Category - Miley Cyrus

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Noah Cyrus fashion moment
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Dio salvi la Regina
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La sorella minore
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Riempi il fumetto / 11
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Demi Lovato – Get Back [VS] P!nk – So what
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Jonas Brothers VS Fainello Brothers
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Miley Cyrus – 7 things [VS] Ali Lohan – All the way around

La sorella minore

Non ne bastava una di Miley Cyrus, adesso c’è pure la versione mignon lavata con Perlana. Nata l’8 gennaio 2000 (infatti nelle foto qui sotto ha il tipico abbigliamento ed atteggiamento da comune novenne), già padrona dei red carpet nonché precoce e inconsapevole vittima di un padre (il “cowboy DOC” Billy Ray) un po’ troppo drogato di showbiz.

Riempi il fumetto / 11

Miley Cyrus seminuda in groppa ad un bianco destriero: a vederla così sembra un’intrusa sul set di “Brokeback Mountain 2”. Visto che vi piacciono i cavalli, a voi la parola: vi affido il compito di dare voce ai pensieri dello sfortunato quadrupede. Il più creativo sarà premiato con un wallpaper pornosoft marchiato Disney per il cellulare.

Complimenti a tutti perché la scorsa puntata avete fumato… ehm, volevo dire “fumettato” delle frasi di alta qualità. Ma l’academy poteva sceglierne solo una e proclama vincitore Gorneman con “Horse Mentoliptus: e stai fresca come una regina“. La gallery dei fumetti riempiti (se ve la siete persa) è su Facebook.

Demi Lovato – Get Back [VS] P!nk – So what

Oggi è il giorno di Camp Rock: un film di cui probabilmente avrete sentito parlare solamente se siete adolescenti o avete dei figli/fratelli/cugini adolescenti (io, per la cronaca, appartengo alla prima categoria). Dopo aver conosciuto i protagonisti maschili, i Jonas Brothers, c’è bisogno di schiarirsi le idee anche su chi sia la loro comprimaria, la principessina fotocopiata Demi Lovato: Zaghel (che ringrazio) non solo ce la presenta, ma la mette confronto con una “vecchia rocker” dalla spiccata burinaggine, ormai vittima dell’artrosi.

Prendete Vanessa Hudgens. Fatto? Pettinatela e truccatela come Ashley Tisdale. Fatto? Mettetele dietro la band di Miley Cyrus. Fatto? Vestitela come Hilary Duff. Fatto? Scrivetele un testo alla “Avril meets Paris”. Fatto? Accordatela con la colla vinilica. Fatto? Bene! Avete ottenuto Demi Lovato, l’ennesima faccina tanto carina che “fa musica rock <3 ti lowo di bene!!!” di casa Disney. Tradotto: un prodotto discografico inutile e meteorico, ascoltabile come un gesso appena tolto dalla confezione su una lavagna pulita, e memorabile come… … … di cosa stavamo parlando?

Sarà Demi l’erede di Pink?

P!nk: una voce diversa dalle altre, uno stile tutto suo e quella energia coatta con quell’ironia parodistica degna di una persona di carattere, fuori dagli schemi. Video graffianti e testi sconcertanti, sempre e comunque. Proprio qualche giorno fa mi chiedevo che fine avesse fatto. Dopo alcuni singoli molto più soft del solito, e canzoni un po’ paraculo più commerciali, mi aspettavo qualcosa di veramente rock o un pezzo alla “4 Non Blondes”. Ma mi sono ritrovato a guardare un eventuale nuovo singolo di Rihanna, di cui sembra aver copiato il look (ma in versione platino) oltre che la costruzione della canzone – al posto del BamBamBiramBamBamBiramba un monotono NaNaNaNaNaNaNaNaNaNa, e a rimpiazzare il TruzzTruzz un po’ di schitarrate veramente hard rock… quasi quanto i Green Day! Il testo è veramente poco originale, col solito riferimento a Barbie Jessica Simpson, e tradotto suonerebbe come “Aò, sò ‘na Rockstara e c’ho le movenze Rockettare! NaNaNa, non te cerco stanotte. NaNaNa, c’ho solo voja de’botte!”.

Ai postriboli l’ardua sentenza.

