Archive for the ‘Tatu’ Category
Le Tatu ai Viva Comet Awards
Scritto da Chissenefrega il 16 Ottobre 2008 – 07:00 -
Non so grazie a quale marchingegno meccanico riescano persino a muoversi e mi piacerebbe scoprire quale diavoleria informatica è così all’avanguardia nel campo della sintesi vocale. Certo, c’è ancora molto da mettere a punto: le movenze risultano un po’ scattose e la voce va e viene tra numerose interferenze. Poi sarebbe anche il caso di rivedere trucco e parrucco, perché quel simulacro di Julia somiglia in maniera impressionante a Bill Kaulitz. Da non crederci, comunque, quanto si sia evoluta negli ultimi tempi l’arte della modellatura delle statue di cera.
Il video, dopo il salto (con le seguenti considerazioni):
1) complimenti al regista che inquadra qualsiasi rottame metallico della scenografia pur di evitare di riprendere il palco;
2) se “Comet” è lo sponsor dell’evento, e se si tratta dell’azienda produttrice del nastro adesivo, perché non usarlo adeguatamente, tipo sulla bocca di certi cantanti?
3) i titoli di coda danno un senso al filmato.
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Tatu nude nel video di Beliy Plaschik (White robe)
Scritto da Chissenefrega il 17 Maggio 2008 – 16:00 -Succosa segnalazione musicale dalla Svezia (grazie Panettore): anche lì, purtroppo, conoscono le Tatu, il duo russo ex teenager, ex lesbo, ex incinto, ex vestito. E infatti sono proprio completamente nude nel video del loro nuovo singolo, Beliy Plaschik (White robe), ma è il modo migliore che hanno trovato per rappresentare la loro condizione di indigenza dopo i fasti che faticano ad essere replicati di “All the things she said”. Il brano è di una pesantezza sconvolgente, reso ancor più drammatico dalle lyrics in lingua originale e dagli effetti speciali storpia-voce (anche se non sono poi tanto sicuro che siano effetti). La trama del videoclip è di una cretinaggine imbarazzante, uno degli stratagemmi più bovini che potessero pensare per far parlare un po’ di sè. Altro che fucilazioni e condanne a morte: bastano trenta secondi di questa porcheria diffusi dalla radio per provocare direttamente un suicidio di massa.
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