Category - Rihanna

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Rihanna, bollettino medico rassicurante
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Contusa e infelice: la foto di Rihanna dopo il pestaggio
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Indovina chi?
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Indovina chi?
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Star ieri e oggi / 1
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T.I. feat. Rihanna – Live Your Life (sottotitolo: Dragostea tu e pure tua sorella)
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Bam bam bira bam bam biramba (firulì firulà)

Rihanna, bollettino medico rassicurante

Il magazine tv “The Insider” (una specie di Verissimo, però senza Silvia Toffanin) annuncia:

Exclusive! New photos of Rihanna’s recovery, where the Insider found the brave star in a bikini!

A dire il vero,  quel “brave star” associato a “bikini” potrebbe far sorgere degli equivoci su quale sia il coraggio di Rihanna, ma credo che una volta tanto sia il caso di lasciare da parte quel solito cinismo.

Dal Messico, dove è in vacanza, giungono notizie più che confortanti sullo stato di salute della star di Umbrella, dopo il pestaggio ormai noto sui media solo come “Domestic Disturbia“. E intanto, si mormora anche di una presunta gravidanza.

Contusa e infelice: la foto di Rihanna dopo il pestaggio

Tmz pubblica, Matteo il Gosspista (che ringrazio) segnala, io riporto. Ma solo per dovere di cronaca: non mi sento di postare l’immagine perché non voglio passare per quello che specula sulle disgrazie altrui, ma credo sia necessario comunque “aprire una finestra” sull’argomento che ci riporta per un attimo alla cruda realtà nel bel mezzo delle leggerezze festivaliere. E se non lo facessi, temo che la mia coscienza potrebbe costringermi a dare le dimissioni da direttore editoriale del blog: d’altronde qui si fa informazione seria, mica come a Mediaset.

Ricapitoliamo i fatti: domenica 8 febbraio una colluttazione nell’auto di un non meglio precisato artista arrenbì, termina con l’arresto di lui ed il ricovero, in un ospedale losangelino, della misteriosa donna che l’accompagna. Nel giro di poche ore si scopre che l’artista in questione è Chris Brown e l’accompagnatrice è la fidanzata Rihanna. I due avrebbero dovuto presenziare sul palco dei Grammy Awards, ma vengono sostituiti all’ultimo momento da Massimo Ranieri e Barbara Gilbo. Lui viene liberato subito dopo l’arresto su cauzione di 50.000 dollari: pestare a sangue una donna in America costa meno di un SUV e non devi neanche fare la fila all’ACI per pagare il bollo. Il mondo intero gira istantaneamente le spalle a Chris Brown: i suoi genitori lo rinnegano, gli amici lo disconoscono, i produttori si dileguano, i contratti pubblicitari saltano e Jay-Z (“protettore” di Rihanna) afferma: “Chris Brown is a dead man walking” (ecco dopo Tenco e Reitano a chi potrebbe tributare il prossimo omaggio Ornella Vanoni). Sulle condizioni di Rihanna, invece, si sa poco o nulla. All’inizio si teme sia stata accoltellata, poi si dice che in realtà non ha riportato lesioni gravi, poi che sia in fin di vita e poi ancora che la sua sia solo una trovata per farsi un lifting a spese della mutua.

Sia quel che sia, alla fine questa rimane una “brutta fazenda” (orologiao, ao ao ao: becca la citazione e vinci un peluche), un triste epilogo per una storia d’amore VIP, un dramma della gelosia da cui chi ha gioventù, fama e denaro non è esente. La foto della Rihanna picchiata, di cattivo gusto esattamente come questo post, è in homepage su TMZ (per la pubblicazione non autorizzata della quale, la polizia di Los Angeles ha aperto un’inchiesta).

Star ieri e oggi / 1

Avete presente quando riesumando un vecchio album di fotografie, cominciate a sfogliarlo e nel contempo anche a sudare freddo rivedendo quelle pettinature cotonate, quelle giacche con le spalline da Mazinga Zeta, o quei jeans a zampa? Ecco: sappiate che è una sensazione che appartiene solo a noi comuni mortali, che, notoriamente, miglioriamo col tempo che passa, proprio come una distillazione di Chivas Regal. Per quanto riguarda i vip, invece, è tutto il contrario.

Natalie Imbruglia. Ieri “torn”, oggi “andat”.

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T.I. feat. Rihanna – Live Your Life (sottotitolo: Dragostea tu e pure tua sorella)

Ha ragione il nostro Ministro degli Interni: è necessario rilevare e schedare le impronte digitali di tutti i cittadini di nazionalità romena, cominciando da quelli che si autoproclamano deejay e cantanti dance. Il mondo deve essere salvaguardato da una nuova invasione di Ozone (gli Eiffel 65 della Transilvania) e di Haiducii (sciatta biondazza reclutata in un centro di prima accoglienza, travestita da femme-fatale dei cavalcavia e spedita a cantare in playback sul palco di Sanremo) perchè i danni causati sono evidenti.

