Category - Marco Carta

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Indovina chi?
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Amici 8, serale – Settima puntata. Eliminato Adriano Bettinelli, ospite d’orrore Marco Carta
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Marco Carta – “La forza mia” vince il 59° Festival di Sanremo; secondo Povia, terzo Sal da Vinci
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Festival di Sanremo 2009 – Prima serata, Chissenecronaca live. Esibizione degli “Artisti” e di quattro “Proposte”. Ospite Katy Perry
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Lista dei partecipanti al Festival di Sanremo 2009
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Marco Carta – Ti rincontrerò
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Amici in piazza (pace fatta tra Marco Carta e Grazia di Michele)

Amici 8, serale – Settima puntata. Eliminato Adriano Bettinelli, ospite d’orrore Marco Carta

Sanremo fa davvero i miracoli (anzi i Mariacoli): la De Filippi entra in scena vestita come Victoria Beckham, ovvero da SAC A POSH (ok, confesso che non so come si scriva ma questa mi sembrava l’opzione più adatta) ed un evento soprannaturale fa sì che parli fuori sincrono come l’Enrico Ghezzi di “Fuori Orario – cose mai viste”. Ad Amici, però, le cose le abbiamo viste tutte: anche Marco Carta superospite annunciato “con amore e con onore” per “tutti quelli che credono in questa trasmissione“. Ecco: un atterraggio alieno in piazza San Pietro durante l’Angelus, per dire, non l’abbiamo ancora visto, però sarebbe più credibile di una qualsiasi puntata di questo talent show, o anche del fatto che un vincitore di questa baracconata possa classificarsi primo al Festival di Sanremo.

Marco sale subito sul palco trionfante, stringendo tra le mani il mitico trofeo che raffigura un leone che si gratta su una palma (ma nel suo premio il leone è stato sostituito da un somaro e la palma da un trancio di sughero estratto direttamente dalla sua scatola cranica, facendo peraltro stupire intere equipe di neurochirurghi nel trovarci qualcosa dentro che non fosse il vuoto assoluto). La conduttrice gli fa il verso crocidando con l’accento sardo e lo invita a fare il co-conduttore della serata. Marco ci mette un quarto d’ora a dire “Prima prova” e Maria ne onora le qualità televisive affidandogli il lancio della pubblicità.

Platinette è travestita da Arisa, tra gli ospiti in commissione è presente un giornalista che non mi ricordo chi è, ma mi ricordo che a X-Factor disse che “Ambra Marie potrebbe essere la Leona Lewis italiana” e ciò getta un’inquietante luce sull’abuso di bevande alcoliche da parte dei professionisti della carta stampata.

Prova di canto inaugurata la scorsa settimana nel delirio più totale: la “Prova Prof“. Maria invita il cantante Luca ad andare in mezzo all’orchestra a “prendere la tonalità”, mentre Valerio la prenderà nello stesso posto durante la pausa pubblicitaria. Peppe Vessicchio rischia una denuncia per molestie. Maria poi chiede: “Luca, l’hai presa? Cresce molto?”. Il ragazzo annuisce ancora piuttosto disorientato; secondo Grazia di Michele, Luca è penalizzato perché non aveva mai provato a prenderla prima, mentre Valerio si era già esercitato in casetta (e si vede lontano un miglio che Valerio è uno abituato a prenderla). La sobria discussione su chi l’ha presa e chi no, prosegue stranamente in maniera pacata fino a che Platinette non afferma che non ha capito il discorso sulle “Parti basse di Jurman“. Basta, censuro.

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Marco Carta – “La forza mia” vince il 59° Festival di Sanremo; secondo Povia, terzo Sal da Vinci

Tutto già scritto. “La forza mia” ha un indubbio traino radiofonico e farà impazzire le dodicenni. Ma Marco Carta, come performer dal vivo, è una schiappa micidiale: stonato, impreciso, inutile, un vero “emblema del non talento“. Un abietto scarto di televisione che trionfa in un Festival dove la musica è stata un elemento trascurabile, ma televisivamente è risultato un prodotto ineccepibile. Ergo, la vittoria di una delle più squallide creature defilippiane (dopo Costantino e Daniele Interrante), con la sua algida madrina lì a premiarlo (truccata e pettinata come una nutria appena emersa da un fossato limaccioso), era l’unico epilogo possibile. Il secondo classificato, Povia, ha una canzone che, al di là dei contenuti opinabili o meno, artisticamente vale zero, ma è lì solo perché il “popolo bue” di morganiana memoria si è lasciato infinocchiare da una strumentalizzazione mediatica sapientemente creata ad arte e che ora continuerà affinché tutti possano proclamarsi indignati. Posso dire una cosa? Che due maroni. Sal da Vinci, medaglia di bronzo, resta un mistero della fede.

