Archive for the ‘Fiction’ Category
Il “best of” di tutta la stagione canalecinquesca (ma anche un po’ italiaunesca)
Scritto da Chissenefrega il 4 Giugno 2009 – 01:03 -Ci siamo resi conto insieme e molto presto su Facebook (e chi c’era lo sa, infatti ringrazio tutti per la partecipazione al “live” improvvisato, nonché Grazia per il titolo di questo post, concepito sulla bacheca di FB) che “Non smettere di sognare“, capolavoro di produzione italiana (e prima fiction Mediaset ad essere girata in alta definizione: non c’era modo migliore per esordire) andato in onda stasera su Canale 5 avrebbe ridefinito il significato finora conosciuto della parola “imbarazzo“.
Stella (meglio nota come Eva dei Cesaroni) e Anna (meglio nota come cassettiera a tre ante dell’Ikea) sono due sorelle orfane e - siccome le disgrazie non vengono mai sole - entrambe covano nel profondo del cuore l’irranggiungibile sogno di fare la ballerina. Ma non alla Scala, all’Operà, o al Bolscioi: no, il sogno che hanno promesso alla madre sul letto di morte di realizzare è di diventare delle soubrette da talent show televisivo di matrice defilippiana. Uno show di categoria talmente bassa che la presentatrice è Emanuela Tittocchia, appena passata dal falegname per farsi dare un’accorciatina a quelle protuberanze ossee che le sono spuntate sulla fronte dopo anni di fidanzamento mediatico con Fabio Testi.
Passano gli anni, pieni di delusioni e di porte sbattute in faccia per le due sorelle: Anna si ritrova a fare la cameriera a Milano, mentre Stella squarta anguille al mercato del pesce di Genova. Anna, però, ha nel curriculum la partecipazione al nuovo video di Tormento dei Sottotono che recita, nei panni di se stesso, il ruolo della grande star della musica nazionale. Già questo sarebbe sufficiente per collocare la meravigliosa fiction nel genere “fantascienza”, tra i Visitors e Star Trek Next Generation. Con l’aiuto di Stella che si innamora provvidenzialmente del produttore televisivo Roberto Farnesi (e se ne innamora solo perchè la tenera espressione di lui le ricorda tanto quella delle anguille che squartava al mercato), Anna si guadagna un posto nel talent show, ma viene estromessa prima ancora di iniziare in quanto si presenta in scena ubriaca come la peggiore Amy Winehouse. Stella, che non molla la sorella etilista, assiste per caso ai provini e viene invitata a prendere il posto vacante da un ingrifatissimo Farnesi durante un appuntamento romantico avvenuto sopra un paracarro dove i due passano una indimenticabile serata ad ammirare la tangenziale meneghina respirando smog a pieni polmoni.
Tags: Alessandra Mastronardi, Fiction, Non smettere di sognare
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L’isola dei segreti
Scritto da Chissenefrega il 13 Maggio 2009 – 04:00 -Il sindaco di Roma ha recentemente attaccato le fiction nostrane, affermando che trasmettono insegnamenti negativi. Da fiction tipo “L’isola dei segreti” (thriller di Canale 5 in quattro puntate diretto da Ricky “aceto balsamico” Tognazzi), però, è impossibile trarre qualsiasi tipo di insegnamento. Anzi sembra una fiction pensata per un pubblico talmente babbeo che se imparasse qualcosa – anche di negativo - sarebbe un miracolo.
Ne “L’isola dei segreti”, Romina Mondello – una che dai tempi di Non è la Rai ad oggi, dove la metti sta - veste i panni di Maria Grimaldi, affascinante donna&detective che ritorna al suo paese di origine per sposarsi. Il paese è arroccato su un’isola “di fantasia” di nome Korè dove tutta la gente parla dicendo “miiiiiiiiiiinchia” oppure “mìììì è il ggghiorno del nostchro matchrimonnio” oppure “mi stà pigghiandu pe’ fessa?” e il piatto nazionale è la granita.
Appena la poliziotta Mondello rimette piede sulla sua terra natìa, cominciano a verificarsi misteriosi accadimenti. Maria parla con una donna anziana che, però, trapassa durante il dialogo, causa eccessiva lunghezza dello stesso. Poi un gabbiano col cambio automatico si schianta sul suo abito da sposa perdendo talmente tanti litri di sangue che se lo sapessero quelli dell’Avis sospenderebbero le donazioni a tempo indeterminato. Altri ettolitri di liquido ematico escono da un sito monolitico in stile Stonehenge (Roberto Giacobbo sta preparando una puntata speciale di Voyager in merito), il fratello di Maria muore durante l’addio al celibato del futuro cognato (la spogliarellista ingaggiata, evidentemente, ha fatto fin troppo bene il suo lavoro) e, una notte, la protagonista viene assalita dal fantasma di Padre Maronno.
