studio, stasera, una famosa Natalie dotata di microfono: no, non è il trans di Marrazzo, bensì la Imbruglia. Poi, nuovamente sul luogo del delitto, i The Bastard Sons of Dioniso che presentano il loro nuovo album. La cronaca qui sul blog questa sera sarà veramente essenziale (scusate, sto facendo altre 350 cose contemporaneamente); il live su Facebook mi pare abbastanza irrealizzabile, dato che da qualche giorno il social network più amato dagli italiani sembra che stia tirando le cuoia. Per dire, ho provato ad aggiornare lo status 8 volte nell’ultima ora, ma non c’è verso che venga pubblicato (UPDATE: ce l’ho fatta al nono tentativo, ma lo vedo solo nella “home” e non sul mio profilo). Ad ogni modo, se il vostro Facebook è meno incatramato del mio, sappiate che la Bacheca Ammiraglia rimane a vostra disposizione, vi leggerò non appena riuscirò a collegarmi.

Sulla scenografia viene montata una scala e sulle note della storica sigla del Festival di Sanremo, entra colei che da Facchinetti viene definita la “migliore delle vallette”, ovvero quella fesa di vitello ripiena di ragù che risponde al nome di Valeria Marini. Vestita come una caramella Rossana, ovvero rossa e tutta da scartare (nel senso che speriamo che la mandino via al più presto e la sostituiscano con – non so – del roastbeef), si appropria del ruolo di co-conduttrice. Claudia Mori, invece, stasera ha un trucco talmente sobrio che pare Marylin Manson gonfiato col compressore.

Silver: Un’ avventura – (Lucio Battisti)
Un brano “dedicato a Simona”, afferma Morgan, affinché ella torni al posto della Mori. Ma Supersimo non ci pensa proprio (soprattutto dopo aver sentito questa esibizione). Voto 3

Giuliano: L’Immensità – (Don Backy)
Strano che tra 60 anni di canzoni Sanremesi, la Mori non sia stata in grado di selezionare per il suo cantante un brano che non fosse già stato assegnato l’anno scorso a qualcun altro (Noemi, nella fattispecie). Ad ogni modo, il sardo non sfigura, anche se sembra seduto nella scenografia del telegiornale. Voto 6

Aperta parentesi: in questo momento Facebook mi fa paura (quasi come i labbroni di Valeria Marini). Riesco ad aggiornare lo status, poi però se refresho la pagina, non vedo più nulla. Se guardo sulla Home vedo ciò che scrivo, ma sulla bacheca non compare una mazza. Peraltro mi stanno arrivando via mail le notifiche dei commenti degli utenti, ma non riesco a leggerli da nessuna parte. Vabbè, chiusa parentesi, per stasera ci rinuncio.

Yavanna: Vacanze romane – (Matia Bazar)
L’ex trio bucolico si lamenta della trasformazione da elfe a passeggiatrici. Il loro motto della settimana è “ci hanno tolto le orecchie, ma noi le orecchie ce le abbiamo dentro”. Mara commenta le frasi pronunciate dalle tre sorelle non risultando particolarmente convincente. “Più verve!” le suggerisce Morgan, che si becca dalla discografica del “R*mpicogli*ni”. Sulle note della hit dei Matia Bazar, la Yavanna mora balla, la rossa suona il piano e la castana la tromba. Ehm no, scusate, volevo dire il violino. Esibizione molto “normale” rispetto agli eccessi da fiera erotica della salsiccia a cui ci avevano abituati finora. Le preferivo prima. Voto 6+.

Chiara: Le mille bolle blu – (Mina)
Titubante in fase di assegnazione del pezzo, poi si è convinta anche grazie al verso “brlubrlubrlu” da fare con la bocca. Per far sembrare Chiara un po’ più magra, Tommassini traveste le ballerine da Valeria Marini. Nella coreografia anche Silver, Marco e lo stesso Morgan. L’esibizione termina con Chiara appesa al soffitto che fa il gesto dell’ombrello. A me non è piaciuta proprio per niente, la sua interpretazione mi ha fatto l’effetto da jingle di telepromozione per uno smacchiatore al sapone di Marsiglia. Voto 4/5

Ambrasophie: Nessuno mi può giudicare – (Caterina Caselli)
Su questa esibizione cala lo sciopero del commento come segno di solidarietà a Tendallegra, vittima di gravi insinuazioni da parte delle carampane halloweeniane di Ambrasophie degli orrori. Voto: ingiudicabile.

