Tag - Francesco Facchinetti

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X-Factor 4 – Quarta puntata. Eliminati gli Effetto Doppler
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X-Factor 4 – terza puntata. Eliminati i Borghi Bros, entra Cazzandra
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X-Factor 4 – Prima puntata. Eliminata Alessandra Falconieri
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X-Factor 3 – La finale – vince Marco Mengoni. Ultima Chissenecronaca doppia (qui e su FB) e lunghissima
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X-Factor 3 – La semifinale con vincitore annunciato e inediti dei concorrenti
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X-Factor 3 – Undicesima puntata – Chissenecronaca live. Televoto con presunti brogli, Eliminata Paola Canestrelli
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X-Factor 3 – Decima puntata, Chissenecronaca live – Eliminata Chiara Ranieri

X-Factor 4 – Quarta puntata. Eliminati gli Effetto Doppler

x-factor 4 quarta puntataNonna (fu Salice) Maionchi tira a campare, la Tatangelo spera nella clemenza dei call center, Ruggeri settimo samurai soffre, Elio pervenuto a intermittenza. Questo è più o meno il riassunto di X-Factor finora, partito con grandi ascolti (poi inesorabilmente ridimensionati) e grandi aspettative di rinnovamento che non si sono ancora compiute. E non basta un figlio di pooh che ripete ogni cinque minuti che “nulla è più come prima” per convincerci realmente. A ottobre, secondo rumors, potrebbe arrivare pure il Grande Fratello 11 a fare concorrenza al talent show che batte sul due, contrapponendo proprio al martedì sera i neofidanzatini Facchinetti/Marcuzzi il cui bucolico rapporto – secondo i gossip dell’ultima’ora – sarebbe già in profonda crisi. Siamo tutti curiosi di sapere come evolverà (io già non sto nella pelle come un cotechino nel brodo). Tornando a noi, questa sera i concorrenti di X-Factor si cimenteranno con i peggiori brani arrivati primi in classifica e sarà ospite Anna “Postmortem” Oxa. Per distinguerla dal cantante dei Kymera, Raidue provvederà a segnalarla con una freccia luminosa in sovraimpressione.

Davide: “Novembre – Giusy Ferreri. Quando la canzone fa schifo, non c’è bravura dell’interprete che tenga. Poi è cantata 32 tonalità sotto. L’arrangiamento alla “every breath you take” è quasi oltraggioso. Voto 5

Manuela: “Bring me to Life” – Evanescence. Una volta venuta a conoscenza del brano assegnatole, la Zanier Ha avuto uno shock anafilattico dalla gioia. Perché anche lei, nonostante il mortorio dei brani sanremesi ed una avviata carriera da “generica” nei peggiori miusikol dello Stivale, nel più profondo dell’animo cova il sogno di cantare il “ruooooooock”. Stupisce che Elio (sempre più deludente in scelte, atteggiamenti e giudizi) non abbia trovato di meglio che una canzone pop ipercommerciale mascherata da dark song per teenager che si disegnano le cicatrici finte con l’Uni-posca. Manuela la “diva” di sta cippa è fuori età massima per un tentativo del genere, che risulta tutt’altro che “ruooooooock” e tutt’altro che di rottura col suo personaggio. Patetico tutto, compresa la scenografia di cartapesta che pare di essere al campeggio con le giovani marmotte e invece, apprendiamo dalla viva voce del direttore artistico Luca Tommassini, trattasi di una meravigliosa scultura. Voto 2

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X-Factor 4 – terza puntata. Eliminati i Borghi Bros, entra Cazzandra

