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X-Factor 5 per poveri – prima puntata rieditata su Cielo
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X-Factor 4 – La reunion delle anime perse e l’eliminazione di Stefano Filipponi
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E rimetti a noi i nostri debiti, come Bruno Vespa li rimette a Morgan
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Il capro espiatorio della nostra ipocrisia-ia-ia-o (ma anche della sua-a-a-a)
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Morgan si droga
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X-Factor 3 – La finale – vince Marco Mengoni. Ultima Chissenecronaca doppia (qui e su FB) e lunghissima
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X-Factor 3 – La semifinale con vincitore annunciato e inediti dei concorrenti

X-Factor 5 per poveri – prima puntata rieditata su Cielo

X Factor 5 Sky CieloAh poveri noi, poveri poveri. Questo sarà il primo (e probabilmente l’unico?) post dedicato a questa edizione di X-Factor. Lo scrivo con “la morte nel cuore” (cit.), dopo quattro edizioni di onorate chissenecronache doppie sul blog e sulla Bacheca Ammiraglia, dopo che ho visto un format carico di potenzialità svilirsi nell’insipienza tatangelesca di una Raidue allo sbando. Recuperato da Sky, X-Factor è ritornato a nuova vita e la sua premiere gli ha impresso un marchio di qualità, stile e modernità rari per la televisione italiana (anche Tommassini – stranamente – non l’ha fatta fuori dal vaso: evidentemente era la Rai che lo obbligava a certe pacchianerie). Ma le cose belle si pagano e bisogna prendere lucidamente coscienza che noi, pubblico proletario, siamo e saremo destinati ad un futuro defilato, se non proprio in serie B, senza l’abbonamento a Sky.

Questo è un post ex-post che giunge dopo la visione della replica rieditata sulle frequenze di Cielo della premiere del talent show più amato dagli italiani di classe AA. Questo è un post da e per i ceti meno abbienti, inevitabilmente ritardatario, che parla di una prima puntata già digerita, mentre i luoghi del web che contano propongono appetizer della seconda. E’ la dura legge della povertà: per noi straccioni non skydotati, niente antipasti chic: solo briciole di pane rimasticato e acqua sporca.

Nicole Tuzii – And I Am Telling You I’m Not Going. Concediamole il beneficio dell’emotività, d’altronde essere teenager e avere la responsabilità di aprire un’edizione di XFactor rivoluzionaria (e non solo nelle intenzioni) come questa non deve essere affatto un’impresa semplice. Le hanno messo un abito da sera e dato una spolverata di fard, ma non viene meno quell’aspetto da “vergine delle rocce” dove le rocce in questo caso sono sassolini. Cioè: bisogna lavorare parecchio e crescere, per il momento quello di Nicole è un discreto debutto. Un unico appunto: ha l’età di Justin Bieber e stilisticamente pare sua nonna. Francamente non so se sia un bene o un male. Voto 6 1/2

Café Margot – 50mila. Una delle due (quella con gli occhiali) secondo me è anche concorrente di Amici a sua insaputa. Oppure ne è la sosia. Il pezzo che ha lanciato Nina Zilli è sicuramente adatto al duo, forse anche troppo: navigano sul sicuro e tecnicamente non fanno una piega. Le prossime settimane mi aspetto qualcosa di meno scontato e più spregiudicato (ché quella con gli occhiali – sempre lei – c’ha anche una gran faccia da zozzona). Voto 6 1/2

Claudio Cera – My Immortal. E’ il gemello segreto separato alla nascita del conduttor Cattelan, come lui stesso fa notare. Secondo Arisa è uno che “arrizza le carni” (EEEEH??). Invece secondo Arrizza è uno che “arisa le carni” (adesso è tutto più chiaro). Probabilmente sono io che devo ancora capirlo ma, anche nei casting, non mi è mai sembrato un granché. Canta bene, ma lo trovo artisticamente piuttosto debole. E quell’aspetto da benzinaio Tamoil non aiuta. La canzone non è il massimo che si poteva scegliere e lui non rientra attualmente tra i miei preferiti. Voto 6- –

Vincenzo Di Bella – Azzurro. Parola d’ordine “stupire”: una delle canzoni più classiche del repertorio italiano inaspettatamente riarrangiata in una versione al limite della teatralizzazione. L’effetto sorpresa funziona e quello di Vincenzo è un mondo musicale interessante, un po’ Luciodalliano. Chi si aspettava una esibizione seduta attorno al falò con chitarrina e spinelli economici rimane spiazzato, resta da verificare se oltre al fumo (degli spinelli economici) c’è anche un po’ d’arrosto (o magari un po’ di bamba di qualità). Voto 6/7

