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Festival di Sanremo 2011 – Prima serata. Vinceranno (forse) Emma e i Moda’, ma io ho scommesso sulla puledra Anna Tatangelo
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Csnf consiglia: The Walking Dead (il vero erede di Lost?)
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Riavvolgiamo il tempo e iniziamo a sognare (ma senza chiudere gli occhi che rischiate di addormentarvi)
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Matcha il genitore
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Usa Photoshop responsabilmente

Festival di Sanremo 2011 – Prima serata. Vinceranno (forse) Emma e i Moda’, ma io ho scommesso sulla puledra Anna Tatangelo

Sanremo 2011 prima serata live

Al via la maratona festivaliera, in un’edizione scialba che puzza già di cadavere (per la cronaca: la nonna della Canalis è morta l’altro giorno, mentre Patty Pravo è ancora viva) e sulla cui carcassa siamo pronti ad infierire come un Presidente del Consiglio vampiro su una teenager vergine (inteso come segno zodiacale, sia chiaro).

Ad oggi, Emma e i Modà partono superfavoriti, seguiti da Nathalie. Se un exploit della seconda mi suona un po’ strano (ha vinto a fatica X-Factor e poi ha appena sputtanato la De Filippi che porta notoriamente sfiga, il suo disco non se lo sono comprato nemmeno i parenti di primo grado e poi lei è troppo snob per il pubblico sott’ano sanremese: le prime file stanno già ronfando sonoramente e non li risveglierà certo lei che è mezza afona), quello dell’improvvisata formazione bimbominkiesca, invece, mi pare meno improbabile da candidare alla vittoria. Potrei già intitolare oggi questo post “Emma e i Modà vincono Sanremo 2011” ma voglio coltivare (povero illuso) la speranza  di una sorpresa all’ultimo momento, tipo che possa vincere Anna Tatangelo. Anche l’encefalogramma di Google Trends è praticamente piatto, ma è in momenti come questi che una vera artista può trovare la forza di reagire.

A ben pensarci, le sue partecipazioni al Festival sono sempre state abbastanza fortunate (per lei ovviamente, non certo per noi), tranne forse quella volta con Federico Stragà (scoperto da Mara Maionchi), ma lì compariva come una specie di immatura guest star non ancora completamente formata. Poi, infatti, sono venuti i lifting. Oggi, la ventiquattrenne (per gamba) Lady Tata è una donna completa, regina dei fornelli di Amorilandia, mamma diva e donna nonché moglie di un uomo ahimé musicalmente influente.  Può il supereroe Gigi d’Alessio accettare che la sua adorata compagna, peraltro così tanto amata e protetta dalla televisione di Stato, possa essere la vittima sacrificale di questo Sanremo? Io credo di no. Dopo il fallimento di X-Factor, su cui aleggia per Anna un concorso di colpa pesante come Giuliano Ferrara, può pensare questa gggiovane cantante neomelodica di fallire un’altra volta a così stretto giro, di rischiare in prima persona mettendoci la faccia (e il fatto che sia di plastica non conta) di fronte al pubblico più becero della tv che è anche quello che compra i suoi dischi (e quelli del suo granny-fidanzato)?

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Csnf consiglia: The Walking Dead (il vero erede di Lost?)

the walking dead

Impossibile, in questo periodo, non imbattersi in “The Walking Dead”, la serie più attesa, discussa ed acclamata del momento. Che è cominciata e pure già finita ed io l’ho vista un po’ in ritardo, approcciandola con un discreto scetticismo iniziale, anche perché quando tutti parlano di “capolavoro” e di “memorabile” parto già sulla difensiva. Io non l’ho trovata né un “capolavoro”, né “memorabile”: penso che i primi dieci minuti della prima puntata e gli ultimi dieci dell’ultima valgano la visione (sono sei in tutto, doppiate in maniera sciatta e facilona per garantire la contemporaneità con la messa in onda negli USA, ma a questo punto tanto vale vederla con i sottotitoli dei ragazzi di  Itasa che fanno sempre un gran lavoro, lodi lodi lodi). In mezzo ci sono svariate evitabili lungaggini, numericamente maggiori rispetto ai momenti in cui la serie appassiona realmente. Dall’altra parte bisogna dire che certe scene splatter – e la incredibile naturalezza con cui vengono esposte – funzionano e sono di sicuro impatto.

Perché “The Walking Dead” fosse veramente un “capolavoro memorabile” probabilmente avrebbe avuto bisogno di una trama più corposa (o meglio, almeno di una trama) e di una serie di situazioni leggermente meno scontate (che andassero al di là dell’eterna dicotomia tra buoni e cattivi, degli sbudellamenti, e dei cervelli spappolati). Il peccato originale sta nel fatto che essendo tratta da un fumetto, la serie ha mantenuto un’aderenza difficile da trasporre in versione telefilmica. Certi linguaggi televisivi recenti ci hanno abituato ad overdosi di azione, flashback, surrealità, tutti elementi che in TWD sono dosati in maniera fin troppo parsimoniosa, nonostante l’ambientazione zombiesco-apocalittica.

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Riavvolgiamo il tempo e iniziamo a sognare (ma senza chiudere gli occhi che rischiate di addormentarvi)

Io praticamente ho visto solo il finale con la surreale eliminazione del padre di Ruggero che rappresentava il figlio sul palco mentre cantava in differita perché minorenne e i minorenni possono comparire in tv dopo la mezzanotte solo tramite RVM (mah!), ma ritengo che l’inizio della puntata di X-Factor di ieri sera (record negativo di ascolti di sempre, tanto per dire) sia l’unico momento minimamente guardabile di questa edizione, per i seguenti tre motivi:

1. Finalmente si ammette palesemente il fatto che ci troviamo a “Ti Lascio una Canzone”

2. La cuccarini che precipita dalla scalinata

3. Facchinetti che, dopo la Marcuzzi, rinnova con sensuali movimenti di bacino, il suo sempre più inarrestabile trasporto erotico verso le MILF attempate

Matcha il genitore

Questo post è solo un espediente per usare il verbo “matchare“, visto che ultimamente sento che lo usano tutti. Poi, se volete, potete provare a indovinare a quale figlio corrisponda il relativo papà. Come aiutino vi posso dire che i più anziani sono i padri dei più anziani, e i più giovani dei più giovani (…?!). Le soluzioni dopo il salto.

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Usa Photoshop responsabilmente

Il blog Photoshop Disasters ha scoperto in alcuni Paesi dell’Estremo Oriente, una pubblicità della Ralph Lauren decisamente poco riuscita. La “maison” newyorkese ha tentato di contrastare la diffusione della notizia e di imbavagliare il blog con una denuncia, ma di fronte alla compatta indignazione della blogosfera internazionale (che da qualche giorno non discute d’altro), è stata poi costretta ad alzare bandiera bianca, ritirare la campagna pubblicitaria (con protagonista una irriconoscibile Filippa Hamilton – già calendiva Pirelli – anoressica e deforme), e scusarsi con il mondo per l’uso scriteriato di Phostoshop.

Chissà, forse volevano solo rappresentare la crisi economica, oppure la totale demenza del loro ufficio marketing. Blogosfera 1, Ralph Lauren 0.

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