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Festival di Sanremo 2012 – Terza serata, i duetti. Ripescati Carone-Dalla e D’alessio-Berte’
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Festival di Sanremo 2012 – Seconda serata commissariata con Belen Rodriguez senza mutande

Festival di Sanremo 2012 – Terza serata, i duetti. Ripescati Carone-Dalla e D’alessio-Berte’

sanremo 2012 terza serata

Posto che io ancora non mi faccio una ragione dell’eliminazione della coppia D’Alessio Bertè, e posto che un Festival di Sanremo non è un vero Festival di Sanremo senza la sua giusta quota di napoletanità, si profila all’orizzonte un ripescaggio col televoto. Popolo partenopeo iàmme, tu sai quello che devi fare (che poi questo mi pare lo stesso appello che feci l’anno scorso dopo l’eliminazione di Anna Tatangelo. E quelli mi ripescarono Al Bano).

Tra dive sudamericane smutandate (ma stasera c’è miss simpatia Federica Pellegrini), anatemi cattolici e ascolti in netto calo, è giunta la serata dei duetti. I cantanti in gara si esibiranno insieme a star internazionali su celebri successi della musica italiana. Il motivo di questa serata non si spiega, l’anno scorso avevano la scusa dell’unità d’Italia, ma quest’anno davvero si faceva prima a sopprimere il festival in questo giovedì e mandare in onda un film in replica (il video hot di Belen sarebbe stata un’ottima scelta).

Chiara Civello e Shaggy – You Don’t Have to Say You Love Me (brano originale: Io che non vivo (senza te) di Vito Pallavicini e Pino Donaggio): Leggermente lievitato (pare Ronaldo) Shaggy si distingue per una vocalità da Vespa 50 con l’acquaragia nel serbatoio. La Civello gli si struscia addosso sensuale come una barbabietola da zucchero marcia. Il duetto è qualcosa di indescrivibilmente imbarazzante. Sembrano gli eredi di D’Alessio e della Bertè ma a parti invertite. Un inizio così trash non me lo sarei mai aspettato. Voto #ilmigliorduettodellastoriasanremese

Samuele Bersani e Goran Bregović – My Sweet Romagna (brano originale: Romagna mia di Secondo Casadei). Una carnevalata indegna anche per uno che sa prendersi in giro come Samuele Bersani. Siamo proprio sicuri che questi duetti siano utili per la credibilità degli artisti in gara? Mi sembra di essere fuori dalla stazione dei treni a sentire uno di quei gruppi formati da immigrati senza permesso di soggiorno che chiedono l’elemosina suonando fisarmoniche scadenti. Voto #spacobotilia

Nina Zilli e Skye – Never Never Never (brano originale: Grande, grande, grande cantato da Mina). Finalmente un duetto come si deve! Vestite come Ferrero Rocher e Ferrero Rondnoir si esibiscono insieme anche in “Rome wasn’t built in a day”. Bravissime entrambe (soprattutto la vellutatissima Skye). Voto #ringogirlsallariscossa

Matia Bazar e Al Jarreau – Speak Softly Love (di Nino Rota). Tutto molto lugubre. Pare il funerale della vecchia zia caduta in bolletta. Voto #eternoriposo

Emma e Gary Go – If Paradise Is Half as Nice (brano originale: Il paradiso cantato da Patty Pravo). Finalmente qualcosa di movimentato, il duetto riesce bene sul brano di Patty Pravo ma Emma non azzecca una nota quando cantano la (unica) hit di lui, Wonderful. Che è un cesso di dimensioni galattiche. Voto #(not)wonderful

Arisa e Josè Feliciano – Que serà (brano originale: Che sarà cantato dai Ricchi & Poveri e da José Feliciano). Sarà il fascino della latinità, sarà che Arisa quando canta comunica molto (tutto il contrario di quando parla). Il miglior duetto finora, che infiamma addirittura il dormiente pubblico dell’Ariston. Voto #permeèunsì

Francesco Renga e Sergio Dalma – El mundo (brano originale: Il mondo di Gianni Boncompagni, Gianni Meccia, Carlo Pes e Jimmy Fontana). Oltre alla versione spagnola de “Il mondo” cantano anche la versione spagnola di “Bella senz’anima”. Tutto piuttosto evitabile. Magari proporrei anche un duetto di Renga con  Ambra sulla versione spagnola di “T’appartengo”. Voto  #piubonocheutile

