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Si chiamano Radioblog, applausi ai Radioblog
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Chemical Brothers – We are the night [VS] Justice – Cross
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Uccidete Lil’ Mama
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Il Deboscio – Frangetta (a.k.a. Milano is burning)
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Paola e Chiara – Second Life [VS] Sophie Ellis Bextor – Me and my imagination
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The show must go Momo (e vincitori del Controfestival di Csnf)
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Controfestival di csnf / 3 (L’ultima chance!)

Si chiamano Radioblog, applausi ai Radioblog

Ecco svelato il segreto del tormentone dell’estate senza l’aiuto della Cia o dell’Fbi. In fin dei conti bastava chiedere, no? Ho spedito una mail ai misteriosi autori de “Il fantasma del suo ex” e questa è stata la risposta:

Ciao CNSF, come vedi ti rispondiamo volentieri. Abbiamo appena visto il tuo blog e ti ringraziamo per aver dedicato un post alla nostra canzone. Il pezzo è uno dei tanti che abbiamo scritto, non è una gogliardata ma è volutamente ironico-realista. Sul trash potremmo stare a parlare qui per ore ma se tu la consideri tale sei liberissimo di farlo! “Il Fantasma del suo ex” sarà ascoltabile dalle prossime settimane su molte radio locali sparse in tutta Italia, dopo aver avuto, fortunatamente, un discreto successo in Emilia Romagna!Noi siamo “I Radioblog” e puoi ascoltare un’altra nostra canzone in questo sito: www.myspace.com/radioblogger

Per concludere, il tuo post ci ha divertito molto e,se possimamo farti un appunto, siamo d’accordo con chi ha scritto che l’anonima alcolisti è una cosa seria e non una buffonata sulla quale scherzare.Complimenti per il tuo blog, e grazie ancora.

I “Radioblog”.

P.S.: scusate per la “video cassetta” ma la canzone è stata
scritta nel 1998, quando ancora i dvd costavano troppo!!!

La mia risposta:

Ciao Radioblog (gran bel nome, giuro!)Il giudizio “trash” su di voi è un modo rapido per fare capire dove collocherei il vostro brano. Non pensavo che dietro ci fosse una band “seria”, ma che fosse una presa in giro molto ben riuscita. Ascoltando “così non va” mi rendo conto che dietro c’è del
lavoro fatto con impegno e ciò depone a vostro favore.Il mio blog è volutamente cinico-satirico-sarcastico e talvolta esce dal
politically correct, come nel caso dell’anonima alcolisti. Ho scritto
anche ben di peggio, se è per questo. Spero di poter contare ancora sul
vostro senso dell’ironia se e quando riparlerò di voi. Ah, e quando
andrete al Festivalbar, ricordatevi di fare un saluto ai chissenefregari!
😀

Saluti, grazie per la risposta, e in bocca al lupo per la vostra
attività di musicisti.

Csnf

La loro ri-risposta:

Grazie tante. Se vorrai scrivere di noi, con ironia e sarcasmo, saremo ben contenti. Se ti va, potresti anche pubblicare la precedente email, così i tuoi lettori sapranno qualcosa in più sul nostro conto. Siamo felici che ti sia piaciuta “Così non va”!Per quanto riguarda il Fantasma, posso dirti che è una storia realmente accaduta… diciamo che è un pezzo tragicomico!Non conoscevo il tuo blog ma devo dire, sinceramente, che sei molto bravo. Sull’anonima alcolisti, è soltanto un punto di vista, ma capisco che non c’è nulla di cattivo. Quando ho letto il post che ci riguardava, mi sono fatto delle gran risate, e poi i commenti sono stupendi!

Se Festivalbar sarà, stai tranquillo che ci ricorderemo di te…

Grazie ancora, a presto.

Un simpatico e cordiale scambio di battute. Lo “space” dei Radioblog entra di diritto tra i miei preferti, rinnovo a loro i saluti e l’augurio di una felice carriera. Tanto hanno perfettamente capito che noi siamo qui pronti a stroncarli se ce ne sarà la necessità! (p.s. per il Festivalbar io mi sono già fatto un nodo al fazzoletto)

Chemical Brothers – We are the night [VS] Justice – Cross

Se toccando la portiera dell’auto prendete la scossa, il motivo è solo uno: c’è musica elettronica nell’aria (e nelle classifiche). E’ quella dall’inconfondibile stile inglese dei Chemical Brothers, meno big beat del solito e più allineata con le attuali sonorità electro/minimal. Raffinata e da ballare a tarda sera con in mano un cocktail piuttosto alcoolico. “Do It Again” ha invaso le nostre radio e i nostri i-pod con un giro talmente semplice quanto martellante, pieno di voglia di approdare sui mercati internazionali. E traina un album – “We are the night” – decisamente meritevole, molto da ascolto, furbo (ascoltate: “All rights reversed“) e mai banale (ascoltate: “The Salmon Dance“), nonostante l’impronta sonora un po’ ripetitiva, ma ormai collaudata, dei fratelli chimici. Forse uno dei migliori dischi della lunga carriera del duo di produttori britannici.

