Category - musica

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Lana Del Rey vince i premi “Che c’azzecca” e “Best outfit carta del pane” ai CSNFMA2012
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Gli Esperanza vincono i premi “Rivelazione della porta accanto”, “Best song sconosciuta”, “Best live” e “Ma come ti vesti” ai CSNFMA2012
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Deadmau5 vince i premi “Best sudata ever”, “Best allungamento del brodo”, “Best tipa inaspettata”, “Facciamo che ci credo award” e “Best tormentone estivo” ai CSNFMA2012
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Hanno ucciso l’Uomo Ragno 2012 (volte in 20 anni)
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Sonar 2012 hangover (e presentazione dei Chissenefrega Music Awards)
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Loreen con Euphoria vince l’Eurovision Song Contest 2012
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Amici 11 “Big” – Nella serata della Puglia vince Alessandra Amoroso. Ma l’anno prossimo che si fa?

Lana Del Rey vince i premi “Che c’azzecca” e “Best outfit carta del pane” ai CSNFMA2012

lana del rey sonar 2012

lana del rey 2012

Correva l’anno 1986 quando venne alla luce tal Elizabeth Grant che ad un certo punto della sua vita decise di cambiare nome inventandosene uno che si ispirasse all’attrice Lana Turner e all’automobile Ford Del Rey. Praticamente è come se io decidessi, da domani, di ribattezzarmi Angelina Y10 in onore della Jolie e dell’utilitaria Lancia. Sulla cantante newyorkese più rifatta del momento l’Academy è divisa: da un lato riconosce che è un vergognoso fenomeno commerciale creato a tavolino durante un simposio tra discografici con acidità di stomaco e chirurghi estetici avvinazzati. Dall’altro prende atto che, in un periodo di crisi, sono bravi marketer coloro i quali riescono ad intercettare un pubblico disposto a pagare per andarli a sentire, nonostante le loro performance live alquanto imbarazzanti.

“Che c’azzecca award”
L’Academy suggerisce questo esperimento: prendete una pentola vuota abbastanza grande, tipo una di quelle per cucinare la pasta per tutta la famiglia, metteteci la testa dentro e provate a cantare “La Bambola” tentando di imitare Patty Pravo (non dite che non siete capaci, TUTTI hanno provato ad imitare almeno una volta Patty Pravo). Fatto? Ecco, ora immaginate un tappeto d’archi che vi accompagna (se avete mangiato fagioli di recente potete anche autoaccompagnarvi) e più o meno avrete un’idea di che roba è Lana Del Rey dal vivo.   L’Academy si chiede cosa c’entri questa Nina Moric afona e il suo pop così noioso e falsamente raffinato (ma in realtà stilisticamente dozzinale) nel bel mezzo di un festival di musica elettronica che in altri momenti ha toccato vette altissime (vedi Esperanza). Cioè, se mi chiami una Cagna del Rey, allora l’anno prossimo ti aspetti anche i Modà, Nek e L’aura, o i Planet Funk featuring Giuliano dei Negramaro.

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Gli Esperanza vincono i premi “Rivelazione della porta accanto”, “Best song sconosciuta”, “Best live” e “Ma come ti vesti” ai CSNFMA2012

esperanza sonar 2012

Solo un’Academy seria, professionale e vogliosa di farsi sorprendere decide di assistere ad un live seguendo il criterio “su quattro palchi questo è l’unico dove suonano”, oppure “è l’una del pomeriggio e dobbiamo smaltire la colazione a base di tapas e cerveza facendo quattro salti”. E sorpresa è stata, tanto che un gruppo italiano sconosciuto è riuscito ad affascinare i superdotati (musicalmente e non solo) membri dell’Academy e a portarsi a casa ben quattro awards.

esperanza aliante giallo

“Rivelazione della porta accanto”
Anche se spesso potrebbe non sembrare, l’Academy ha un cuore d’oro e si lascia emozionare più facilmente del previsto. L’academy è pure fondamentalmente ottimista e assai speranzosa che anche in un Paese musicalmente da TSO come il nostro, in cui regnano le Tatangelo e il Tacatà, ci possano essere ancora degli sprazzi di lucidità, dei momenti in cui intravedere la luce in fondo al tunnel. E quella dei nostri Esperanza non è una lampadinetta USB, ma un faro che brilla in mezzo alla tempesta senza aver paura mai. Quattro musicisti/producer italiani uniti insieme in un progetto che passa dalla dubhouse brillante a sonorità più chill ed eteree senza mai perdere di vista il buon gusto e lo stile di noi-popolo-italiano (e infatti l’album è stato registrato in Inghilterra e l’etichetta che li produce è tedesca). Gli Esperanza ti generano contemporaneamente il divertimento di un calippo in riva al mare e la nostalgia delle lasagne al ragù di mammà. Sicuramente il gruppo più interessante che l’Academy ha avuto modo di ascoltare di recente, che ha la grande responsabilità (ma pare non sentirla) di far fare al Belpaese bella figura oltre confine, esportando stile e talento, per far sognare piccole (ma poi neanche tanto) nicchie danzerecce di comunità europea.

