Archive for the ‘News’ Category
Deceduto per asfissia in seguito ad una pratica di autoerotismo
Scritto da Chissenefrega il 3 Marzo 2010 – 00:00 -Notizia: tal Kristian Digby, conduttore inglese della BBC, viene ritrovato morto nel suo appartamento. Fine della notizia. Fatto di indubbia rilevanza in UK (a meno che lui non sia una celebrità mondiale e - sinceramente - non mi risulta), ma qui?
Al di là del doveroso rispetto per i morti (perché prima o poi - tocco ferro ma non Tiziano - capiterà sia a me che scrivo che a te che leggi – pauuuuura! -) e al di là che la cosa potrebbe farmi pena (boh, ma anche no, d’altronde chi lo conosce, sto Digby?), mi chiedo se il fatto che una notizia del genere trovi spazio sulla prima pagina del Corriere della Sera, nemmeno il protagonista – buonanima – avesse la fama di David Letterman, non sia solo un infimo tentativo di cavalcarne l’onda pruriginosa. Specifica infatti il quotidiano, che il decesso è avvenuto in strane circostanze, che fanno supporre un “gioco autoerotico finito in tragedia”. Che tale informazione non fosse necessaria (e magari pure lesiva della privacy di un ex vivente -barra- della memoria di un recente defunto) è evidente, così come è evidente un subdolo richiamo a situazioni piccanti che ridicolizzano meschinamente un fatto di cronaca ed illuminano di grottesco il disgraziato protagonista.
Ché poi leggi notizie del genere e una tragedia, anziché scadere nella pietà, diventa un argomento da chiacchiera al bar su cui ciascuno si sente in diritto di dire la propria: chi schifato, chi “pour parler” e chi perché esperto in materia (presenti esclusi) perché diciamocelo, io avrò anche poca fantasia (no, grazie, non vado a farmi un giretto su Pornotube) ma l’unica scena che mi viene in mente se penso ad uno che muore in quel modo è la seguente:
Tags: Kristian Digby
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In da Buzz
Scritto da Chissenefrega il 11 Febbraio 2010 – 19:00 -Oggi ho deciso di non scrivere nulla qui perché tanto non mi cagherebbe nessuno ché lo so che siete tutti impegnati a smanettare con Google Buzz, il nuovo social network subdolo e bastardo lanciato ieri da Big G, integrato dentro a Gmail per avvolgerti nelle sue spire senza concederti scampo. Per il momento è ancora meglio Facebook (soprattutto dopo il recente restyling) per le sue qualità social-perditempo e per essere molto più immediato anche ai più dummy dei dummy, ma la migrazione di massa potrebbe essere imminente, in particolar modo per quelli che cercano un tipo di comunicazione più sobrio che in FB e contestualmente meno limitativo che in Twitter.
Ps: se volete addarmi, questo è il mio profilo:
http://www.google.com/profiles/106490623447536303369
Ps2: avviso che rifiuterò l’amicizia a tutti quelli che scriveranno sullo status la battuta “Toc toc… Chi buzz?” oppure “Làvati che buzz”.
Tags: Google Buzz
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Paranormal Activia
Scritto da Chissenefrega il 9 Febbraio 2010 – 01:35 -
Stasera, anziché il Grande Fratello, ho preferito un altro film horror: quello più remunerativo di tutti i tempi bla bla bla, nonché più spaventoso di tutti i tempi bla bla bla (anche se il compleanno di George Leonard, secondo me, è una visione decisamente più terrorizzante). L’unica differenza tra il Gieffe e Paranormal Activity è che in quest’ultimo, il regista Oren Peli vorrebbe far rizzare (senza riuscirci) i “peli” al suo pubblico, mentre Veronica del Grande Fratello fa rizzare – al pubblico maschile – qualcos’altro di ben più consistente. Trama:
Una culona in perenne sindrome premestruale è fidanzata con un tipo dall’aria ebete, uno di quelli che si divertirebbero a far esplodere i gatti randagi con i raudi, e che per di più indossa dei boxer dalle fantasie imbarazzanti. L’allegra coppietta convive felicemente in una casa che, a giudicare dal gusto per l’arredo, dev’essere appartenuta in passato a Luca Sardella. La fanciulla nasconde però un terribile segreto, che purtroppo non è l’imbottitura del reggiseno: fin da quando è bambina, una “entità” non meglio precisata la segue, la osserva, le sospira tra i capelli e talvolta le mette pure i bigodini nella notte. Probabilmente lo scopo della paranormale presenza è di metterla in guardia dagli uomini con le mutande a fiori lunghe fino al ginocchio, ma la giovane Katie non se ne rende conto, perciò lo spettro decide di far percepire in maniera più tangibile la sua presenza. Il coraggioso uomo di casa, Micah, ha allora la folgorante idea di procurarsi una videocamera (ed un’immancabile tavoletta ouija) per riprendere l’impalpabile spettrale entità e notificarle