Archive for the ‘Finley’ Category
Festival di Sanremo 2008 / Terza serata, i duetti - Chissenecronaca in dormiveglia
Scritto da Chissenefrega il 28 Febbraio 2008 – 21:11 -La serata in cui i big duettano con altri colleghi più o meno noti, proponendo una versione alternativa dei propri brani, dovrebbe portare quel minimo di freschezza ad un Festival che ha dimostrato di aver già saturato tutto il saturabile, dove la musica non governa e dove ci si aggrappa ai soliti scandaletti pilotati per accalappiare un pubblico di trote bollite.
Riporto la scaletta della serata, tratta da festivaldisanremo.com, così mi prendo avanti nel caso in cui mi appisoli a metà. La presenza di Loredana Bertè rimane, al momento, un’incognita (la presenza di qualche suo neurone ancora funzionante, invece no).
Baudo e Chiambretti aprono ironizzando sul Bertè-gate mentre la cantante viene definita da Zampaglione alla radio “il nostro Ozzy Osbourne”. E Loredana canta per prima: gli autori del Festival si giocano subito il pezzo forte: via il dente, via il dolore.
FG - Loredana Bertè & Spagna - Musica e Parole. Due bomboniere funeree, sembrano Britney Spears e Paris Hilton vicine al momento del trapasso. Sarà anche un autotarocco, ma la canzone a me non dispiace. Baudo tenta una violenza carnale pur di mandare fuori le due babbione dal palco. E’ fuori gara, per cui voto 10, Bertè vincitrice morale.
1 - Finley & Belinda - Ricordi. Baudo tenta la violenza carnale anche qui, ma la star messicana Belinda ha un’età da denuncia. Bravissima, comunque, sta Belinda: sembra Romina Power sgonfia, e azzecca meno note del cantante dei Finley. Cantata dal vivo e da questi due incapaci la canzone fa più vomitare di quanto non farebbe nel disco. Voto 3
2 - Tricarico & Mago Forest - Vita Tranquilla. Anche stasera Francesco viene deriso, riuscirà a fare peggio di lunedì? Forest travestito da albero di Natale. Oh, la canzone è bella e cantata quasi decentemente. Voto 8
3 - Mietta & Neri per caso - Baciami adesso. Recentemente riesumati da Mario Biondi, i Neri per caso sono sempre uguali a com’erano negli anni 90. Mietta ha trovato un ottimo metodo per sbarazzarsi dell’orchestra; la canzone, completamente a cappella, ne guadagna. Voto 6 e 1/2
4 - Max Gazzé & Marina Rei & Paola Turci - Il solito sesso. Il testo mi piace, il terzetto funziona. Sento la nostalgia di una Rei solista con un nuovo “inverno da baciare”. Voto 6+
5 - Fabrizio Moro & Gaetano Curreri - Eppure mi hai cambiato la vita. Sto Moro non mi piace e non mi piacerà mai. Voto 2 a priori.
6 - Sergio Cammariere & Gal Costa - L’amore non si spiega. Baudo vorrebbe sentire un concerto di questa Gal Costa, ma per motivi di “regolarità concorsuale” non si può fare. Infatti, la brasiliana comincia subito con una interminabile lagna a base di “badabau, bashabashabadabadabauu”. Il televoto rimane aperto per tre quarti d’ora. Cammariere strimpella al piano ottantadue canzoni. Ma a parte le fesserie, gran classe e sobrietà (protesto formalmente perchè l’audio della tv fa schifo, mentre quello che arriva dalla radio, seppur coperto dagli sproloqui della Gialappa’s, rende molto meglio). Voto 6+
7 - Frankie Hi NRG MC & Simone Cristicchi - Rivoluzione. Giacca, cravatta e partita a scacchi per i due gggiovani rapper. I temi trattati sono tipici di un brano del genere: cronaca, religione, vallettopoli, Corona, Ricucci, Cogne e varie lucignolosità. L’apporto di Cristicchi (apprezzabile anche se si impappina sul testo) non è fondamentale: il pezzo funziona da sè. Voto 7 e 1/2
8 - Tiromancino & Stefano di Battista - Il rubacuori. Scopro dalla radio che il brano di Zampaglione non è dedicato ai problemi degli operai nel mondo del lavoro, bensì è una canzone autobiografica che racconta il suo licenziamento dalla Sony. Voto 0
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Festival di Sanremo 2008 / Seconda serata - Chissenecronaca live
Scritto da Chissenefrega il 26 Febbraio 2008 – 21:12 -
Seconda serata del Festival di Sanremo 2008. Puntuali come l’Iva, l’Ici e l’allergia ai pollini siamo ancora qui, sempre più stoicamente. Prima di cominciare lasciatemi salutare la cara Scarlett che in questo momento sta soffrendo molto più di noi tutti messi insieme. Non so quali intrallazzi abbia la ragazza, ma proprio l’altro giorno mi ha avvisato che era stata selezionata per entrare a far parte della giuria demoscopica in una sede regionale della Rai e stasera lì si è presentata per svolgere l’ingrato compito. Aspetto - naturalmente - un resoconto per domani, nel frattempo possiamo scaricare su di lei le colpe se i nostri timpani saranno irrimediabilmente danneggiati dagli ululati di Loredana Bertè. A proposito della Bertè, è appena uscita un’ANSA AdnKronos che dice che la nostra rocker preferita sta devastando i camerini dell’Ariston per protesta al fatto che questa sera canterà per ultima.
