Category - Vittorio Sgarbi

1
Who cares? della settimana – 4/08
2
Ma se Sgarbi e Cecchi Paone si sposassero (tra di loro)?
3
La pupa e il secchione / 9
4
La pupa e il secchione / 8

Who cares? della settimana – 4/08

6) Amica, mai lasciare il Viakal incustodito sul bordo del bidet, che poi fai presto a confonderti con la bottiglia dell’Intima di Karinzia e va a finire che con un’unica abluzione ti trasformi in un paracarro come Cristina Chiabotto (ah, a proposito, appena finisce questa serie di RTV è già pronto un contratto da segnaletica antinebbia sperimentale sulla A13 Bologna-Padova). Io capisco che se una si rifà la carrozzeria, poi deve ammortizzare i costi esibendola più che può, ma c’è modo e modo: ingenerare un sentimento di pietà non mi sembra la scelta più adeguata. Se la conduttrice precedente, Ainette Stephens, era una Gatta Silvestra col pedigree, la Chiabotto svestita mi pare il canarino Titti in bolletta.

5) Le note sono sette, qualcuno dice che siano dodici, altri solo tre. Il dibattito è aperto. Ad ogni modo, perchè Madonna in quella porcheria che qualcuno ha il coraggio di definire “nuovo albumnon ne ha usata neanche una?

4) La ministra più bella del mondo, dice il giornale tedesco Bild, riferendosi al nostro neo ministro senza portafoglio per le pari opportunità. Crucchi ingannati dalle foto di gioventù: anch’io, sinceramente, l’onorevole Mara Carfagna me la ricordavo così. Guardando le foto di oggi, invece, sembra un misto tra Annamaria Franzoni durante il pronunciamento della Cassazione e Lorenza Mario dopo una gag con Pippo Franco al Bagaglino.

3) Lo Sgarbato e il Travagliato. Vittorio Sgarbi perde il posto di assessore al comune di Milano. Tra i motivi del licenziamento, afferma il sindaco Letizia Moratti, c’è anche la lite in diretta tv ad Annozero con Marco Travaglio. Che io, tra l’altro, al di là delle simpatie e delle antipatie per l’una o per l’altra parte, trovo divertentissima. Mi spiace solo che Sgarbi non abbbia usato il suo cavallo di battaglia “capra, capra, capra…” che avrebbe conferito ancor più pathos alla scena.

2) Più Kostituzione per tutti! Far crescere l’interesse delle nuove generazioni per la politica è importante. Riporto ed amplifico l’idea – geniale – di Ani, nata qui:

Ma il compito del Porc… emh… di Calderoli in quanto ministro della Semplificazione Legislativa quale stratoceppa e’? Ri-scrivere la costituzione con le K per renderla comprensibile anche alle Karampane?

Cioè, verrebbe una cosa così:

L’ita è 1 repubblika demokratika, fndta sl lav.
La svrntà appart al ppl, k la esrcta nll forme e nei lmt dll kosty

La Repubblika rikonoshe e garantishe i drtt invlbl dll uomo, s km sngl s nll frmz scl ove si svolge la sua xsonalità, e rikiede l’adempimnt d dvr indergbl d sldrietà poltika, eknomika e soc

Ora potrei andare avanti, ma mi troverei in imbarazzo a tradurre l’articolo 6:

La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.

1) Ma adesso, cari topolini e care topoline, basta parlare di politicauahuah (voce calda e suadente da speaker tamarro di radio locale): ascoltiamoci il nuovo singolo di Lindsay Lohan, dal titolo Marony, Calderoly, BOSSY…

You need to a flashplayer enabled browser to view this YouTube video

Ma se Sgarbi e Cecchi Paone si sposassero (tra di loro)?

Ieri sera mi sono perso un momento di televisione quasi lirico, a Markette, La 7. Per fortuna c’era Licoreo davanti allo schermo a inorridire al posto mio:

