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X-Factor 5 per poveri – terza puntata su Cielo
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Lo sbrocco di Morgan a X-Factor era un messaggio in codice per gli autori?
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X-Factor 5 per poveri – seconda puntata rieditata su Cielo
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X-Factor 5 per poveri – prima puntata rieditata su Cielo
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I Kymera si staranno rivoltando nella tomba
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Marco Mengoni – Solo (Vuelta al Ruedo)
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Matt Cardle vince X-Factor Uk 7

X-Factor 5 per poveri – terza puntata su Cielo

x factor 5 terza puntataX-Factor 5 ha due uniche grandi certezze: la prima è che Alessandro Cattelan si veste molto male (stasera pare un esperimento genetico tra Babbo Natale e Spiderman). La seconda è IL DEGRADO QUALITATIVO dello show. Un degrado talmente rapido che nemmeno lo stracchino dimenticato fuori dal frigo fa così presto a irrancidirsi.

La delusione, relativamente alla piega surreale che ha saputo prendere questo programma nel giro di sole tre settimane, è palpabile. E lo dico da telespettatore di “Serie B”. Fossi uno di quelli paganti, chiederei il rimborso dell’abbonamento a Sky e un panettone all’uvetta come risarcimento morale.

La mia idea è che X-Factor si sta trasformando sempre più in Z-Factor e non è un problema di Rai, di Sky o di budget. E’ un problema di team autorale (sempre lo stesso delle vecchie edizioni e su questo aspetto Morgan non aveva proprio tutti i torti durante il suo agghiacciante delirio finale), di idee antiquate e stagnanti, di ipocrisia galoppante, di gente che giudica senza essere in pace col proprio cervello.

Questo talent ha bisogno di leggerezza televisiva, non di alterchi spazzatura e monologhi farneticanti. Ha bisogno di purezza d’immagine, non delle caricature sceniche di Tommassini. Ha un estremo bisogno di ritrovare la centralità dei concorrenti, ma di concorrenti all’altezza. Questo talent necessita soprattutto di una nuova verginità, che si è rivelata solo illusoria con il passaggio a Sky: propongo che alla fine di ogni edizione i quattro giudici, (più gli autori, più Tommassini) rimettano il mandato e vengano sostituiti da un governo tecnico. E già che ci siamo, cambiamo anche la legge elettorale e facciamo la patrimoniale.

Passiamo al commento delle esibizioni, prima che mi venga la bile. Ah, dimenticavo, la puntata è A TEMA (ecco, mi è venuta la bile). E il tema è la “Disco Dance”, che già non vuol dire niente, ma il cui concetto secondo i giudici è talmente elastico che comprende sia Mick Jagger che Lady Gaga (e ho detto tutto).

Antonella – ‘Strict Machine’. Deve dimostrare di essere una “macchina vibrante del sesso” (cit.) e stasera è chiamata ad esibire tutta la sua femminilità. Il genere è un elettropop che ha passato tutti i test del controllo qualità del Team Arisa e che piace al pubblico che ama questo show (sempre meno). Antonella è prorompente, sexy, perfetta. L’unico motivo per continuare a seguire X-Factor. Voto 9+

Davide – ‘Never Be Alone’. Le ultime parole famose: “E’ la serata dance, quella che aspettavo: la mia”, afferma l’ignaro Davide. Vedrai come la sentirai tra un paio d’ore. Canzone stupenderrima e a mio avviso simbolo della rinascita della musica elettronica negli ultimi anni. Fin da quando ho saputo dell’assegnazione mi sono chiesto come avrebbe fatto Davide a cantarla. Ora mi sono tolto il dubbio: Voto: 1

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Lo sbrocco di Morgan a X-Factor era un messaggio in codice per gli autori?

