Hello (goodbye) Nasty

Scritto da Chissenefrega il 5 maggio 2012 – 18:06 -

hello nasty adam yauch dead

Ci riflettevo stanotte, sulla scomparsa di Adam Yauch, notizia appresa in tarda serata via twitter. In preda all’insonnia mi chiedevo perché ci fossi rimasto così male. D’altronde non sono mai stato uno di quelli che si strappa i capelli (averceli) per certi artisti, in particolar modo interpreti di generi a me lontani come il rap. Non ho mai avuto nemmeno la cameretta tappezzata coi poster dei cantanti del momento (giusto quello autografato di Alessia Merz).

Eppure, la morte del cofondatore dei Beastie Boys (band che ha contribuito non poco a rinnovare l’immagine del rap, dopo di loro non più un ghetto destinato solo a nerboruti afroamericani dal grilletto facile) mi ha colpito. Oggi mi sono fiondato tra le mie cataste di cd (ne ho ovunque: nei mobiletti in salotto sotto lo stereo, sotto il telefono, sotto la tv, in una cassettiera nell’ingresso, in garage, per non parlare di camera mia dove sono conservati dentro a scatoloni, o in zone remote della scrivania o in giro da qualche parte sepolti da secolari grumi di polvere) alla ricerca di un disco che ero certo di avere.

Se pensassi ai gigabyte e gigabyte di mp3 scaricati inutilmente – quasi per dovere (im)morale – che ho nei vari hard disk, ci metterei due secondi a trovare quello che cerco, e non avrei problemi di starnutire continuamente per aver alzato la polvere.

Sono giunto alla conclusione che c’hanno ragione quelli che dicono (l’ho sempre detto anche io, a dire il vero) che quando la musica si “comprava”, quando cioè era accompagnata da un supporto fisico, aveva più valore. Anche morale o affettivo. Hello Nasty dei Beastie Boys lo comprai all’epoca, sulla scia del successo di Intergalactic e Body Movin’. Ammetto anche che lo trovai un po’ deludente e lo accantonai quasi subito nel luogo polveroso da cui l’ho riesumato oggi. Ma non ho mai dimenticato di averlo.

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Succedeva 4 anni fa: Momenti di panico a Questa Domenica

Scritto da Chissenefrega il 3 maggio 2012 – 19:20 -

dice il saggio: fesso il blogger che c’ha un archivio di oltre 2000 post e non se li ricicla al momento opportuno

 

Quando vedi un’intervistatrice dall’encefalogramma piatto come Paola Perego, ringrazi il cielo che in tv esistano delle snob curiose tipo Daria Bignardi o addirittura dei leccapiedi senza spina dorsale tipo Fabio Fazio. A Questa Domenica, Nostra Signora delle Talpe chiede un’opinione all’ospite Giulio Andreotti su Obama e McCain (domanda dribblata con il savoir faire che solo un democristiano di vecchia data sa tirar fuori all’occorrenza) con la stessa profondità con cui cinque minuti prima chiedeva lumi a Carina Cascella sui suoi comportamenti psicotici in capanna zulù. Paola confonde Veltroni con d’Alema così come poc’anzi scambiava Pasquale Laricchia con Filippo Bisciglia; parla di solidarietà della politica con la stessa enfasi con cui lancia il televoto tramite il quale chiede al pubblico se Pamela Camassa deve rimanere o no all’interno de La Talpa. Momenti troppo forti anche per il senatore a vita che, al rientro da un RVM, di fronte alla domanda “Come vede il futuro per i nostri bambini?” rimane bloccato, imbambolato, inerme sulla sua poltrona e non dà più cenni di vita, come fosse appena stato colpito da un’ischemia fulminante o da un topless di Melita Toniolo.

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Con Due Deca: gli 883 rivivono dopo vent’anni in una (imbarazzante) compilation indie

Scritto da Chissenefrega il 14 aprile 2012 – 15:42 -

con due deca rockit

E’ scaricabile gratuitamente (ma visto il risultato pare già un prezzo fin troppo elevato) da qualche giorno la compilation “Con Due Deca”. Un progetto 2.0 fin dal nome, ideato da quei geniacci di Rockit che hanno pensato di far reinterpretare le canzoni più note degli 883 ai “talenti emergenti” della scena indie nazionale.

