Category - Quiz

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The Cube – La Sfida
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Matcha il genitore
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Sarabanda (ovvero: la celebrazione non necessaria di Belen Rodriguez)
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Primo e Ultimo
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Piccole celebrità / 12
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Venti copertine di album ricreate con i Lego
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Piccole celebrità / 11

The Cube – La Sfida

the cube teo mammuccariTeo Mammucari ha alternato programmi riusciti (Libero, Distraction, Cultura Moderna) a programmi di cui la televisione italiana avrebbe fatto volentieri a meno (Primo e Ultimo, The Call, Sarabanda). The Cube, interessante novità di questa stagione di Italia Uno, appartiene fortunatamente alla prima categoria: format semplice e lineare, suspense che cresce, fenomenale impianto scenico, montaggio serrato, niente lungaggini o incasinamenti cervellotici. Il grande cubo al centro dello studio, oltre ad essere  il luogo deputato allo svolgimento delle prove che vertono esclusivamente sull’abilità fisica dei concorrenti, riesce anche a contenere quell’atteggiamento di perenne strafottenza nei confronti del prossimo che Mammucari di solito esibisce nei suoi programmi, pensando magari di essere pure irresistibilmente divertente.
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Matcha il genitore

Questo post è solo un espediente per usare il verbo “matchare“, visto che ultimamente sento che lo usano tutti. Poi, se volete, potete provare a indovinare a quale figlio corrisponda il relativo papà. Come aiutino vi posso dire che i più anziani sono i padri dei più anziani, e i più giovani dei più giovani (…?!). Le soluzioni dopo il salto.

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Sarabanda (ovvero: la celebrazione non necessaria di Belen Rodriguez)

Probabilmente pochi ricordano che nel settembre 1997, quando “Sarabanda” esordì con l’allora meshato Enrico Papi alla conduzione nel preserale di Italia 1, non aveva un format ben definito e non era nemmeno un quiz. Il primissimo “Sarabanda” era un varietà appendice del rotocalco gossiparo “Papi Quotidiani” in cui il conduttore alternava (pioneristicamente, per l’epoca) paparazzate d’antan e notizie di nessun pregio al caos ricreato in studio con canzonette ispirate a “Non è la Rai” (defunto da un paio d’anni, ma i cui germi non erano ancora stati completamente debellati dai ricercatori dei laboratuàr Mediaset), telefonate dei telespettatori con richieste musicali interpretate da cantanti anni 60 e dediche ai parenti in stile emittente locale. Prefiguratosi rapidamente come un comprensibile flop, dopo un mese di messa in onda “Sarabanda” venne riprogettato da cima a fondo, mantenendo presentatore e cast, trasformandolo nel più popolare (e riuscito) dei quiz musicali della televisione italiana dai tempi del “Musichiere”. Tanto da raggiungere indici Auditel così alti da mettere in pericolo l’egemonia dell’access prime time di Striscia La Notizia, che obbligò il quiz di Papi ad uno spezzettamento inusuale in quel periodo, in modo da andare in onda con le parti salienti sopra alle interruzioni pubblicitarie di Canale 5 (strategia suicida che funzionò miracolosamente per un certo periodo ma che poi ne segnò il destino) e che, in un’edizione speciale senza pretese di prima serata a febbraio 2003, fece vacillare nientepopodimenoché il Festival di Sanremo di Baudo tallonandolo in ascolti.

Il “Sarabanda” di allora si ricorda soprattutto per la formula semplice, leggera ed appassionante: un crescendo ben congegnato (quasi “rossiniano”, oserei dire usando una metafora a tema) che “verticalmente” faceva aumentare l’interesse quotidiano del pubblico contestualmente alla riduzione dei concorrenti in gara e all’incrementare della difficoltà dei quiz (tutti basati su giochi a tematica musicale, dove scopo di ciascuno era indovinare il titolo di una o più canzoni), mentre “orizzontalmente” garantiva il coinvolgimento a lungo termine nelle storie dei campioni che erano tali non per caso, ma perché ferrati sull’argomento e con i quali si entrava ogni sera di più in una sorta di “confidenza a distanza”, scoprendo le loro vite da “persone vere” (o da casi umani, talvolta) oltre che da campioni e personaggi costruiti dalle dinamiche di forza maggiore del game show. Forse era un inconsapevole esperimento di reality ante litteram.