Ho notato che stasera non è andata in onda la Corrida: a vedere questo trio di tronfi trionfatori di infimo livello, vien da pensare che i dilettanti allo sbaraglio avessero traslocato temporaneamente su Rai Uno. L’unica cosa da augurare a tutti e tre, adesso, è che facciano la fine di quelli che li hanno preceduti: sparire per sempre dalla circolazione.

Festival di Sanremo 2009 – Prima serata, Chissenecronaca live. Esibizione degli “Artisti” e di quattro “Proposte”. Ospite Katy Perry

Martedì 17 febbraio 2009. Al via la settimana più musicàl-geriàtric-florovivaistica dell’anno: tra suoni tristi, gente anziana e fiori appassiti, potrebbe sembrare la consueta celebrazione in onore dei caduti del 15-18, invece è il Festival di Sanremo. Cinquantanove anni e dimostrarne il doppio, una parabola discendente senza sosta, una manifestazione in caduta libera verso il nulla a cui l’alimentazione e l’idratazione andavano sospese svariati anni fa.

E’ il festival della crisi economica, ma non per Bonolis che dalla Rai percepirà un milione di Euro indipendentemente dal risultato, né per Benigni che ne percepirà 350 mila per pochi minuti di lettura dantesca, né per i nostri politici che dimostrano indignazione per i guadagni milionari delle star della tv, ma che non pensano minimamente di ridurre i propri né di ridurre la loro presenza nei salotti televisivi. E’ il festival degli amici di Bonolis (Povia, Stefano di Battista), degli Amici di Maria (Marco Carta, Karima), degli amici dell’INPS (Iva Zanicchi, Al Bano). E’ il festival di Raiset, neologismo coniato dalla stampa per evidenziare l’accordo bilaterale tra le due potenze dell’etere che davanti ad  una concorrenza di facciata, si scambiano i personaggi e portano i soldi sempre nelle stesse tasche (domani, peraltro, si nomina il nuovo CDA della Rai e il risultato ottenuto da Sanremo potrebbe avere delle implicazioni rilevanti). E’ il festival che deve essere cotto e mangiato perché il team autorale lucioprestiano, la settimana prossima, deve mettersi dietro il timone della nuova edizione della Fattoria. E’ il festival che – televisivamente parlando – potrebbe essere il prodotto perfetto, esattamente come fu nel 2005 sempre con lo stesso conduttore: all’epoca la scenografia tecnologica e la formula in stile reality (con la “poltrona rossa” che creò non poche polemiche tra i cantanti in gara) suscitò un grande coinvolgimento, ma esclusivamente autoreferenziale, nullo sul piano musicale. All’epoca Bonolis riuscì pure a strumentalizzare la notizia della scomparsa di Alberto Castagna, rivelandola al pubblico con oltre un’ora di ritardo per poterla incastrare in scaletta in mezzo a due canzoni strappacuore. Quest’anno, visto il cast di cantanti da fiera parrocchiale (davvero ai minimi storici, peggio ancora dell’edizione del 2006 di Panariello), le cinque serate del festival hanno un retrogusto di “one man show” dove il conduttore si pavoneggerà (o “povioneggerà“) con i suoi ospiti e con il pubblico, crogiolandosi nelle amicizie altolocate (è stato lui ad andare a pregare in ginocchio Piersilvio affinché gli desse la possibilità di farsi di Maria [de Filippi] sabato sera), nell’intento di dimostrare quanto sia stata fallimentare l’opera Baudiana dell’anno scorso. Opera che, a pensarci bene, se fosse stata replicata quest’anno sarebbe stata criticabile, ma considerati i presupposti del lavoro Bonolisiano, non c’è altro da fare che rimpiangerla.

Paolo Bonolis inaugura il Festival seduto sulle scale insieme ad una bambina vestita a festa, alla quale tenta di spiegare le meraviglie della musica che non ha mai sentito. La bambina è già annoiata e pure io, per fortuna ci sono quelli della Gialappa’s alla radio che ravvivano il clima. A Mina, la famosa “Tigre di Mompracem” (no aspetta, “Tigre della Esso”, uhm no forse era “Tigre della tappezzeria del divano di mia zia”, no no no era “Tigre contro Tigre”, beh insomma non mi ricordo), spetta l’ingrato compito di aprire il Festival della Canzone Italiana. Lei che ormai ha la cittadinanza svizzera ed è larga come il quinto cantone. Canta “Nessundorma”: decisamente benaugurante. Ovviamente la cantante non è presente dal vivo, ma si vede solo in qualche fotogramma con le inquadrature strette e lunghe. Fuori dal teatro partono i fuochi artificiali; dentro al teatro si accendono le luci e la scenografia risulta luminosa, ma piuttosto fredda. Molto meglio le pacchianate che sceglieva Baudo: stelle, cuori e fiori.