“Best song sconosciuta”
L’academy non ha nulla da dire su “Aliante Giallo”, il brano masterpiece del gruppo. Si limita a consigliarne l’ascolto, magari con un bel mojito in mano.

“Best live”
Ci sarebbero stati anche altri gruppi in nomination per il best live (tra cui gli “Stand Up Against Heart Crime” e i “Friendly Fires”), ma l’Academy ammette di aver ceduto al campanilismo. E anche al fatto che all’una del pomeriggio sotto un afoso tendone davanti ad un pubblico ancora piuttosto assonnato, gli Esperanza sono riusciti a coinvolgere veramente chiunque con un concerto tecnicamente ineccepibile fatto di campionamenti, effetti morbidi e atmosfere fighetto-balneari. Bravi.

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Deadmau5 vince i premi “Best sudata ever”, “Best allungamento del brodo”, “Best tipa inaspettata”, “Facciamo che ci credo award” e “Best tormentone estivo” ai CSNFMA2012

deadmaus csnf music awards 2012
Commento: l’Academy, nella persona dell’Academy (entità astratta dotata di grande puzza sotto il naso – ma anche sotto le ascelle – e modesta propensione all’alcol), partiva con alcuni preconcetti relativi alla già eccessiva visibilità del deejay canadese. D’altronde Deadmau5 non è uno che fatica a concedersi: anzi, ormai è talmente pop (nel senso più ampio del termine) che si esibisce anche a battesimi, cresime e feste per l’insediamento dei nuovi chierichetti. Ma visto che i CSNF Music Awards sono per l’appunto premi popolari ed ecumenici, non poteva essere che lui a farne incetta. Anche perché era uno dei nomi di maggior richiamo del Sonar di Barcellona e visto che Skrillex gli ha soffiato il Grammy (che io avrei dato ai Cut Copy, ma io non sono l’Academy), il CSNFMA2012 ha per lui anche un ampio valore consolatorio. Di seguito, gli awards assegnati:

“Best sudata ever”
L’Academy afferma che aver visto tutto il live dalla terza fila (posizione inaspettatamente favorevole) è stato impegnativo e sfiancante, in particolar modo se dietro ci sono diecimila e più esseri umani (e anche piuttosto disumani) strafatti di qualsiasi sostanza che attentano con ogni mezzo alla tua incolumità per avanzare di un millimetro. Mai pogare è così complicato quando il tuo corpo è tenuto in verticale dalla pressione violenta di corpi altrui (l’Academy era praticamente una cotoletta impanata col sudore di sconosciuti biondi mezzinudi e palestrati, violentemente sbattuta qui e là tra addomi scolpiti e tatuaggi ripassati di fresco. L’Academy dedica espressamente questa immagine alla propria fanbase gaia, bisex e metrosexual). La “Best sudata”, comunque, se l’è fatta anche lo stesso Deadmau5 che per due ore e un quarto ha tenuto la testa dentro a quel catafalco luminoso con le orecchie.

“Best allungamento del brodo”
L’Academy conviene che l’artista Deadmau5 sappia come far crescere la tensione. La ricetta è: cinque minuti di synth e suoni elettrici spaccasubwoofer senza sezione ritmica che si aprono progressivamente per creare attesa nel pubblico il quale poi prontamente esplode nei tre minuti successivi di cassa e basso sparati ABBBBBBOMBA. Ripetuta per due ore e un quarto di djset la formuletta vincente del topo morto potrebbe risultare stancante, ma Deadmau5 ha dalla sua il fatto che le canzoni del suo repertorio live sono tutte pressoché note e accattivanti, e l’attesa del nuovo pezzo che arriverà ha la meglio su ogni calo di interesse.

“Best tipa inaspettata”
L’Academy conferma che Deadmau5 non è mica l’ultimo mammalucco arrivato: quando pure lo stesso deejay si rende conto che la ripetitività comincia a farsi notare, si materializza inaspettatamente sul palco una tipa sconosciuta vestita con dei drappi piuttosto discutibili a cantare live un paio di pezzoni tra cui “Sofi Needs a Ladder” (l’Academy non è stata in grado di attribuire identità certa alla inaspettata vocalist, forse la stessa Sofi, forse un’imbucata non ufficialmente accreditata). Molto brava costei ad affrontare la platea, l’Academy giudica questo il momento più vero di tutto lo show.