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Avevamo scoperto i Justice su questo blog lo scorso settembre, e da lì in poi solo eventi positivi (come dire: csnf porta bene!): MTv li premia con un award per il miglior video a dicembre, e il loro nuovo singolo, D.A.N.C.E., accompagnato da un altro memorabile videoclip, apre le danze per tutti gli amanti dell’elettronica spinta. Una storia psichedelica raccontata con la competenza del french-touch in un album alquanto impegnativo all’ascolto. Dove i Daft Punk con “Human After All” hanno fallito, i Justice con “Cross” riescono a regalare emozioni forti, come non accadeva da tempo agli amanti del genere (ascoltate: “Let there be light“, “New jack” e “Phantom“). Un un vero trip allucinogeno fatto di contaminazioni rumorose, campionamenti, synth acidi e studiate sonorità non troppo convenzionali, ma pronte ad addolcirsi al richiamo delle charts.

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Uccidete Lil’ Mama

La prendo un po’ larga. E forse anche un po’ larva. Umbrella di Rihanna ci piace, ed è una hit mondiale ormai consolidata. Di solito una bella canzone non perde mai il suo fascino quando viene rivisitata con dei remix o delle cover da parte di altri artisti, soprattutto quando questi ci mettono del proprio e aggiungono qualcosa di interessante al pezzo originale. E’ il caso di una cover non ufficiale, ma che su Myspace funziona che è una meraviglia: quella di Scott Simons, che rimuove il groove hiphoppeggiante del brano e ricanta la melodia aggiungendo quell’armonia che al pezzo di Rihanna manca.

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l'ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

Una insolita rivisitazione, simile a quelle che fa il suo collega israeliano Sagi Rei (divagazione: se non avete ancora sentito la sua versione di “Crying at the discoteque” cliccate qui).

Ma veniamo al punto (dolente). Ci sono, ahimè, dei remix ufficiali che non sono nemmeno degni di essere chiamati tali, per i quali non ho una definizione migliore che emerite schifezze. Le potenzialità trash di questa Lil’ Mama le aveva già scoperte Diariobignardo (definendola brillantemente una “versione rinsecchita e gggiovane di Missy Elliot“) con il “remix” di Girlfriend. Lì, però, c’era ben poco da rovinare. Non avrei il coraggio di dire che è “una giusta direzione per la musica” come fa r’n’bjunk, ma mi limiterei a osservare che la matematica non è un opinione, per cui porcheria + porcheria = meraviglia. Insomma, la versione doppiamente intamarrita del pezzo di Avril Lavigne ci poteva anche stare ed aveva pure un suo perché.

Quello che invece Lil’ Mama fa con Umbrella è un vero obbrobrio, ascoltare per credere. Una torta alla crema trasformata in un mattone di muffa. La cosa più triste in tutto ciò è che se a questa Lil’ Mama fanno fare dei “remix” di canzoni così “importanti”, vuol dire che la gggiovane e rinsecchita Missy Elliot ce la vogliono sdoganare a tutti i costi. Per carità, fermiamola prima che sia troppo tardi. Mettiamoci una canottiera bianca, pimpiamo uno skateboard e andiamo alla ricerca di questa fantomatica pseudorapper dell’ultima ora per lapidarla con delle bombolette di vernice spray.

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Il Deboscio – Frangetta (a.k.a. Milano is burning)

Etichettare il progetto Frangetta non è semplice. Qualsiasi cosa compresa tra “cavolata megagalattica realizzata da dodicenni perditempo con gravi turbe psichiche” e “esperimento culturale postmoderno talmente elevato che la mia mente ritardata non riesce a comprendere“, può essere plausibile. Il fenomeno (destinato a durare tanto quanto il gusto di una Vivident Xylit) nato su internet qualche settimana fa, ha fatto velocemente il giro della blogosfera e dei profili di Myspace, per approdare in radio (Deejay, dove sennò?) che ne ha furbescamente capito le potenzialità virali e ne ha promosso la pubblicazione del singolo.