Primo superospite straniero della serata: il commissario Rex, dire che questo è un festival da cani sarebbe troppo semplice… Mario Venuti apre le danze, anzi le “canze”. Orecchiabile, movimentata ma poteva fare meglio. Per quelli della radio sembra Gino Paoli arrangiato dagli Hanson. Presenza femminile della serata è Bianca Guaccero, una “in-the-fessa” attrice di fiction. “E’ stata una sfida trovare una come lei” dice Baudo. Già, di sosia di Manuela Arcuri ancora più incapaci dell’originale, per fortuna non ce ne sono molte in giro. Però nel complesso mi piace di più rispetto alla Osvart.
Amedeo Minghi vince il premio “canzoneconlestrofepiùlunghedisempre”. Vecchiume, anche nell’abbigliamento. Ma dove va con quel dolcevita?
Giovani: La scelta. World music con un testo un po’ banale. Non so se scelgo di ascoltarli un’altra volta. Mah, forse sì.
Giò di Tonno e Lola Ponce. Finalmente ho capito chi sono: “quelli di quel miusicol scritto da quel nano con tanti capelli” (da non confondere con i miusicol scritti dal nano con pochi capelli). Brano quasi disneyano, liberamente ispirato a “Perdere l’amore” di Massimo Ranieri. Canzone di grande impatto sul pubblico, ma a me non fa né caldo né freddo.
Giovani: Sonohra, un duo maschile a cui piace cantare con la chitarra in mano. I soliti zeroassolutismi. Bocciati. (uhm, dov’è che l’ho già letta questa?)
Gianluca Grignani non fa neanche in tempo a scendere la scalinata che inizia subito a tacchinare la Guaccero. Il brano è un classico dei suoi, del quale non rimane nulla. Se avere stile significa ricalcare continuamente i propri passi…
Giovani: Jacopo Troiani, 17 anni ma è più alto di Chiambretti. E’ lo Zac Efron della Garbatella. Ecco, queste sono le cose che io non sopporto, non sopporto, NON SOPPORTOOOOO della musica italiana. La canzone di Troiani sarebbe vecchia anche in bocca a un ottuagenario, che tristezza.
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Festival di Sanremo 2008 / Prima serata - Chissenecronaca live
Scritto da Chissenefrega il 25 Febbraio 2008 – 21:07 -
Signore e signori, buonasera. In diretta dal tempio Ariston di Sanremo, va ora in onda la messa cantata, meglio nota come “Festival della canzone italiana“, anno cinquantottesimo. Il programma è sottotitolato per le fans dei Finley alla pagina KKK del Televideo. Con questo annuncio dal sapore un po’ nicolettaorsomandiano, vi dò il benvenuto alla Chissenecronaca di una morte annunciata (quella della crema antirughe di Paolo Meneguzzi) e mi appresto a mettere in pausa le altre attività del blog (nonostante i gossip di gravidanze e sgravidanze d’oltreoceano, e gli amici infortunati di Maria potrebbero benissimo tener banco da soli) al fine di poterci meglio concentrare su papaveri e papere della settimana più musical-florovivaistica dell’anno.
