Dalla nostra inviata al Mi-Sex

Scritto da Chissenefrega il 9 Marzo 2010 – 21:55 -

Anche se in ritardo sulla festività rosa, cedo la linea al (LUNGHISSSSSSSSIMO!) racconto dell’otto marzo seccsi di Elena “la fan di Mercutio” che, dopo la laurea in Sexy Bar ed il master in Peperine, è andata a fare uno stage in quel luogo di perdizione che è il Mi Sex, la manifestazione fieristica meneghina dedicata al mondo dell’ard ( = arte + hard ). E nel prossimo reportage, il racconto esclusivo della limonata con Maurizia Paradiso.

Finalmente, dopo un anno dal suo acquisto, la mia 500 sport ha fatto la sua prima gita fuori della provincia e, con un paio di amiche, siamo andate a festeggiare la Festa della Donna al MI Sex. Da un po’ rimuginavo l’idea di andare a vedere una di queste fiere dell’erotismo… Un po’ come andare alla fiera del fumetto ma anziché trovare un tipo combinato da Batman o Naruto, ti ritrovi davanti un’infermiera Sadomaso o una donna di mezz’età che porta al guinzaglio il marito [chissà se esistono i cosplayer di Rocco Siffredi - ndCsnf].

L’idea di partenza era di farsi un giro vivendolo come una specie di carnevale alternativo, calandosi nella fossa con scollature, mascherine e tacchi scomodi. Consce fin dalla partenza di esser tra le poche comuni mortali in mezzo a una calca di maschi medi accorsi a rimirare un po’ di inarrivabile figume del mondo del porno, una volta arrivate ci si infila alla fiera e si paga (amara scoperta che lo sconto da presentare alla cassa, stampabile dal sito, magicamente non è valido, senza spiegazione). Noi, visto il prezzo del biglietto, siamo andate lì decise a passarci piu’ tempo possibile vista la chiusura alle 2.00 di notte. L’apice delle presenze si è riversato al Mi Sex verso le 21.30, quando sono esplosi gli spettacoli a pagamento aggiuntivo, mossa astuta per incrementare gli introiti. Il connubio sesso e denaro è stato largamente rispettato come da aspettative attingendo dalle tasche di una massa di allupati di ogni età.

Intorno al salone centrale con il palco principale, parte piu’ viva del Mi Sex, un costante bagliore dato dai cellulari puntati a carpire visioni dal basso di merce ben esposta. Tra un’attricetta hard emergente e una spogliarellista qualunque, saltavan fuori di tanto in tanto artisti del settore che mettevano in scena spettacoli sul serio. Il mio preferito era un uomo pelato che s’aggirava per la Fiera vestito da Nobiluomo di inizio secolo con bastone da passeggio [ma questo "bastone"... è quello che penso io? - ndCsnf]. Lui e la sua partner tatuatissima si sono esibiti in una rivisitazione di Arancia Meccanica: una cosa forse troppo raffinata per esser capita, mi sa. Tutt’intorno piccoli stand di massaggi ai piedi, di filosofia erotica di un non ben specificato mago del porno, di una signora taglia XXL che fa spettacoli Burlesque con abiti di sua creazione (che saluto perché è spettacolare!) e sexy shop piu’ o meno conosciuti. C’era anche un’agenzia di viaggi che organizza porno avventure nel mondo, dalle informazioni acquisite la meta piu’ gettonata è la Giamaica (io pensavo la Thailandia, si smette mai di imparare!). Alle spalle del palco delle poltroncine a piu’ file, tipo cinema, in maggioranza occupate da donne e ragazze in cerca di riposo dal dolore crescente ai piedi dopo ore che giran là dentro. Immancabili i maniaci da ultima fila che ti si piazzano alle spalle mentre sei lì a riposarti e iniziano a puntarti e bisbigliar qualcosa di incomprensibile, innocui ometti over 40 con panzetta e camicia a scacchi che si aggirano soli e sbavanti per la Fiera, portafoglio gonfio e aria da preda ottimale per le cabine dei Peep Show.