Adesso, che ci vogliano far entrare nel cervello come “tormentone dell’estate” questa accozzaglia di brutti suoni sintetizzati buttati là, uniti alla voce metallica di una segreteria telefonica, direi che è un po’ eccessivo (personalmente preferisco la nostra amica Luisa Pinguna Deejay che aveva campionato il centralino di Media World in tempi non sospetti). Trovo ancor più preoccupante che le radio nazionali tentino di spacciare questa inutile porcheria per “musica elettronica”. Poi, se vogliamo parlare del fatto che l’idea virale di raccontare in maniera squallida gli stereotipi della propria città possa essere anche interessante e di forte presa tra i bambinetti smanettoni di internet ben venga, ma io, sinceramente, tutta questa fenomenalità in Frangetta non la vedo (e tanto meno la sento).

Bene, se non avete capito niente di ciò che è scritto sopra, e volete farvi una indispensabile cultura in merito, proseguite qui sotto:

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Paola e Chiara – Second Life [VS] Sophie Ellis Bextor – Me and my imagination

Nato originariamente su un campionamento di “Sweet Harmony” dei Beloved, il nuovo singolo che suggella la reunion di Paola e Chiara dopo gli esperimenti solisti (quello di Chiara commercialmente ben riuscito, quello di Paola non pervenuto), viene presentato oggi ufficialmente (alle 14.30 su VivaRadio2 da Fiorello e alle 24.30 live al Piper di Roma, se qualcuno fosse interessato). Il campionamento, però, è sparito e la “radio version” è stata banalizzata con un arrangiamento house-fashion che andava di moda nel 2001, con quella tipica chitarrina rubata agli Stardust (i quali, per la precisione, l’avevano a loro volta scippata a “Fate” di Chaka Khan). “Second Life” è un pezzo da dancefloor banalotto, in stile “vorrei ma non posso”, che chiunque sarebbe in grado di rifare in casa propria in cinque minuti col pc, o anche con la Pastamatic.

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Non ho mai nascosto il mio debole per Sophie Ellis Bextor, per cui potrei essere di parte (strano, non lo sono mai…). E’ uscito da poco il secondo singolo estratto dal nuovo album della cantante inglese (“Trip the light fantastic”, che non sembra stia ottenendo i risultati sperati). Anche qui ci troviamo di fronte ad un lavoro che non brilla certo per originalità (e che vanta debiti nei confronti di Kylie Minogue, giusto per dirne una). Ma ben venga un ritorno al passato, dopo la non entusiasmante svolta synthpop anni 80 del suo precedente album. “Me and my imagination” è un brano house “carino”, stile primi anni 2000 e niente più. Di certo molto più “english”, ben fatto ed elegante, se paragonato al disco delle due gallinelle nostrane di cui sopra.

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The show must go Momo (e vincitori del Controfestival di Csnf)

Riflettori spenti, microfoni off, studio libero. La musica è finita, gli amici se ne vanno, domani è un altro giorno (a questo punto ci starebbe anche un bel “non ci sono più le mezze stagioni” che non guasta mai). Sanremo 2007, l’anno della rifondazione, del ritorno ai vecchi schemi, seppur con risultati altalenanti, l’abbiamo incartato e portato a casa. Il teatro Ariston è pronto ad essere riconsegnato alla sua originaria polvere e alla puzza di stantìo per altri 365 giorni. Qui, invece, non abbiamo ancora esaurito del tutto gli argomenti. Per terminare in bellezza questa settimana così impegnativa (eh, capirai!) vorrei, nell’ordine:

  • dire che, visto che ho beccato entrambi i vincitori con largo anticipo, domani vado a giocare anche al superenalotto che non si sa mai;
  • ringraziare coloro i quali hanno seguito Chissenefrega in questi giorni, prendendo questo blog come “punto di riferimento” (parole grosse!) per esprimere la propria opinione sull’argomento Festival. Siete stati in tanti, tra affezionati e new-entry, ci sono stati picchi di visite invidiabili e abbiamo rimediato pure un link da un blog di Blogosfere, che è cosa sempre gradita;
  • dissociarmi completamente dalla classifica finale (tranne che per la posizione numero uno, ovviamente) calcolata in maniera assolutamente poco ponderata, tra i voti della giuria di qualità (formata dalla tuttologa Parietti, il nano Magalli, la ciucca-da-liquore-di-mon-cherì Serena Autieri, Claudio Coccolone e altri personaggi discutibili), della giuria demoscopica e degli sms, che hanno fatto finire Al Bano al secondo posto e Mazzocchetti al terzo (…ma si può??);
  • fare la riverenza di fronte alla vincitrice morale del Festival, una che “ho spedito questa canzone per partecipare a Sanremo perché le altre che avevo scritto erano belle“, ovvero il nuovo idolo delle folle (la rivedremo di certo a Markette e credo che ne varrà la pena), Momo con “La funtanela“:
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  • proclamare i vincitori del Controfestival coi controcosiddetti di Csnf:
  • Davvero plebiscitario il consenso per Anto, che con il suo sound elettronico, i testi profondi e la cantata hiphoppeggiante è incoronato vincitore del 1° Controfestival coi controcosiddetti di Csnf. Neanche a farlo apposta il suo stile è incredibilmente in linea con quello dei più blasonati vincitori del Festival di Sanremo. Ok, lui quando lo senti cantare ti fa lo stesso effetto di una sbronza di Viakal, ma resta un personaggio da tenere in considerazione per il futuro (potete complimentarvi direttamente con lui sul suo blog, ringrazio molto Antonio per essere stato allo scherzo);