Due considerazioni prima che inizi la terza puntata di X-Factor 4. Prima considerazione: il daytime in formato “processo” fa semplicemente schifo. Ne avrò visto in tutto cinque minuti in due settimane e sono giunto alla conclusione che il mio stomaco non aveva davvero bisogno delle opinioni di Antonella Elia, Cristiano Malgioglio e Carlo Pastore tutte le sere all’ora di cena, e nemmeno di una co-conduttrice inutile (ed ennesimo volto televisivo ipermiracolato) come Alessandra Barzaghi. Tutti, Facchinetti escluso (il quale si impegna più del solito, forse conscio del fatto che deve unicamente ad X-Factor la sua sopravvivenza in tv, altrimenti per il futuro dovrà accontentarsi soltanto delle copertine sui settimanali gossipari immortalato mentre limona con la Marcuzzi tra le mucche al pascolo rischiando di confonderla pericolosamente con una di esse), hanno quell’atteggiamento tipico di chi sembra messo lì per impegnare mezz’ora, al posto di restare a casa a sbrinare il freezer. Si sente la mancanza dell’elemento “reality”, dello sviluppo delle dinamiche tra i protagonisti, delle telecamere che entrano nella coabitazione coatta: a tutto ciò si preferiscono contributi filmati a spizzichi e bocconi, tenuti incollati dallo sproloquio in studio, ripetitivo, autoreferenziale e fine a se stesso, in stile talk show del pomeriggio, di cui i palinsesti sono già ampiamente saturi. Seconda considerazione: non me la ricordo più.

Ebbene, si riparte da qui, dopo il blackout Telecom della settimana scorsa: adesso che ho visto Anna Tatangelo, però, quasi quasi confido per questa settimana in un blackout Enel. Mi aspettavo, in apertura, un saluto a Sandra Mondaini (ciao Sandra!), scomparsa oggi  (vabbè, era nell’aria, a questo punto cosa vuoi agguingere, niente. Io sarò bastardo, però non riesco a smettere di pensare a quei quattro filippini che ereditano), ma a Facchinetti evidentemente non può fregare di meno. Egidio accendi lo studio.

Ruggero Pasquarelli  – Tu vuò fà l’americano (con l’arrangiamento “houseggiante” degli Yolanda Be Cool). Scelta scontata come lo yogurt il giorno prima della scadenza e infatti io avevo già proposto il brano in tempi non sospetti. Cara Mara, se ci leggi, la prossima settimana fagli cantare “Mambo Number Five” di Lou Bega, oppure “The Boy does Nothing” di Alesha Dixon! Voto 5/6

Effetto Doppler – Don’t Stop Me Now. I Queen si confermano il gruppo più inflazionato di questa edizione di X-Factor (ma forse anche delle precedenti). I “Doppler” Potevano fare molto di più: diciamo che per stavolta passa, ma se continuano con questo percorso calante, usciranno dalla rosa dei miei preferiti. Per loro, Ruggeri, prova la “Sindrome di Oslo”. Sarebbe? Voto 5/6

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X-Factor 4 – Prima puntata. Eliminata Alessandra Falconieri

X Factor 4 - 2010 Anna Tatangelo, Elio, Mara Maionchi, Enrico RuggeriRaidue ci crede molto e X-Factor 4 è ai nastri di partenza in grande spolvero, con smisurate speranze ed un budget stellare: in rete sembra il virus del momento e pare aver già fatto il botto ancor prima della partenza. D’altronde se non decolla quest’anno, probabilmente non ci riuscirà mai più e non ci saranno Lady Tate che tengono. Da quanto intravisto iersera nell’anteprima (e ancor più stasera), le quattro squadre con i dodici concorrenti sono piuttosto modeste. Non è escluso che qualcuno sia particolarmente incline a polemiche amiciane che garantiranno un po’ di “ciccia” riempitiva: in fin dei conti la tv si nutre (anche) di questo e azzarderei che un po’ di vitalità – anche sotto forma di bestemmie in faccia reciproche – questo programma se la meriterebbe. Per il resto stessa scenografia, stesso presentatore, ritmo ancora più rallentato che ai tempi di Claudia Mori. Ciò che vale la visione è Elio travestito da Morgan e poco altro.

I giudici
Mara Maionchi (voto 7-): una garanzia. Segue la squadra dei bimbiminkia da TRL, ovvero l’unica da cui in tre anni di tentativi sia riuscita a sfornare qualcosa (anche se quel qualcosa non era certo una ciambella col buco, anzi, forse era solo il buco, ovvero Tony Maiello). Durante i provini e il bootcamp, la giudicessa veterana unica superstite del vecchio cast sembrava in ritrovata forma e, ad avviso dello scrivente, la sua categoria è l’unica che potrebbe aspirare a plasmare un successo in termini di pubblico carampano e conseguentemente di vendite (ma poi magari vincerà Elio). Come sempre, il suo vocabolario è migliorabile in qualità e numero di imprecazioni (ad esempio, al posto di “non mi rompere le balle” proporrei un “non maciullarmi lo zebedario”, “non triturarmi i pomodori pachino”, oppure “non sperimetrarmi gli esagoni”). E’ affiancata dalla vocal-coach Rossana Casale (ovvero la proiezione di Paola Barale nel 2050), già nello stesso ruolo a Operazone “Mucha Mierda” Trionfo. Sono i corsi e ricorsi della tv.