Una compilation – diciamolo subito – tremenda e imbarazzante (più che un “tributo” un TRIBRUTTO) che mette in mostra senza alcuna pietà tutta l’obsolescenza del repertorio degli 883, ma anche la pochezza creativa di quelli che dovrebbero mandare avanti la baracca musicale del Paese (c’è grossa crisi sotto tutti i punti di vista, evidentemente).

Gli 883 di Pezzali (e Repetto) hanno segnato una generazione di adolescenti cresciuti negli anni 90; li hanno accompagnati da dentro i loro walkman alla fermata dell’autobus, sono stati la colonna sonora tra le equazioni di secondo grado e le prime limonate. Fino ad un certo punto (diciamo “La donna il sogno & il grande incubo”) il progetto ha funzionato; poi, però, ha tradito tutta la sua staticità (staticità che Pezzali dimostra tuttora scrivendo canzoni sanremesi degne della quarta elementare) e la voglia ipercommerciale di esondare verso altri lidi (cinema, tv e letteratura senza mai sfondare veramente – se non le nostre sfere).

Mentre il pubblico che ascoltava gli 883 cresceva, gli 883 (prima, e Max Pezzali solista poi) si son ben guardati dal farlo, rimanendo immobili negli anni d’oro del grande Real, perseverando nel sempre più scialbo e pedestre tentativo di raccontare storie sfigate di bamboccioni sfigati, ancorati in mezzo a cumuli di roba e di spade che sono stati evidentemente la loro rovina (forse per l’uso troppo moderato).

Ascoltate oggi, le versioni originali delle canzoni del duo di Pavia (all’epoca dei veri e propri masterpiece tamarri in cui tutti ci riconoscevamo, da sparare a tutto volume dentro la Uno Turbo col finestrino lato guida abbassato e il gomito fuori) fanno l’effetto nostalgico delle polaroid sfuocate della gita a Praga scattate con la prof di matematica nell’anno della maturità. Pezzi certamente rimasti nella memoria collettiva, ma comunque appartenenti al passato, da rispolverare ogni tanto per ricordarci come eravamo e ridere di noi stessi, pensando che oggi siamo tutti molto meglio (tranne Max Pezzali. E la prof di matematica).

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Tragedia sfiorata per Jessica Simpson

Scritto da Chissenefrega il 22 marzo 2012 – 08:00 -

jessica simpson incinta

jessica simpson incinta

Jessica Simpson stava passeggiando ignara su un viale quando un ENORME RAMO si è staccato da una palma, precipitando pericolosamente a pochi centimetri da lei. Immediata la reazione della sua guardia del corpo, accorsa sul luogo del delitto con un ombrello per scongiurare la caduta dal cielo di altri oggetti non identificati che avrebbero potuto minare l’incolumità della cantante.

La foto, scattata subito dopo la tragedia, mostra una Jessica Simpson ancora terrorizzata che non riesce a capacitarsi dell’accaduto. Le autorità, che stanno indagando sul caso, ritengono plausibile l’ipotesi dell’attentato. Fondamentale, in questo senso, la testimonianza di un barbone presente casualmente sulla scena del crimine. La Simpson ha deciso di sdebitarsi con lui assumendo il suo cane come controfigura.
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Pinterest, prime impressioni

Scritto da Chissenefrega il 13 febbraio 2012 – 13:38 -

pinterest wishlist

I soliti geek noti dicono che sarà il social network fenomeno del 2012 (nel resto del mondo intendo, eh, che qui abbiamo appena scoperto Twitter e per il momento ci basta). Trattasi di Pinterest, una specie di Twitter visuale meets Groupon dove anziché condividere pensieri stringati, si creano delle liste settoriali di immagini che rappresentano i nostri interessi. Interessi che scopriremo essere comuni a molti altri utenti coi quali, nel nome di queste trovate affinità, potremo socializzare. Con Pinterest è possibile creare delle “wishlist” di oggetti e farseli regalare dai propri amici: a prima vista il social network sfrutta il “culto dell’immagine” per orientarsi altamente al commercio, presentando molti link in uscita che dall’immagine di una credenza in ciliegio ti portano subito al rispettivo negozio online.