    Il “Premio della Kritika Phlexo Memorial” (e anche il secondo posto in classifica per numero di voti) va a “Luisa Pingarelli meglio nota come Deejay Pinguina“, con motivazione: “per lo stile languido e la grazia, allo stesso tempo canoviana e botticellesca (straordinariamente in armonia con il corpetto vinilico), con cui tiene il bicchierino, ormai vuoto, di Sammarzano Borsci” (grazie al giurato di qualità onorario aggiunto Baroccogiapponese per la meravigliosa definizione). Ringrazio anche Deejay Pinguina che probabilmente è ancora ignara di aver vinto questo premio, ma forse è meglio così.

    Menzione speciale per la giovane rapper italo/ucraina Aries26 che si classifica a sorpresa terza, ma non vince una cippa.

E credo proprio che con questo abbiamo definitivamente detto tutto. La piovra Sanremo (e i suoi tentacoli) tornerà su questi schermi l’anno prossimo, per il momento ci mettiamo un bel macigno sopra. Da domani riprenderemo la nostra triste e monotona vita, per portare un po’ di luce nella quale, dovremo affidarci al solito vecchio adorato gossip.

Controfestival di csnf / 3 (L’ultima chance!)

Ecco la terza ed ultima tranche (eh, qui non abbiamo mica il budget della Rai) di brani accuratamente selezionati dalla nostra commissione. Ed è l’ultima chance per votare quattro maestri delle sette note che meriterebbero un posto nelle charts internazionali e invece per il momento sono ancora qua. Creatività, talento, voglia di emergere sono tutte peculiarità dei musicisti selezionati per il Controfestival coi controcosiddetti di csnf. Le votazioni sono aperte, fatevi sentire, esprimete il vostro voto, questo è il festival della meritocrazia!!!

Gli artisti di oggi:

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Adriano – Non ci vedo un ca**o
(autori Adreeano, La Talpa)
dirige l’orchestra il maestro Puffo Quattrocchi

Non c’è niente da recensire sullo spiazzante genio creativo di Adriano, perchè Adriano fa tutto da sè. Nella sua pagina di myspace sono presenti 4 canzoni che sarebbero obbligatoriamente tutte da ascoltare, imparare a memoria e strimpellare con la chitarra a scuola durante l’autogestione o (meglio) l’ora di religione.

http://www.myspace.com/adreeano

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Anto – La mia musica
(autori Anto, Dj Odin)
dirige l’orchestra il maestro Toni Municipio

Una volta capite le potenzialità del Controfestival, Anto ha fatto di tutto per poter entrare nella rosa dei concorrenti: si è rasato a zero, ha aperto un blog, ha promesso di essere lo schiavo dei colleghi d’ufficio ed ha tentato il suicidio gettandosi sotto le ruote di una vecchia in Graziella (sì, le ruote ce le aveva la vecchia). Gesti estremi che non potevano non suscitare scalpore. Come le sue canzoni.

http://www.myspace.com/antoniocomune

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Edo aka Eddie – Sentirsi soli
(autori Eminem, L.Pausini)
dirge l’orchestra il maestro Peppe Vessillo

E’ destinato a conquistare le classifiche dei 53 continenti, Edo aka Eddie, con il suo hip hop infettivo e le sue sorprendenti lyrics sincopate dalla metrica incerta, che raccontano storie di quotidiano dolore (soprattutto per le orecchie di chi le ascolta) strettamente legate alla realtà della strada e all’universo giovanile.

http://www.myspace.com/edofromsangamar

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Cartoni Animali – Jem
(autori A.Valeri Manera – N.Carucci)
dirige l’orchestra il maestro Cristina D’Avena

La commissione selezionatrice del controfestival ha attraversato un momento di profondo dissidio interiore prima di decidere di ammettere al concorso una canzone già edita. Ma il buon senso ed il gusto per l’amarcord hanno avuto il sopravvento: l’amore per le Holograms era troppo grande.

http://www.myspace.com/cartonianimali

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Gli artisti della prima puntata
Gli artisti della seconda puntata

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Il “Controfestival coi controcosiddetti di csnf” è un concorso a carattere puramente goliardico e non ha alcun intento denigratorio nei confronti degli artisti citati, né delle loro opere dell’ingegno.

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