Correva l’anno 2004 (o 2003?) ed ogni volta che sentivo per radio la più celebrata hit della Romania, Dragostea Din Tei – era impossibile non intercettarla, dato che veniva trasmessa settecentomila volte al giorno anche da Radio Maria – avevo bisogno di una overdose di Enterogermina per placare l’iperattività intestinale. Se, poi, udivo quel meraviglioso refrain “maeaì/maeaà/maeahahah” uscire dal cellulare di qualche zoticone (fatti un esame di coscienza: tu eri per caso tra quelli che ce l’aveva come suoneria? eh? EH?) in un luogo pubblico, era solo il training autogeno che mi frenava impedendomi di commettere gesti inconsulti.

Neanche fatto in tempo a disintossicarmi che, tra capo e collo, mi ripiomba quel maledetto ritornello, in un brano che non si può definire in altro modo se non come l’apoteosi dello schifo. Ideato da T.I. e interpretato da Rihanna, che ormai non si tira indietro nemmeno se le fanno intonare l’elenco del telefono, pur di piazzare un featuring nel disco del più sfigato dei rapper dai denti d’oro. Cedo la parola a Zaghel, che sembra basito quanto me:

Non avrei mai pensato fosse possibile. Eppure guardando i VMA scopro la cosa più indecente del momento: qualcuno ha riesumato Dragostea Din Tei, la trashissima hit che ci ha rotto le palle per mesi alcuni anni fa. La stessa dell’obeso sudato del Numa Numa Dance. Credevo fosse una “canzone” morta e sepolta. E invece qualcuno l’ha fatta risorgere. E a tutti quelli che credevano non si potesse rovinare una canzone già terra terra, Rihanna dà il ben servito: insieme al rapper T.I. (la sua ultima hit è Whatever You Like che sta spopolando… in qualche zona sperduta dello Sri Lanka) riesce a far rimpiangere la gatta morta Haiducii e perfino i machissimi O-Zone! Questo remix hip-hop (con un testo che eleva Umbrella a capolavoro dell’ermetismo contemporaneo e farebbe vincere il Pulitzer a Don’t Stop The Music) è veramente inascoltabile e tuttavia calamitante (quello stesso fascino che aveva Loredana Lecciso in “Si Vive Una Volta Sola”, ma senza quel latin taste accattivante). Inoltre la voce di Rihanna risulta sommersa dagli effetti, che per una volta non funzionano in una sua canzone. Se volete rifarvi gli occhi (e l’idea che avevate di Rihanna prima) ascoltate il remake in playback della madonniana Vogue. Se avete fegato, beh… guardate il nuovo Numa Numa – ovvero Live Your Life!

ps: “purtroppo” non c’e ancora un video ufficiale.

Bam bam bira bam bam biramba (firulì firulà)

Rihanna non ha colpe (semmai ha cosce). Non ho ancora visto la sua esibizione ai VMAs al di fuori di Youtube, ma sono oltremodo certo che:

1) La scarsa qualità generale della performance è da imputare alla compressione mpeg;
2) Lassù l’aria deve essere piuttosto rarefatta e la carenza di ossigeno si fa sentire;
3) Portare in alta quota quei due mortadelloni attaccati alle anche deve essere uno sforzo immane anche per il più prestante dei muli da soma;
4) Il look da vittima di morte violenta è la moda del momento (CSI is OK, EMO is KO);
5) Il microfono era collegato alla versione demo craccata (da un pirata inesperto) di Singstar 2.0 per Playstation Portable;

A margine di ciò, devo dire che trovo abbastanza ridicolo lo stile a metà strada tra X-Files e un rave party all’obitorio che contraddistingue l’ultima Rihanna, ma lei resta il miglior prodotto di consumo non durevole del momento. Qualche impercettibile inesattezza di esecuzione, per quel che mi riguarda, non lascia certo stupefatti, tantomeno abbassa la stima che ho nei confronti non tanto della “Rihanna artista” (che è zero) bensì del “Rihanna progetto“. Ascoltando i suoi ciddì si nota chiaramente che dietro le sue cosce spalle c’è un fonico bionico che ne corregge informaticamente le numerose sbavature, intervenendo pesantemente a colpi di effettazione su Protools. Spesso il non funzionare live non è un difetto, bensì una forma implicita di ringraziamento da parte di chi ci mette la faccia, nei confronti del suo team. C’è chi sale sul palco dicendo “Ringrazio Dio, la mia casa discografica e i miei produttori per tutto il lavoro che hanno fatto per me” e chi invece – senza lamentele o senza cercare il facile pietismo dell’ex alcolizzata redenta – non ha remore nello svelare al mondo che quel lavoro è stato fatto davvero e risulta fondamentale per continuare a funzionare universalmente.

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