Archive for the ‘Robe varie’ Category
Supereroi da vecchi
Scritto da Chissenefrega il 3 Luglio 2009 – 17:30 -Ah, io me lo sono sempre chiesto perché gli eroi dei fumetti non invecchino mai. E anche i non-eroi, a dire il vero: i saputelli Qui, Quo, Qua, per esempio, andavano alle elementari quando ci andavo pure io e oggi, che io ormai ho i reumatismi a causa dell’età, loro sono ancora lì a imparare la tabellina del due (non darete mica la colpa alla Gelmini pure stavolta?). Il fumettista bolognese Donald Soffritti risponde al quesito dei supereroi nel libro “Supeheroes Decadence“, immaginando come potrebbero apparire tra qualche anno Batman, Robin e gli altri: spero che presto risolva anche il mistero di Qui, Quo e Qua. Nel frattempo, di questo nostro creativo connazionale, parlano pure sul Daily Telegraph.

Tags: fumetti
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Forme di vita sconosciute nelle fogne del Nord Carolina
Scritto da Chissenefrega il 3 Luglio 2009 – 00:10 -Il video che segue (che potrebbe bloccarvi la digestione [comunque non più di un qualsiasi videoclip di Shakira] e che embeddo dopo il salto perché è talmente disgustoso che la gastroscopia di Steven Tyler, in confronto, è roba da Disney Channel) è stato ripreso da una telecamera di controllo nelle fogne della Carolina del Nord. Non ci sono dubbi sulla sua veridicità e ciò che si vede (mamma mia, sembra di fare un tour nell’intestino di Amy Winehouse) è già al vaglio degli studiosi.
Non ci sono solo i famosi “alligatori” gettati dai water, nelle torbide acque nere americane. Ma ci vivono anche degli esseri sconosciuti, la cui presenza, l’immaginario popolare ha già ricondotto ad una probabile invasione aliena (pare che siano degli agglomerati suburbani di vermi, secondo le ultime dichiarazioni).
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Paradiso Girls [VS] Pussycat Dolls
Scritto da Chissenefrega il 2 Luglio 2009 – 03:30 -Certo che a vedere tutte queste girlband improvvisate con gnocche canterine a destra e a manca, ad uno gli viene un’overdose, tanto da implorare il ritorno dei Westlife, la reunion degli Ultra o la riesumazione dei Menudo. E invece niente, come ci informa premurosamente Zaghel (@Zaghel: io te lo dico, ti vedrei bene come leader di un quintetto di tarantolati made in Italy):
Ooops… she did it again! E per una volta non si parla di Brutney. Mi riferisco invece a Robin Antin, la più famosa fra le sconosciute coreografe di videoclip, stiliste e intrattenitrici… meglio nota per essere la protettrice delle Micine Bamboline. Dopo aver rivoluzionato il mondo della prostituzione con le Pussycat Dolls e averle clonate nelle Girlicious (il cui più grande merito è stato quello di partire in tour con i Backstreet Boys… e non essere più tornate), la M.I.L.F. più magnate di tutti i tempi sfida ancora il mercato discografico. Lo scorso mese sono infatti venute alla luce le Paradiso Girls, battezzate da niente-popò-di-meno-che Will.I.Am, ormai stufo della vacca [non ho idea a chi ti riferisca, ndCsnf] con la quale è costretto a cantare da “Where Is The Love” a oggi.