Leggi il seguito »


Tags:
Pubblicato in Attualità, Curiosità, Fashion, Fesserie, Mondo malato, Personaggi, Robe varie, Trash | 20 Commenti »

La vecchia che mixa

Scritto da Chissenefrega il 6 Marzo 2010 – 00:10 -

Ruth Flowers

Dopo David Guetta e Bob Sinclair, è lei che fa ballare tutta la Francia: Ruth Flowers, sessantanove anni, anziché chiudersi in casa a guardare Beautiful, si è piazzata in un club dietro alla consolle del deejay, diventando così il nuovo idolo della nightlife parigina. Pensavo di proporre l’idea anche a mia nonna e alla vedova che abita qui davanti: vorrei fare una cosa tipo le nuove Lindsay & Samantha” (però molto più ben conservate).


Tags:
Pubblicato in Internet, Mondo malato, MySpace, Personaggi, Robe varie, Trash, musica, video | 9 Commenti »

Che fine faranno i vostri figli

Scritto da Chissenefrega il 5 Marzo 2010 – 00:15 -

Non illudetevi di essere stati troppo amati, protetti e tutelati dai vostri genitori: non vi hanno mai mandato ad un talent show solo perché ai vostri tempi i talent show non esistevano.


Pubblicato in Internet, Lady Gaga, Mondo malato, Robe varie, TV, Televisione, Trash, musica | 45 Commenti »

Deceduto per asfissia in seguito ad una pratica di autoerotismo

Scritto da Chissenefrega il 3 Marzo 2010 – 00:00 -

Notizia: tal Kristian Digby, conduttore inglese della BBC, viene ritrovato morto nel suo appartamento. Fine della notizia. Fatto di indubbia rilevanza in UK (a meno che lui non sia una celebrità mondiale e - sinceramente - non mi risulta), ma qui?

Al di là del doveroso rispetto per i morti (perché prima o poi - tocco ferro ma non Tiziano - capiterà sia a me che scrivo che a te che leggi – pauuuuura! -) e al di là che la cosa potrebbe farmi pena (boh, ma anche no, d’altronde chi lo conosce, sto Digby?), mi chiedo se il fatto che una notizia del genere trovi spazio sulla prima pagina del Corriere della Sera, nemmeno il protagonista – buonanima – avesse la fama di David Letterman, non sia solo un infimo tentativo di cavalcarne l’onda pruriginosa. Specifica infatti il quotidiano, che il decesso è avvenuto in strane circostanze, che fanno supporre un “gioco autoerotico finito in tragedia”. Che tale informazione non fosse necessaria (e magari pure lesiva della privacy di un ex vivente -barra- della memoria di un recente defunto) è evidente, così come è evidente un subdolo richiamo a situazioni piccanti che ridicolizzano meschinamente un fatto di cronaca ed illuminano di grottesco il disgraziato protagonista.

Ché poi leggi notizie del genere e una tragedia, anziché scadere nella pietà, diventa un argomento da chiacchiera al bar su cui ciascuno si sente in diritto di dire la propria: chi schifato, chi “pour parler” e chi perché esperto in materia (presenti esclusi) perché diciamocelo, io avrò anche poca fantasia (no, grazie, non vado a farmi un giretto su Pornotube) ma l’unica scena che mi viene in mente se penso ad uno che muore in quel modo è la seguente:

Leggi il seguito »


Tags:
Pubblicato in Attualità, Chissenefrega, Curiosità, Internet, Mondo malato, News, Personaggi, Robe varie, TV, Trash | 13 Commenti »