Anna Tatangelo (voto 2): sua la categoria delle pollastre under 24, che plasmerà a sua immagine e somiglianza (ovvero, non riuscendo a farle sfondare nel mondo della musica, terrà loro dei corsi su come farsi sfond…[censored]). L’ “artista pop” Anna Tatangelo abusa del termine “emozione” e dei suoi derivati, ma ci mette tanto cùore e parla per proverbi: sotto questo aspetto si pone come il perfetto rimpiazzo per (la coetanea) Simona Ventura. Il suo cavallo di battaglia “quando la persona è zero, l’offesa è nulla” è inciso col sangue di Milly D’Abbraccio sulla porta del suo camerino. Ah, per concludere una volta per tutte il discorso: la D’Abbraccio è stata indubbiamente sgarbata, ma ha detto ciò che praticamente noi tutti pensiamo. Ecco, magari non era la persona più titolata a farlo, perciò ha fatto bene “Lady Tata” a risponderle a tono: almeno ha dimostrato di essere reattiva e di non avere il cervello (d’a)lesso. Ma il momento in cui strabuzzeremo tutti davvero gli occhi e le orecchie, sarà quando Elio dirà in diretta a Mrs. D’Alessio cosa pensa sinceramente di lei. Probabilmente succederà solo nei miei sogni, ma sarebbe una scena che non vorrei perdermi per nulla al mondo.

Elio (voto 6) e le storie over. Era il sogno che tutti noi avevamo: vedere un musicista, cantante ed autore coi controcazzi (si può dire “controcazzi”?) scagliare frecce caustiche, dare sonore legnate e piazzare cariche dinamitarde per far implodere il “sistema” dall’interno. Elio, invece, ai provini si è dimostrato molto serioso e compassato, ma stasera ha messo in atto il suo parziale riscatto anche se le (mie) aspettative su di lui sono ancora maggiori: mi auguro che molli un po’ le briglie e ritorni tra noi prima di trasformarsi con mia somma delusione in un “ragazzo che limona da solo”.

Enrico Ruggeri (voto 6/7), al timone dei gruppi vocali, potrebbe a sorpresa essere lui la rivelazione di questa edizione. Diciamoci la verità, l’abbiamo apprezzato ad inizio carriera in quanto innovatore punk, poi snobbato un po’ quando le sue canzoni hanno cominciato a non essere più così incisive come un tempo e lui ha ben pensato di riciclarsi come conduttore di trasmissioni trash su esorcismi e cerchi nel grano. Oggi, però, unendo il ruolo – recepito e metabolizzato – del provinatore xfactoriano all’esperienza musical/televisiva, pare quello più a fuoco nei panni del talent scout. Non me l’aspettavo: sarà merito dei Maya.

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X-Factor 3 – La finale – vince Marco Mengoni. Ultima Chissenecronaca doppia (qui e su FB) e lunghissima

La parabola discendente di un talent show partito nella primavera del 2008 sotto i migliori auspici giunge stasera finalmente al suo naturale punto d’arrivo, accompagnata da un carico di delusione per i mille motivi su cui abbiamo già disquisito decine di volte. Sembrano lontanissimi i tempi in cui lo show veniva premiato per la sua eroica resistenza alla concorrenza con la promozione su Rai Uno, e sembrano ancora più lontani i tempi (sette mesi fa) in cui mi esprimevo scrivendo:

[…]il programma televisivo che ha ridato un senso al genere talent show. Dopo anni di vani tentativi della concorrenza di lanciare nuove stelle che fossero credibili sul mercato musicale, mamma Rai è riuscita a dare la svolta, con uno show di qualità in cui il talento l’ha sempre fatta da padrone

oppure (diciotto mesi fa):