Dolcenera (Il mio amore unico). Non è più truccata con l’uni-posca, ma sembra “lavata con la pompa”. E’ vestita come un cioccolatino da scartare: apprezzabile il rinnovamento del look. La canzone è incredibilmente orecchiabile, ha un che dei Ting Things. E’ data per superfavorita. Voto 7

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Lista dei partecipanti al Festival di Sanremo 2009

E come l’anno scorso sul mare col pattìno (anzi un po’ in anticipo rispetto all’anno scorso) è stata diffusa la lista dei partecipanti alla prossima edizione del Festival di Sanremo, presentato – dal 17 al 21 febbraio – dal redivivo Paolo Bonolis con una Rai in gravi ristrettezze economiche. Due categorie di cantanti e gara ad eliminazione (ripristinata in parte la formula del 2005 in cui presentava sempre lui, anvedi com’è creativo ‘sto Bonolis): i vecchi “Big” diventano “Artisti” e i “Giovani” diventano le “Proposte” (alcune decisamente meno indecenti rispetto a quelle annoverate tra gli “Artisti”). Eccoli:

Gli “ARTISTI”

AFTERHOURS, Il paese è reale – la band di Manuel Agnelli rinnega la propria ribelle indipendenza intonando una delicata ballata che celebra, con indecoroso ritardo, il ritorno dei Savoia in Italia
AL BANO, L’amore è sempre amore – la più potente voce di Cellino San Marco canta ancora una volta il proprio tormentato rapporto con la Lecciso. Testo scritto da Silvia Toffanin, dirige l’orchestra il maestro Alfonso Signorini
MARCO CARTA, Dentro ad ogni brivido – il vincitore della scorsa edizione di Amici analizza con profonda introspezione ed empatica immedesimazione il travaglio dell’ascoltatore medio ogniqualvolta sente una sua canzone trasmessa alla radio
DOLCENERA, Il mio amore unico – Un brano autoprodotto dedicato all’Uni-Posca nero che usa per il contorno occhi
FRANCESCO RENGA, L’uomo senza età – Beh, se ti sposi Ambra non è che puoi pretendere troppo. Quella è abituata ai matusalemme come Boncompagni, fattene una ragione
GEMELLI DIVERSI, Vivi per un miracolo – purtroppo quella volta che gli abbiamo sabotato i freni dei loro Ovetto-MBK pimpati non è stata sufficiente per toglierceli definitivamente di torno
MARCO MASINI, L’Italia – Un brano che dissente coraggiosamente dal tanto predicato ottimismo del nostro Premier: per un Paese che va a rotoli, c’è sempre un Marco Masini pronto a sferrare la mazzata finale.
PATTY PRAVO, E io verrò un giorno là – Il dramma di una donna anziana e della perduta sensibilità delle sue zone erogene

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Marco Carta – Ti rincontrerò

Carampane Cartine a rapporto! Vi vedo già schierate, in fila per sei col resto di due, tutte pronte a danzare sulla mattonella questa nuova ballad-rompiballe del vostro beniamino Marco Carta Diva: sulla copertina del suo primo (ed ultimo) disco, vi regala la sua miglior espressione da coniglietto lapin pronto ad essere squartato e trasformato in colletto per un giubbino economico Conbipel. Il brano, invece, di un’inutilità disarmante (non che mi aspettassi nulla di più, comunque), mi si colloca discograficamente a metà strada tra “Gli ostacoli del cuore” di Elisa e il gracchiare di un citofono coi fili scoperti durante una giornata di pioggia.

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Amici in piazza (pace fatta tra Marco Carta e Grazia di Michele)

Non sapevo che TRL fosse stato promosso su Canale 5. Certo che la Santarelli si è ridotta proprio male: talmente male che ricorda in maniera inquietante la De Filippi.

Update: in questo momento c’è anche Franceso Facchinetti intervistato da Emilio Fede a Sipario del TG4. Cosa mi sono perso? E’ una festività nazionale oggi?

Update 2: Marco Carta non si smentisce mai e si riconferma il re dei mash-up. Parte la base di “Ricordati di me” e lui comincia a cantare “Ogni volta“, venendo deriso da Alessandro Cattelan Chicco Sfondrini. Quanto mi farebbe felice vedere che, oltre ai peluche vinti coi punti del Mulino Bianco e di cui il pubblico vuole disfarsi a causa dell’indefinibile bruttezza, arrivassero sul palco anche un paio di Trudini riempiti di mattoni.

Update 3: di fronte alla coreografia di Susy e Giulia sulle note di “4 Minutes”, Madonna e Justin Timberlake sembrano Carla Fracci e Roberto Bolle. Marco Carta canna attacco e tonalità di “Più bella cosa” e Luca Jurman vorrebbe annegarsi nella fontana di Piazza del Popolo.

Update 4: Marco e Grazia di Michele firmano l’armistizio con un abbraccio dal sapore molto mediatico, come per riabilitare la trasmissione agli occhi dei genitori che hanno accompagnato le carampane ad assistere all’evento. E tutto andò a finire a tarallucci e vino, in vero italian-style.

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