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X-Factor 4 – La reunion delle anime perse e l’eliminazione di Stefano Filipponi

Questo X-Factor è alla X-Frutta, ma gli autori non si arrendono. Al (ricercato, voluto e meritato) flop della quarta stagione rispondono scendendo a patti persino col diabolico cocainomanecattivoesempiopernoigggiovani Morgan, la gatta in tangenziale Simona Ventura e la molleggiated housewife Claudia Mori. E arrivare a rimpiangere persino quest’ultima, testimonia il penoso stato di indigenza in cui versa quest’annata dello show. Una volta tanto in due mesi, il piatto della serata è ricchissimo, ammicca allo zoccolo duro del pubblico nostalgico scappato a gambe levate dalla presente edizione, propone come ospite una star internazionale davvero di prima grandezza (Rihanna, non la Ventura) e lascia in secondo piano quello che dovrebbe essere il vero sugo del talent, una gara canora ahimè degna di un karaoke tra avvinazzati.

Ed è davvero una puntata che si differenzia dal mortorio al quale ci eravamo abituati da dieci settimane, riuscendo nel finale – liberatorio per l’esito ma orrendo dal punto di vista della credibilità del programma – a ristabilire un minimo d’ordine e di equità meritocratica. Dei sette giudici presenti stasera, i tre riesumati si fanno decisamente rivalutare per una brillantezza che i nuovi arrivati si sognano. Peccato che anche loro cadano nel tranello Stefano Filipponi: è chiaro che c’è una precisa direttiva autorale che impone a chiunque parli di lui, di elogiarlo a prescindere per non colpirlo nelle sue fragilità, in nome di un inspiegabile buonismo di facciata tipico da “famiglia del Mulino Bianco che guarda i programmi Rai”, nonostante stonature da antologia (stasera ha rischiato l’autosoffocamento tentando di prendere un fa diesis) e la presenza scenica di un trattore Landini ingolfato.

Evidentemente il format di X-Factor è stato trasformato in “Pronto Elisir” dove qualsiasi disadattato può andare a farsi prescrivere cure med(iat)iche per rinvigorire la propria autostima, curare sociopatie o disturbi in genere (vale anche per Nevruz). Quando affideranno la conduzione a Michele Mirabella, il processo sarà completo e mi presenterò pure io ai provini perché ho l’assoluta necessità che qualcuno mi dica che ho dei capelli foltissimi e assomiglio a Brad Pitt basandosi sull’inconfutabile certezza che ambedue disponiamo di un intestino crasso.

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E rimetti a noi i nostri debiti, come Bruno Vespa li rimette a Morgan

“Quanti anni ha sua figlia?”. Bruno Vespa comincia così, in maniera brutale senza un “ciao”, senza un “bella zio”, e su un terreno emotivamente delicato, l’intervista a Morgan che culminerà con l’immersione del cantante in una bacinella di acqua benedetta dalla quale il peccatore uscirà redento, purificato e forse pure con la verginità riacquisita.

Con toni funerei (a cui, scusatemi, credo poco), gli occhi fissi nel vuoto, la faccia persa tra le mani sui cui palmi rimane attaccato il cerone, il Pirata Morgan dichiara di essere pentito, di avere sbagliato, che la droga è un errore e che si sta già curando. Ma anche che le sue dichiarazioni sono state enfatizzate da un giornalista poco corretto.

Il ministro Meloni – con degli orecchini luminescenti tipo sguardo di civetta che ti osserva nella notte – ribadisce che, a causa del ruolo di “guida dei giovani” che Morgan rivestiva in un programma televisivo dove scopriva talenti, le sue dichiarazioni sono molto pericolose. Ma mai quanto ricevere una cazziata in diretta con l’accento romanesco dalla ministra della gioventù. Nel frattempo, a Vespa, viene voglia di tirare fuori il plastico della scenografia di X-Factor.

Livia Turco non fa in tempo a cominciare un discorso che scoppia in lacrime. La parlamentare del PD si sente coinvolta come fosse la nonna del Pirata e da esperta di sostanze stupefacenti (ricordiamo che il suo “decreto Turco” raddoppiava la quantità di droghe leggere consentite per uso personale) gli dà dei consigli su come rollare.

Don Mazzi afferma “Morgan, tu sei un mito per i giovani” e “potrei essere tuo padre”. Questa è la vera notizia della serata.

Gli psichiatri in studio accusano il cantautore di schizofrenia e gli ricordano che “sta rischiando le penne”. Comunque, se è sopravvissuto alle sessioni bondage con Asia Argento, vuol dire che la scorza ce l’ha bella dura.