“Facciamo che ci redo award”
A proposito di momenti veri, l’Academy nutre serie perplessità sul fatto che qualcuno possa realmente suonare live per più di due ore con il cranio dentro ad una sfera pesante svariati chili tutta tempestata di led luminosi che trasmettono immagini psichedeliche e dalla quale con buona probabilità non si vede una mazza dell’esterno, né della consolle, né come stia rispondendo il pubblico. Fatto sta che, anche grazie ai fantasmagorici effetti scenici fighissimi creati ad hoc, con citazioni iconiche (Mario Bros, il Nintendo, Indiana Jones, Matrix…) e sincronizzati al millesimo di secondo, nessuno si accorgerebbe se Deadmau5 in verità non facesse altro che mettere in “play” una cassettina da 120 premixata a casa sua (insomma, l’Academy si è fatta – forse – fregare volentieri, e sostiene peraltro che senza la sua mitica installazione di cubi di led, Deadmau5 sarebbe come Sara Tommasi senza Alfonso Luigi Marra).

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Hanno ucciso l’Uomo Ragno 2012 (volte in 20 anni)

La nostra inviata Elena è andata alla Fnac per tentare di farsi denunciare per molestie incontrare Max Pezzali dal vivo (o forse per accertarsi che sia vivo e non sia in realtà un cartonato dell’omino Michelin)

max pezzali hanno ucciso l'uomo ragno 2012Premessa: dopo 20 anni avrei preferito l’ennesimo raccoltone di successi riempitivo ma Max Pezzali è andato a inventarsi la genialata di riproporre “Hanno ucciso l’Uomo Ragno” in chiave 2012. Il primo brano è un inedito cantato con J-Ax dal titolo “Sempre Noi”, un brano che ti butta nostalgia a grappoli rievocando rullini Kodak da 36, stivali da cowboy, i primi cellulari con la batteria che durava 2 ore e poi moriva, il Nintendo, l’Alba di Internet e il modem 56K, il Walkman ed il trucco di riavvolgerlo con la Bic per risparmiare batteria, il Game Boy, il Tamagotchi… Tutti accessori di una volta che le nuove generazioni forse studiano nei libri di storia… Eppure sono passati “solo” 20 anni, volati via in un attimo (e che tristezza realizzarlo!).

Ma se la prima canzone è orecchiabile e ascoltabile, il resto del cd a me ha lasciato veramente perplessa: all’inizio di ogni brano c’è il suono di una segreteria e poi qualche rapper che lascia un messaggio. Ogni canzone è introdotta da un’esplosione di “Bella Zio” e battute piuttosto squallide, dove la peggiore è “Oh! L’ho ucciso io l’Uomo Ragno, mi aveva rotto i coglioni… ahahahah!”… Boh! Fa ridere? Riascoltiamo così brani come “S’Inkazza”, ”Non me la menare”, ”6 1 Sfigato”, “Con un Deca”, “Jolly Blue”… La delusione maggiore è che Pezzali non si è manco sbattuto a ricantarle le canzoni, perché sono esattamente un copia e incolla dell’epoca con appiccicati biascicamenti vari di sti tizi a braghe larghe per me in maggioranza sconosciuti. Nel complesso quindi il cd mi ha delusa parecchio, non credo lo consumerò a forza di ascolti. Se devo rievocare i primi successi me li vado a riascoltare in originale senza parlottamenti nel mezzo.

(ma nel video c’è pure il comeback di Mauro Repetto? Ma fate sul serio??? ndCsnf)

L’INCONTRO CON MAX PEZZALI: IO, LUI E ALTRi 500 INTRUSI.

Sbarco alla FNAC del centro Commerciale Le Gru di Grugliasco (To) alle ore 16.30 in ritardo sulla tabella di marcia. Una mia amica mi aveva già annunciato: “Qua c’è un bordello!”.