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Festival di Sanremo 2012 – Seconda serata commissariata con Belen Rodriguez senza mutande

sanremo 2012 seconda serata

So che lo dico ogni anno. So anche che ogni anno dico che lo dico ogni anno. Ma stavolta è diverso. Fate finta che gli anni passati io stessi scherzando, fossi ubriaco, fossi stato momentaneamente rapito dagli alieni che mi avevano fatto il lavaggio del cervello con qualche apparecchiatura fantascientifica. Ebbene, questo Sanremo è il peggior festival di sempre, perlomeno da quando io ne ho memoria. E davvero non è un discorso che “tanto fa sempre tutto schifo”, il Festival 2012 ha dimostrato di non funzionare, di puntare (nonostante i milioni di euro spesi) su una macchina organizzativa fragile che si inceppa al primo imprevisto, di dare spazio a dei santoni autoproclamati e di presentare delle canzoni che meritano di essere trasmesse al massimo dagli apparecchi a ultrasuoni per scacciare i topi.

Morandi, già pessimo l’anno scorso, supera se stesso per il livello di incapacità dimostrato. Dovrebbe essere il leader della situazione e invece pare non rendersi conto di quanto tutto gli stia implodendo tra le mani. Altro che “eterno ragazzo”, il Gianni nazionale ha fatto la figura del vecchio rimbambito, tanto che anche Mike Bongiorno in diretta dalla ritrovata bara avrebbe saputo condurre meglio questo Festival. Morandi sembra non esserci con la testa, il vuoto assoluto gli (e ci) trapassa l’anima quando proclama (non staccando gli occhio dal gobbo) una sciatta Dolcenera “artista che sta conquistando l’Europa” o Noemi “erede di Janis Joplin e Billie Holiday” o la sconosciuta Civello “più grande cantante jazz della sua generazione” o i Marlene Kuntz “l’unico gruppo italiano veramente rock”. Invece dimostra una sicurezza controproducente quando liquida con fastidiosa superficialità l’annullamento del voto demoscopico tra i fischi del pubblico quasi a voler declinare ogni responsabilità. Pippo Baudo si sarebbe immolato pur di non fare una figura così meschina.

Sanremo ormai è strutturato come un reality show: quello che succede durante la puntata serale serve ad alimentare la filiera del gossip, per creare contenuti con cui riempire i vacui talk show di sproloquio del daytime (che se dovessero parlare solo delle canzoni, quest’anno più che mai, non saprebbero che dire). Su Celentano non mi esprimo: io non sono né indignato né scandalizzato, sono solo dell’idea che il palco del Festival non fosse il luogo adatto per quella che alla fine è stata solo la (lunghissima) esposizione gratuita dell’opinione di un singolo. Opinione che, in quanto a qualità dei contenuti, non si è rivelata molto diversa da quella di un qualsiasi opinionista medio in un qualsiasi talk show medio (ma anche in un qualsiasi bar da aperitivi medio). Solo che questa opinione, che ha avuto il solo scopo di generare un inutile chiacchiericcio mediatico, ci è costata il modico prezzo di  350.000 euro.

Il Festival, a causa degli inconvenienti tecnici ed editoriali della serata di ieri, è stato “commissariato” dalla Rai e sottoposto alla supervisione coatta dei vertici dell’azienda (rappresentata dal vicedirettore generale ed ex direttore di Raidue in quota catto/leghista Antonio Marano). Stasera ricantano tutti i quattordici big più metà dei giovani. Mi sono reso conto solo ora che ieri sera ho dato ADDIRITTURA quattro sufficienze, ma avevo anche delle lacune da colmare. Al secondo ascolto, ho rivisto (corretto al ribasso) qualche voto.

 

 i Rivalutati

 Gigi D’Alessio e Loredana Bertè – Respirare
Confermo l’impressione più che positiva sul funk neomelodico con influenze etniche e melodia anni 80 proposto dalla coppia famiglia Addams D’Alessio / Bertè. Penso che la vittoria di Gigi D’Alessio sarebbe la giusta punizione che ci meritiamo per un brutto, triste, fallimentare Festival. Nella versione studio il pezzo migliora (pure!!!!). Voto 3999999990e+12 (ieri voto 8 )

Marlene Kuntz – Canzone per un figlio
L’avevo sentita poco e male, e non ero stato in grado di esprimere un giudizio. Risentita oggi, devo dire che (considerata la povertà generale) mi convince. Buono il testo, bella grinta, il pezzo è a fuoco. I Marlene sono ovviamente penalizzati dall’inutile uso dell’orchestra: gli archi, gli ottoni e i triangoli nelle canzoni rock ce li possiamo mettere solo noi a Sanremo. Voto 7

Samuele Bersani – Un pallone
Al riascolto mi piace parecchio, ottimo testo. Peccato solo per il look alla Stefano Filipponi. Voto 6/7 (ieri voto 6+)

 

Gli Svalutati

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