Il nuovo gruppo si presenta come la versione 2.0 - ma facciamo anche 3.2 - delle Spice Girls, con il pacchetto lingue integrato. Le Paradiso Girls sono infatti cinque extracomunitarie raccolte dalla strada, ognuna intenta a rincorrere i suoi guai, ognuna diversa, ognuna in fondo persa dentro i fatti suoi. Abbiamo così Chelsea, Aria (di cui sono ormai innamorato), Lauren, Shar Mae e Kelly, provenienti da USA, Francia, UK, Filippine e Barbados. Ed ecco qua il loro primo successo discografico, “Patron Tequila“, già adottata come inno dalla Alcolisti Anonimi. Sarà la voce catarrosa di Lil’Jon o la presenza di Eve (che mai prima d’ora è sembrata così vecchia in un video… quasi quasi la scambiavo per Missy Elliot) ma - è il caso di dirlo - mi sto ubriacando di questa canzone. E mentre le nuove reclute del Girl Power si preparano a conquistare le classfiche internazionali, le loro prozie estraggono l’ennesimo singolo da Doll Domination… anzi… da Doll Domination 2.0… o forse da Doll Domination The Mini Collection… cioè l’ennesima conferma che pubblicare venti album con le stesse canzoni non è una prerogativa esclusiva di Mina. Si tratta di Hush Hush, che nella versione video è remixato con I Will Surive, celeberrima colonna sonora dei party gay di Gloria Gaynor. Chi avrà la meglio nella BillBoard? A voi l’ardua sentenza…
Tags: Hush Hush, nuovo singolo, Paradiso Girls, Patron Tequila, Pussycat Dolls
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Video virali da diffondere su Facebook
Scritto da Chissenefrega il 1 Luglio 2009 – 15:00 -1. Sei videogame rifatti con i lego
2. Uso alternativo dei post-it
3. L’eccitante porno-tetris
4. Un efficace trash-esercizio anti rughe
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1. Bellissimo! Se siete della mia generazione li ricorderete con nostalgia e ci avrete di sicuro giocato (sia con i lego che con i sei videogame, intendo). Ma quanta pazienza hanno ’sti folli che producono questi video?
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Michael Jackson, l’ultimo addio
Scritto da Chissenefrega il 29 Giugno 2009 – 05:00 -
MTv ci ha sfranto i cosiddetti per tre giorni, ma il tributo era quantomeno dovuto. La televisione generalista, invece, si è dimostrata alquanto impreparata a gestire l’evento: quando ancora non era stata resa nota la gravità della situazione io scherzavo sul “coccodrillo” e sull’”arresto cardiaco”, ma i nostri tg non hanno saputo mica fare tanto meglio. Presi alla sprovvista (i “coccodrilli”, evidentemente, non vanno più di moda nelle nostre redazioni giornalistiche, tutte troppo impegnate a crearsi profili su Facebook) hanno saputo solo dire che era morto un cantante che con Thriller aveva venduto il numero più alto di dischi nella storia e che aveva avuto problemi legali per storie di pedofilia, ovvero cose che avrebbe potuto esprimere anche il mio salumiere senza avere un minimo di preparazione giornalistica o legata allo showbiz. Matrix, venerdì sera, unico programma di “informazione” (le virgolette sono più che mai d’obbligo) sopravvissuto alla calura estiva, ha addirittura liquidato la scomparsa del re del pop in quattro e quattr’otto, preferendo una puntata celebrativa dello zombie Edoardo Vianello (quanto siamo provinciali anche in questo, caspita: se moriva Alba Parietti, per dire, ci sarebbero state edizioni straordinarie a tutte le ore con il cordoglio trasversale delle istituzioni raccolte in seduta plenaria a Porta a Porta con Vespa in lacrime, il plastico della scenografia di Galagoal ed il video di Etienne trasmesso a ripetizione dai network nazionali).
Amato o odiato, se n’è andato uno degli ultimi miti della pop-culture. Una vita piena di luci e di ombre, un essere non più umano ormai deforme nel corpo e nello spirito. Ma la sua musica resterà, questo è certo. Poco importano ora i riscontri del medico legale, le beghe ereditarie o l’analisi filologica della chiamata al 911. In questi giorni la rete ha supplito (come sempre) alle carenze informative della tv e non ha parlato d’altro, perciò mi accodo con l’ultimo videoricordo: un mash-up di 10 minuti, peraltro anche piuttosto gradevole. Se siete fan di Michael Jackson fermatevi qui. O al limite andate a leggervi lo specialone del Time.
Perché, come dicevo, la rete non ha parlato d’altro. Nel bene e nel male. Dopo il salto, la parte “politicamente scorretta” della faccenda (che io riporto solo per “dovere di cattivo gusto“).
