La Talpa 3, la finale: La Talpa è Franco Trentalance, vince Karina Cascella

Scritto da Chissenefrega il 28 Novembre 2008 – 01:11 -

La Talpa 3 è stato un successo non certo annunciato. All’esordio era altissimo il livello di scetticismo e di diffidenza (non solo da parte del sottoscritto) riguardo all’adventure-game di Paola Perego. C’era un cast di riciclati perlopiù sconosciuti, che si pensava potessero far breccia al massimo su un pubblico di comari in vestaglia all’ora del tè; c’era una formula spiaccicata a quella dell’edizione precedente, senza la benché minima variazione organizzativa e/o creativa; c’erano le stesse scenografie, opinionisti, automarchette della domenica e il ricordo di un inviato sul campo (Stefano Bettarini) non certo brillante. C’era l’incubo trash dei manicaretti a base di occhi di bue e sangue di vacca; c’era, soprattutto, un pregiudizio enorme (come uno degli attrezzi del mestiere di Franco Trentalance) che pendeva sopra la testa della conduttrice: raccomandata di classe, boriosa nel vantarsene.

Ieri velina ante litteram al fianco di Andrea Carnevale, oggi geisha tuttofare nell’agenzia di collocamento dell’agente delle dive Lucio Presta, Paola Perego, nella forza della Talpa, era l’unica che ci credeva veramente: tanto è bastato per convincerci al di là di ogni pregiudizio, rendendola talmente sicura di sè da risultare così fastidiosamente antipatica da scatenare simpatia. L’incubo trash si è trasformato quasi in un sogno per i livelli celestiali raggiunti grazie a tarantole e litigate, alligatori e abiti succinti. L’inviata glamour, Paola Barale, la quale mentre i concorrenti rischiavano il ricovero per ipotermia non aveva occhi che per il fango che insozzava le sue scarpe, si è rivelata una scelta azzeccatissima, anche per l’originalità e la leggerezza con cui si è messa al timone del daytime. La formula, seppur già vista - e non esente da certe inutili lungaggini da perfezionare l’anno prossimo, grazie - ha funzionato così come hanno funzionato le relazioni tra i morti di fama di cui era composto il cast, su cui nessuno avrebbe puntato un centesimo. Se all’Isola dei Famosi, con il passare delle settimane, abbiamo visto la realtà tingersi di fantasia (le difficoltà della sopravvivenza surclassate dal gossip internazionale), alla Talpa è successo il contrario. La fantasia di un programma calcolato al minimo dettaglio, talmente scritto a tavolino dagli autori da sembrare più simile ad una fiction che ad un reality show, è stata contaminata dalla realtà schizofrenica di una incontrollabile Karina Cascella (amorevole baby sitter nell’isolamento in capanna zulù, aspirante serial killer dopo ogni test superato con successo), dagli show pseudoamorosi dei Bisciglia, dalle perfide tentazioni emozionali e dalle aggressioni indigene. La potenza della Talpa-trasmissione si è espressa anche grazie al lato spy-investigativo, che basterebbe da sè a far andare avanti la baracca, anche senza la necessità esagerare con le incursioni nel gossip di bassa lega. Le indagini per scoprire chi remava contro il gruppo sono diventate un tormentone nazionale da pausa caffè: “la Talpa è Trentalance”, “macché quello la Talpa ce l’ha nelle mutande!”; “la Talpa è Melita”, “ma va, quella semmai è la Topa”; “la Talpa è Karina”, “non lo so, ma spero che gli zulù siano cannibali e la azzannino nottetempo in capanna”.

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I video del weekend (La Talpa edìscion)

Scritto da Chissenefrega il 1 Novembre 2008 – 19:36 -

Quando le immagini valgono più di mille parole e quando poche parole (”io mi dissocio” e “io mi vergogno”, pronunciate fuori onda dalla Barale) valgono più di mille immagini. Trash da antologia, che mancava sui nostri schermi da anni. Questa è la televisione che vorremmo vedere, sempre.

(fonte)


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La Talpa

Scritto da Chissenefrega il 9 Ottobre 2008 – 21:33 -

Questa Chissenecronaca va in onda in forma ridotta causa leggera indisposizione dello scrivente che si ritrova con il naso gocciolante, le orecchie tappate, la testa pesante e la gola che raspa: vedere per intero un reality condotto da Paola Perego potrebbe rappresentare un grave pericolo per uno dalla salute già instabile. Se poi ci aggiungiamo che questa sarà la grande serata del comeback di Paola Barale (falsamente sbandierata come “la prima donna inviata in un reality” manco fosse un ruolo che si contendeva con Marie Curie), ecco che il binomio Paola&Paola ha tutte le carte in regola per darmi la mazzata finale. A dispetto del concept accattivante, che se ben sviluppato potrebbe fare de La Talpa uno dei migliori programmi della nostra tv (ma ho come l’impressione che così non sarà), il mio interesse nei confronti di questo reality è inferiore a quello che avrei per una gara di salto in lungo tra cavallette. Uno show che ha già entrambi i piedi nella fossa ancor prima di cominciare, prodotto con un budget da far invidia alla telenovela piemontese e con un cast di riciclati di professione, vip sconosciuti senza dignità alcuna tra cui si annoverano i fratelli Angelucci, Karina “brava, brava!” Cascella, Pasquale “omino del cervello” Laricchia, Melita “diavolita” Toniolo, Pamela “ballando senza stelle” Camassa, Natalia “nipote di dodicesimo grado di” Bush, Marina “nonvogliomicalaluna” Fiordaliso, Emanuela “centovetrine” Tittocchia, Kamila (?) Dupont, gli olimpionici Matteo Tagliariol e Clemente Russo e, naturalmente, il pornodivo Franco Trentalance, che dopo questa esperienza, più impegnativa di qualsiasi Milly D’abbraccio, rientrerà in patria decisamente ridimensionato nel cognome. E chiamarsi Franco Mezzalancia non sarà proprio fruttuoso per la sua professione.

