Category - Alba Parietti

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Tutte le scuse sono buone
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Who cares? del dopo vacanze
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Questo è un pesce d’aprile (almeno spero, ma ho paura di no)
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L’ Alba tramonta, Mike ritorna
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La crisi dei reality: ce ne faremo una ragione.
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Wild flop
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Wild west, selvaggia Parietti

Tutte le scuse sono buone

Alba Parietti inciampa sul red carpet al lido di Venezia. E non è che la conseguenza della caduta sia un ginocchio sbucciato, un ematoma su una chiappa o una ferita al gomito: no, Alba Parietti inciampa e come succederebbe a chiunque di noi, mostra la mercanzia. Stranamente proprio davanti a schiere di paparazzi. Alba, fattene una ragione, sei sul viale del tramonto.

alba parietti inciampa venezia

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Who cares? del dopo vacanze

Welcomeback, blog! Lasciàti alle spalle il sole, il mare, le competizioni sportive, i flirt sudaticci e gli eccessi alcolici dell’estate, Chissenefrega è pronto con la premiere della sua season number three che si preannuncia carica di impegni. Se da una parte, chi scrive, sta tentando di upgradare la propria vita privata dalla versione 4.6 alla 6.0, avendo la magra consapevolezza che ciò comporterà una serie improcrastinabile di oneri, dall’altra penso che questo blog è una vera droga e che se dovessi mollarlo, come minimo dovrei mettermi a respirare della Vinavil o trovare una clinica economica per il rehab da blogging nella quale si può pagare via Paypal con i ricavi degli Adsense. Perciò non pensiamo troppo al futuro e limitiamoci ad assaporare il gusto pieno della vita che solo questo presente può regalarci: si taglia ufficialmente il nastro di partenza per il tour-de-force della stagione 2008/2009.

5) Eutanasia animale. La palma d’oro per la storia più triste dell’estate va sicuramente alla vicenda del balenottero Colin. Povero: aveva perso la mamma e tentava invano di nutrirsi attaccato ad uno yacth. Forse perchè i mari sono talmente inquinati che non sentiva più la differenza tra il latte ed il gasolio? Oppure era rimasto violentato, stordito e scioccato anche lui dopo aver visto la Sirena Alba Parietti sulla battigia? Non lo sapremo mai, il piccoletto è stato soppresso, con buona pace delle associazioni animaliste. Ora, chiedo formalmente che si intervenga con un provvedimento simile anche per il Gattino Virgola delle suonerie.

4) Chi non ha fatto ancora una battuta sull’Alitalia? Io, io! La nostra compagnia di bandiera evita il fallimento e viene commissariata affidandola alle sapienti mani dell’ex ministro Fantozzi; nuova direttrice marketing la Signorina Silvani e, udite udite, il ragionier Filini responsabile della torre di controllo. A causa degli esuberi ci saranno dei licenziamenti, ma per salvare le hostess più meritevoli è già pronto il piano Passera.

3) I rapporti con la Libia sono salvi. Ho scoperto che per i prossimi 25 anni lavorerò per pagare questo debito di 5 miliardi di sesterzi al colonnello Gheddafi. Visto che Berlusconi è in vena di spendere, mi auguro che arrivi il giorno in cui deciderà di risarcire retroattivamente anche gli italiani che hanno seguito programmi in onda sulle sue reti televisive tipo “Uno due tre stalla”.

2) Un secolo in due. Madonna e Michael Jackson hanno compiuto 50 anni. Un tempo, da soli, coprivano una cospicua fetta del mercato discografico pop. Oggi, anche loro soccombono di fronte alle star istantanee nate grazie a Youtube e Myspace. La signora Ciccone è a Roma in questi giorni: difficoltà discografiche per lei (“Hard Candy” ha venduto 3 milioni di copie in cinque mesi, mentre il precedente album, “Confessions on a dancefloor”, aveva raggiunto la stessa quota in tre settimane), un matrimonio traballante in cerca di gossipate al solo scopo di ottenere qualche titolo a mezza colonna, ed un tour tutt’altro che tutto esaurito. L’unica che rischia l’esaurimento è proprio Madge, che ormai somiglia sempre più ad un Enzo Iacchetti dopo che ha visto i dati auditel di “Medici Miei”. Jacko, invece, promette da anni nuovi album, ma finora non abbiamo visto che raccolte. Raccolte col cucchiaino, proprio come i pezzi della sua faccia ormai completamente scollata. Beh, largo ai giovani, dunque.