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Primo e Ultimo

Nei programmi di Teo Mammucari, la parte “game” è sempre stata un pretestuoso suppellettile utile solo a far esprimere al meglio la greve ironia del conduttore. Ma se in Distraction lo scherno era ben contestualizzato grazie alla perfidia delle prove da affrontare e in Cultura Moderna bilanciato dalle esibizioni più o meno talentuose dei concorrenti, in Primo e Ultimo ha le ali tarpate dal fatto che Mammucari tenta di fare il bravo presentatore di quiz moderni, quelli con la valletta istituzionale (oggi nota come co-conduttrice, anche se Melissa Satta sarebbe più adatta come cocorita) e la noiosa suspance del gioco finale.

Senza le consolidate spalle da poter attaccare (la valletta idiota, il grassone di turno, la vecchia befana del pubblico, Ciccio Graziani) il conduttore non avrebbe ragion d’esistere e il programma, nessun motivo per essere guardato. Puntando solo sull’originalità del format (qualsiasi gioco di gruppo ideato dagli animatori dell’Azione Cattolica sarebbe stato più innovativo), “Primo e Ultimo” fa l’effetto di una tavoletta di Gled Magic Water in una stalla ed è un programma che trasmette su frequenze talmente rasoterra che sembra quasi impossibile che qualcuno ci abbia perso del tempo per idearlo. Sarà per questo che per ambientare lo show è stata riutilizzata la scenografia dell’anno scorso di Buona Domenica, anziché smontarla e darla alle fiamme (attaccato ad un pannello sul soffitto c’era ancora un pezzo di Gregoraci).

Anche la quanto-sò-simpatica barra quanto-sò-trendy Melissa Satta non è null’altro che un pretestuoso suppellettile: impreparata come poche (o meglio, come la stragrande maggioranza delle sue colleghe), io non l’avevo mai sentita parlare prima d’ora. Probabilmente non si era mai sentita nemmeno lei stessa, visto che ha azzardato per tutto il tempo (dalla sua risata isterica, ai ripetuti “Ma noooooooo!” e “Ma daiiiiiiiii!”) una svaccata emulazione di Michelle Hunziker.

Piccole celebrità / 12

Ultimo appuntamento prima della pausa estiva con il nostro gggiovane quiz. Giulia e la sua insonnia si laureano campionesse con lode dell’undicesima puntata di Piccole Celebrità, indovinando:

1. Avril Lavigne
2. Ashlee Simpson
3. Beyonce Knowles
4. Alanis Morisette

Questa settimana le cose si complicano leggermente (naaaaah!): ci facciamo un giro nello showbiz a 360 gradi, partendo dal mondo della moda e arrivando a quello dello sport, passando per la pop music inglese.

Aiutini (evidenziare con il mouse l’interno del riquadro verde qui sotto per scoprire):

1) Il suo unico neo è stato la sua fortuna
2) Ha origini greche
3) Non c’è bisogno di aiutini:  No, no, no…
4) Va veloce, anzi “va-velocino”

Venti copertine di album ricreate con i Lego

Vi aspettavate un post sulla sentenza che ha definitivamente dato in affidamento i figli di Britney Spears all’ex marito Kevin Federline, e su come la bionda ex lolita del pop ha festeggiato (cioè ballando il tango come un orango in tanga)? Beh, sbagliato! L’avrei scritto se non avessi trovato questa cosa che – per inciso – mi è piaciuta un casino. Adesso mi fiondo in soffitta a tirar giù i miei vecchi lego per riprodurre, che so, la copertina di “Baby One More Time”.

Riuscite a riconoscere quali sono gli album così fedelmente ricreati coi mattoncini più famosi del mondo?

1. Per cominciare, una vera icona:

1 Soluzione (evdenziare per scoprire): The Beatles – Abbey Road

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Piccole celebrità / 11

Estate, tempo di quiz e giochi enigmistici (occhio che la prossima settimana pubblico il Sudoku, oppure vi sfido a Texas Hold’em, il top dei passatempi trash). Ammetto che sono trascorsi un po’ di secoli da quando Arianna scagliava una freccia centratissima sul bersaglio delle piccole celebrità puntata numero 10, indovinando, nell’ordine:

1) Melanie B
2) Eddie Murphy
3) Noel Gallagher
4) Liam Gallagher

Ma non è mai troppo tardi per recuperare il tempo perduto: riuscite a scoprire chi sono le quattro piccole amiche protagoniste del nuovo appuntamento con il quiz più citofonato di tutti i tempi?

Aiutini (evidenziare con il mouse l’interno del riquadro verde qui sotto per scoprire):

1) Una skater girl convertita in casalinga
2) Si è sposata con uno pseudoemo
3) Vederla da piccola è un Deja Vù
4) Interpretò DIO in un film del 1999

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