Simone Cristicchi - Grand Hotel Cristicchi

Scritto da Chissenefrega il 28 Febbraio 2010 – 01:30 -


Grand Hotel CristicchiI “cavalli di battaglia” dei detrattori di Simone Cristicchi sono principalmente due. 1) è una copia sbiadita di Caparezza (anche nel look); 2) è un ruffiano che si aggrazia il pubblico a suon di argomenti populistici. Personalmente non ho mai concordato con queste affermazioni. Seppur sfruttino entrambi sonorità simili e possano essere inquadrati in uno stesso genere (rap/hiphop/folk all’italiana), Caparezza ha uno stile di scrittura indubbiamente interessante (forse anche migliore di quello di Crisitcchi per certi giochi di parole sofisticati all’inverosimile), ma troppo poco “pop” per i miei gusti. Alle sue ricercatezze dei testi consegue una embolia cerebrale da settimana enigmistica per decifrarli. Cristicchi, invece, scrive in maniera più immediata e semplice, vuoi più “trasversale”, rivolgendosi ad un pubblico meno di nicchia che rimane colpito dall’artista che, senza troppi arzigogoli linguistici, arriva dritto al nocciolo della questione, evitando sapientemente di scadere nell’ovvietà. La scelta di parlare di temi sociali anche “scottanti” è una indubbia “cifra stilistica”: scelta piuttosto  sincera, anche perché Cristicchi, ha sempre dimostrato di saper sfornare album di qualità, dove l’interesse dell’ascoltatore è alto anche nei brani meno radiofonici o che non hanno la presa tipica del tormentone. Tutto ciò non viene di certo smentito da “Grand Hotel Cristicchi” che SAREBBE il miglior disco della sua carriera, se solo non si fosse votato all’autodistruzione con il penultimo brano, “Genova brucia”. Dopo il salto, le mie impressioni canzone per canzone (intro esclusa). Qui, invece, la mia recensione di “Dall’altra parte del cancello”, suo album del 2007.

Leggi il seguito »


Tags:
Pubblicato in Pop, Robe varie, Rock, Simone Cristicchi, musica | 13 Commenti »

Cambiamo musica

Scritto da Chissenefrega il 23 Febbraio 2010 – 01:30 -

Ci sono momenti in cui vorresti che il Festival di Sanremo durasse per sempre

Ok, scherzavo, ricomincio.

Lasciata finalmente alle spalle la settimana più devastante dell’anno (ho ancora residui di torcicollo, i polpastrelli gonfi e le palle – degli occhi – che girano vorticosamente), forse è il caso di rifarsi le orecchie con qualcosa di extrasanremese, extratalentshow ed extrapatriottico. Così, tanto per.

1) Delphic - Doubt
Dai New Order ai Chemical Brothers, tutto il meglio della musica elettronica inglese (esagero?) concentrato nel loro debut album - Acolyte - uscito circa un mese fa.  Sorvegliati speciali dai sudditi della Regina che li acclamano già come band dell’anno, i loro mp3 girano ininterrottamente nella mia chiavetta attaccata all’autoradio.

Leggi il seguito »


Tags: , ,
Pubblicato in Elettronica, Internet, Pop, Robe varie, musica, video | 9 Commenti »

E così anche “We are the world” diventò una canzone rap con l’autotune

Scritto da Chissenefrega il 15 Febbraio 2010 – 01:30 -

Aperta nientepopodimenoché da Justin Bieber: vabbè che 25 anni fa l’apriva Lionel Ritchie, ma qui siamo davvero ai minimi storici come fama degli interpreti (che tristezza la Miley Cyrus rauca, il Michael Jackson posticcio e una Ferginanda che sembra Milva). Un evento da pianerottolo, o poco più.


Tags:
Pubblicato in Attualità, Personaggi, Robe varie, Trash, musica, video | 14 Commenti »

In da Buzz

Scritto da Chissenefrega il 11 Febbraio 2010 – 19:00 -

Oggi ho deciso di non scrivere nulla qui perché tanto non mi cagherebbe nessuno ché lo so che siete tutti impegnati a smanettare con Google Buzz, il nuovo social network subdolo e bastardo lanciato ieri da Big G, integrato dentro a Gmail per avvolgerti nelle sue spire senza concederti scampo. Per il momento è ancora meglio Facebook (soprattutto dopo il recente restyling) per le sue qualità social-perditempo e per essere molto più immediato anche ai più dummy dei dummy, ma la migrazione di massa potrebbe essere imminente, in particolar modo per quelli che cercano un tipo di comunicazione più sobrio che in FB e contestualmente meno limitativo che in Twitter.