Tags: Canale 5, Dolmen, Fiction, L’isola dei segreti, Romina Mondello
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Crimini Bianchi
Scritto da Chissenefrega il 20 Ottobre 2008 – 22:43 -Guardare Crimini Bianchi dopo Grey’s Anatomy è come uscire felici dal banchetto di un matrimonio e venire travolti fuori dal ristorante da un carro funebre ingolfato. La serie, già declassata dalla prima serata di Canale 5 alla mezza-sera di Italia 1, è riuscita nell’intento di far precipitare gli ascolti della serata Hot Doc, baluardo di serialità americana, trainando nel baratro di share sia le avventure stranamorose della dottoressa Grey, che quelle del siliconico telefilm seguente, Nip/Tuck.
Nata tra le polemiche dell’ordine dei medici, che in questa sede non ci interessano (però è sicuramente da leggere la scheda dai toni polemici su Wikipedia), Crimini Bianchi avrebbe la pretesa di raccontare le storie di malasanità del nostro Paese. Lodi lodi lodi (direbbe il “comitato”), se il risultato finale non fosse simile ad un vago scimmiottamento di NCIS con le sinapsi bruciate dalla lentezza narrativa e dall’inutilità dei temi affrontati. Crimini Bianchi racconta le (dis)avventure di una non meglio precisata squadra di medici-investigatori all’amatriciana guidata da Daniele Pecci, prof-segugio bello e dannato, le cui lezioni universitarie sono superate per interesse solo dai libri di cucina di Maria Scicolone; suo braccio destro è l’avvocato Ricky Memphis, padre coraggio di una teenager che avendolo come genitore dimostra di essere molto più coraggiosa di lui; immancabile la biondazza al seguito: Christiane Filangeri, ex ragazza Tim, oggi Izzie Stevens de noantri, che passa le puntate a sorseggiare acqua minerale e a fissare il vuoto, assumendo ora un’aria interrogativa, ora un’aria perplessa, mentre disegna cerchi con le labbra come se stesse inviando baci muti al suo cameraman di fiducia.
Sinossi della scorsa puntata: un ragazzo si suicida inspiegabilmente gettandosi dal tetto di un ospedale. Il padre dello sfortunato ventenne si rivolge al bel Pecci, convincendolo ad occuparsi del caso, nel nome della coerenza che egli insegna ai suoi allievi dell’università dei dormienti. Si scoprirà molto presto che il suicida era depresso per amore (la creatività della fiction italiana non ha limiti) e la di lui famiglia incolpa l’ex fidanzata un po’ schizzata che, poco tempo prima, lo aveva mollato come un agnolotto in acqua bollente. La ragazza non si dà pace: lei non avrebbe mai voluto la morte così tragica del suo ex, anche perché ne era ancora perdutamente innamorata, come confida in gran segreto alla dottoressa-e-amica Filangeri che per sdebitarsi le insegna la tecnica per superare il record mondiale di cerchi con le labbra in un’unica inquadaratura. Ma la giovane è disperata e tenta a sua volta il suicidio. Per fortuna, l’intuito femminile della Dottoressa Filangeri (che diede la tesi in medicina con la Dottoressa Tirone come relatrice), fa scoprire alla squadra che il ragazzo suicida aveva fatto uso di una crema antibrufoli (sic!) comprata via internet (doppio sic!!) che poteva provocare effetti allucinogeni e spingere al suicidio (triplo sic!!!). Una scoperta talmente sconvolgente che induce lo stesso Pecci a fare irruzione con i colleghi nel bel mezzo di una conferenza stampa in cui i dirigenti della multinazionale farmaceutica produttrice dell’unguento stavano ufficialmente presentando al mondo il Topexan 2.0 come la più grande scoperta della medicina moderna, dopo lo Scioglipancia firmato Wanna Marchi. Fondamentale il ruolo di Memphis che, trovando un motorino abbandonato in un bosco e la sua proprietaria agonizzante distesa due metri più in là, anziché intervenire per tentare di salvare la vita alla ragazza, si ferma ad osservare da ogni angolo il mezzo di trasporto ammaccato, riuscendo a pronunciare, dopo tre quarti d’ora di contemplazione silenziosa del manubrio, la battuta: “ahò, guarda, questo è ‘n motorino!”.