Top “…Who cares?” of the week:

1) Siamo tutti in attesa della performance spearsiana di domenica notte che, pare, si farà. Dalla sala prove degli Mtv Video Music Awards giunge un video che parla da sè: il fisico sembra quasi quasi esserci (+10 punti), le extension pure (-10 punti). Ma siamo sicuri che sia lei e non Derrick Barry? La canzone, comunque, è orrenda e la nostra Britney – onestamente – pare ancora poco scattante. La coreografia a sfondo sessuale è in puro stile Maura Paparo e non basta perdere due etti per ritornare nelle grazie dei tuoi ex-fans. Volere ostinatamente perseverare con questa immagine di biondina-la-dò-a-tutti-perchè-è-la-cosa-che-mi-viene-meglio è una scelta più imbecille che diabolica. Tante volte basterebbe anche solo accettare il fatto che certi estenuanti movimenti pelvici andrebbero accantonati riservando maggior cura al lato sonoro che a quello prettamente visivo. Insomma, questa misteriosa esibizione ha tutte le carte in regola per trasformarsi in una nuova vergognosa patacca sul curriculum dell’ex stella caduta dalla Louisiana. Ma anche no, e nei prossimi giorni – se sarà il caso – potrei forse rimangiarmi quanto scritto in queste ultime dieci righe.


Video: Britney’s Back!

Questo è un pesce d’aprile (almeno spero, ma ho paura di no)

Email appena ricevuta (e che entra di diritto nel “who tumblr?“):

ciao alba parietti mi chiamo pascal ho 16 anni vivo a lussemburgo ti guardo sempre quando stai la domenica in tv e tu mi piaci dalla testa ai piedi ma il mio desiderio e che tu venga qui ti do il mio numero di telefono allore e il 621*****7 la mia strada e ** *** ** **** il mio codice postale e **** il mio indirrizzo di posta elettronica e ***@hotmail.com ti dico una cosa a me piaciono i tuoi piedi li vorrei che tu sia qui perche io ti posso leccare i piedi ok bo a presto ciao da pascal.

Accetto suggerimenti sulla risposta da dare al giovane Pascal…

L’ Alba tramonta, Mike ritorna

Probabilmente non se ne è accorto neanche quel 6% scarso di fedelissimi, ma Wild West e Alba parietti, sono stati, giustamente, mandati in ferie anticipate. Il reality continua solo nel daytime con collegamenti all’interno de “L’Italia sul due“. Collegamenti che, causa il fuso orario, costringono gli sfortunati partecipanti a svegliarsi alle 5 del mattino per sorbirsi le fesserie a profusione di Monica Leofreddi e Milo Infante.

Ma per un programma che sparisce, uno ricompare: Il Migliore, dello stoico Mike Bongiorno, su Retequattro. Allegriaaaa!!! Io sono il primo a dire che è Mike ad essere il migliore, da sempre una delle colonne portanti della televisione italiana. Ma vederlo ansimare con le bave alla bocca per più di tre ore, al limite del colpo apoplettico, per riuscire a leggere delle domande alle quali i concorrenti hanno, peraltro, già risposto da mezz’ora, non è certo un bello spettacolo. “Il Migliore” (il cui format sarebbe ottimo in condizioni normali) avrebbe bisogno di scaltrezza da parte dei concorrenti, scelte registiche e autorali capaci di creare tensione e coinvolgimento, e necessiterebbe di ritmo, tanto ritmo da parte del conduttore, per poter funzionare come si deve. Insomma, il programma non è di certo nelle corde di un ottuagenario, per quanto competente. E far credere a Mike che lui in quel programma conti qualcosa e che faccia un buon lavoro, ecco questa mi sembra circonvenzione d’incapace. Non mi stupirei che l’autore Davide Tortorella fosse la geniale mente che sta dietro anche la “truffa del falso elettricista” che si intrufola in casa dei nonnetti e li deruba dei pochi euro della loro pensione.

Solo le telepromozioni riescono a regalarci, anche se solo per pochi minuti, il vero Mike che conosciamo da anni, quello che pubblicizzando i sacchetti “Space Bag” di Mediashopping ha la faccia tosta di dire:

col cambio di stagione è un casino, il cameriere e la cameriera sono lì che girano per casa e non sanno dove mettere la roba

ma soprattutto, meravigliato dalle potenzialità del miracoloso aspirapolvere che risucchia l’aria dal sacchetto salvaspazio, chiosa:

Donne!!! Peccato che non potete farlo anche voi sul vostro corpo per dimagrire!!!!

La crisi dei reality: ce ne faremo una ragione.