Ps: se volete addarmi, questo è il mio profilo:
http://www.google.com/profiles/106490623447536303369

Ps2: avviso che rifiuterò l’amicizia a tutti quelli che scriveranno sullo status la battuta “Toc toc… Chi buzz?” oppure “Làvati che buzz”.


Tags:
Pubblicato in Chissenefrega, Fesserie, Internet, News, Robe varie | 3 Commenti »

Paranormal Activia

Scritto da Chissenefrega il 9 Febbraio 2010 – 01:35 -

Stasera, anziché il Grande Fratello, ho preferito un altro film horror: quello più remunerativo di tutti i tempi bla bla bla, nonché più spaventoso di tutti i tempi bla bla bla (anche se il compleanno di George Leonard, secondo me, è una visione decisamente più terrorizzante). L’unica differenza tra il Gieffe e Paranormal Activity è che in quest’ultimo, il regista Oren Peli vorrebbe far rizzare (senza riuscirci) i “peli” al suo pubblico, mentre Veronica del Grande Fratello fa rizzare – al pubblico maschile – qualcos’altro di ben più consistente. Trama:

Una culona in perenne sindrome premestruale è fidanzata con un tipo dall’aria ebete, uno di quelli che si divertirebbero a far esplodere i gatti randagi con i raudi, e che per di più indossa dei boxer dalle fantasie imbarazzanti. L’allegra coppietta convive felicemente in una casa che, a giudicare dal gusto per l’arredo, dev’essere appartenuta in passato a Luca Sardella. La fanciulla nasconde però un terribile segreto, che purtroppo non è l’imbottitura del reggiseno: fin da quando è bambina, una “entità” non meglio precisata la segue, la osserva, le sospira tra i capelli e talvolta le mette pure i bigodini nella notte. Probabilmente lo scopo della paranormale presenza è di metterla in guardia dagli uomini con le mutande a fiori lunghe fino al ginocchio, ma la giovane Katie non se ne rende conto, perciò lo spettro decide di far percepire in maniera più tangibile la sua presenza. Il coraggioso uomo di casa, Micah, ha allora la folgorante idea di procurarsi una videocamera (ed un’immancabile tavoletta ouija) per riprendere l’impalpabile spettrale entità e notificarle un avviso di sfratto esecutivo, anche perché con i suoi trascinamenti notturni rischia di rovinargli quel meraviglioso tappeto leopardato che ha nel soggiorno, palesemente rubato da qualche postribolo di periferia. Man mano che passano le notti, cresce l’insonnia: il fantasma che infesta il nido d’amore di Katie e Micah fa scricchiolare i pavimenti, si insinua nelle tubature e prende il controllo del decoder digitale terrestre. Grazie ad un barattolo di borotalco Neutro Roberts sparso sul pavimento, il geniale Micah (scazzatissimo perché aveva in programma di andare a far esplodere un siamese) scopre la forma dei piedi del fantasma, che si rivela essere una specie di struzzo invisibile. Al che, anche l’esorcista chiamato a disinfestare la magione se la dà a gambe, specificando di essere solo un sensitivo tipo Solange e che il massimo che avrebbe potuto fare allo spettro sarebbe stato l’oroscopo della prossima settimana, se solo fosse stato in grado di reperirne l’ascendente. Tra urla continue, riprese raffazzonate, rumori molesti, luci che non si accendono e una recitazione che Romina Mondello in confronto merita l’Oscar, si compie il tragico finale (modificato su volontà di Steven Spielberg: non voglio nemmeno pensare come fosse prima) che rende finalmente giustizia allo sventurato fantasma, il quale - onestamente - non poteva scegliere famiglia peggiore.

Considerazione finale: se il Grande Fratello ha al suo timone una efficace testimonial della “naturale regolarità” firmata Danone Activia, in Paranormal Activity per ottenere lo stesso effetto – dopo appena dieci minuti di visione - non c’è nemmeno bisogno di affidarsi ad uno yogurt lassativo.


Tags:
Pubblicato in Fesserie, Film, Mondo malato, News, Robe varie | 8 Commenti »
Wikio - Top dei blog - Gossip

MigliorBlog.it


BlogItalia.it