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Il Qolossal definitivo
Scritto da Chissenefrega il 17 Settembre 2008 – 19:44 -Ho abbandonato “Il Sangue e la Rosa” a mezz’ora dall’inizio della prima puntata, dopo aver visto la protagonista (una specie di Francesca Dellera sgonfia in abiti coatto-barocchi, quando ce li aveva) slinguazzarsi due stalloni dallo sguardo vitreo chiedendosi: “Chi dè sti due bàscia mejo? Giulio co ’ste mani gggentili o Rocco co ’ste mani da omo?”.
Ho sfidato Elena, antenne puntate sul trash televisivo ed ormai collaboratrice ufficiale di questo blog, a sorbirselo fino alla fine, ma anche lei non ha retto
Uno degli impegni presi con Chissene era quello di spipparmi il Grande Colossal Mediaset dell’autunno ma… purtroppo non ho resistito e ho dato forfait alla seconda puntata. Nella prima puntata tutto si apre con un omicidio e quindi si passa a due ragazzotti del popolo: un lui e una lei. La giovinetta ha un’anima ribelle e legge libri proibiti mentre lui è un burino che vorrebbe solo rifarla nuova sotto l’albero dove passano le giornate. Subentra poi un terzo giovanotto di nobili origini; i tre nell’arco di un nano secondo diventano amici per la pelle, si immergono in un lago e ne escono mezzi nudi con 10 anni di piu’. L’anonimo biondo ha dalla sua che è un bel figliolo che merita a guardarlo ma nulla di piu’: se mettessero una sua sagoma di cartone mossa da dei fili sarebbe lo stesso effetto in quanto a recitazione e mimica facciale. Il tanto decantato Gabriel Garko (ma da chi????) che su Sorrisi (ah, ecco!) dichiara di essere un attore e non un Sex Symbol è l’apoteosi del disgusto e avrebbe bisogno seriamente di un doppiatore. Infine c’è lei: la protagonista femminile… Ti aspetti una bella topa o aleno una brava attrice… niente, non ha nessuna delle 2 doti ed è veramente di un’inutilità pazzesca… Già dopo 20 minuti ho iniziato a perdermi in mezzo a miscugli deliranti di mogli infedeli, mariti ammazzati, nobili amici di plebei, rivoluzionari, fughe senza senso, cardinali corrotti, figli illegittimi, incesti e altre amenità attinte dai piu’ svariati scenari già visti e rivisti… E’ un po’ come seguire Vivere, solo che è ambientato in un’altra epoca. Guardare sta roba è come rotolarsi nelle ortiche: ammetto che la scorsa settimana a un certo punto son dovuta correre in camera a leggere un libro per compensare la dose di ignoranza appena ricevuta.
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Donna Detective
Scritto da Chissenefrega il 28 Novembre 2007 – 00:29 -Anche se avessi voluto scrivere un post sulla fiction di Raiuno con protagonista la rossissima
Lucrezialantedellarovere Figliadimarinaripadimeanaexbarbareschi
(uff, che nomi lunghi che c’hanno questi nobili), mi sarei fermato di fronte all’eloquente twitterata di Giorgia.
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Ugly Poshy [VS] Maria de Cesaroni
Scritto da Chissenefrega il 9 Luglio 2007 – 21:27 -
Nuova stagione televisiva in fermento e star di ogni genere che si espandono come virus WormW32. Voci di corridoio annunciano che Victoria Beckham interpreterà se stessa in Ugly Betty. La fiction italiana risponde con Maria De Filippi assoldata nel cast dei Cesaroni. Dopo questo mi aspetto anche un’inversione di ruoli con Posh che interpreta la vicina di pianerottolo di Amendola e Mrs Costanzo nei panni della perfida Wilhelmina.
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La docufiction sulla Strage di Erba
Scritto da Chissenefrega il 18 Giugno 2007 – 23:50 -Giusto un paio di considerazioni sulla Docufiction di Matrix dedicata alla Strage di Erba:
- L’attrice che interpreta Raffaella Castagna è quella che fa le televendite della pillola Giorno e Notte sulle reti locali (mai visto il Diet System Giorno e Notte Show?);
- Ho intravisto (ma forse ho intravisto male) nei titoli “Musiche di Cesare Cremonini“. Sarà un omonimo, spero;
Dopo questo inizio, mi aspettavo la cosa più trash dell’estate, una specie di Festivalbar noir con omicidio plurimo sul pianerottolo al ritmo di “50 Special”. Invece, fatta la tara del dilettantismo attoriale, della necessità di romanzare una storia che altrimenti avrebbe potuto essere raccontata in cinque minuti su Youtube, e della caratterizzazione dei personaggi un po’ banale e macchiettistica (Rosa Bazzi viene dipinta come la Bree Van De Kamp in Erba e Olindo Romano come una sorta di Fantozzi alienato), la Docufiction, mi è sembrata un prodotto decoroso, un po’ B-Movie anni 80 e un po’ Telefono Giallo di Augiasiana memoria. Crudo, ma nel complesso rispettoso ed attinente alla realtà della cronaca, seppure, a tratti, mi è sembrato che passasse il messaggio che la furia omicida dei coniugi Erbesi fosse quasi giustificabile. Ma, a parte il giudizio prettamente morale (”ogniuno a la sua opinione“, è una delle frasi [mal]fatte più gettonate di questo blog, ultimamente), personalmente ho trovato il programma interessante. Considerando, poi, che la fiction è stata realizzata in tempi brevi e a basso budget, direi che guardando produzioni ben più titolate (vogliamo citare Ris o Carabinieri, per esempio?) ho visto cose molto ma molto peggiori.