 

I demenziali vaneggiamenti di Morgan sul finale della terza puntata di X-Factor (le parole Rai, Berlusconi, Verità e Peppinocera tutte in un’unica frase non si possono sentire: sarebbe troppo facile e indelicato attribuire la smisurata reazione dell’ex Pirata agli effetti di una mai superata tossicodipendenza, pertanto non lo farò) nascondevano chiaramente un messaggio criptato agli autori del programma ed eventualmente anche al conduttore perché cambiasse il corso degli eventi (“Vi ho già fatto capire tutto, cosa volete ancora da me?”). Non è difficile pensare che in Rai i ballottaggi finali fossero più pilotati per esigenze televisive, mentre in questa occasione di “eccesso di verità” in cui lui si ritrova primo a decidere chi dover eliminare, si attivi un pericoloso corto circuito per via di una (effettivamente incomprensibile) scelta autorale.

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X-Factor 5 per poveri – seconda puntata rieditata su Cielo

Torna – a grande richiesta – il post su X-Factor per gente indigente. Ricordo anche a chi passa di qua per sbaglio che, volendo e potendo, seguiamo il live della differita in diretta sul Gruppo Bacheca Ammiraglia su Facebook, ogni domenica alle 19. Premessa: ho trovato questa puntata molto pesante.

Claudio – The dog days are over: che scelta snob i Florence & The Machine, quasi quanto i Royksopp la settimana scorsa. Il Team Arisa punta sulla qualità, ma mentre Antonella brilla di luce propria, Claudio si arrabatta come può. Elio attacca col pippone della “credibilità” che sarà il leitmotiv della serata e a me, francamente, fa rimpiangere i bestemmioni della Maionchi. Claudio, vocalmente, mi ricorda TREMENDAMENTE quel Giuliano dei tempi di Claudia Mori, e ciò non è un bene. Voto 5/6

Jessica – Messaggio. La Ventura deve averla spedita dal suo chirurgo estetico di fiducia, stasera è gnocchissima, una specie di Asia Argento però in versione “silver plated”. La diva del noir di questo X-Factor canta un “inno cazzutissmo” (cit.) con svariate imprecisioni; ha una vocalità tradizionale e ampi margini di miglioramento ma ha anche quel “qualcosa” in più rispetto ad altri, e non sto parlando dei denti storti. Elio le dà della giostraia, Morgan della cantante di liscio. Secondo me sarebbe adatta per Marylin Manson. O per cantarlo o per fidanzarcisi. Voto 6 1/2

Davide – Jealous Guy. Morgan lo vuole meno clericale e più “vissuto”: la soluzione per renderlo tale sarebbe una quantità industriale di bastoncini del Capitan Findus con il Capitano annesso. Passeggia sul palco e sale le scale con la sicurezza di un’anziana con l’alluce valgo. Propongo la prossima settimana di farlo cantare dal backstage e inquadrare durante l’esibizione la polvere accumulata sotto la sedia di Tommassini che è più televisivamente gradevole. Vocalmente migliora rispetto alla settimana scorsa ed il brano è più adatto. Voto 5/6

L’rvm che mostra i complotti morgan-venturiani ai danni di Arisa è la dimostrazione di ciò che qui si pensa fin dall’inizio. Arisa è troppo ingenua e poco smaliziata per tener testa all’ipocrisia e alla falsità degli altri tre (settimana scorsa, prima di eliminarla, Simona diceva: “Rahma io comprerei un tuo disco”; questa settimana: “abbiamo sempre parlato male di Rahma fin dai provini”). Elio si esprime poco, e quel poco è una chiosa ancora più fastidiosamente bugiarda e mentitoria (“Le 5 hanno più potenzialità  discografiche”). Le mie simpatie sono tutte per la cantante di “Sincerità” (titolo profetico) in questo momento, mentre gli altri, che ostentano sicurezza da scolaretti saputi nei confronti delle dinamiche dello show, sarebbero tutti e tre da prendere a sberle.