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Il capro espiatorio della nostra ipocrisia-ia-ia-o (ma anche della sua-a-a-a)

morgan cocainaNon erano bastate le polemiche sulla canzone di Povia che si propone di raccontare “la verità” sul caso Eluana Englaro; non era bastata neanche la defe(ca)zione di Madame Carlà Brunì che ha rinunciato all’ospitata al Festival per colpa di Cristicchi, reo di averla nominata impropriamente nel suo brano (ma dall’Eliseo smentiscono). E’ servita, invece, la squalifica di Morgan dalla gara canora a causa di uno scandalo basato sul nulla per accendere finalmente i riflettori e far discutere il Paese intero sulla sessantesima edizione della kermesse più amata dagli italiani (in età pensionabile). Una edizione che ha l’assoluto bisogno di far parlare di sè, in quanto finora il gossip festivaliero è passato completamente inosservato facendo aleggiare sull’Ariston lo spettro anticipato del flop, tanto che Antonella Clerici sta meditando il suicidio con una zuppa di porri.

Le contestabili dichiarazioni di Morgan sulla sua dipendenza dalla cocaina inquietano e dividono l’opinione pubblica. Da una parte si schierano i bacchettoni che si scoprono devoti al servizio pubblico solo in occasioni come questa (i quali vogliono il canuto artista epurato subito dalle reti Rai in nome di una ipocrita moralizzazione di facciata) e dall’altra le – mi autocito– “carampane ormonose tra i 30 e i 40 anni regredite biologicamente come sotto effetto di una flebo da centoventi litri di Oil of Olaz” (le quali sarebbero pronte ad incatenarsi ai trombonisti dell’orchestra pur di manifestare il loro dissenso nei confronti dell’eliminazione dal Festival del loro beniamino). Neanche il tempo, per quelli che non rientrano in queste due categorie, di prendere posizione, che il caso Morgan sembra già risolto.

La cosa ha dell’incredibile. Meno di 24 ore fa l’ex giudice di X-Factor era il peggiore dei tossici, un esempio negativo per i giovani, la vergogna del servizio pubblico, ma contemporaneamente un uomo schietto e coraggioso, senza peli sulla lingua che forse ha peccato di ingenuità. In questo momento, invece, è già in rehab muto come un pesce con la benedizione del ministro Meloni che ieri lo etichettava come “cattivo maestro”, mentre oggi – secondo la stessa – si merita di fare “cento Sanremo”. E solo perché con puntuale tempestività il nostro “pirata” ha ammesso di aver sbagliato e di essere già in cura per risolvere il problema della sua dipendenza. Ma che saggia decisione, ma che uomo diligente. Da leone a pecora nel giro di mezza giornata, ma almeno ne guadagnerà in salute. E adesso, se si farà anche sgamare mentre va a Escort, gli consegneranno pure il premio della critica.

Morgan si droga

“La droga apre i sensi a chi li ha gia’ sviluppati -afferma l’artista-, e li chiude agli altri. Io non uso la cocaina per lo sballo, a me lo sballo non interessa. Lo uso come antidepressivo. Gli psichiatri mi hanno sempre prescritto medicine potenti, che mi facevano star male. Avercene invece di antidepressivi come la cocaina. Fa bene. E Freud la prescriveva. Io la fumo in basi perche’ non ho voglia di tirare su l’intonaco dalle narici. Me ne faccio di meno, ma almeno e’ pura. Ne faccio un uso quotidiano e regolare“. (via Corriere della Sera)

Quale sarà la prossima rivelazione? Simona Ventura ha le tette rifatte? Francesco Facchinetti è figlio dei Pooh? Mara Maionchi usa il pappagallo?

X-Factor 3 – La finale – vince Marco Mengoni. Ultima Chissenecronaca doppia (qui e su FB) e lunghissima

La parabola discendente di un talent show partito nella primavera del 2008 sotto i migliori auspici giunge stasera finalmente al suo naturale punto d’arrivo, accompagnata da un carico di delusione per i mille motivi su cui abbiamo già disquisito decine di volte. Sembrano lontanissimi i tempi in cui lo show veniva premiato per la sua eroica resistenza alla concorrenza con la promozione su Rai Uno, e sembrano ancora più lontani i tempi (sette mesi fa) in cui mi esprimevo scrivendo:

[…]il programma televisivo che ha ridato un senso al genere talent show. Dopo anni di vani tentativi della concorrenza di lanciare nuove stelle che fossero credibili sul mercato musicale, mamma Rai è riuscita a dare la svolta, con uno show di qualità in cui il talento l’ha sempre fatta da padrone

oppure (diciotto mesi fa):

