Morgan dal vivo: un tipo snob, ma ben consapevole di essere pop

Scritto da Chissenefrega il 28 Maggio 2009 – 21:53 -

Ieri sera, con la complicità di Scarlett (che saluto e ringrazio, soprattutto per possedere una macchinetta digitale così tanto lenta che sono riuscito a sfuggire a tutti gli scatti che ha tentato di fare a me), sono andato a vedere uno “showcase” dell’allampanato più che mai Marco Castoldi. Morgan, dal vivo, è proprio come lo vedi in tv: a due dimensioni. Me l’aspettavo un po’ più alto e con un rapporto testa/corpo meno sproporzionato: è talmente pallido ed emaciato che in confronto, Michael Jackson sembra Barry White. E da qualunque parte lo guardi non capisci se sta messo di fronte o di profilo; visto da vicino, sembra di aver davanti una zucca di halloween color marmo-lapide, piantata su un manico di scopa. O forse era solo il ciuffo che faceva eccessivo volume.

C’è una contraddizione di fondo tra il Morgan “artista eclettico” che cita Oscar Wilde e il Morgan “icona pop” da foto wallpaper per iPhone. Da una parte, il nostro, punta furbescamente sul fatto di essere l’artistoide snob acculturato per attrarre consensi (che, voglio dire, lui lo sarà anche realmente, ma sembrar colti al giorno d’oggi e – soprattutto – sembrarlo agli occhi di una platea lampadata, ingiacchettata, che sembra uscita da una puntata di Lucignolo bevendo cocktail alla frutta al costo di 10 euro l’uno, non è che sia una grande impresa), dall’altra sa benissimo che il 95% dei suoi estimatori, in questo momento di grande popolarità televisiva, è composto da “carampane ormonose” tra i 30 e i 40 anni assuefatte di Grandi Fratelli, che al suo apparire subiscono una istantanea regressione biologica che ha lo stesso effetto di una flebo da centoventi litri di Oil of Olaz. Ciò giustifica il fatto che Morgan sia automaticamente abilitato a fare qualsiasi cosa propria dell’artista maledetto ma fighetto, consapevole che la rifiorita teenager sotto al palco approverà a prescindere: accendersi una sigaretta dopo l’altra mentre suona la tastiera, fumare mentre canta, ruttare, scuotere il ciuffone dando un paio di sonore testate al microfono a cui poco prima aveva simulato una fellatio, ammiccare ai fotografi, insultare i tecnici audio, dire ogni sorta di cretinata sopra una base techno-pop generata al synth dal suo deejay di fiducia (inserendoci qui e là qualche spruzzata di nostalgica “decadenza”), che tanto per il poco senso critico del pubblico che si trova davanti, tutto fa arte.

Ieri sera, Morgan, dopo una session simildanzereccia ipercazzara in cui ha rivisitato in chiave hardstyle-electroindie i suoi più “grandi successi”, poteva anche mettersi a cantare Luigi Tenco oppure infilarsi uno zufolo nel deretano ed emettere delle flatulenze in si bemolle maggiore, che nessuno di quelli che lo stavano guardando avrebbe notato la differenza: un vero peccato per uno che ha fatto della “ricerca” e della “qualità” i suoi cavalli di battaglia. Le ormonose non si sbottonavano le camicette sotto al palco perché accaldate da sonorità emozionalmente coinvolgenti o come dimostrazione di apprezzamento per il Morgan-artista, ma solo per farsi notare dal Morgan-personaggio indipendentemente da ciò che dalle sue labbra (o dal suo zufolo) usciva. Con buona probabilità, costoro, se sentissero per puro caso un cd con le stesse canzoni che Morgan ha intonato ieri sera, senza sapere che è lui che le canta, lo schiferebbero come un rossetto di sottomarca comprato al discount. Morgan-personaggio (piuttosto inutile in un contesto “reale” e non fittizio come quello televisivo) batte Morgan-artista (piuttosto bravo ma decisamente al risparmio) 1000 a zero. Con orgasmico gaudio delle ormonose.

Con questo post il sottoscritto si congeLa (dicono che il freddo, contro le rughe, faccia bene) per qualche giorno dal blog. Ci rivediamo dopo il ponte, o anche sotto, di questi tempi.


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Pubblicato in Chissenefrega, Curiosità, Gossip, Morgan, Personaggi, X Factor, X Factor 2, X Factor 3, musica | 40 Commenti »
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