[…]il prodotto televisivo in sé funziona, è interessante e privo di volgarità, peccato solo per alcune scelte discutibilissime dell’adattamento italiano. Simona Ventura come giudice, per esempio: seppur unico nome di richiamo, ha svolto in maniera scadente il suo compito da giurata

Chi se l’immaginava che avrei dovuto rimangiarmi tutto dopo sole tre stagioni? Dalla scelta sbagliata e poco televisiva del nuovo giudice Claudia Mori alle manie di protagonismo di Morgan, dalla fiacchezza di Mara Maionchi nella gestione dei gruppi vocali alle lacune professionali del conduttor Facchinetti (che verrà premiato con un nuovo programma di prima serata a partire da gennaio, tanto per dire), da alcune scelte musicali degne del Cantatù Hannah Montana a miracoli quantomeno sospetti accaduti a cantanti poco meritevoli, la famosa “china” che lo scorso anno non piaceva alla tanto vituperata Simona Ventura, in questa edizione si è trasformata in una vera deriva senza precedenti, accompagnata da una totale perdita di credibilità del format (e dei suoi protagonisti), nonché  dell’entusiasmo dei telespettatori più fedeli.

Ma è inutile ripetersi ancora: su X-Factor – e sul suo annunciato vincitore – ho già scritto tutto lo scrivibile; la storia di questa terza edizione del talent che batte (fiaccamente) sul due è scritta nelle dodici (tredici compresa la presente) chissenecronache live, portate avanti di settimana in settimana in versione “double” qui sul blog con la parte più “ragionata” e in contemporanea su Facebook, con i commenti a caldo che ci hanno infiammato – e non poco. E per una volta volevo soffermarmi proprio sull’aspetto interattivo della faccenda, perché – diciamocelo – da quando esiste Facebook fare i “gruppi d’ascolto” dà un senso completamente diverso a quella vecchia abitudine di guardare passivamente la televisione, soprattutto quella televisione che altrimenti guardarla sarebbe una noia mortale. E ho fatto pure un conto forse molto idiota ma che mi inorgoglisce, perché il giovedì mattina aprire Outlook e vederlo inchiodato mentre scarica in media le circa 600 (con picchi di oltre 700) notifiche dei commenti arrivati sulla bacheca ogni mercoledì sera (i miei commenti non sono inclusi nel conteggio) è una vera soddisfazione se si considera che sul blog ufficiale di X-Factor, la media matematica dei commenti che sono giunti in queste dodici settimane è di 803,45 a puntata. La costola facebookiana di questo blog è nata in maniera ssolutamente spontanea, senza pubblicità alcuna, ed è un risultato spiazzante tenendo presente che Chissenefrega non l’ha mai nominato nessuno da nessuna parte, mentre lo spot con l’indirizzo del blog ufficiale del programma passa su Raidue ogni cinque minuti. 

Comunque, vi ringrazio tutti adesso perché poi (come di solito dicono in televisione) non ci sarà più il tempo. Grazie a voi di esistere, grazie a Facebook di esistere, ma a X-Factor un po’ meno. Chissà cosa succederà per X-Factor 4: se dovessi dare adesso un’opinione sulla prossima edizione (il direttore di rete ha appena confermato che si farà), direi che se parte con le premesse con cui si è chiusa la terza, allora “per me è no”.

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X-Factor 3 – La semifinale con vincitore annunciato e inediti dei concorrenti

