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No Doubt – Settle Down
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Madonna – Turn Up The Radio
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Per il ciclo “Notte Horror”: Terebongio
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Csnf intervista Davide Papasidero: stimo Morgan e mi ispiro ai cantanti del passato, tra cui Freddie Mercury e i Beatles. La cultura non puo’ essere sostituita. Maria De Filippi e’ una grande professionista
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Il comeback definitivo: Andy Bitch VS Andy Sentimental
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Lana Del Rey vince i premi “Che c’azzecca” e “Best outfit carta del pane” ai CSNFMA2012
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Deadmau5 vince i premi “Best sudata ever”, “Best allungamento del brodo”, “Best tipa inaspettata”, “Facciamo che ci credo award” e “Best tormentone estivo” ai CSNFMA2012

No Doubt – Settle Down

Dopo anni e anni di attesa, non si può nascondere che il comeback dei No Doubt sia piuttosto deludente. Perlomeno per chi si aspettava un ritorno con un brano più esplosivo e meno evanescente. Non c’è gran continuità con il passato: non si prosegue tanto il filone musicale lasciato a metà negli anni 90, ma si punta – forse giustamente, vedendola dal punto di vista commerciale – a far progredire il progetto solista di Gwen Stefani (la quale, comunque, rimane sempre “una frontwoman che fa evaporare le mutande” [cit.]).

Settle Down è una canzuncella estiva senza pretese a sfondo reggae, che da una parte pare ispirarsi gli Ace Of Base (idea recentemente già sfruttata ignobilmente dalla hitmaker rumena Alexandra Stan con la sua Lemonade) e dall’altra sembra una versione 2.0 di “Rich Girl” della stessa Stefani.

Madonna – Turn Up The Radio

Sappiate che se prima del video vi compare la pubblicità di Terebongio, ecco, sarà la cosa migliore che vedrete. Per il resto, un video girato in pompa magna a Firenze dove di Firenze, però, si vedono solo quattro cassonetti della spazzatura pitturati con lo spray (e un paio si trovano proprio in macchina con la protagonista). E la protagonista è una Madonna nella sua miglior interpretazione di Paola Ferrari. Ma il finale “La festa è finita, adesso allacciati la cintura stronzetta!” (almeno dirlo con l’accento toscano) che mi sta a significare?

Per il ciclo “Notte Horror”: Terebongio

terebongio prezzi pazzi

Aggiudicarsi un AIFON per pochi euro su un sito di aste può sembrare un affarone, a meno che tu non sia chiamato a dare in contropartita la tua dignità. Terebongio viaggia a velocità supersoniche verso il titolo di star youtubiana più odiata della Rete, peggio di una Gemmadelsud qualsiasi. Almeno Gemma divideva il pubblico tra lovers che la sostenevano ed haters che la insultavano: Terebongio, invece, provoca solo fastidio a chi vuole vedersi un video di youtube in santa pace ed è costretto a subirsi le sue lagnose testimonianze registrate in casa dopo aver pulito a fondo il bagno col Viakal. E provoca pure fastidio ai fan del suddetto sito di aste che un AIFON non lo vincono manco bestemmiando in turco (la gente è padrona di credere che lì fuori ci siano siti che ti tirano dietro i telefoni più costosi pagando il prezzo di una nocciolina, ma non è questo il punto).

Si potrà obiettare che Terebongio (sempre che sia una persona reale e non un’attrice – pessima – chiamata a recitare lo spot: d’altronde la comuncazione non è chiara su questo punto, e il fake è sempre dietro l’angolo) è solo una inconsapevole vittima del gioco al massacro che internet sta scatenando nei suoi confronti in questi giorni. D’altronde chi ha fatto diventare un virale il suo video è il sito di aste di cui lei è acquirente, ma la superficialità della Rete impone che chi ci mette la faccia è anche il diretto responsabile da attaccare. E Terebongio non è certo inattaccabile: la sua voce stridula incrina intere cristalliere e i suoi sforzi per convincere gli ascoltatori dell’onestà della sua vincita sono quantomeno imbarazzanti.