un avviso di sfratto esecutivo, anche perché con i suoi trascinamenti notturni rischia di rovinargli quel meraviglioso tappeto leopardato che ha nel soggiorno, palesemente rubato da qualche postribolo di periferia. Man mano che passano le notti, cresce l’insonnia: il fantasma che infesta il nido d’amore di Katie e Micah fa scricchiolare i pavimenti, si insinua nelle tubature e prende il controllo del decoder digitale terrestre. Grazie ad un barattolo di borotalco Neutro Roberts sparso sul pavimento, il geniale Micah (scazzatissimo perché aveva in programma di andare a far esplodere un siamese) scopre la forma dei piedi del fantasma, che si rivela essere una specie di struzzo invisibile. Al che, anche l’esorcista chiamato a disinfestare la magione se la dà a gambe, specificando di essere solo un sensitivo tipo Solange e che il massimo che avrebbe potuto fare allo spettro sarebbe stato l’oroscopo della prossima settimana, se solo fosse stato in grado di reperirne l’ascendente. Tra urla continue, riprese raffazzonate, rumori molesti, luci che non si accendono e una recitazione che Romina Mondello in confronto merita l’Oscar, si compie il tragico finale (modificato su volontà di Steven Spielberg: non voglio nemmeno pensare come fosse prima) che rende finalmente giustizia allo sventurato fantasma, il quale - onestamente - non poteva scegliere famiglia peggiore.
Considerazione finale: se il Grande Fratello ha al suo timone una efficace testimonial della “naturale regolarità” firmata Danone Activia, in Paranormal Activity per ottenere lo stesso effetto – dopo appena dieci minuti di visione - non c’è nemmeno bisogno di affidarsi ad uno yogurt lassativo.
Tags: Paranormal Activity
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Una Ciotola piena di fandonie
Scritto da Chissenefrega il 8 Febbraio 2010 – 01:30 -Adelaide Ciotola è una bambina delle elementari che ha avuto l’onore di essere ricevuta dal Papa, che è cittadina onoraria di diverse città, che viene invitata alle inaugurazioni dei centri commerciali come i concorrenti usciti dalla casa del Grande Fratello. Le sue partecipazioni ai salotti televisivi non si contano: durante i talk show del pomeriggio i suoi genitori hanno raccontato più volte la sua triste storia di bambina affetta da una crudele malattia polmonare che le sta lasciando poche speranze di vita. Lei, però, con la voglia di vivere che solo i bambini buoni possono avere, ha sempre affrontato il male a testa alta, impugnando il microfono e cantando come il suo idolo Laura Pausini nonché esibendosi in balletti ispirati al mito di sempre, Britney Spears. Nelle molteplici interviste, accompagnata da struggenti basi musicali di sottofondo, la madre si appellava alla bontà d’animo dei telespettatori perché aveva un libro da smerciare e l’obiettivo di raccogliere 300.000 euro per portare sua figlia a curarsi in Texas, mentre l’ingenua pargoletta, novella Lorella Cuccarini, sgambettava sullo sfondo tra le margherite. Tempo dopo, nonostante la malattia progredisse in maniera preoccupante, Adelaide non perdeva speranza, fede e vitalità: più prolifica di John Grisham, scriveva un nuovo libro e – come una star consumata – firmava autografi ai propri fan. Ogniqualvolta aveva la possibilità di impossessarsi di un microfono, mostrava una dialettica cento volte superiore a quella di Silvia Toffanin (vabbé che non ci vuole poi tanto), e continuava a ballare e cantare sognando di poter – un giorno – fare la showgirl. La giovane star è stata protagonista di una rapida escalation di apparizioni tv, articoli a lei dedicati, reportage sulla sua Prima Comunione e sagre paesane che la invitavano come guest star. Io ho il cuore col pelo, è cosa nota: rivedendo le immagini dei video qui sopra provo ora lo stesso identico imbarazzo della prima volta. All’epoca pensai che magari in fondo in fondo (ma proprio molto in fondo) mi dispiaceva se quella petulante nanerottola era affetta da una rara malattia. Ma mi risultava talmente fastidiosa e impertinente che piuttosto di darle mezz’euro in beneficenza, avrei preferito farmi seppellire da una colata di sterco.
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E rimetti a noi i nostri debiti, come Bruno Vespa li rimette a Morgan
Scritto da Chissenefrega il 5 Febbraio 2010 – 02:07 -
“Quanti anni ha sua figlia?”. Bruno Vespa comincia così, in maniera brutale senza un “ciao”, senza un “bella zio”, e su un terreno emotivamente delicato, l’intervista a Morgan che culminerà con l’immersione del cantante in una bacinella di acqua benedetta dalla quale il peccatore uscirà redento, purificato e forse pure con la verginità riacquisita.