Marco Mengoni vince X-Factor 3

Penso che avrei fatto meglio ad intitolare questo post “X-Factor3 la finale: vince Marco Mengoni”. Che senso ha farci penare un’altra settimana per confermare ciò che fin dall’inizio era già stato ampiamente previsto? Nonostante Morgan cerchi di intorbidire le acque (propagandando nel daytime la vittoria di Silver, per carità), è fuor di dubbio che sarà il suo stralunato pupillo a portarsi a casa il contratto discografico da 300.000 euro: quel Marco “artista vero” ed unico talento nella pletora di aspiranti divi transitati sul palco dello show di Raidue; quel Marco che è sbocciato e cresciuto distinguendosi per capacità d’interpretazione (ma considerato il livello di certi suoi competitor non era poi così difficile imporsi); quel Marco un po’ Forrest Gump e un po’ emergente icona gaia; quel Marco che da Nina Simone a Prince, da Mia Martini a Michael Jackson, da Umberto Bindi a Rosy Bindi, dove lo metti sta, senza sfigurare, ma confondendo anche un po’ il pubblico su quale sia la sua reale identità musicale. Stasera è la serata della presentazione degli inediti e quello affidatogli potrà darci una netta indicazione su quale sarà il suo futuro discografico dopo l’esperienza di X-Factor. Avremo un nuovo idolo bimbominkia alla Valerio Scanu? Una nuova Anna Tatangelo in cerca di marito? Un coraggioso esperimento electropop stile Sam Sparro all’amatriciana? La cosa migliore sarebbe che Marco Mengoni non ricordasse nessun altro, che trovasse uno spazio per esprimere se stesso in un mercato difficile e moribondo come il nostro. Forse se lo merita anche (beh, detto così, mi rendo conto che non sembri un grande augurio). Il suo inedito si intitola “Dove si vola” e questo titolo non promette niente di buono.

Non nascondo, poi, una certa curiosità nei confronti del singolo delle Yavanna: riuscendo a ricreare un’atmosfera da harem d’oriente come quella della settimana scorsa su “Pazza Idea”, potrebbero davvero farcela a stupirmi. D’altronde loro sono quelle che io all’inizio avrei voluto asfaltare sotto una colata di catrame fumante, ma si sono col tempo guadagnate i miei favori via via che perdevano per strada pezzi d’abito e contestualmente acquisivano sicurezza sul palco. Con buona probabilità il loro è stato il percorso di maggior crescita, di fronte al quale si sono poste sempre con grande umiltà, perlomeno fino a quando non hanno deciso di abbandonare le orecchie di silicone ed usare lo stesso materiale per rimpinguare i reggiseni. Ma al di là dell’aspetto estetico, la loro vocalità è d’indubbio interesse: se i mercati discografici volteranno loro le spalle, potranno sempre riciclarsi come suoneria dell’antifurto “Salvalavecchia Beghelli”. No, seriamente, si sente che il trio è affiatato, che la coesione non è una scelta forzata e paracula attuata per soli fini commerciali, ma fa parte di quel mondo sospeso tra il fatato ed il softcore al quale le tre sorelle hanno pienamente dimostrato di appartenere. Il loro inedito è “Una donna migliore“. Per non saper né leggere né scrivere mi pare poco azzeccato un brano al “singolare” per un trio vocale. Mi dà l’impressione di un pezzo scritto per qualcun’altra (tipo Ambrasophie) e riciclato per l’occasione senza troppi sforzi o ripensamenti.

Il resto interessa davvero poco. A Giuliano un timbro graffiato non basterà se non si metterà in testa di uscire dal ruolo di larva trocofora, anche solo per rispetto di chi per dodici settimane si è fatto il mazzo (cioè solo Marco e le Yavanna). E’ un po’ difficile immaginare che un due di bastoni, venuto fuori all’improvviso dal mazzo rimescolato, possa trasformarsi in un asso pigliatutto, se non è davvero carico di effettivo valore. Magari avrebbe bisogno di un pezzo molto forte per sperare nel “Giusy Ferreri Effect”: la Mori non poteva farglielo scrivere da Celentano? (ma mi sa che pure lui, di pezzi forti, non ne scrive più dagli anni 70). Chiunque ne sia l’autore, l’inedito selezionato per il cantante sardo si intitola “Ruvido“. Un po’ come la sua voce: scelta banale. Infine, c’è l’affaire Silver, il nostro tenero boyscout. Talmente tenero che si taglia con un grissino (ma anche direttamente con una sega elettrica). Non si è mai messo in evidenza una volta nell’arco di tre mesi (anzi no, una sola, ed è stato quando tutti gli altri hanno fatto peggio di lui: ma attendere il fallimento altrui per farsi notare non può essere una strategia che paga) e dopo la scandalosa esibizione della scorsa settimana culminata nel colpo di scena dell’eliminazione annunciata da Facchinetti, ma misteriosamente revocata dal notaio, è impossibile non sperare che riceva una qualche sorta di punizione divina tipo le emorroidi a tradimento. Canta “Fuori c’è il sole” e scommetto che nel testo non mancherà anche qualche “cuore” e qualche “amore”. Lo sapete, è dalla prima puntata che rimpiango Jury.

