Category - Uno due tre stalla

1
Amarcord post of the day / 5
2
Uno, due, tre, stalla! – Vince Imma di Ninni
3
Uno due tre, Valium
4
Uno due tre stalla

Amarcord post of the day / 5

Tra i reality che ho seguito, “La sposa perfetta” era il più onesto e ben fatto. Purtroppo lo scarso successo di pubblico non ha decretato quel fenomeno che, in altre condizioni/situazioni spaziotemporali avrebbe potuto scaturirne. “Uno due tre stalla“, invece, oltre alla puntata iniziale e a qualche piccolo flash facendo zapping, ho preferito, per la mia salute mentale già messa a dura prova, evitarlo come la peste.

Madre Teresa e il figlio Claudio sono gli ultimi due superstiti del reality ed i più indicati alla vittoria. Lui, con la sua aria da manovratore del Tagadà e lei, perennemente messa in disparte da tutte le altre mamme a causa delle sue incomprensibili espressioni lessicali riconducibili ad un antico linguaggio Maori, hanno sempre giocato pulito
Tutto su “La sposa perfetta”

Ora però qualcuno mi spiega chi diavolo è questa decerebrata che ha vinto?
Molto poco su “Uno due tre stalla”

Altri reality:

Luca Calvani, il miracolato di quest’anno. Probabilmente la Rai era carente di nuovi attori per fiction in costume (da bagno) e soap soporifere. Ecco perchè penso che vincerà.
L’isola dei famosi 4

…come telespettatore ti aspetti che la tigre, trovandosi davanti una che sembra un enorme zampone di capodanno, le salti addosso affamata e come minimo le sbrani un braccio.
Reality Circus

…se già la scelta di fare un reality “estremo” con personaggi sconosciuti è ad alto rischio di flop, mettiamoci pure una conduttrice che sarà più impegnata a specchiarsi nelle telecamere per controllare i suoi tagliandi siliconici che a presentare, ed è facile prevedere che il rischio si trasformi in realtà
Wild West

Uno, due, tre, stalla! – Vince Imma di Ninni

Qualche santo del Paradiso ci ha finalmente liberati dal programma più infame, snaturato, falso e contorto della televisione. Uno, due, tre, fogna è terminato ed ha consacrato, in un turbinìo di accrocchi al regolamento, la sua vincitrice annunciata: Imma di Ninni. Una medaglia al valore a Diariobignardo che si è impavidamente installato davanti al televisore e ci ha tenuti aggiornati sugli sviluppi dell’ultima puntata del reality con la sua Bignardocronaca. Ora però qualcuno mi spiega chi diavolo è questa decerebrata che ha vinto?

Uno due tre, Valium

Apertura scoppiettante come un motore diesel alimentato a cedrata, per il nuovo reality di Barbara d’Urso. Cori sfasati, canzoni stonate, allegria immotivata e standing ovation del pubblico rendono giustizia alla nuova pettinatura della conduttrice, firmata dal noto hair-stylist Decespugliator. L’abito che indossa, invece, è un copridivano dismesso da un ex salotto neanche tanto buono di Raffaella Carrà.

Con un balletto coreografato dall’anonima alcolisti, entrano in scena le concorrenti: 12 eroiche (non manca nessuna T) vallette. Eccole, tutte schierate nei loro push up brillantinati. Ti aspetti che da un momento all’altro i tori al neon che fanno da scenografia prendano miracolosamente vita e le incornino una ad una.

Pietro Taricone è nominato contadino honoris causa: un gran passo in avanti per la sua carriera dopo essere stato Bovaro Ignoto nella puntata d’esordio di Wild West. Se questo reality avrà gli stessi ascolti floppanti di quello della Parietti, lui sarà un ottimo caprone espiatorio. Spalla della stalla è tal Ciccio Valenti. Mai sentito nominare: è uno scherzo? una candid camera? Chi sarebbe questa damigiana di cabernet ambulante?

Ma ecco finalmente i concorrenti, dodici vere braccia rubate all’agricoltura:

Artemio: ha 36 anni, ma sembra il nonno di Al Bano con l’accento bergamasco. La sua squadra è formata da Sabrina Marinangeli (già vecchia e odiosa già ai tempi di “Non è la Rai”, la cosa più positiva che può capitarle in questo reality è di venire investita da una trebbiatrice) e Francesca D’auria.

Serafino: un essere ectoplasmatico a metà strada tra una specie di Mister Bean dopo l’elettroshock e un serial killer. Simpatico come un orzaiolo. Le sue contadine sono le gemelle con problemi di meteorismo Marianna e Manuela Ferrera.

Bastiano: il figo della compagnia, se lo vede la De Filippi lo mette a far da mobile portatelefono nel corridoio di casa sua al posto di Gianni Sperti. Nella sua squadra la ex schedina mai giocata Elisa Bagordo e Rosaria Cannavò.

U’Muschen (?): parla un linguaggio non potabile. Vuole far vedere a tutti il suo boa, la D’Urso va in visibilio e non capisce più nulla (arriva perfino ad affermare che la trasmissione è in diretta e che gli angeli la assistono). E’ affiancato da Giulia Fogliani e Francesca De Rose (il fatto che in ogni reality Mediaset ci sia una ex Miss Padania fa parte di qualche misterioso accordo politico?).

Orfei: addestratore sardo di cavalli. Alla domanda “Quante volte sei stato in continente?” risponde “Ogni notte”. Andrea Lehotska (la mia preferita) e Alessandra Sorcinelli le sue allieve da istruire all’agricoltura.

L’Avvocato: parla parla ma non conclude mai: un tipo praticamente trasparente, così come le sue due assistenti, la mikebongiorniana Nancy Comelli e Dana Ferrara.

Da questo momento del programma Barbara d’Urso decide di prendere qualche ora di ROL, giusto per evitare l’assopimento, e lascia la conduzione in mano a Valenti, l’uomo meno televisivo del mondo, una cisterna di petrolio grezzo, incapace, nonostante la mole, di reggere la telecamera e i tempi televisivi. Non bastano le scivolate sul sapone, i topi, le cavallette, gli scarafaggi, la lotta nel fango per sconfiggere la noia. Il passaggio repentino dalla registrata alla diretta è una scelta devastante: lo sbadiglio ha il sopravvento e lo show diventa insostenibile. In queste condizioni non è divertente neanche commentarlo. Io temevo che questo programma fosse un tarocco de “La pupa e il secchione“, invece del reality-cult di Italia Uno non c’è proprio nulla. Qui siamo davanti ad un incrocio tra “La talpa”, “Buona Domenica” quando lo presentava Gabriella Carlucci e le lezioni notturne di trigonometria. Manca ancora tanto alla fine? Io non ce la faccio più. Buona notte.

Uno due tre stalla

Stasera non ci sono per nessuno. Stacco i telefoni, non rispondo al citofono, mi devo pure videoregistrare Lost: ma ho un appuntamento con sei contadini veri, dodici eroiche vallette, delle capre e Barbara d’Urso. Questo nuovo reality di Canale 5 avrebbero potuto brillantemente chiamarlo “Il grande rastrello”, o “L’isola dei trattori”, “La fattoria in carestia” oppure “La pupa e il seminatore”. Invece hanno optato per un opaco “Uno due tre stalla”, un titolo che non preannuncia nulla di buono, se non una scrosciante vomitata di trash gratuito.

Qui la ‘chissenecronaca della prima puntata

© 2006-2014 - Chissenefrega 2.0 #whocares #zeroodio #tantoammore - Created by Meks. Powered by WordPress.