Le 5 – Single Ladies. L’arma per contrastare lo scarso appeal commerciale (e guadagnare i televoti mancati la settimana scorsa) si chiama gigionità a buon mercato, abbinata ad un nuovo look firmato da Luca Tommassini che prevede giubbini in pelle, borchie e make-up da cocktail party stile  inaugurazione di un centro commerciale. Irriconoscibili rispetto all’esibizione corale della settimana scorsa: da gruppo perfetto per i musical di qualità a Spice Girls anzianotte e sovrappeso (uguali alle originali, praticamente). Uno scempio totale, basandosi su questa esibizione la loro eliminazione è più che meritata (peccato, perché all’ultimo scontro, quando sono ritornate nei loro panni erano nettamente superiori all’inqualificabile sfidante Valerio). Voto 4

Francesca – La guerra è finita. Insieme alla guerra, è finita anche la magia della sedicenne col rock nell’anima che ha stupito pubblico e critica. A parte che secondo me, le canzoni dei Baustelle possono cantarle solo i Baustelle (le critiche di Morgan lasciano, francamente, il tempo che trovano), non sono affatto dell’idea che questo tipo di rock decadente sia adatto ad una della sua età (“Sai di cosa parla questa canzone?” afferma Miss Ventura “di suicidio”. Ecco, appunto, ascoltati una buona volta). Voto 5-

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X-Factor 5 per poveri – prima puntata rieditata su Cielo

X Factor 5 Sky CieloAh poveri noi, poveri poveri. Questo sarà il primo (e probabilmente l’unico?) post dedicato a questa edizione di X-Factor. Lo scrivo con “la morte nel cuore” (cit.), dopo quattro edizioni di onorate chissenecronache doppie sul blog e sulla Bacheca Ammiraglia, dopo che ho visto un format carico di potenzialità svilirsi nell’insipienza tatangelesca di una Raidue allo sbando. Recuperato da Sky, X-Factor è ritornato a nuova vita e la sua premiere gli ha impresso un marchio di qualità, stile e modernità rari per la televisione italiana (anche Tommassini – stranamente – non l’ha fatta fuori dal vaso: evidentemente era la Rai che lo obbligava a certe pacchianerie). Ma le cose belle si pagano e bisogna prendere lucidamente coscienza che noi, pubblico proletario, siamo e saremo destinati ad un futuro defilato, se non proprio in serie B, senza l’abbonamento a Sky.

Questo è un post ex-post che giunge dopo la visione della replica rieditata sulle frequenze di Cielo della premiere del talent show più amato dagli italiani di classe AA. Questo è un post da e per i ceti meno abbienti, inevitabilmente ritardatario, che parla di una prima puntata già digerita, mentre i luoghi del web che contano propongono appetizer della seconda. E’ la dura legge della povertà: per noi straccioni non skydotati, niente antipasti chic: solo briciole di pane rimasticato e acqua sporca.

Nicole Tuzii – And I Am Telling You I’m Not Going. Concediamole il beneficio dell’emotività, d’altronde essere teenager e avere la responsabilità di aprire un’edizione di XFactor rivoluzionaria (e non solo nelle intenzioni) come questa non deve essere affatto un’impresa semplice. Le hanno messo un abito da sera e dato una spolverata di fard, ma non viene meno quell’aspetto da “vergine delle rocce” dove le rocce in questo caso sono sassolini. Cioè: bisogna lavorare parecchio e crescere, per il momento quello di Nicole è un discreto debutto. Un unico appunto: ha l’età di Justin Bieber e stilisticamente pare sua nonna. Francamente non so se sia un bene o un male. Voto 6 1/2

Café Margot – 50mila. Una delle due (quella con gli occhiali) secondo me è anche concorrente di Amici a sua insaputa. Oppure ne è la sosia. Il pezzo che ha lanciato Nina Zilli è sicuramente adatto al duo, forse anche troppo: navigano sul sicuro e tecnicamente non fanno una piega. Le prossime settimane mi aspetto qualcosa di meno scontato e più spregiudicato (ché quella con gli occhiali – sempre lei – c’ha anche una gran faccia da zozzona). Voto 6 1/2