Cecchi Paone era ospite di Chiambretti al suo Markette con la k, si parlava dai gay in politica fino ad arrivare alla questione pacs. Qui fa la sua comparsa Sgarbi, che sostiene che i pacs non andrebbero fatti, i gay sono fortunati visto che non è possibile per loro sposarsi, e quindi vivere liberi, e sottolinea il fatto che lui è contro il matrimonio in generale, perchè ha senso solo quando finisce, visto che serve praticamente solo per regolare l’assegno di mantenimento e altro. E inoltre per lui il matrimonio è per sempre, quindi visto che non dura mai, non bisogna sposarsi. E su questa frase scatta il putiferio, Cecchi Paone prima bacchetta sgarbi sul fatto che certe persone hanno bisogno/vogliono stipulare un patto ufficiale, poi incomincia a dire che Sgarbi è un finto ateo e un vero cattolico, e comincia a parlare male della chiesa e dei preti. Questo fa scattare la molla assassina di Sgarbi che infervorandosi comincia a schiumare, dicendo frasi come “tu non puoi criticare i preti, tu che non hai mai fatto un ca**o in vita tua” e “CAPRA, CAPRA, CAPRA, CAPRA, IGNORANTE, LEGGITI DANTE, CAPRA, MERD*CCIA SECCA“. Allora Cecchi Paone comincia un mantra che più o meno recitava “tu sei stato educato dalle suore o i preti, spero che i genitori a casa vedano e si rendano conto cosa significa far educare i propri figli dai preti e dalle suore”. Ripetendolo eripetendolo si arriva alla conclusione di questo delizioso siparietto.

Alcune considerazioni:

Cecchi Paone incalza dicendo anche i preti hanno ostacolato la scienza, e hanno appoggiato il fascismo, e Sgarbi ha detto che sono inezie. Che abbia fatto pace con la Mussolini?

Chiambretti non ha bloccato la trashata sul nascere. Che il festival l’abbia gia corrotto? Un tempo non avrebbe accettato una cosa così bassa per fare ascolti, non è da lui.

(ps. io credo che Chiambretti non abbia interrotto perchè probabilmente stava tentando di suicidarsi impiccandosi alla stanghetta più alta della E della scenografia).

La pupa e il secchione / 9

Il comedy show si apre con la sfilata di moda primavera estate 2007, che vede i secchioni superstiti sfoggiare mascoline canottiere a costine, e virili tatuaggi disegnati con l’Uni Posca. Da miserabili topi di biblioteca a icone metrosexual, per i nostri geek il passo è breve. Subito dopo aver spiegato al nuovo giurato Andrea Pinketts che non si trova alla presentazione di un suo libro (infatti gli pareva strano che ci fosse così tanta gente), parte il filmato della biblica riunione di Del Monte con la sua tarantola, la quale dimostra in breve tempo di avere più personalità del suo proprietario. Elisa, tra i suoi “Famo” e “Annamo“, unici vocaboli di cui dispone il suo chip linguistico, fa fatica a controllare la gelosia ora che in casa c’è questa nuova, scomoda, presenza. Sotto sotto, però, sarebbe tentata di chiedere all’aracnide consigli sulla depilazione e su come combattere le rughe di espressione.

Il gioco della zucca, è come sempre uno dei punti di forza del programma e tra un Vincent Van Gogh confuso con un uomo delle caverne e una Margareth Thatcher scambiata per un politico della Margherita, mi sono un po’ assopito quando si esibiva la nonna delle Pupe, quella subret mancata che di solito fa i suoi spettacoli tra il salotto di Porta a Porta e tra i banchi dell’Opposizione.

Prova atletica: entra in scena Rampinelli, che ormai da millenni non c’entra più nulla con il programma, ma che inspiegabilmente compare sempre e ovunque (si mormora, tra l’altro, che salirà alla presidenza di Telecom e interpreterà il ruolo di Annamaria Franzoni nella fiction sul delitto di Cogne). Rampinelli rischia, stasera, di trasformarsi seriamente in Farinelli, tentando l’evirazione in diretta con il salto della cavallina.

Silvia è depressa, triste e piange. Non ha più voglia di vivere e medita di suicidarsi con un lucidalabbra al lampone. La sosia lombarda di Paris Hilton non dà il meglio di sè e sopratutto non la dà a Spinotto, che, comunque, ritiene di stare vivendo grazie a lei, una nuova rivoluzione copernicana: il suo cannocchiale, infatti è sempre puntato verso l’alto, alla speranzosa ricerca di ignote galassie e non proprio inesplorati buchi neri. Tutto sembra procedere tranquillamente, ma lo psicodramma è dietro l’angolo. Come in ogni puntata, anche oggi si è consumata l’ennesima tragedia vissuta dietro le quinte. Elisa, tacciata dalle compagne di falsità, viene consolata dalla presentatrice, nota analista ed esperta di turbe giovanili.