[…]il prodotto televisivo in sé funziona, è interessante e privo di volgarità, peccato solo per alcune scelte discutibilissime dell’adattamento italiano. Simona Ventura come giudice, per esempio: seppur unico nome di richiamo, ha svolto in maniera scadente il suo compito da giurata

Chi se l’immaginava che avrei dovuto rimangiarmi tutto dopo sole tre stagioni? Dalla scelta sbagliata e poco televisiva del nuovo giudice Claudia Mori alle manie di protagonismo di Morgan, dalla fiacchezza di Mara Maionchi nella gestione dei gruppi vocali alle lacune professionali del conduttor Facchinetti (che verrà premiato con un nuovo programma di prima serata a partire da gennaio, tanto per dire), da alcune scelte musicali degne del Cantatù Hannah Montana a miracoli quantomeno sospetti accaduti a cantanti poco meritevoli, la famosa “china” che lo scorso anno non piaceva alla tanto vituperata Simona Ventura, in questa edizione si è trasformata in una vera deriva senza precedenti, accompagnata da una totale perdita di credibilità del format (e dei suoi protagonisti), nonché  dell’entusiasmo dei telespettatori più fedeli.

Ma è inutile ripetersi ancora: su X-Factor – e sul suo annunciato vincitore – ho già scritto tutto lo scrivibile; la storia di questa terza edizione del talent che batte (fiaccamente) sul due è scritta nelle dodici (tredici compresa la presente) chissenecronache live, portate avanti di settimana in settimana in versione “double” qui sul blog con la parte più “ragionata” e in contemporanea su Facebook, con i commenti a caldo che ci hanno infiammato – e non poco. E per una volta volevo soffermarmi proprio sull’aspetto interattivo della faccenda, perché – diciamocelo – da quando esiste Facebook fare i “gruppi d’ascolto” dà un senso completamente diverso a quella vecchia abitudine di guardare passivamente la televisione, soprattutto quella televisione che altrimenti guardarla sarebbe una noia mortale. E ho fatto pure un conto forse molto idiota ma che mi inorgoglisce, perché il giovedì mattina aprire Outlook e vederlo inchiodato mentre scarica in media le circa 600 (con picchi di oltre 700) notifiche dei commenti arrivati sulla bacheca ogni mercoledì sera (i miei commenti non sono inclusi nel conteggio) è una vera soddisfazione se si considera che sul blog ufficiale di X-Factor, la media matematica dei commenti che sono giunti in queste dodici settimane è di 803,45 a puntata. La costola facebookiana di questo blog è nata in maniera ssolutamente spontanea, senza pubblicità alcuna, ed è un risultato spiazzante tenendo presente che Chissenefrega non l’ha mai nominato nessuno da nessuna parte, mentre lo spot con l’indirizzo del blog ufficiale del programma passa su Raidue ogni cinque minuti. 

Comunque, vi ringrazio tutti adesso perché poi (come di solito dicono in televisione) non ci sarà più il tempo. Grazie a voi di esistere, grazie a Facebook di esistere, ma a X-Factor un po’ meno. Chissà cosa succederà per X-Factor 4: se dovessi dare adesso un’opinione sulla prossima edizione (il direttore di rete ha appena confermato che si farà), direi che se parte con le premesse con cui si è chiusa la terza, allora “per me è no”.

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X-Factor 3 – La semifinale con vincitore annunciato e inediti dei concorrenti

Marco Mengoni vince X-Factor 3

Penso che avrei fatto meglio ad intitolare questo post “X-Factor3 la finale: vince Marco Mengoni”. Che senso ha farci penare un’altra settimana per confermare ciò che fin dall’inizio era già stato ampiamente previsto? Nonostante Morgan cerchi di intorbidire le acque (propagandando nel daytime la vittoria di Silver, per carità), è fuor di dubbio che sarà il suo stralunato pupillo a portarsi a casa il contratto discografico da 300.000 euro: quel Marco “artista vero” ed unico talento nella pletora di aspiranti divi transitati sul palco dello show di Raidue; quel Marco che è sbocciato e cresciuto distinguendosi per capacità d’interpretazione (ma considerato il livello di certi suoi competitor non era poi così difficile imporsi); quel Marco un po’ Forrest Gump e un po’ emergente icona gaia; quel Marco che da Nina Simone a Prince, da Mia Martini a Michael Jackson, da Umberto Bindi a Rosy Bindi, dove lo metti sta, senza sfigurare, ma confondendo anche un po’ il pubblico su quale sia la sua reale identità musicale. Stasera è la serata della presentazione degli inediti e quello affidatogli potrà darci una netta indicazione su quale sarà il suo futuro discografico dopo l’esperienza di X-Factor. Avremo un nuovo idolo bimbominkia alla Valerio Scanu? Una nuova Anna Tatangelo in cerca di marito? Un coraggioso esperimento electropop stile Sam Sparro all’amatriciana? La cosa migliore sarebbe che Marco Mengoni non ricordasse nessun altro, che trovasse uno spazio per esprimere se stesso in un mercato difficile e moribondo come il nostro. Forse se lo merita anche (beh, detto così, mi rendo conto che non sembri un grande augurio). Il suo inedito si intitola “Dove si vola” e questo titolo non promette niente di buono.