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Csnf intervista Davide Papasidero: stimo Morgan e mi ispiro ai cantanti del passato, tra cui Freddie Mercury e i Beatles. La cultura non puo’ essere sostituita. Maria De Filippi e’ una grande professionista

davide papasideroQuesta (lunga) intervista doveva essere pubblicata in esclusiva mondiale tipo sei mesi fa. E invece i poteri forti che governano il mondo (leggi: le case discografiche, Angela Merkel, il Gabibbo e la patonza depilata di Sara Tommasi) l’hanno bloccata senza un ragionevole motivo fino ad ora. Oggi Davide Papasidero, il Kurt di Glee di XFactor 5 (eliminato dal talent dopo l’ahinoi indimenticabile performance su “We are your friends” dei Justice VS Simian) è finalmente libero di rispondere alle scomodissime domande del Chissenefrega Blog. L’avevo assolto per essersi fatto intervistare prima da Riverblog che da me, ma ho preso come un affronto personale il fatto che si sia fatto intervistare pure da Paola Saluzzi a Buongiorno Cielo prima di concedersi al sottoscritto. Una volta visto il videoclip de “Il giardino segreto”, però, gli si perdona tutto.

Davide, iniziamo con una domanda ORIGINALISSIMA: come nasce l’analogia con il personaggio di Kurt di Glee? E’ una scelta furba e studiata, o una inconsapevole coincidenza? Oppure è lui che ha copiato il tuo look?

Inizio subito dicendo che amo Glee, è un telefilm molto divertente e scorrevole, apprezzo molto il messaggio che lancia, perché è lo stesso di cui cerco di farmi portavoce nel singolo “ Il giardino segreto”. Per quanto riguarda Kurt devo essere sincero, non ho mai pensato di ispirarmi a lui, se in molti hanno trovato una somiglianza probabilmente è perché abbiamo molte cose in comune, io lo prendo comunque come un complimento, visto che il suo personaggio è stato inserito nella lista dei cento personaggi più influenti in America negli ultimi anni, ed ha sempre avuto un look inconfondibile 🙂

Cosa ti ha lasciato l’esperienza di X-Factor? Più orgoglio per averla fatta o più rimpianti per non essere arrivato fino alla fine?

L’esperienza di X factor mi ha lasciato una consapevolezza maggiore, mi ha dato la carica giusta per poter provare ad affrontare il mondo discografico di oggi, pieno di ingiustizie e stranezze. X factor è sempre stato un sogno per me, l’ho sempre guardato con molto piacere sin dalle prime edizioni in Inghilterra, e ritrovarmi a cantare su quel palco è stato bellissimo, quindi direi assolutamente orgoglio per averla fatta. Non ho alcun tipo di rimpianti, anche perché penso di essermi preso la mia rivincita nel post X factor.

Senti ancora il tuo ex giudice Morgan? Com’era il rapporto con lui? A bocce ferme puoi fare un’analisi lucida e più fredda: Morgan credeva davvero nelle tue potenzialità oppure in qualche momento hai avuto il sospetto che prevalesse una sua voglia di “fare scena” per scopi televisivi (un po’ come fece con Valerio)?

Morgan è una persona che stimo profondamente, sia dal punto di vista umano che da quello artistico. Con lui si è creato un rapporto davvero speciale, sin dai primi provini, ho sentito che durante le selezioni di Xf6 mi ha di nuovo tirato in ballo, paragonando uno degli aspiranti ragazzi a me, dicendo quanto fosse stata prematura la mia eliminazione, e tutto ciò , non può che farmi piacere.  Sicuramente Morgan è molto scenico, ama far parlare di se, e automaticamente dei suoi cantanti, abbiamo sempre fatto scelte abbastanza coraggiose e rischiose, ma per me X factor è anche questo, voglia di sperimentare e di mettersi in gioco al cento per cento.

Tu, a X-Factor, sei stato eliminato e la settimana dopo ti hanno invitato come ospite per duettare con Morgan. Un trattamento di favore? Un buco in scaletta da riempire? Oppure c’era qualcosa che dovevi ancora dimostrare che invece non avevi fatto in tempo a dimostrare durante la tua permanenza nel talent? Se sì, cosa?