Sigla lunga e noiosissima, ma bella la scenografia di Gaetano Castelli con un diamante da millemila carati al centro. Gianni “largo ai gggiovani” Morandi omaggia la musica italiana e mi fa già passare la voglia di guardare questa roba. Alla radio, in diretta con la Gialappa’s, ci sono Paola e Chiara. E ciò mi fa pure passare la voglia di ascoltare Radiodue… Pippo Baudo si fa attendere e mentre Chiambretti (che di solito c’è, ma stasera neanche tanto) intrattiene il direttore Del Noce, salgono sul palco dodici cloni di Pippo Baudo: “sembra Matrix girato con i mezzi delle fiction italiane”, dicono alla radio. Paura, questi me li sogno stanotte.
Il festival è iniziato da venti minuti e non si è ancora vista un po’ di gnocca. Che fine hanno fatto le vallette? Se nel 2007 Superpippo aveva scelto per affiancarlo una unica primadonna/showgirl a 320 gradi (scusate, ma 360 mi sembravano un po’ tropppi per la Hunziker), quest’anno si torna all’antico. Baudo si affida alla colaborazione in co.cco.dè della classica valletta mora e di quella bionda. Stasera dovrebbe essere il turno di Andrea Osvart, mai sentita nominare prima d’ora.
Paolo Meneguzzi (te pareva!) apre il 58mo Festival della canzone italiana. Bisogna riconoscergli il merito che per la prima volta nella sua breve carriera ha avuto il coraggio di cambiare quei quattro soliti accordi. Ma la canzone non è per niente “grande“. C’è la telepromozione, telepromozione: Mike Bongiorno e Orietta Berti (o che sia Fiorello travestito da Orietta Berti?) nello show Infostrada “Rischianiente”. Non manca proprio nessuno, solo un geriatra.
Meneguzzi, intervistato alla radio, confessa che il suo nuovo album sarà in stile “Backstreet Boys”. Pablo al posto di Nick Carter, subito! Arriva la Osvart, canta in playback doppiata da se stessa mentre si sta strozzando con un cubetto di spezzatino. Non mi dispiace, ma non è il mio tipo, sembra un po’ sfigata, mi ricorda Sharon Stone ai tempi della chemioterapia (la “Ricciarelli magra” suggerisce Chiambretti). Andrea dimentica un mazzo di fiori sul palco e Pierino lo passa al maestro Pippo Caruso dicendo: “tenga, li metta sulla tomba”. Qui ho riso.
Arriva L’aura con Basta. Verrà “crocifissa dalle giurie”, pronostica la Gialappa’s. Un po’ ruffiana nel testo e nella melodia, mi piace molto. D’altronde lei è una dei “favoriti che so già che mi deluderanno“. Per il momento non l’ha fatto, brava. Secondo me con l’arrangiamento del disco, slegata da quello forzatamente orchestrale, sarà addirittura meglio.
Giovani: Milagro, un duo maschile a cui piace cantare con la chitarra in mano. I soliti zeroassolutismi. Bocciati.
E’ il momento di Toto Cutugno e il suo “falco”. La canzone non sarebbe proprio malvagia, musicalmente parlando, solo esageratamente classica. Proprio troppo. Frankie Hi Energy è già stato eletto vincitore morale dalla blogosfera. Pensavo di dover fare un sforzo per ascoltare il suo pezzo, “Rivoluzione”, invece sono fiero di fare ammenda e, seppur io non sia un amante del genere, devo riconoscere le qualità del brano. Frankie entra a sorpresa a far parte dei miei personali favoriti. Sarà un tormentone.
Giovani: Andrea Bonomo, mi concentro e provo a pensarci un po’ su, ma non credo che il panorama musicale italiano abbia bisogno di lui. Proprio per questo potrebbe anche vincere.
La scenografia si smembra e l’orchestra viene proiettata nell’iperspazio. Davvero spettacolare. Arrivano nientepopodimenoché i protagonisti di High School Musical, ma non quelli che tutti noi conosciamo molto bene, causa battaglie carampane di lunga data (ovvero Zac Efron, Vanessa Hudgens e Ashley Tisdale), ma tre patetici finti teenager italiani che farebbero una magra figura anche davanti a Fioretta Mari di Amici e invece qui ce li propinano come se fossero i più grandi artisti del millennio. Non approvo. Per me esistono solo Zac e Vanessa foreveeeeer!! (ops, scusate, mi sono lasciato prendere…)
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