Non nascondo, poi, una certa curiosità nei confronti del singolo delle Yavanna: riuscendo a ricreare un’atmosfera da harem d’oriente come quella della settimana scorsa su “Pazza Idea”, potrebbero davvero farcela a stupirmi. D’altronde loro sono quelle che io all’inizio avrei voluto asfaltare sotto una colata di catrame fumante, ma si sono col tempo guadagnate i miei favori via via che perdevano per strada pezzi d’abito e contestualmente acquisivano sicurezza sul palco. Con buona probabilità il loro è stato il percorso di maggior crescita, di fronte al quale si sono poste sempre con grande umiltà, perlomeno fino a quando non hanno deciso di abbandonare le orecchie di silicone ed usare lo stesso materiale per rimpinguare i reggiseni. Ma al di là dell’aspetto estetico, la loro vocalità è d’indubbio interesse: se i mercati discografici volteranno loro le spalle, potranno sempre riciclarsi come suoneria dell’antifurto “Salvalavecchia Beghelli”. No, seriamente, si sente che il trio è affiatato, che la coesione non è una scelta forzata e paracula attuata per soli fini commerciali, ma fa parte di quel mondo sospeso tra il fatato ed il softcore al quale le tre sorelle hanno pienamente dimostrato di appartenere. Il loro inedito è “Una donna migliore“. Per non saper né leggere né scrivere mi pare poco azzeccato un brano al “singolare” per un trio vocale. Mi dà l’impressione di un pezzo scritto per qualcun’altra (tipo Ambrasophie) e riciclato per l’occasione senza troppi sforzi o ripensamenti.

Il resto interessa davvero poco. A Giuliano un timbro graffiato non basterà se non si metterà in testa di uscire dal ruolo di larva trocofora, anche solo per rispetto di chi per dodici settimane si è fatto il mazzo (cioè solo Marco e le Yavanna). E’ un po’ difficile immaginare che un due di bastoni, venuto fuori all’improvviso dal mazzo rimescolato, possa trasformarsi in un asso pigliatutto, se non è davvero carico di effettivo valore. Magari avrebbe bisogno di un pezzo molto forte per sperare nel “Giusy Ferreri Effect”: la Mori non poteva farglielo scrivere da Celentano? (ma mi sa che pure lui, di pezzi forti, non ne scrive più dagli anni 70). Chiunque ne sia l’autore, l’inedito selezionato per il cantante sardo si intitola “Ruvido“. Un po’ come la sua voce: scelta banale. Infine, c’è l’affaire Silver, il nostro tenero boyscout. Talmente tenero che si taglia con un grissino (ma anche direttamente con una sega elettrica). Non si è mai messo in evidenza una volta nell’arco di tre mesi (anzi no, una sola, ed è stato quando tutti gli altri hanno fatto peggio di lui: ma attendere il fallimento altrui per farsi notare non può essere una strategia che paga) e dopo la scandalosa esibizione della scorsa settimana culminata nel colpo di scena dell’eliminazione annunciata da Facchinetti, ma misteriosamente revocata dal notaio, è impossibile non sperare che riceva una qualche sorta di punizione divina tipo le emorroidi a tradimento. Canta “Fuori c’è il sole” e scommetto che nel testo non mancherà anche qualche “cuore” e qualche “amore”. Lo sapete, è dalla prima puntata che rimpiango Jury.

Tra gli ospiti della serata ci saranno i Finley e Gigi D’Alessio: bel modo di ricompensarci per avere dimostrato fedeltà per un’intera stagione ad un programma sempre più insostenibile. Siccome ho già scritto anche troppo, direi che stasera, per protesta, non ci sarà la Chissenecronaca qui sul blog, mentre è confermato il nostro gruppo d’ascolto live su Facebook (mai più senza!) a partire dalle 21.05, per scoprire insieme quali livelli di isteria raggiungerà questa semifinale e quali concorrenti approderanno (finalmente) all’ultima puntata.

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