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A parte gli scherzi
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Oscene del crimine
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Amici senza trash?
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Boondocks
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Lista dei partecipanti al Festival di Sanremo 2007

A parte gli scherzi

Mi diverto, faccio quello che mi piace e sono sempre sulla cresta dell’onda

Così si è espressa stasera Valeria Marini in un’umile intervista a Sipario. Comunque, se non sta sulla cresta dell’onda lei che è una nave, non so chi altro potrebbe. Valeriona, insieme a Cristina Chiabotto, Alfonso Signorini e a quello che fa gli spot dei videofonini con Paris Hilton, presenterà, da venerdì sera su Canale 5, la nuova edizione di “Scherzi a Parte“. E questo cast sembra essere il primo degli scherzi. Per fortuna su Italia 1 ci sarà la cosiddetta serata Doc, con le nuove puntate di House Medical Division, Grey’s Anatomy, Nip/Tuck e Huff.

Oscene del crimine

Causa impegni vari, in questi giorni non sono stato presente come avrei voluto e mi sono perso un po’ di avvenimenti. Credo, ad esempio, che sia iniziata la nuova serie di CSI New York. Se devo essere sincero non sono mai stato un appassionato degli spin-off. Beh, tranne quella volta che la geniale mente di Aaron Spelling fece nascere Melrose Place da una costola di Beverly Hills 90210 (quando Kelly di Beverly si innamorò per un paio di puntate di Jack di Melrose, ed entrambi, protagonisti della propria serie, ebbero un ruolo da guest star/comparsa nel telefilm altrui. Me lo ricordo come se fosse adesso).

CSY:NY, dicevo. Non l’ho mai visto e ho visto poco anche CSI:Miami, ma ho seguito abbastanza CSI “the original” (quello con Grissom, per intenderci). Mi è sempre piaciuto, anche se ogni tanto l’ho trovato un po’ troppo patinato: cioè, la Willows (per esempio) ravana tra i cadaveri dalla mattina alla sera vestita supertrendy, e a fine giornata ha sempre un aspetto da vergine incoronata, trucco intatto e capelli perfettamente phonati, oltre che la perenne voglia di farsi un drink. Un Bloody Mary, magari. Comunque, su CSI, il mio amico Licoreo ne sa certo più di me:

ci hanno tolto il mitico Orazio, il personaggio principale meno credibile della storia dei telefilm, con il suo rosso malpelo e i suoi occhiali da sole dietro ai quali si sentiva un reginetto dell’ordine… Un uomo con il nome che anzichè ricordare la ragione (o-razio) faceva pensare al celebre cavallo con i morsi di Walt Disney che, secondo Bisio, era sadomaso e si faceva frustare da Clarabella. Come potremmo fare senza la capigliatura rossa e gli occhiettini di chi non dorme mai e capisce ancora di meno?

Potremmo sopperire alla mancanza stasera e domani grazie a Canale 5 e a RIS 3, ovvero la versione di CSI spaghetti e mandolino, dove la creatività autorale italiana di bassa lega è spinta a livelli mai raggiunti prima.

Il momento topico della serie precedente, ad esempio, è stato quando Nicole Grimaudo, nel giorno del suo compleanno, riceve un sms da Unabomber che si spaccia per il suo fidanzato, il quale le suggerisce di recarsi in un cascinale diroccato per ricevere un misterioso regalo. Giunta, già vogliosa e bavosa, nei pressi della stamberga, Nicole trova un braccialetto appoggiato sul bordo di una fontana.

Nel frattempo alla centrale dei Ris, la nuova arruolata Romina Mondello riceve un plico accompagnato da una sibillina lettera: “Ciao Romina, sono Unabomber. Ti seguo fin dai tempi di Non è la Rai e secondo me tu sei sempre stata meglio di quella svaporata della Grimaudo. Boncompagni non aveva capito niente, però io sono qui per fare finalmente giustizia. Ti allego un poster 4X3 della mia prossima vittima, così puoi facilmente capire chi ho intenzione di uccidere servendomi di un braccialetto avvelenato e puoi arrestarmi per tempo“. Purtroppo Romina ci mette un po’ troppo per srotolare il poster, prendere una scala, trovare una parete di una stanza libera, cercare delle puntine da disegno, limarsi le unghie, mangiarsi un panino con la mortadella, ascoltare sul suo I-Pod tutta la discografia di Barry White, guardare il dvx di Ben Hur in lingua originale e finalmente decidersi ad attaccare il poster al muro per studiarlo da tutte le angolazioni possibili e poter finalmente capire chi sia la vittima designata di Unabomber. Ma quando Romina si rende conto che la gigantografia che sta guardando da mezza giornata è quella della collega ex-ballerina di “please don’t go”, ormai è troppo tardi

Nicole, infatti, ignora il suo destino e si avvia, con riprese al rallentatore (come se la serie non fosse già noiosamente interminabile di suo), all’uscita di scena. Lei ha già la testa proiettata sull’altare e vede le scene del suo matrimonio: non immagina neppure che il bellissimo bracciale trovato bordofontana non è il regalo del suo amato Lorenzo Flaherty, bensì un bijoux avvelenato realizzato dal bombarolo del Nordest. Nicole lo indossa sognante, e, immediatamente, chissà per quale misteriosa alchimia, le viene un giramento di testa. Cade nella fontana e annega in quattro centimetri di acqua limacciosa mostrando chiari sintomi di tubercolosi. Dagli sceneggiatori di Ris, l’ingegner Elvo Zornitta (o chi per lui) avrebbe di che imparare.