Marco: Almeno tu nell’Universo – (Mia Martini)
Per quanto sia un brano di grande sentimento, è obiettivamente strasentito. Finora non era mai stato cantato da un uomo: ecco, nemmeno stavolta. Oh, sarà che sono nervoso perché mi manca Facebook ma stasera mi sembrano tutti incapaci, pure Marco che toppa clamorosamente (e per la prima volta) l’esibizione con una personalizzazione del brano a dir poco esagerata. Tutti piangono, io rimango con i miei dubbi in proposito. Voto 3

Il televoto punisce, stasera, Chiara e Ambrasophie. Chi sarà eliminato dai giudici?

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X-Factor 3 – ottava puntata – Chissenecronaca live – Eliminato Damiano

XFactor 3 puntata del 28 ottobreClaudia Mori, in una ennesima intervista al Corriere, si dichiara pentita di aver scelto di diventare il terzo giudice di X-Factor ed esprime la volontà di tornare al più presto alle sue mansioni di moglie d’arteMorgan confessa a Panorama una stanchezza nei confronti del talent show, che l’anno prossimo non si sente più di rifare. Mara Maionchi, durante la presentazione del suo libro, affermava di aver superato i limiti d’età per la televisione, lasciando intendere che non sarebbe stata interessata ad una futura edizione del programma. E Francesco Facchinetti, durante un daytime, ha testualmente detto che X-Factor continuerà ancora per tanti anni anche se lui non ci sarà. L’equipaggio scappa mentre la nave affonda: l’ammutinamento è conclamato e a pensarci bene, forse, non tutto il male viene per nuocere.

E’ evidente che questo X-Factor così com’è non funziona e che una ipotetica quarta edizione deve essere ripensata da cima a fondo, iniettandovi nuova linfa. X-Factor 4 necessiterà  di giudici nuovi (magari cinque anziché tre) ma che non facciano rimpiangere i loro predecessori (Mori docet); di una conduzione stilisticamente diversa, più distaccata e competente, meno sloganistica e approssimativa. C’è bisogno di casting fatti a tappeto per scoprire talenti veri, magari mandando chi fa le selezioni negli scantinati dove si suona e si canta veramente, alla ricerca di chi con buona probabilità non si presenterebbe mai ad un provino. E magari anche di sopprimere l’assurda divisione in categorie sempre meno stimolante e sempre più generatrice d’astio, foriera di una inutile competizione interna tra giudici e cantanti. E perché no, di affiancare ai gruppi vocali anche i “gruppi strumentali”, che imbraccino bassi, chitarre e batterie. E, last but non least, limitare i danni che fa Luca Tommassini: se non licenziandolo, almeno amputandogli il lipgloss. Insomma, quelli di X-Factor hanno bisogno di una rivoluzione interna se vogliono che il “pubblico sovrano” – tanto affezionato quanto bistrattato – riacquisti fiducia in un programma che ha sempre avuto grandi potenzialità, finora espresse solo in minima parte.

Questa sera, tanto per chiudere il cerchio degli errori da non ripetere in futuro, si aggiungerà come quarto giurato nientepopodimenoché la tetra e polverosa Asia Argento, appena riesumata dalla cripta. Dopo aver invitato i Tokio Hotel, gli autori – autolesionisti come non mai – persistono nel voler far sprofondare il programma nella più denigrabile delle derive gossipare. Altra novità poco utile stasera, doppia esibizione dei cantanti: una su base registrata e una a cappella. Quest’ultima rappresenta un evidente omaggio all’ospite Asia Argento, anche se forse era meglio che, anziché a cappella, le canzoni fossero cantate a “chiesa sconsacrata”. L’ex moglie di Morgan entra e si improvvisa conduttrice. Facchinetti è visibilmente ingrifato, che tristezza, si è bagnato tutta la giacca con le bave. Dopo una battuta sulla “mano amica” del conduttore (alle ore 21.04, ma dov’è il Moige???) capisco che questa non è Asia Argento, bensì Asia d’Argento, la sua omonima X-Rated. Via alla gara (che è meglio).

Ambrasophie
Che ridere: Ambrasophie è presa per i fondelli da chiunque, persino dal suo caposquadra che – la scorsa settimana – dopo averne tatticamente elogiato la sanguinolenta esibizione, se ne è dissociata affermando che la cantante avrebbe meritato di essere eliminata. La Mori però, alla richiesta di spiegazioni da parte della concorrente, è stata piuttosto evasiva: “eh sì, firulì firulà, buonasera dottore, chi non lavora non fa l’amore”, ecc. ecc. ecc. Il seguente, immancabile, ennesimo piagnisteo di Sofia è servito soltanto a rabboccare gli sciacquoni dei WC dei camerini di Via Mecenate.
If It Makes You Happy (Sheryl Crow) – stonata e imprecisa, non mi sforzo nemmeno di darle un voto.

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