E’ il momento del nuovo secchione: Accinelli, campione nazionale di mutanda bagnata. Dovrà scegliere la sua pupa tra la sconosciuta Laura Miss Padania e la “seria professionista” (di televisione, si intende) Amalia, ovvero un riciclo di Uomini e Donne. Difficile scegliere, dice la Panicucci. Ma tra la reginetta del Carroccio e il catorcio residuato Defilippiano, almeno fisicamente, proprio non c’è confronto. Infatti il secchione fa la scelta sbagliata e il pubblico insorge. Da questo momento in poi il tasso trash del programma si moltiplica in maniera esponenziale, l’eredità della Silvia Depressa è raccolta da Amalia Tronista (che sta già ampiamente sugli zebedei a chiunque, giuria compresa). Non sarà la stessa cosa, ma ci accontentiamo.

Intanto la trasmissione tracima sempre più verso orari vicini ai primi chiarori dell’alba: il gallo canta, la rugiada brilla sull’erba e ne “La pupa e il secchione” arrivano le raffinate metafore con i giochi dell’ Uomo Magno e dell’ Indovina l’uccello. Giunge inaspettata anche la sconvolgente rivelazione della deflorazione di Sala da parte di Rosy. Il pubblico maschile va in delirio e osanna il secchione, ma le immagini che ci mostra la regia sono eloquenti: capriole sotto le coperte, teste tra le gambe e gambe tra le teste, rumori misteriosi, ruggiti, sospiri e singhiozzi. Chiamate i Carabinieri, la Finanza e i Ris di Parma: questa è una violenza carnale in piena regola. Sala, denunciala!

La pupa e il secchione / 8

Innanzitutto protesto formalmente contro:

1) La riduzione del daytime la “La pupa e il Secchione” da 1 ora a 40 minuti per lasciar spazio a quel quiz penoso di Pino insegno e la sua gatta nera, bianca, morta e sua sorella in carriola.

2) Lo spostamento, dalla prossima settimana, della puntata serale dal giovedì al lunedì. Come al solito, senza alcun ragionevole motivo, Italia 1 gioca a scacchi con il palinsesto, mettendo, peraltro, a rischio un programma giovane con un pubblico che si sta affezionando. Mah.

3) Il fatto che nella puntata HOT ci sia un abuso di beep, fastidiosi come il trillo degli sms sul Nokia 3210. In fin dei conti il programma va in onda all’una di notte, cosa sarà mai anche se ci scappa una f!g@ o un c@xx0. Ieri sera, ad esempio, Silvia ed Elisa facevano il conto di “quanti ne avevano presi“. L’argomento sarebbe stato interessante, ma era impossibile capire qualsiasi cosa, perchè era tutto un continuo bippare…

Ma passiamo alle cose serie, adesso. Questa è stata la serata del litigio in differita tra Vittorio Sgarbi e Alessandra Mussolini, due veterani delle messinscene televisive. E non si capisce perchè tale scempio abbia dovuto necessariamente andare in onda, visto che il programma è registrato: sarebbero bastate un paio di forbici digitali per risparmiarci, più che altro, cinque minuti di caos davvero poco interessante. Il comedy-show è un format forte, si è dimostrato una vincente commistione di generi e ha fatto dividere l’opinione pubblica. Non si sentiva proprio il bisogno di uno scandaletto capitato, fatalità, proprio alla vigilia di un tanto importante quanto pericoloso spostamento in palinsesto. La sceneggiata a cui abbiamo assistito stasera fa solo parte del gioco, nulla toglie e nulla aggiunge al programma, che ha ben altre frecce al suo arco da scagliare per ferire i nostri presunti pudori e falsi bigottismi. Dispiace solo che chi quel programma lo firma, anzichè sforzarsi a pensare alle molte potenzialità non sfruttate del format (perchè continuare a far fare capriole e tagliare frutta?), che se considerate potrebbero renderlo ancora più solido, ricorrano ai soliti mezzucci, semplici e banali per far parlare un po’ di sè. Espedienti vecchi come il cucco che ormai, non sconvolgono più nessuno.

Altro da dire non c’è, solo che la novità dell’ultima ora è che la prossima settimana entreranno due nuove coppie a far parte del gioco: allora già che ci siamo facciamo rientrare Loredana e Pace e Mary e Rampinelli. E facciamo continuare il programma fino al 2054. Questo sì che si chiama battere il ferro finchè è caldo. In testa, però, dovrebbero batterselo.

© 2006-2014 - Chissenefrega 2.0 #whocares #zeroodio #tantoammore - Created by Meks. Powered by WordPress.