Di certo tornare la settimana dopo la mia eliminazione è stata una soddisfazione davvero grande, non me lo aspettavo, e quando ho ricevuto la chiamata ricordo ancora i salti di gioia che feci.  Sono stato invitato in trasmissione per due motivi: sia perché Morgan è rimasto molto male della mia eliminazione e voleva quindi permettermi di fare un duetto con lui, ed anche perché molta gente non ha preso bene la mia eliminazione, soprattutto nella puntata dance, e quindi la produzione ha deciso di darmi un ultimo momento di gloria, che, devo essere sincero, non dimenticherò mai. Avevo le gambe e le mani  che tremavano come non so cosa, e quando si è aperto il led , vedere tutta quella gente applaudirmi è stato davvero emozionante.

So che recentemente hai organizzato una reunion dei concorrenti dell’ultima edizione. Come è andata? Cosa avete fatto durante la rimpatriata? Siete tutti ancora amici, oppure, dopo la fine del programma sono scattate le invidie e le inimicizie?

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Il comeback definitivo: Andy Bitch VS Andy Sentimental

Ridendo e scherzando, le sue performances mancano da questo blog da oltre due anni (sticavoli, come passa il tempo!). E’ l’ora di tornare a parlare di una star meritevole del successo che ha, perlomeno nei comuni del Polesine governati dal centrosinistra con una popolazione inferiore ai 4000 abitanti. Quel gran pezzo d’artista di Andy V (il performer precedentemente noto come Andy Bitch) esce con due nuovi videoclip autoprodotti in contemporanea. Nel primo (cover madonnara in cui si mostra sempre più un Luca Tommassini – alike) esprime il suo potenziale massimo di bitchytudine, scagliando tutte le frecce di mascolinità (più o meno la stessa di Pippicalzelunghe) disponibili al suo arco.

Nel secondo, la sua personalità alternativa (che chiameremo Andy Sentimental) interpreta uno struggente singolo Arisiano. Nel video, Andy Sentimental pecca LEGGERMENTE di narcisismo ed autocelebrazione, ma è un video di grande intensità, della serie “fate l’amore con il sapore”. PS. Andy, fai un favore: quel giubbetto che trovi sotto il cuscino, poi, buttalo a lavare.

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Lana Del Rey vince i premi “Che c’azzecca” e “Best outfit carta del pane” ai CSNFMA2012

lana del rey sonar 2012

lana del rey 2012

Correva l’anno 1986 quando venne alla luce tal Elizabeth Grant che ad un certo punto della sua vita decise di cambiare nome inventandosene uno che si ispirasse all’attrice Lana Turner e all’automobile Ford Del Rey. Praticamente è come se io decidessi, da domani, di ribattezzarmi Angelina Y10 in onore della Jolie e dell’utilitaria Lancia. Sulla cantante newyorkese più rifatta del momento l’Academy è divisa: da un lato riconosce che è un vergognoso fenomeno commerciale creato a tavolino durante un simposio tra discografici con acidità di stomaco e chirurghi estetici avvinazzati. Dall’altro prende atto che, in un periodo di crisi, sono bravi marketer coloro i quali riescono ad intercettare un pubblico disposto a pagare per andarli a sentire, nonostante le loro performance live alquanto imbarazzanti.

“Che c’azzecca award”
L’Academy suggerisce questo esperimento: prendete una pentola vuota abbastanza grande, tipo una di quelle per cucinare la pasta per tutta la famiglia, metteteci la testa dentro e provate a cantare “La Bambola” tentando di imitare Patty Pravo (non dite che non siete capaci, TUTTI hanno provato ad imitare almeno una volta Patty Pravo). Fatto? Ecco, ora immaginate un tappeto d’archi che vi accompagna (se avete mangiato fagioli di recente potete anche autoaccompagnarvi) e più o meno avrete un’idea di che roba è Lana Del Rey dal vivo.   L’Academy si chiede cosa c’entri questa Nina Moric afona e il suo pop così noioso e falsamente raffinato (ma in realtà stilisticamente dozzinale) nel bel mezzo di un festival di musica elettronica che in altri momenti ha toccato vette altissime (vedi Esperanza). Cioè, se mi chiami una Cagna del Rey, allora l’anno prossimo ti aspetti anche i Modà, Nek e L’aura, o i Planet Funk featuring Giuliano dei Negramaro.