Jonas Brothers VS Fainello Brothers

Questo blog è in debito nei confronti dei suoi lettori più giovani, ai quali Zac Efron, Vanessa Hudgens e Sbrodolina Giochi Preziosi non bastano più. Recuperiamo subito parlando del nuovo fenomeno disneyano dell’autunno, i fratelli Jonas. Nicholas Jerry detto Nick, Joseph Adam detto Joe, Kevin Paul detto Luisa, attualmente ignoti al pubblico italiano, son-tre-piccoli-fratellin in odore di carampanismo sfrenato che si preparano a rappresentare il nuovo incubo teen della prossima stagione. I Jonas Brothers sono una band nel cui destino c’è scolpito l’onere di dover colmare la lacuna lasciata dagli Hanson e l’onore di mettere i bastoni tra le chitarre al duo famigliare di competitor veronesi formato dai Fainello Brothers, in arte i Sonohra.

Nati come progetto musicale fallimentare, i Jonas Brothers sono stati in grado di risollevarsi puntando tutto sul loro essere una boyband umilmente compatta e virginalmente integra, sostenuti da una famiglia dai valori solidi in perfetto stile Settimo Cielo. Niente manie di protagonismo da Backstreet Boys, niente eccessi da Tokio Hotel, niente ammiccamenti sessuali o atteggiamenti esagerati. Facendo di necessità virtù, i tre brothers sono riusciti in patria ad emergere dall’anonimato rivoltando se stessi come dei calzini usati (anch’essi in odore di carampanismo sfrenato), proponendo un prodotto musicale trito e ritrito che attinge a piene mani dalle precedenti operazioni commerciali-macelleria già collaudate dai colleghi di High School Musical. Risuciranno a sfondare anche nel nostro amato Belpaese? La sfida giovanilistica tra Nick, Joe e Luisa, contro i piastratissimi Diego e Luca, è più che mai aperta. I Sonohra, dopo aver vinto il Sanremo più disastroso della storia ed aver pubblicato un disco apprezzabile (se ascoltato in casa con le finestre aperte mentre il camion della nettezza urbana svuota la campana delle bottiglie di vetro), hanno tenuto decine di concerti live dove, a causa del lancio di reggiseni da parte delle loro fans, Luca è rimasto gravemente offeso al volto (perché non mi vorrete mica venire a dire che è così di suo, spero…), tanto che è stato costretto a farsi crescere i capelli fino a sembrare il cugino di Cugino Itt (se ci fate caso, nei video, viene inquadrato sempre e solo di nuca, fuori fuoco o con una calza 40 denari davanti all’obiettivo). Diego, il figo di famiglia, invece, nel frattempo dedica canzoni alle sue fans, scrivendo strofe poetiche come “l’unica certezza è gli occhi che io ho di te” (???) e “Cinquemila mini mani di ragazze mai uguali / Cinquemila mini mani, cinquemila cuori soli“, facendo velatamente intuire che una ragazza media, per essere fan dei Sonohra, deve essere equipaggiata con una doppia fornitura di muscoli cardiaci (sottile metafora?) o, più verosimilmente, essere monca.

Miley Cyrus – 7 things [VS] Ali Lohan – All the way around

Sfida a colpi di raschiamento di corde vocali tra due delle superteenager più in vista del momento. Due bambine brufolose nate ieri che si atteggiano a grandi dive e che rappresentano la più alta espressione dell’inzoccolimento precoce delle generazioni moderne, allo scopo di soddisfare la voglia di fama e di pecunia dei loro genitori.

Miley Cyrus, quindici anni, dopo le sue foto compromettenti pubblicate da Vanity Fair e quelle che un giorno sì e uno no continuano misteriosamente a sbucare fuori dai suoi archivi personali (qui, per esempio, è ancora una volta svestita e fradicia), rischia di veder ridotto in coriandoli il suo contratto con la Disney. Poco male: supportata dal truzzo padre e mentore Billy Ray, Miley si ricicla nei panni di se stessa come interprete di “7 Things”, brano poprockeggiante dalle sonorità trite e ritrite a metà strada tra la prima Ashlee Simpson ed il rombare del motore di un autobus in avaria sulla tangenziale. Allo strazio risponde, con il suo primo singolo ufficiale, la quattordicenne Ali Lohan (ma a sfondare ci aveva già provato ai tempi di “Christmas Magic”, come già documentato) sorella di quella Lindsay attualmente impegnata in un presunto amore saffico e il cui ultimo brano (Bossy) non è che abbia propriamente fatto impazzire il mondo. Ali, già nota per essere la bambina delle medie più anziana dell’universo conosciuto, si affida alla manager, amica e madre Dina (autodefinitasi “The white Oprah” per la sua dialettica e la capacità di dare consigli ai giovani, e infatti i risultati sono sotto gli occhi di tutti) e ad una canzone dalle sonorità timbalandiane, ma altrettanto abusate, per tentare la scalata alla classifica delle suonerie monofoniche.

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