Claudio Cera – My Immortal. E’ il gemello segreto separato alla nascita del conduttor Cattelan, come lui stesso fa notare. Secondo Arisa è uno che “arrizza le carni” (EEEEH??). Invece secondo Arrizza è uno che “arisa le carni” (adesso è tutto più chiaro). Probabilmente sono io che devo ancora capirlo ma, anche nei casting, non mi è mai sembrato un granché. Canta bene, ma lo trovo artisticamente piuttosto debole. E quell’aspetto da benzinaio Tamoil non aiuta. La canzone non è il massimo che si poteva scegliere e lui non rientra attualmente tra i miei preferiti. Voto 6- –

Vincenzo Di Bella – Azzurro. Parola d’ordine “stupire”: una delle canzoni più classiche del repertorio italiano inaspettatamente riarrangiata in una versione al limite della teatralizzazione. L’effetto sorpresa funziona e quello di Vincenzo è un mondo musicale interessante, un po’ Luciodalliano. Chi si aspettava una esibizione seduta attorno al falò con chitarrina e spinelli economici rimane spiazzato, resta da verificare se oltre al fumo (degli spinelli economici) c’è anche un po’ d’arrosto (o magari un po’ di bamba di qualità). Voto 6/7

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I Kymera si staranno rivoltando nella tomba

X-Factor UK edizione 8 entra nel vivo (magra consolazione per quei quattro tirchioni tra cui il sottoscritto che non vedranno X-Factor Italia edizione 5 su Sky: scusate, ma nel mio codice etico l’opzione “paga 20 euro al mese per vedere Simona Ventura” non è contemplata). Lo show inglese sta plasmando i nuovi talenti della musica, tipo Johnny Robinson: una specie di Enzo Miccio coi capelli, un guardaroba degno di “Ma come ti vesti?” e la voce di Kylie Minogue in calore

(ps: aborro i quattro giudici. Chi caspita è Tulisa Vattelapesca?)

Marco Mengoni – Solo (Vuelta al Ruedo)

Mi spiace per tutti quelli che me ne hanno chiesto una recensione sperando che mi sperticassi in entusiastici elogi, ma a me, il nuovo singolo di Marco Mengoni, non piace neanche un po’. Pare una canzone dei Muse (non nella formazione originale, però, bensì in quella “scambiata” che andò a Quelli che il calcio) cantata dai Negramaro (e questo è già tutto dire): originalità zero, una noia mortale, non ho capito niente del testo e nemmeno del video ufficiale (che spero vivamente non sia quello qui sotto).

Cioè, al primo ascolto è come un vaso di fiori che ti precipita in testa dal balcone. Poi, magari, col tempo scoprirò che non è nemmeno tanto male (dubito, dato che credo proprio che non l’ascolterò mai più), fatto sta che se avessi 99 centesimi da spendere, anziché l’mp3 di “Solo – Vuelta al Ruedo” (ma perché il titolo in spagnolo?), mi comprerei un caffè. Perlomeno mi terrebbe sveglio.

Matt Cardle vince X-Factor Uk 7

Dopo due anni di trionfi Cherylcoleiani, Dannii Minogue torna a vincere X-Factor UK con un suo concorrente, tal Matt Cardle, esordiente sui mercati discografici con la cover “When we collide“. Matt è sempre stato superfavorito (e onestamente non me ne spiego il perché): ha dato il meglio di sé trastullandosi sessualmente con le colleghe di X-Factor per mettere a tacere la voci su una sua presunta omosessualità; ha alle spalle una vecchia storia di droga; si è fatto fotografare mezzo nudo qualche giorno fa come testimonial di un deodorante e nella prefinale ha duettato con una Rihanna pettinata come Orietta Berti. Insomma, si è sparato tutte le cartucce che aveva e non poteva non vincere. Nonostante questo non credo che qui ne sentiremo ancora parlare, mi pare piuttosto fiacco come personalità se dovessimo eleggerlo nuovo Robbie Williams e piuttosto sciatto come vocalità se dovessimo paragonarlo ad un novello James Blunt. Insomma è un po’ un Matteo Becucci d’Albione; quella che io vorrò vedere sempre e comunque in tutte le classifiche del globo è Cher Lloyd (eliminata dopo aver duettato con Will.I.Am. Che ciò sia di monito: nessun ascoltatore di dischi sano di mente vuole una nuova Ferginanda!)

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