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Tutto questo è Beautiful
Scritto da Chissenefrega il 8 Marzo 2007 – 23:51 -
Mi ricordo che più di 15 anni fa tornavo a casa dalle scuole medie e all’ora di pranzo la tv era sintonizzata su Rai 2. Mia madre era una specie di statua di sale, ipnotizzata dalle avventure di Ridge, Brook, Thorne, Stephanie, Eric e tutti gli altri componenti della famiglia Forrester. Non potevi neanche dire “A” che venivi zittito a padellate in faccia se osavi distrarla dai dialoghi che, ammetto, non sono mai stati facili da seguire: Stephanie, ad esempio, per fare una frase ci metteva tre quarti d’ora e intervallava ogni parola con una diversa espressione del viso che andava dal totale sbigottimento all’indignazione più profonda e solo alla fine ti rendevi conto che, in soldoni, voleva semplicemente dire “Brooke sei una lurida sgual*rina”.
All’epoca ricordo che Brooke e Ridge tentarono di sposarsi milioni di volte, senza mai riuscirci, perchè c’era di mezzo una certa Caroline. Che poi morì e resuscitò, stessa cosa che capitò un paio di volte anche a Taylor, una decina d’anni più tardi. Solo che Taylor rimase morta giusto il tempo di passare a farsi un bel po’ di ritocchi dal chirurgo estetico, a meno che la resurrezione oggigiorno non provochi automaticamente una quarta di reggiseno, gli zigomi alti sei metri e le labbra a canotto. Più recentemente ho vaghi ricordi anche di una specie di aspirante cantante (sparo un nome, ma potrei non azzeccarlo: Amber), che aveva fatto di tutto per essere messa incinta dal figlio di Brooke. Ci riuscì, ma il bambino morì dopo il parto e lei lo seppellì in gran segreto nel giardino, tra le felci e i rododendri. Dopodiché rapì il neonato di una sua parente e lo sostituì al proprio. Insomma, di questa didascalica soap opera, mi spiace di aver visto poco, ma quel poco è stato davvero allucinante.
Chissà perché, ma mi vien da pensare che se Beautiful fosse prodotto in Cina, non sarebbe mai riuscito a superare le 5000 puntate e festeggiare i 20 anni di vita, dovendo imporre tali restrizioni alla trama.
In Cina le soap devono seguire tutte un certo filo conduttore e sono controllate dall’emittente di stato, che pratica una forma di censura sui contenuti dei programmi. Il governo cinese durante le vacanze nazionali, non a caso, ha vietato la trasmissione di soap operas “che non siano in armonia con gli interessi del popolo”. Il vicesegretario del dipartimento di stato cinese che si occupa di stampa e televisione Wang Weiping ha spiegato più chiaramente come stanno le cose: “In Cina i mezzi d’informazione non possono sottostare alle regole del libero mercato, perché rappresentano la voce del partito e quindi devono essere controllati”. (tratto da Millecanali)
E chissà come la catalogherebbero in Cina quella reality soap psicodrammatica tra Luca Dorigo e Melita Toniolo al Grande Fratello. Dopo quello che ho visto ieri sera, io la definirei soltanto una inutilmente mastodontica e sopravvalutata frantumazione di gonadi. Meglio Beautiful tutta la vita.
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Marco Pantani
Scritto da Chissenefrega il 5 Febbraio 2007 – 23:01 -La fiction di Rai Uno su Marco Pantani mi mancava. L’ho vista a spizzichi e bocconi perchè ero impegnato a riformattare una partizione del mio hard disk che ancora non si decide a funzionare. In quella partizione c’erano un po’ di mp3 scaricati da emule. Pirata anch’io, mica solo lui. Spero solo che quando faranno una fiction su di me, cioè dopo che sarò passato a miglior vita, sarà per riabilitare la mia immagine, e quella di tutta una certa blogosfera malata, agli occhi dell’opinione pubblica.
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