Category - Mariah Carey

1
Chi si fa la zia non e’ figlio di Mariah
2
Mariah Carey – Oh Santa
3
Post post Halloween
4
Indovina il lato B
5
Mariah Carey – Obsessed
6
Indovina chi?
7
Mariah Lavigne – Touch my girlfriend

Chi si fa la zia non e’ figlio di Mariah

Mi scuso per il delirante titolo. Stavo facendo mente locale su alcune cose e, guardandomi intorno, mi sono reso conto che da quando sono diventato zio (qualche mese fa) mi sono ritrovato quasi inconsapevolmente con:

sfondo del pc fisso:
ieri: artwork dei Daft Punk per Tron Legacy
oggi: foto di mio nipote mentre sorride in culla

sfondo del pc portatile:
ieri: skyline di Stoccolma
oggi: foto di mio nipote con in mano un cellulare giocattolo a forma di orsetto

sfondo del pc dell’ufficio:
ieri: foto di me davanti a Stonehenge
oggi: foto di mio nipote appena sfornato in sala parto

sfondo del cellulare:
ieri: immagine standard di Android che non c’avevo mai avuto voglia di cambiarla da quando avevo comprato il telefono
oggi: foto di mio nipote con un cappellino festaiolo e un cartello in cui mi saluta

foto del profilo personale di Facebook:
ieri: foto di me semiubriaco che abbraccio gnocche seminude (alternate a foto di gnocche semiubriache che abbracciano me seminudo. Ho rischiato il ban per questo)
oggi: io che stringo in braccio mio nipote con un sorriso angelico e lui con la faccia un po’ schifata tipo che pensa “appena inizio a camminare vado in comune a farmi cambiare i parenti”.

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Mariah Carey – Oh Santa

Mariah Carey sta ripercorrendo la sua carriera al contrario. Il punto più alto della sua produzione musicale è stato “The emancipation of Mimi” del 2005 e da quel momento, riconoscendo che più in là non poteva andare, ha deciso di ingranare la retromarcia e ripercorrere all’indietro i suoi momenti di maggior successo, iniziando a replicare cose già fatte, reincidendo vecchie hit, fino a riprendere in mano il filone natalizio (d’altronde si sa che Mariah Carey è una a cui piace prendere in mano i filoni) che la rese celeberrima a metà anni novanta. Secondo molti, Mariah Carey sta a “All I want for Christmas is you” come John Lennon sta a “Imagine”.

Il nuovo abum “Merry Christmas 2 you” arriva sedici anni dopo l’originale, ed è un progetto onesto nella sua disonestà. Ovvero si tratta di un album di puro stampo consumistico, palesemente pubblicato allo scopo di far cassa ma irresistibile nella ruffianeria, con cui gli amici di Mariah non si sentiranno fregati se lei gli ravana nelle tasche alla ricerca di qualche dollaro, autorizzata tacitamente dal clima di buoni sentimenti e da una manciata di canzoni orecchiabili, alcune nuove e altre – ovviamente – riciclatissime.

Oh Santa“, brano di lancio, è un pezzo gioioso e radiofonico, ma indubbiamente inferiore al competitor “All I want for Christmas is you”. Il nuovo singolo abbandona le atmosfere emozionali tipiche del Natale preferendo l’unione di sonorità moderne (molto pop’n’b) a qualche scampanìo paraculo, e si avvia ad esistere (al contrario del predecessore che continua a rimanere negli anni icona del natale-pop) per un mese e poi sparire per sempre.

Post post Halloween

Sarà colpa della crisi economica, ma mi pare che oltreoceano quest’ultimo Halloween sia stato celebrato un po’ in sordina. I blog internazionali hanno dato meno risonanza del solito alla festività e la maggior parte dei vip mascherati sono stati dati per dispersi. Però, quei pochi che si sono fatti vedere…

Mariah Carey Halloween 2009

Mariah Carey e marito. Ovvero: anche gli angeli mangiano fagioli (con le cotiche, e li immagazzinano tutti nelle cosce)

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Mariah Carey – Obsessed

Immagina una Mariah Carey che – reduce dal semiflop del precedente album e terrorizzata all’idea di poter sparire nuovamente nell’anonimato come ai tempi di “Glitter” – ti si presenta davanti con una valigia piena di dollari e ti chiede di… …scriverle una canzone (beh, cosa avevi pensato?). Se avessi un minimo di senso del dovere (o del pudore), tenteresti perlomeno di sfruttarne la vocalità, così ricercata seppur appiattita dal tamarrume dilagante.

Invece, gli autori-barra-produttori americani più in voga del momento, quel senso del dovere (o del pudore), mica ce l’hanno: The Dream e Tricky Stewart nel caso specifico (gli stessi di Umbrella), a occhio e croce conservano nel cassetto una serie di brani già precostruiti e identici per sonorità (fatte da scoppiettii buttati là conditi da “noise” antimusicali di vario genere) e melodie (più o meno già sentite, il cui segreto è di concentrare 700 parole nella strofa e far venire la raucedine alla povera disgraziata che avrà la sfortuna di cantarle, a forza di ansimi da suina in calore nel ritornello) che smerciano a destra e a manca, senza curarsi di chi le interpreterà. Ecco, allora, che la blasonata-disperata Mariah Carey si ritroverà suo malgrado a doversi sciroppare un brano r’n’b noioso e ipergenerico che si stancherebbe di cantare anche qualsiasi sciacquetta emergente, tipo una Ciara, durante un amplesso simulato con Justin Timberlake.

Poi, Mariah, non è che non ci metta del suo: da quando le hanno ficcato in testa l’idea balorda che può permettersi anche di fare la simpatica (chi sarà stato mai a darle il folle consiglio? Per me Mariah Carey non è più Mariah Carey se non se la tira all’inverosimile), è diventata ancora più intollerabile di prima.

Mariah Lavigne – Touch my girlfriend

Per fortuna esistono i dj sconosciuti, quelli che grazie all’invenzione dei mash up dimezzano la quantità di spazzatura (Bertolaso prenda nota) in circolazione: smontano due canzoni scadenti e le fondano insieme dando vita ad unico brano quasi ascoltabile (tranne negli inserti di Lil’Wayne [uh? chi?], nello specifico).

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