Tags: morto Michael Jackson
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E’ morta Farrah Fawcett
Scritto da Chissenefrega il 25 Giugno 2009 – 20:39 -
Il volto tirato e sfigurato dai lifting, i capricci di gioventù, la dura lotta contro la malattia che l’ha riportata alla triste notorietà dopo che Hollywood l’aveva accantonata (di riflesso ne ha giovato anche il compagno Ryan O’Neal, il Barry Lindon kubrickiano, pure lui tanto dimenticato dallo showbiz quanto inguaiato per problemi di droga). Poco altro rimane della più lunatica delle Charlie’s Angels, spentasi oggi a Los Angeles all’età di 62 anni, dopo essere diventata icona di un’epoca nella famosa foto col costume rosso. Del telefilm che la rese celebre, onestamente ricordo ben poco (e voi?): solo che andava in onda di mattina, su Italia 1, quando ero molto piccolo e probabilmente disinteressato alle vicende che raccontava. Sono certo, però, che se avessi dovuto scegliere di affidarmi ad uno degli angeli di Charlie, mi sarei buttato tra le braccia di Sabrina / Kate Jackson (che era francamente la più oscena delle tre, ma a me piaceva comunque).
Tags: Charlie's Angels, Farrah Fawcett
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Cristina del GF rassegnati, non l’hanno ancora inventato della tua misura
Scritto da Chissenefrega il 25 Giugno 2009 – 12:30 -Donna piatta tu sì che sei fortunata, che ti puoi rivoltare nel letto e spalmartici dentro diventando un tutt’uno con il materasso. Ma ti sei mai messa nei panni di una maggiorata (che so, una Tinì Cansino per esempio - si vede che ho un certa età, non me ne viene in mente nessuna di “moderna” - ), costretta a dormire sempre a pancia all’aria per via di quelle ingombranti zavorre? Finalmente, oggi, anche le superdotate che nemmeno di notte abbandonano il push-up, potranno trovare requie grazie alla mirabolante idea escogitata da The Kush (sito ufficiale)
(via)
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Martyrs
Scritto da Chissenefrega il 24 Giugno 2009 – 23:00 -Le recensioni che si trovano in giro di Martyrs (così come di tutti gli altri film d’orrore che fanno parlare) sono completamente contrastanti. C’è chi lo giudica un profondo ed ermetico capolavoro che potrebbe rilanciare il cinema di genere di stampo europeo e chi lo ritiene un pretenzioso pistolotto escatologico dall’inutile violenza visiva. La verità forse sta in mezzo: il discutibile film di Pascal Laugier (che giunge nelle nostre sale con due anni di ritardo, dopo aver fatto inorridire la Francia che per questo lungometraggio ha rimesso in moto la censura, inattiva da anni) è (tiepidamente) consigliato ai patiti dell’horror d’altri tempi, quelli dei film dei primi Carpenter e Hooper, Fulci e Deodato (a cui le citazioni non mancano). Agli appassionati degli slasher movie moderni, invece (per capirci: quelli dove ci sono dei teenager che vanno in una casa sperduta e per due ore giocano a rimpiattino con zombie usciti dal solaio e alla fine muoiono tutti tranne uno o forse no), sembrerà una insensata e noiosa replica di qualcos’altro già visto. O forse no.
Il film, ambientato nel 1986, racconta la storia di Anna e Lucie, ragazze oramai adulte, conosciutesi in orfanotrofio e unite per la vita da un misterioso segreto che risale all’infanzia della seconda delle due. Gli spettri nella mente di Lucie, la porteranno a sterminare una famiglia che lei ritiene responsabile di alcune orride torture fisiche (ma non a sfondo sessuale) subite da bambina. Anna è scettica, ma comunque è disposta ad aiutarla ad occultare i cadaveri anche se dentro di sé considera Lucie leggermente svalvolata pur non avendo il coraggio di dirglielo in quanto innamorata di lei. Dopo che Lucie si suicida a causa di una mostruosa visione che la perseguita, Anna si rende conto che gli omicidi compiuti da Lucie non erano giustificati dalla sua follia, bensì avevano un fondamento. Questa consapevolezza le viene data dal ritrovamento di una ragazza incatenata in uno scantinato, nuda, piena di tagli e di lividi, e con delle placche di lamiera ingraffettate sul cranio (che però si possono rimuovere con l’ausilio di un semplice cacciavite a taglio). Mossa a compassione (e per dare un senso alla morte di Lucie), Anna decide di aiutare la sconosciuta, ma non appena costei riesce ad appropriarsi di un coltello, cerca di squartarsi le braccia. La ragazza non termina l’opera in quanto arrivano dei personaggi in divisa, tanto silenziosi quanto ignoti, che la fanno fuori ed imprigionano Anna nel sotterraneo al posto di quell’altra, sottoponendola ad ogni sorta di incomprensibile e reiterata violenza senza un apparente motivo. Rasata, spogliata, picchiata a sangue quotidianamente, abbandonata mezza moribonda nel sudiciume dei suoi escrementi e cibata con una vomitevole poltiglia giallastra, la ragazza riuscirà a sopravvivere fino a raggiungere il momento catartico dello scuoiamento integrale del corpo.