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Deadmau5 vince i premi “Best sudata ever”, “Best allungamento del brodo”, “Best tipa inaspettata”, “Facciamo che ci credo award” e “Best tormentone estivo” ai CSNFMA2012

deadmaus csnf music awards 2012
Commento: l’Academy, nella persona dell’Academy (entità astratta dotata di grande puzza sotto il naso – ma anche sotto le ascelle – e modesta propensione all’alcol), partiva con alcuni preconcetti relativi alla già eccessiva visibilità del deejay canadese. D’altronde Deadmau5 non è uno che fatica a concedersi: anzi, ormai è talmente pop (nel senso più ampio del termine) che si esibisce anche a battesimi, cresime e feste per l’insediamento dei nuovi chierichetti. Ma visto che i CSNF Music Awards sono per l’appunto premi popolari ed ecumenici, non poteva essere che lui a farne incetta. Anche perché era uno dei nomi di maggior richiamo del Sonar di Barcellona e visto che Skrillex gli ha soffiato il Grammy (che io avrei dato ai Cut Copy, ma io non sono l’Academy), il CSNFMA2012 ha per lui anche un ampio valore consolatorio. Di seguito, gli awards assegnati:

“Best sudata ever”
L’Academy afferma che aver visto tutto il live dalla terza fila (posizione inaspettatamente favorevole) è stato impegnativo e sfiancante, in particolar modo se dietro ci sono diecimila e più esseri umani (e anche piuttosto disumani) strafatti di qualsiasi sostanza che attentano con ogni mezzo alla tua incolumità per avanzare di un millimetro. Mai pogare è così complicato quando il tuo corpo è tenuto in verticale dalla pressione violenta di corpi altrui (l’Academy era praticamente una cotoletta impanata col sudore di sconosciuti biondi mezzinudi e palestrati, violentemente sbattuta qui e là tra addomi scolpiti e tatuaggi ripassati di fresco. L’Academy dedica espressamente questa immagine alla propria fanbase gaia, bisex e metrosexual). La “Best sudata”, comunque, se l’è fatta anche lo stesso Deadmau5 che per due ore e un quarto ha tenuto la testa dentro a quel catafalco luminoso con le orecchie.

“Best allungamento del brodo”
L’Academy conviene che l’artista Deadmau5 sappia come far crescere la tensione. La ricetta è: cinque minuti di synth e suoni elettrici spaccasubwoofer senza sezione ritmica che si aprono progressivamente per creare attesa nel pubblico il quale poi prontamente esplode nei tre minuti successivi di cassa e basso sparati ABBBBBBOMBA. Ripetuta per due ore e un quarto di djset la formuletta vincente del topo morto potrebbe risultare stancante, ma Deadmau5 ha dalla sua il fatto che le canzoni del suo repertorio live sono tutte pressoché note e accattivanti, e l’attesa del nuovo pezzo che arriverà ha la meglio su ogni calo di interesse.

“Best tipa inaspettata”
L’Academy conferma che Deadmau5 non è mica l’ultimo mammalucco arrivato: quando pure lo stesso deejay si rende conto che la ripetitività comincia a farsi notare, si materializza inaspettatamente sul palco una tipa sconosciuta vestita con dei drappi piuttosto discutibili a cantare live un paio di pezzoni tra cui “Sofi Needs a Ladder” (l’Academy non è stata in grado di attribuire identità certa alla inaspettata vocalist, forse la stessa Sofi, forse un’imbucata non ufficialmente accreditata). Molto brava costei ad affrontare la platea, l’Academy giudica questo il momento più vero di tutto lo show.

“Facciamo che ci redo award”
A proposito di momenti veri, l’Academy nutre serie perplessità sul fatto che qualcuno possa realmente suonare live per più di due ore con il cranio dentro ad una sfera pesante svariati chili tutta tempestata di led luminosi che trasmettono immagini psichedeliche e dalla quale con buona probabilità non si vede una mazza dell’esterno, né della consolle, né come stia rispondendo il pubblico. Fatto sta che, anche grazie ai fantasmagorici effetti scenici fighissimi creati ad hoc, con citazioni iconiche (Mario Bros, il Nintendo, Indiana Jones, Matrix…) e sincronizzati al millesimo di secondo, nessuno si accorgerebbe se Deadmau5 in verità non facesse altro che mettere in “play” una cassettina da 120 premixata a casa sua (insomma, l’Academy si è fatta – forse – fregare volentieri, e sostiene peraltro che senza la sua mitica installazione di cubi di led, Deadmau5 sarebbe come Sara Tommasi senza Alfonso Luigi Marra).

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