Tra gli ospiti della serata ci saranno i Finley e Gigi D’Alessio: bel modo di ricompensarci per avere dimostrato fedeltà per un’intera stagione ad un programma sempre più insostenibile. Siccome ho già scritto anche troppo, direi che stasera, per protesta, non ci sarà la Chissenecronaca qui sul blog, mentre è confermato il nostro gruppo d’ascolto live su Facebook (mai più senza!) a partire dalle 21.05, per scoprire insieme quali livelli di isteria raggiungerà questa semifinale e quali concorrenti approderanno (finalmente) all’ultima puntata.

X-Factor 3 – Undicesima puntata – Chissenecronaca live. Televoto con presunti brogli, Eliminata Paola Canestrelli

X Factor televoto dubbio

Mettete insieme due vecchie galline in fuga dalla geriatria (una più propensa al turpiloquio, quell’altra con l’ego – e la presenza scenica – di una mongolfiera) che non è che facciano poi sto gran brodo; un gggiovane presentatore carente di spina dorsale abbastanza “populista, retorico, demagogo, vuoto“; e una pallida scheggia impazzita a cui parte l’embolo ogni qualvolta sorseggia sottobanco un succo di frutta corretto Fernet. Cosa ottenete? Un talent show allo sbando dove alla mancanza di talenti si sopperisce con polemiche sterili, parolacce inutili e prese di posizione indifendibili. Un talent show che odora profondamente di già visto, con dinamiche già vissute ed idee riciclate (oggi i cantanti saranno accompagnati in studio da un’orchestra, come nel serale di Amici) che in questa sua terza, frettolosa, edizione, ha ampiamente disatteso ogni aspettativa.

Ospiti della undicesima puntata di X-Factor, Francesco Renga che presenta il suo nuovo album di cover (anche lui fantasia a go go, ultimamente) e Checco Zalone, un mistero irrisolto della comicità nostrana, che propone una interessante marchetta della sua prima, indispensabile, cinevaccata. Ci vediamo con le varie cronache live qui e su Facebook a partire, come sempre, dalle 21.05

Giuliano:
Mi Ritorni in Mente – Lucio Battisti
Dietro di lui il video di una Claudia Mori giovane e filiforme, dentro alla sua testa il vuoto. Nel daytime ha dimostrato difficoltà col testo: speriamo che gli “ritorni in mente”. Voto 6 e 1/2, meriterebbe di più giudicando le qualità vocali, ma la personalità da jellyfish non lo agevola.

Silver:
Space Oddity – David Bowie
Aaaaargh! Un incubo!! Ancora l’accoppiata fari + ventilatore!!! E’ Silver il nuovo Ambramarie!!!! Voto 2 (bel momento quando Silver confessa a Renga seduto in giuria, che lo sta impietosamente stroncando, che i due si erano conosciuti qualche anno fa non ho capito dove, ma probabilmente durante qualche sessione di karaoke. Renga, naturalmente, ha rimosso l’evento)

Yavanna:
Neverending Story – Limahl
Un crudele fuorionda svela che la scelta del pezzo è stata effettuata da Morgan, che ormai è il re incontrastato del programma, con buona pace dei suoi detrattori. Canzone cult della nostra (mia) giovinezza che le Yavanna (stranamente) non storpiano, riuscendo a moderare i loro ululati da elfe in calore. Voto 6/7 (ma che arrangiamento smorto! questa è l’orchestra più soporifera della storia!!)