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Sonar 2012 hangover (e presentazione dei Chissenefrega Music Awards)

sonar 2012 barcellona

Se state cercando un blog music friendly gestito da un blogger anziano mezzo alcolizzato dove si può leggere un resoconto dettagliato del Sonar 2012 di Barcellona, siete nel posto sbagliato (magari provate da Raibaz o da Soundwall, ma è tutta gente gggiovane e sobria). Io ho deciso non di raccontare in un post come l’anno scorso i miei tre giorni (quattro, in realtà) elettronici in terra catalana, bensì di fare qualcosa di diverso, meno di nicchia, più proletario ed ecumenico.

sonar 2012 barcellona lana del reyIl sogno che ho sempre avuto per questo blog, ve lo confesso, è quello di assegnare awards a destra e a manca, come la Wind all’Arena di Verona, pertanto quale miglior occasione di questa, dato che sono reduce da giorni di ascolti ininterrotti di qualsiasi cosa mi sia entrata nel cervello, metabolizzata insieme a varie droghe assunte per osmosi (la frase che avete appena letto è la riprova del mio scarso stato di lucidità). Ecco dunque che il Chissenefrega blog attribuirà nel corso di questa settimana i suoi personalissimi awards agli artisti (spoiler: foto qui a sinistra, d’altronde voi non vedete l’ora che io assegni un premio a Cagna del Rey, nevvero?), che hanno partecipato al Festival Internacional de Música Avanzada y New Media Art più importante d’Europa (98 mila presenze quest’anno, contro le 79 mila dell’anno scorso: alla faccia della crisi e dell’impoverimento culturale. C’è da dire, però, che c’è stata una notevole svolta pop nella line up del festival, già intrapresa l’anno scorso, ma quest’anno ancora più marcata).

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Loreen con Euphoria vince l’Eurovision Song Contest 2012

Premesso che tutti gli insulti che ci stanno piovendo addosso dalla Svezia via Twitter sono più che meritati (non avendo noi dato manco mezzo punto alla votatissima vincitrice svedese, preferendole l’urlatrice dell’Albania o il tormentone balneare cipriota o l’insipida macedonia della Macedonia), direi che l’eurotrance vecchio stampo trionfa all’Eurofestival. Sonorità poco attuali e in linea con il revival anni novanta ormai nell’aria già da un po’. Melodia banalotta ma grande vocalità e atmosfera: il brano funziona come pochi altri tra quelli in gara all’Eurovision Song Contest di quest’anno. E noi ancora a fare i fighetti con la Nina Zilli di turno: quand’è che ci decidiamo a riesumare Alexia?

Amici 11 “Big” – Nella serata della Puglia vince Alessandra Amoroso. Ma l’anno prossimo che si fa?

alessandra amoroso vince amici big

Premetto che non sono tra quelli che pensano che sarebbe stato giusto rimandare ad altra data la finale di  Amici. E non sono nemmeno tra gli “indignados” che rinnegano il popolo italiano dopo aver visto che i TT di Twitter erano dedicati a cose più frivole che i fatti di Brindisi (come se Twitter dovesse dare indicazioni di civiltà o moralità). Penso però che piuttosto che trasformare il lutto di una Nazione in un momento Harmony autoreferenziale e C’epostapertiano destinato a casalinghe col diabete, si sarebbe potuto fare un saluto alla sfortunata Melissa Bassi anche un po’ più sobrio e meno lezioso (video qui).

Comunque, alla fine ha (ri)vinto Alessandra Amoroso e tutto si è compiuto nella maniera più prevedibile. Già ieri la finale che ha eletto  un ovvio e sfiatatissimo Gerardo Pulli tradiva una certa staticità nel copione; stasera, idem, con l’aggiunta che nella serata spiritualmente vicina alla Puglia ferita non poteva esserci niente di più adatto che un testa a testa tra le due protagoniste leccesi più popolari che abbia mai lanciato il talent show. Emma e Alessandra si fronteggiano in una edizione di Amici profondamente rinnovata nella forma, ma sempre uguale nella sostanza.

Il sabato sera è di per sé una serata difficile (questo più che mai), dove però Maria De Filippi è da sempre leader incontrastata. Per intercettare un pubblico di “famglie adulte”, ha operato un’assurda trasformazione del talent in un varietà (l’ho scritto mille volte: la varietizzazione è uno dei mali della televisione italiana) proponendo interviste, siparietti (pseudo)comici  – a me Brignano non fa ridere nemmeno se viene a casa mia a farmi il solletico sotto i piedi – e balletti riempitivi affidati alle sensuali movenze della starlét incidentata del momento, relegando la competizione ai margini e disattendendo così la mission del talent (nonostante il cast degli allievi fosse uno dei migliori di sempre, Gerardo a parte).

Emblematico il fatto che la finale di ballo sia stata liquidata alla terzultima puntata con l’altrettanto citofonata incoronazione di Giuseppe Giofrè nell’indifferenza generale. Evidentemente il settore “danza” non  è più così redditizio come un tempo, quando Maria aveva aperto il suo personale centro di accoglienza per ballerini albanesi immigrati illegalmente, lanciando le carriere di un’ingrata Anbeta e dello scomparso Leon Cino, e si faceva palpeggiare da Kledi durante improbabili coreografie in cui si muoveva sinuosa come un camion dei traslochi a pieno carico.

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