Con toni funerei (a cui, scusatemi, credo poco), gli occhi fissi nel vuoto, la faccia persa tra le mani sui cui palmi rimane attaccato il cerone, il Pirata Morgan dichiara di essere pentito, di avere sbagliato, che la droga è un errore e che si sta già curando. Ma anche che le sue dichiarazioni sono state enfatizzate da un giornalista poco corretto.
Il ministro Meloni - con degli orecchini luminescenti tipo sguardo di civetta che ti osserva nella notte - ribadisce che, a causa del ruolo di “guida dei giovani” che Morgan rivestiva in un programma televisivo dove scopriva talenti, le sue dichiarazioni sono molto pericolose. Ma mai quanto ricevere una cazziata in diretta con l’accento romanesco dalla ministra della gioventù. Nel frattempo, a Vespa, viene voglia di tirare fuori il plastico della scenografia di X-Factor.
Livia Turco non fa in tempo a cominciare un discorso che scoppia in lacrime. La parlamentare del PD si sente coinvolta come fosse la nonna del Pirata e da esperta di sostanze stupefacenti (ricordiamo che il suo “decreto Turco” raddoppiava la quantità di droghe leggere consentite per uso personale) gli dà dei consigli su come rollare.
Don Mazzi afferma “Morgan, tu sei un mito per i giovani” e “potrei essere tuo padre”. Questa è la vera notizia della serata.
Gli psichiatri in studio accusano il cantautore di schizofrenia e gli ricordano che “sta rischiando le penne”. Comunque, se è sopravvissuto alle sessioni bondage con Asia Argento, vuol dire che la scorza ce l’ha bella dura.
Tags: Bruno Vespa, Morgan a Porta a Porta
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Il capro espiatorio della nostra ipocrisia-ia-ia-o (ma anche della sua-a-a-a)
Scritto da Chissenefrega il 4 Febbraio 2010 – 00:05 -
Non erano bastate le polemiche sulla canzone di Povia che si propone di raccontare “la verità” sul caso Eluana Englaro; non era bastata neanche la defe(ca)zione di Madame Carlà Brunì che ha rinunciato all’ospitata al Festival per colpa di Cristicchi, reo di averla nominata impropriamente nel suo brano (ma dall’Eliseo smentiscono). E’ servita, invece, la squalifica di Morgan dalla gara canora a causa di uno scandalo basato sul nulla per accendere finalmente i riflettori e far discutere il Paese intero sulla sessantesima edizione della kermesse più amata dagli italiani (in età pensionabile). Una edizione che ha l’assoluto bisogno di far parlare di sè, in quanto finora il gossip festivaliero è passato completamente inosservato facendo aleggiare sull’Ariston lo spettro anticipato del flop, tanto che Antonella Clerici sta meditando il suicidio con una zuppa di porri.
Le contestabili dichiarazioni di Morgan sulla sua dipendenza dalla cocaina inquietano e dividono l’opinione pubblica. Da una parte si schierano i bacchettoni che si scoprono devoti al servizio pubblico solo in occasioni come questa (i quali vogliono il canuto artista epurato subito dalle reti Rai in nome di una ipocrita moralizzazione di facciata) e dall’altra le - mi autocito- “carampane ormonose tra i 30 e i 40 anni regredite biologicamente come sotto effetto di una flebo da centoventi litri di Oil of Olaz” (le quali sarebbero pronte ad incatenarsi ai trombonisti dell’orchestra pur di manifestare il loro dissenso nei confronti dell’eliminazione dal Festival del loro beniamino). Neanche il tempo, per quelli che non rientrano in queste due categorie, di prendere posizione, che il caso Morgan sembra già risolto.
La cosa ha dell’incredibile. Meno di 24 ore fa l’ex giudice di X-Factor era il peggiore dei tossici, un esempio negativo per i giovani, la vergogna del servizio pubblico, ma contemporaneamente un uomo schietto e coraggioso, senza peli sulla lingua che forse ha peccato di ingenuità. In questo momento, invece, è già in rehab muto come un pesce con la benedizione del ministro Meloni che ieri lo etichettava come “cattivo maestro”, mentre oggi - secondo la stessa - si merita di fare “cento Sanremo”. E solo perché con puntuale tempestività il nostro “pirata” ha ammesso di aver sbagliato e di essere già in cura per risolvere il problema della sua dipendenza. Ma che saggia decisione, ma che uomo diligente. Da leone a pecora nel giro di mezza giornata, ma almeno ne guadagnerà in salute. E adesso, se si farà anche sgamare mentre va a Escort, gli consegneranno pure il premio della critica.