Il perché di tanto inaudito sadismo giunge a trenta secondi dalla fine, quando si scopre che una setta carbonara di pensionati bavosi, seguaci di una certa Mademoiselle (una signora anziana tale e quale a Gianni Boncompagni [cit.]), si dedicano alla tortura di giovani ragazze allo scopo di “martirizzarle”, ovvero portarle alla soglia dell’aldilà rimanendo però coscienti, affinché possano apprendere cosa si cela dopo la morte ed esserne testimoni per riferirlo all’umanità. Nonostante Anna esegua alla perfezione il compito sopravvivendo alle sevizie e riferisca a Mademoiselle ciò che vede in punto di morte (ovvero: luci colorate e tanto fumo, come essere in discoteca negli anni 90, praticamente), il segreto non verrà mai svelato in quanto
[spoiler]
Tags: Martyrs, Morjana Alaoui, Pascal Laugier
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Eli Stone, Chuck, Earl, 90210: il punto della situazione
Scritto da Chissenefrega il 23 Giugno 2009 – 23:11 -Dopo tre settimane (e sei episodi in tutto) posso ammettere con franchezza che Eli Stone mi ha già stancato (anzi “stoncato”, ah ah). Ha fatto la stessa fine di “Life”: ho seguito con interesse - calante - le prime due puntate (più che altro incuriosito da tutto ciò che di positivo avevo letto in rete); la terza e la quarta le ho viste mentre rispondevo al telefono, chattavo su Facebook, cambiavo le piastrine per le zanzare; per seguire quelle di questa sera, invece, ho acceso la tv, azzerato il volume e mi sono disteso sul letto con due fette di cetriolo sugli occhi mentre ascoltavo l’iPod e contemporaneamente mi phonavo capelli. Mi sono anche dimenticato di cambiare le piastrine perciò ad un certo punto la mia camera è stata invasa da un nugolo di zanzare tigre attirate dal bagliore della tv accesa inutilmente. Insomma, senza esagerare: se dobbiamo fare un confronto tra “commedie forensi con visioni mistiche”, Ally Mc Beal era meglio.
Al contrario, avevo iniziato a vedere il telefilm che segue con una certa diffidenza, catalogandolo frettolosamente come “una cretinata”. Poi mi sono reso conto che era molto più originale e spassoso del previsto. La perdita di interesse per Eli Stone è stata compensata da una crescita di quello rivolto a Chuck, tanto che auspicherei una promozione in prima serata per quest’ultimo (che sennò mi tocca registrarlo e il mio videoregistratore dà ampi segni di cedimento). Mi è stato impossibile non affezionarmi al protagonista imbranato, un antieroe geek che suo malgrado si trova a dover collaborare con la Cia in veste di spia dei servizi segreti che in ogni episodio rischia la vita in improbabili missioni top secret, per poi ritornare - dopo salti da grattacieli e rocambolesche fughe su una Toyota modificata - all’amata tranquillità del negozio di computer in cui lavora. E’ il classico stereotipo duale di Clark Kent/Superman (o forse di Paperino/Paperinik): la persona comune, inconsapevole e un po’ sfigata, che sfugge alla quotidianità sventando crimini - più o meno – efferati grazie ad una identità segreta che non può rivelare. In Chuck, però, tutto ciò è attualizzato alla versione “due punto zero”, dove le citazioni “tecnico/nerdose internet oriented” non mancano ed il clima generale è sempre sopra le righe (e tra le attrici del cast ci sono gnocche non da poco che farebbero sbavare sulla tastiera anche il più testaquadrata degli ingegneri informatici [per gli ingegneri gestionali, invece, ci stiamo ancora attrezzando]).
Tags: 90210, Chuck, Eli Stone, My Name Is Earl
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