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Melita “stivali” Toniolo VS Alessia “kamasutra” Fabiani a The Box Game

Scritto da Chissenefrega il 10 Ottobre 2007 – 01:44 -

I miei blog televisivi di riferimento tacciono sul nuovo programma soporifero/trash di Italia 1, per cui mi sento in dovere di sopperire alla mancanza. La notte una volta era il regno della cultura, delle lezioni di trigonometria, dei telefilm con le ragnatele, dei film inadatti ad altre fasce orarie perché troppo di qualità. Oggi, invece, non bastavano le televendite di Mediashoppping, ma ci voleva anche The Box Game, il quiz delle due di notte condotto in tandem da Melita Toniolo e Alessia Fabiani, per aumentare la quantità di spazzatura ed il tasso di incapacità presentatoriale in tv.

Ah, bei tempi quando questi giochi sciocchi li presentava Jane Alexander agli albori de La 7. Lei sì che sapeva far scattare l’ormone al telespettatore, riempiendo il nulla con i suoi ammiccamenti ambigui, altro che queste due che non sanno comporre una frase di senso compiuto neanche se apri loro il cranio e ci aggiungi quattro giga di ram. Poi mi chiedevo: ma bere l’acqua a canna fa parte del format ed è un copyright Endemol? E perché la Fabiani emette quei mugolii?

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Dopo il salto, Alessia Fabiani alle prese con il Kamasutra. La malcapitata aspirante conduttrice tenta di rattoppare i buchi del noiosissimo quiz utilizzando lemmi di un vocabolario inesistente: infatti incomincia trecento frasi e le lascia tutte a metà, non si capisce niente delle sue spiegazioni del regolamento, fa una gaffe dietro l’altra, disarticola le preposizioni e inventa intercalari sconosciuti. Ad un certo punto credo che qualcuno le dia anche un calcio negli stinchi per risvegliarla dal torpore ormai avanzato. Di fronte a questa roba vien quasi da elogiare la creatività dei giochi truffa delle emittenti locali.

Il monologo della Fabiani nel gioco del “sillabario” (nome quantomai indovinato, per una che meriterebbe di essere rispedita dritta alle elementari) sarebbe da trascrivere tutto, neanche in uno stato allucinogeno da post-ubriacatura di Fernet Branca una persona normale sarebbe in grado di dire:

Ma chi è che alle 3 meno un quarto vi da l’opportunità di essere bravi prima di tutti quindi di compiacervi anche della vostra abilità e di vincere mille euro.
La categoria è eros, quindi lo sai a quest’ora della notte diciamo che c’azzecca molto no? e… tutto la notte sai la notte eheh ispira molto questa questo eros.
Ma vediamo c’è una parooooola. Il sillabario consiste in questo: ci son… c’è questa parola che è divisa in quattro sillabe, due delle quali sono mescolate, poi se saremo buoni nel corto …nel nel corso del tempo, maaa è tardi forse più tardi una la potremo girare, aaah! è tardi mi dicono che la la giriamo subito siete siete veramente ecco dai giriamola …peeerfetto, una è già girata. Allora cosa dirvi di questa parola. Innanzitutto che innanzitutto sì ecco prima prima di dirvi della parola vi de-hi-hi-ho-ho ricordo di chiamare…

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Melita Toniolo - Backstage del calendario

Scritto da Chissenefrega il 2 Agosto 2007 – 01:29 -

Melita Toniolo, ex principessa delle lacrime nell’ultima edizione del Grande Fratello, investe i (pochi) risparmi ottenuti con la sua esperienza televisiva da televenditrice di suonerie per autofinanziarsi il calendario. Il video del backstage è qui, approfittatene prima che quei bigottoni di Metacafe lo cancellino perchè si vedono troppi cocomeri (e sto parlando proprio dei frutti, cosa avevate capito?).

Se, invece, siete alla ricerca di un video più soft, potete guardare (dopo il “salto”) quello di Melita nei panni di Diavolita (da non confondere con Diavolina, anche se la tentazione di usare Melita per accendere il camino, è forte). L’infernale inviata di Lucignolo mette sotto scacco Giancarlo Gentilini, prosindaco di Treviso. Riguardo Gentilini, riporto da Wikipedia una delle sue più famose frasi:

erano le navi-scuola dei giovani (…) Altri tempi! Comunque, con le prostitute chiudo un occhio: ce ne sono una quindicina, tutte monitorate.

ps. La scelta della frase soprariportata è puramente casuale e non ha alcuna attinenza con l’argomento principale del post.

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