Il Circus di Canale 5 non decolla, ma per la D’Urso è il programma più bello e più serio del mondo. L’Isola 4 è in evidente crisi creativa, oltre che di congiuntivi coniugati correttamente dalla Ventura. Wild West ha portato Rai 2 nella Fossa delle Marianne dell’Auditel, ma la Parietti, anzichè fare un profondo esame di coscienza, dà la colpa a imprecisati fattori esterni. L’unico che par funzionare, ma non è un reality nel senso stretto del termine, è La Pupa e il Secchione, ormai un piccolo “cult” televisivo, che durerà da Natale a Santo Stefano, ma che, finchè resiste ci accontentiamo, perchè, rispetto alla noia fornita dai reality suoi antagonisti, almeno presenta un minimo di originalità. E ci fa un po’ divertire. E discutere, anche.

Scrive Francesco Specchia sul suo Telebestiario:

Dispiace per gli amici smanettatori di blog e appassionati fans dei figli del Grande Fratello; ma il reality, in voga sin dai tempi del Panopticom di Jeremy Bentham, nel ‘700 (il grande carcere circolare e trasparente sotto eterno controllo) ha esaurito la sua carica

Come “smanettatore di blog” devo dire che, riguardo alla crisi dei reality, un bel chissenefrega ci sta tutto. E come telespettatore sarei il primo ad essere contento se le nostre emittenti ritornassero a programmare telefilm, film, quiz e varietà come ai vecchi tempi (ma basta fiction italiane con la Arcuri & co, perlamordiddio). Magari avremo tutti un po’ meno visite, ma gli argomenti su cui disquisire non mancherebbero, perchè il mondo dei blogger non è mica piatto, noioso, monotono e senza creatività come quello degli autori televisivi, per fortuna.

Wild flop

Mi secca quando ho ragione. Ma ieri sera, come previsto , ho assistito allo spettacolo indecente di una Parietti inadeguata al ruolo, impreparata su modi e tempi (televisivi oltrechè verbali), che cercava di catalizzare tutte le attenzioni su di sè, e che soffriva di una insostenibile dipendenza da gobbo. Un Mazzocchi che sembrava talmente sicuro di essere bravo nel ruolo già testato all’Isola 1, da risultare fastidioso. Dei concorrenti dalle personalità anonime come i loro tatuaggi, una intervista superflua ad un bovaro ignoto di nome Taricone e tanta lentezza generale. Con un debutto amaro del solo 14% di share (soprattutto se confrontato con il 20% sfiorato dalla rete diretta concorrente di RaiDue, ovvero Italia1), Wild West, ha poche probabilità di sopravvivere ad una non troppo crudele cancellazione dal palinsesto, se non recupererà subito ascolti. E sinceramente è difficile capire come: all’epoca, a salvare la Talpa, arrivò una (brava) Paola Perego e una provvidenziale svolta trash, cose qui difficilmente attuabili: riusciranno Gasperi, Sabelli Fioretti & co a fare il miracolo?

Wild west, selvaggia Parietti

Sinceramente: chi è che si ricorda un programma di successo condotto da Alba Parietti (che, preciso, NON è quella nella foto a sinistra) ? Forse “La Piscina”, in cui sono affogati i meter dell’Auditel? Forse la smutandata “Domenica in” con Toto Cutugno? Forse “l’one man show” di Teo Teocoli che già sarebbe stato una sofferenza anche senza l’Alba Nazionale? No: io non mi ricordo programmi di successo condotti da Alba Parietti. Me la ricordo sempre in ristretti ruoli da comprimaria, valletta mostragambe, co-co-co-conduttrice (o conduttrice a progetto), oppure ospite di salotti dove si tiene dell’inutile chiacchiericcio. Ma mai alle redini di un programma impegnativo (dal punto di vista della conduzione) come potrebbe essere un reality show.

Il bello è che il format di Wild West parrebbe anche essere interessante: dodici aspiranti bovari, una mandria da gestire, due mesi e mezzo di tempo per attraversare i suggestivi paesaggi dell’Arizona. Ma se già la scelta di fare un reality “estremo” con personaggi sconosciuti è ad alto rischio di flop (in quanto alla gente piace vedere l’incapacità dello pseudovip abituato al cazzeggio, alle prese con i lavori forzati da comune mortale), mettiamoci pure una conduttrice che sarà più impegnata a specchiarsi nelle telecamere per controllare i suoi tagliandi siliconici che a presentare, ed è facile prevedere che il rischio si trasformi in realtà. Anche perchè dal punto di vista autorale il programma deve essere strutturato intelligentemente, per non risultare un clone spudorato de “La Fattoria” o “La Talpa”. La sensazione, così, a mente fredda è che questo Wild West avrà vita breve. Spero di sbagliarmi, visto che i soldi con cui la tv pubblica paga la produzione sono, in parte, anche nostri.

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