Paola:
Estate – Negramaro
A parte il look da scaldabagno dark, l’esibizione non mi è piaciuta. Sarà che i Negramaro mi fanno venire l’orticaria. Voto 5

Marco:
Kiss – Prince
Quando urla in quella maniera non incontra esattamente il mio gusto, comunque il ragazzo è “a fuoco” e il suo genere è questo, un “pop decente”. Ma in Italia, oggi, esiste il genere “pop decente“? C’è qualcuno che sappia scrivere canzoni adatte ad una voce e ad una personalità come quella del Mengoni, oppure anche lui si ritroverà a cantare esclusivamente ballate neomelodiche da suicidio? Continuo ad essere dell’idea che una volta uscito da X-Factor, Marco farà non poca fatica a collocarsi. Momento topico della sua esibizione: la coreografia tommassiniana prevede che il cantante spogli le due ballerine che gli si strusciano contro. Ecco, Marco rimuove i veli dai loro corpi con lo stesso interesse con cui mia nonna leggerebbe Pc Professionale. Voto 7-

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X-Factor 3 – Decima puntata, Chissenecronaca live – Eliminata Chiara Ranieri

Signore e signori, ladies and gentlemen, popolo di Raidue, tutto è pronto per la decima puntata di X-Factor: anche la Bacheca Ammiraglia, risorta dopo i problemi tecnici della scorsa settimana per i quali ho deciso di fare causa a Mark Zuckerberg. Dalle 21.05, come di consueto, doppio live qui e su Facebook. Ci attendono anche Mariah Carey (che Facchinetti pronuncia come se stesse dicendo “Maiala al Curry“), Spandau Ballet (redivivi insieme alla bacheca), Amadeus e Matteo Becucci. Ebbene, di questi ultimi due avrei anche fatto volentieri a meno.

Ecco, ci spariamo subito la cartuccia Maiala al Curry, che non compare sui nostri schermi (televisivi) da millenni. Fosse stata ospite di un qualsiasi altro evento tv, avrebbero creato la suspance necessaria per tirare avanti almeno un paio d’ore prima di farla esibire. Vabbè, via il dente via il dolore.

Marco
Onda su onda (Bruno Lauzi)
Un po’ dandy, un po’ “Arisa meets Daniele Magro”. Marco ha ipotecato la vittoria fin dalle prime puntate perciò da lui bisogna pretendere il massimo. E lui il massimo lo dà quando canta cose meno vintage. E più anglofone. Penalizzato, voto 6 e 1/2

Paola
Briciole (Noemi)
Non concordo sulla scelta di questo pezzo: sembra che la Mori voglia denigrare Noemi colpendo indirettamente Morgan con una specie di messaggio subliminale del tipo: “Questa tu l’hai scartata l’anno scorso e invece canta meglio della tua protetta”. Paola è brava, ma né più e né meno dell’originale. Toglietela al più presto dalle grinfie della Molleggiated Housewife: non abbiamo bisogno di un clone di qualcosa che c’è già, se deve fare la fotocopia di Noemi, tanto vale che ci teniamo l’originale. Voto 4

Yavanna
Alexander Platz (Milva)
Se il muro di Berlino non fosse già stato abbattuto vent’anni fa, sarebbe crollato questa sera quando le voci delle tre Yavanne si sovrapponevano (onestamente, sentendole mi è venuta la pelle come quella di un tacchino al forno). Non mi sono piaciute, tranne che per il look (più adatto a Tinto Brass che a Fassbinder). Voto 5

Chiara
Vieni da me (Le Vibrazioni)
Defunta Ambrasophie è lei quella che ora si dedica più ai piagnistei che al resto. Ho letto in giro varie critiche nei suoi confronti, che appoggio. Chiara è una brava interprete, ma non ha l’X-Factor, ovvero quel carisma proprio dell’artista a tutto tondo (lei è tonda e basta, peraltro è identica a Moony, stasera). Voto 5

Giuliano
A chi mi dice (Blue)
Giuliano non conosceva la canzone (manco questa? Allora ricapitoliamo: non conosceva Duffy, né Amy Winehouse e nemmeno Don Backy). Perciò ha dovuto impararla in quattro e quattr’otto. Tommassini aveva ideato una simil-coreografia che lui però si è rifiutato di fare perchè nel suo cervello gira ancora Windows 98, il quale non gli consente di cantare e muovere i piedi contemporaneamente. Bella voce (lo sapevamo già) ma il pezzo non è poi così tanto adatto ad essere cantato in maniera “raspata”. Voto 5/6

Silver
Giornali femminili (Luigi Tenco)
Pezzo un po’ nosense, da recitare più che da cantare. Di fronte al piattume di questa serata, Silver si distingue – non tanto per le sue solite incertezze vocali – ma almeno per aver portato sul palco un minimo di originalità. Voto 6/7

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