P.S.:Ah, per la cronaca: Ugo Dighero era molto meglio quando faceva il “Pupazzo Gnappo” a Mai dire Gol.

Amici senza trash?

Che gli allievi di Amici di quest’anno fossero qualitativamente superiori a quelli dell’anno scorso era evidente fin dall’inizio. C’è stato pure qualche progresso, ma vista la brevità di questa edizione, potevano cominciare direttamente col serale. Anche perchè io stasera ho visto un cosa che non mi sarei mai aspettato: uno spettacolo decoroso. Le polemiche, gli urli, le offese personali tra i componenti delle squadre, i facili diverbi tra l’opinionista Platinette ed il pubblico, per il momento, sono stati molto limitati e di poco peso, rispetto alle edizioni precedenti del programma, in cui si era arrivati alle minacce di querela. E’ anche vero, però, che il pepe al talent show è conferito proprio dal cosiddetto pubblico parlante: una varietà di befane pensionate acide e masochiste, che anziché rimanere a casa a fare la calza davanti al camino, si recano settimanalmente a Cinecittà a sfogare i loro istinti di anziane represse nei confronti di un gruppo di ventenni sognanti. Purtroppo quest’anno c’è poco da sfogare e la battaglia degli spettatori armati di microfono è persa in partenza: la maggior parte degli allievi di Amici canta, balla, si impegna e riesce a fare in maniera apprezzabile ciò che deve. E sa rispondere pure a tono alle sterili accuse. Per una volta ne perde il trash, ne guadagna la televisione. Ma è solo la prima puntata e per peggiorare c’è sempre tempo.

Boondocks

Ieri sera ha debuttato su Mtv Boondocks, una delle serie a cartoni animati più brutte e inutili che io abbia mai visto. Non si tratta solo delle volgarità grafiche, del turpiloquio, dei fondali maldisegnati, dell’animazione imprecisa, e dello scarso livello tecnico generale. Ci sono cartoni che hanno fatto di questo (consapevolmente, però!) il loro punto di forza e che, grazie a sceneggiature e idee vincenti, sono diventati velocemente dei cult.

Ma Boondocks pecca gravemente anche sotto il profilo creativo, dei dialoghi e dei contenuti. I protagonisti (un nonno di colore e i suoi due nipoti) si sbrodolano nell’autocommiserazione del loro essere “negri” e si inorgogliscono per la loro differenza dai “bianchi“. Ma mettere in atto un’opera di razzismo al contrario con così tanta sfacciataggine e faciloneria è pericoloso, e si ripercuote con un effetto boomerang sulla sceneggiatura, che trasmette un messaggio diametralmente opposto a quello che vorrebbe trasmettere. Trattare in maniera così superficiale argomenti di attualità, condendoli con oscenità visive e linguistiche all’acqua di rose, non vuol dire essere politically-incorrect, bensì vigliaccamente ipocriti. Boondocks è un’inutile accozzaglia di fesserie e banalità, e pur essendo targettizzata per “un pubblico adulto”, si rivela un prodotto scadente anche per dei bambinetti delle elementari di poche pretese.

Lista dei partecipanti al Festival di Sanremo 2007

Chissenecronaca della prima serata del Festival
Chissenecronaca della seconda serata del Festival
Chissenecronaca della terza serata del Festival

Appena sfornata la lista dei nomi dei partecipanti alla 57ma edizione del Festival di Sanremo, in onda dal 27 Febbraio al 3 Marzo 2007:

  • Al Bano
  • Leda Battisti
  • Gianni e Marcella Bella
  • Fabio Concato
  • Simone Cristicchi
  • Johnny Dorelli
  • Roby Fachinetti e Dj Francesco
  • Amalia Grè
  • Mango
  • Piero Mazzocchetti
  • Paolo Meneguzzi
  • Milva
  • Nada
  • Paolo Rossi
  • Antonella Ruggiero
  • Daniele Silvestri
  • Stadio
  • Tosca
  • Velvet
  • Zeroassoluto

Un’edizione all’insegna del rinnovamento, dunque. Tra questi mi verrebbe da salvare per simpatia solo Cristicchi e Silvestri, perchè sono quelli che, meno degli altri, sanno di ragnatele, naftalina, riciclo e nepotismo. Riserve sui Velvet e sulla Ruggiero. Il resto dei concorrenti (tranne due) può tornare bellamente alla propria postazione al museo delle cere.

Non conosco Piero Mazzocchetti (famoso in Germania, dicono), e quindi non posso stroncarlo a priori. Però il rischio che faccia la fine di Alessandro Safina, che, una volta accettato di entrare a far parte della discografia nazionale ha perso anche quel poco di credibilità che si era guadagnato all’estero, è forte. Amalia Grè, invece, è un colpo basso: io scommetto già tutto quello che possiedo (un paio di noccioline caramellate e un fiordifragola sciolto) su di lei. Se non conoscete la sua hit “Io cammino di notte da sola“, procuratevela con qualsiasi mezzo lecito o illecito. Il suo lamentoso squittìo, degno di un raduno di topi che stanno per essere stritolati dai cingolati di un carro armato, non può che farvela amare incondizionatamente.

Tra i giovani, da segnalare Pier Cortese reduce da “Souvenir“, Jasmine (la nuova Jenny B), il duo di amici defilippati Piquadro, l’odiosa Mariangela di “Mama o m’amerà“, e la rumena albanese Elsa Lila.

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