Anche per questa sua immediatezza visiva, Pinterest è, al momento, un social network di crescente popolarità tra fotografi ed artisti che possono trovare un naturale spazio per l’esposizione delle loro opere.  Le statistiche dicono che degli oltre quaranta milioni di accessi mensili al sito (attualmente si può diventare membri solo su invito in quanto l’iscrizione non è ancora aperta a tutti) l’80% è effettuato da donne. Non a caso gli argomenti di maggior interesse (anzi, di maggior Pinteresse) riguardano acconciature per capelli, foto di gattini, abiti fashion, ricette, neonati, scarpe, piante e fiori, taglio e cucito. C’è anche una policy molto rigida riguardo alla pubblicazione di contenuti “piccanti”: Pinterest ti avverte fin da subito che non accetta nudità e forse anche per questo il pubblico maschile diffida da questa nuova esperienza sociale (e iscriversi per broccolare non sembra un’idea troppo eccitante, vedendo le suddette foto di crostate, gattini, bambini e lavori all’uncinetto).

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Chiusura di Megavideo e Megaupload, parliamone

Scritto da Chissenefrega il 20 gennaio 2012 – 20:30 -

megavideo chiusoNon vorrei parlarne con il sentimentalismo giustificatorio – e un po’ romantico – dell’ “utilizzatore finale”, perché senza i vari “Mega” si vive lo stesso, e comunque le risorse in rete per la condivisione di file sono pressoché infinite (la sparizione coatta di un servizio da internet di solito comporta che ne nascano in tempi rapidissimi almeno dieci analoghe reincarnazioni).

Se si vuole affrontare il  discorso con un approccio più astratto bisogna partire da un presupposto fondamentale e imprescindibile: la distinzione tra contenitore e contenuto. Se io creo un servizio/contenitore aperto al pubblico e questo viene usato illecitamente dal pubblico stesso, non si capisce perché debba essere incolpato io, creatore del servizio, e non il soggetto terzo che effettivamente commette l’illecito usandolo impropriamente.

E’ come se qualcuno ipotizzasse  di voler chiudere la Ferrari perché alcuni che vi si mettono  alla guida spingono l’acceleratore a 200 km/h in centro abitato. O come voler chiudere le fabbriche di pentole perché Bigazzi dentro ci cucinava i gatti.

Non è Megavideo, dunque, ad essere fuorilegge, è l’uso che i suoi utenti ne fanno ad esserlo (seppur le leggi violate sono a dir poco anacronistiche per i tempi in cui viviamo). Che, poi, quelli di Megavideo si siano arricchiti chiudendo un occhio (anche due) su questo aspetto è un altro discorso. Però, obiettivamente, non mi sento di condannarli meno rispetto a una major del disco che paga un autore 50 centesimi e vende i suoi CD  a 30 euro.  E qui si apre inevitabilmente la grande questione morale: siccome ne ho lette di ogni in queste ultime 24 ore, volevo dire che mi dissocio da quelli che “io prendo 800 euro al mese e non posso comprare tutti i dischi/dvd/abbonamenti-alle-pay-tv che vorrei pertanto è giusto che me ne appropri indebitamente”. Non è mai morto nessuno per non aver visto una stagione di Dexter, o un film rippato al cinema con la gente in sala che tossisce, o una puntata di X-Factor (GIAMMAI!), o per non aver scaricato orridi album di Lady Gaga  (che poi io mica ci credo che se costoro disponessero di redditi più alti, li spenderebbero davvero in qualcosa che si può avere gratis comunque… soprattutto gli album di Lady Gaga, dato che è stata lei stessa a regalarli in quanto rimasti tristemente invenduti).

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Francesca Rettondini “Naufraga per caso”

Scritto da Chissenefrega il 18 gennaio 2012 – 11:00 -

Dopo il grande successo di “Lo stile Rettondini”

francesca rettonidini naufraga concordia
e reduce dai fasti del blockbuster “Ho rischiato di perdere un occhio”

Francesca Rettondini nella sua nuova brillante interpretazione:

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