Tags: Morgan cocaina
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Morgan si droga
Scritto da Chissenefrega il 3 Febbraio 2010 – 01:30 -
“La droga apre i sensi a chi li ha gia’ sviluppati -afferma l’artista-, e li chiude agli altri. Io non uso la cocaina per lo sballo, a me lo sballo non interessa. Lo uso come antidepressivo. Gli psichiatri mi hanno sempre prescritto medicine potenti, che mi facevano star male. Avercene invece di antidepressivi come la cocaina. Fa bene. E Freud la prescriveva. Io la fumo in basi perche’ non ho voglia di tirare su l’intonaco dalle narici. Me ne faccio di meno, ma almeno e’ pura. Ne faccio un uso quotidiano e regolare“. (via Corriere della Sera)
Quale sarà la prossima rivelazione? Simona Ventura ha le tette rifatte? Francesco Facchinetti è figlio dei Pooh? Mara Maionchi usa il pappagallo?
Tags: Morgan cocaina
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Indovina chi?
Scritto da Chissenefrega il 23 Dicembre 2009 – 01:00 -Tags: Tila Tequila incinta
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Il Ministro Brunetta e Vittorio Feltri su Playboy Italia (un giornale che se lo legge Hugh Hefner si spara)
Scritto da Chissenefrega il 8 Dicembre 2009 – 01:00 -
Lo so, forse non è un questito da porsi il giorno della Immacolata Concezione, però, dato che mi è capitata tra le mani (per puro caso, ci mancherebbe altro) la copia di dicembre di Playboy Italia, mi sono chiesto: “Ma chi cavolo lo compra questo giornale”?
Ammetto - so che può non sembrar vero, ma d’altronde uno stallone di razza come il sottoscritto non ha bisogno di certi incentivi - di non aver mai sfiorato un Playboy in vita mia; tutte le immagini che ho in testa tratte da questo patinato magazine mi sono derivate dalla “cultura pop”, dalla vita in società, dall’immaginario collettivo (poi da noi il mensile esiste ufficialmente da solo un anno).
Cercando “Playboy” (il giornale) su Wikipedia, si è fortemente attratti dalla nota di disambiguazione:
Se stai cercando l’omonimo album di Iva Zanicchi, vedi Playboy (album).
Non ho mai sentito l’album citato, ma di sicuro è più interessante del mensile più “trasgressivo” del mondo. Talmente tanto che non riesci a capire dove voglia andare a parare con i suoi contenuti a base di vapore acqueo. La sensazione che ti trasmette è quella di avere tra le mani una specie di incrocio tra un Max dei poveri e il catalogo Postalmarket. Aprendo la copertina degna del numero dedicato all’avvento di Famiglia Cristiana, ci si trova di fronte a:
Pagina 1: uomo in canottiera con il pacco a centro pagina. La pagina successiva ci svela che si tratta di una pubblicità del profumo “Free” di Calvin Klein.
Pagina da 3 a 6: pubblicità di vestiti (invernali da uomo).
Pagina 7-8: Jessica Alba e la pubblicità del Campari.
Pag. 9-10-11: ancora pubblicità di abiti maschili. Tutta gente coperta dalla punta dei piedi alla punta dei capelli, peraltro.
Segue il primo “contenuto” (se così si può chiamare, anche se secondo me le ricette che si trovano sulle scatole dei Fusilli Barilla forse sono più intelligenti e ben scritte), ovvero l’editoriale del direttore. Non so chi sia il direttore di questo inutile giornale e - onestamente - non lo voglio nemmeno sapere (potrebbe essere benissimo Alfonso Signorini, comunque). Nell’incipit il direttore si dissocia dal cinema di bassa lega e festeggia il primo sfigatissimo compleanno della rivista in maniera decisamente low-profile:
Altro che “cinepanettone” [...] il pienone di dicembre lo facciamo noi.
No, non d’incassi, parlare di soldi è [...] volgare, e noi tutto
siamo fuorché volgari.
per poi terminare l’articolo con un sempre fine:
Cari amici, questa volta per l’occasione l’albero lo mettiamo
noi. Voi, mi raccomando, portate le palle
Tags: Playboy
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“La droga apre i sensi a chi li ha gia’ sviluppati -afferma l’artista-, e li chiude agli altri. Io non uso la cocaina per lo sballo, a me lo sballo non interessa. Lo uso come antidepressivo. Gli psichiatri mi hanno sempre prescritto medicine potenti, che mi facevano star male. Avercene invece di antidepressivi come la cocaina. Fa bene. E Freud la prescriveva. Io la fumo in basi perche’ non ho voglia di tirare su l’intonaco dalle narici. Me ne faccio di meno, ma almeno e’ pura. Ne faccio un uso quotidiano e regolare“. (via 



