Category - Festival di Sanremo

1
Festival di Sanremo 2012 – Seconda serata commissariata con Belen Rodriguez senza mutande
2
Twit da Bacheca Ammiraglia / 1
3
Festival di Sanremo 2012 – Prima serata
4
Festival di Sanremo 2011 – Serata finale. Televoto annullato, vinceranno lo stesso Emma e i Moda’?
5
Festival di Sanremo 2011 – Quarta serata, i duetti dei Big. Tra i giovani vince Raphael Gualazzi. Eliminati Max Pezzali e Tricarico
6
Festival di Sanremo 2011 – Terza serata, celebrativa dei 150 anni dell’unità d’Italia
7
Festival di Sanremo 2011 – Seconda serata. Eliminati Albano e Patty Pravo. Tra i giovani passano Serena Abrami e il crooner che sembra Matteo Renzi

Festival di Sanremo 2012 – Seconda serata commissariata con Belen Rodriguez senza mutande

sanremo 2012 seconda serata

So che lo dico ogni anno. So anche che ogni anno dico che lo dico ogni anno. Ma stavolta è diverso. Fate finta che gli anni passati io stessi scherzando, fossi ubriaco, fossi stato momentaneamente rapito dagli alieni che mi avevano fatto il lavaggio del cervello con qualche apparecchiatura fantascientifica. Ebbene, questo Sanremo è il peggior festival di sempre, perlomeno da quando io ne ho memoria. E davvero non è un discorso che “tanto fa sempre tutto schifo”, il Festival 2012 ha dimostrato di non funzionare, di puntare (nonostante i milioni di euro spesi) su una macchina organizzativa fragile che si inceppa al primo imprevisto, di dare spazio a dei santoni autoproclamati e di presentare delle canzoni che meritano di essere trasmesse al massimo dagli apparecchi a ultrasuoni per scacciare i topi.

Morandi, già pessimo l’anno scorso, supera se stesso per il livello di incapacità dimostrato. Dovrebbe essere il leader della situazione e invece pare non rendersi conto di quanto tutto gli stia implodendo tra le mani. Altro che “eterno ragazzo”, il Gianni nazionale ha fatto la figura del vecchio rimbambito, tanto che anche Mike Bongiorno in diretta dalla ritrovata bara avrebbe saputo condurre meglio questo Festival. Morandi sembra non esserci con la testa, il vuoto assoluto gli (e ci) trapassa l’anima quando proclama (non staccando gli occhio dal gobbo) una sciatta Dolcenera “artista che sta conquistando l’Europa” o Noemi “erede di Janis Joplin e Billie Holiday” o la sconosciuta Civello “più grande cantante jazz della sua generazione” o i Marlene Kuntz “l’unico gruppo italiano veramente rock”. Invece dimostra una sicurezza controproducente quando liquida con fastidiosa superficialità l’annullamento del voto demoscopico tra i fischi del pubblico quasi a voler declinare ogni responsabilità. Pippo Baudo si sarebbe immolato pur di non fare una figura così meschina.

Sanremo ormai è strutturato come un reality show: quello che succede durante la puntata serale serve ad alimentare la filiera del gossip, per creare contenuti con cui riempire i vacui talk show di sproloquio del daytime (che se dovessero parlare solo delle canzoni, quest’anno più che mai, non saprebbero che dire). Su Celentano non mi esprimo: io non sono né indignato né scandalizzato, sono solo dell’idea che il palco del Festival non fosse il luogo adatto per quella che alla fine è stata solo la (lunghissima) esposizione gratuita dell’opinione di un singolo. Opinione che, in quanto a qualità dei contenuti, non si è rivelata molto diversa da quella di un qualsiasi opinionista medio in un qualsiasi talk show medio (ma anche in un qualsiasi bar da aperitivi medio). Solo che questa opinione, che ha avuto il solo scopo di generare un inutile chiacchiericcio mediatico, ci è costata il modico prezzo di  350.000 euro.

Il Festival, a causa degli inconvenienti tecnici ed editoriali della serata di ieri, è stato “commissariato” dalla Rai e sottoposto alla supervisione coatta dei vertici dell’azienda (rappresentata dal vicedirettore generale ed ex direttore di Raidue in quota catto/leghista Antonio Marano). Stasera ricantano tutti i quattordici big più metà dei giovani. Mi sono reso conto solo ora che ieri sera ho dato ADDIRITTURA quattro sufficienze, ma avevo anche delle lacune da colmare. Al secondo ascolto, ho rivisto (corretto al ribasso) qualche voto.

 

 i Rivalutati

 Gigi D’Alessio e Loredana Bertè – Respirare
Confermo l’impressione più che positiva sul funk neomelodico con influenze etniche e melodia anni 80 proposto dalla coppia famiglia Addams D’Alessio / Bertè. Penso che la vittoria di Gigi D’Alessio sarebbe la giusta punizione che ci meritiamo per un brutto, triste, fallimentare Festival. Nella versione studio il pezzo migliora (pure!!!!). Voto 3999999990e+12 (ieri voto 8 )

Marlene Kuntz – Canzone per un figlio
L’avevo sentita poco e male, e non ero stato in grado di esprimere un giudizio. Risentita oggi, devo dire che (considerata la povertà generale) mi convince. Buono il testo, bella grinta, il pezzo è a fuoco. I Marlene sono ovviamente penalizzati dall’inutile uso dell’orchestra: gli archi, gli ottoni e i triangoli nelle canzoni rock ce li possiamo mettere solo noi a Sanremo. Voto 7

Samuele Bersani – Un pallone
Al riascolto mi piace parecchio, ottimo testo. Peccato solo per il look alla Stefano Filipponi. Voto 6/7 (ieri voto 6+)

 

Gli Svalutati

Read More

Twit da Bacheca Ammiraglia / 1

Ieri sera, per la prima volta nella storia dell’umanità, abbiamo tentato una interconnessione tra due social network, facendo sconfinare Facebook (dove seguiamo il Festival live sulla Bacheca Ammiraglia) dentro a Twitter, dove ho retwittato alcuni dei commenti della serata creando una sorta di “dependance” della Bacheca Ammiraglia.

Questi i due twit di maggior successo:

(di Jacopo)
vi immaginate che meraviglia se sullo sfondo venisse trasmesso il porno amatoriale di belen? #sanremo #bammiraglia

(di Nicola)
La serata è andata talmente bene che domani faranno condurre al capitano Schettino #sanremo #bammiraglia

Non è una appropriazione di contenuti da parte del sottoscritto, bensì una specie di esperimento di humour-sociale in stile Spinoza esclusivamente orientato al Festival di Sanremo. Grazie a tutti quelli che hanno contribuito e grazie a quelli che contribuiranno le prossime sere. Il resto dei twit hashtaggati #bammiraglia dopo il salto.

Read More

Festival di Sanremo 2012 – Prima serata

sanremo 2012 prima serata

Oggi è Sanremo e anche San Valentino. Non so se c’era anche la profezia di questa congiunzione astrale sul calendario Maya, ma sono certo che se non è uno dei segni dell’imminente apocalisse, poco ci manca. Torna il Festival, edizione numero sessantadue. Sessantadue campane che rintoccano a morto e su cui spira una brezza stantia che odora di crepuscolo (bella questa, me la riciclerò al premio Gronchi e Bertelli).

Torna Gianni Morandi e il suo tormentone “stiamo uniti” (che poi diventa “stiamo tecnici” in onore al nuovo governo), speriamo che a stare unite siano soprattutto le sfere del pubblico (le mie in primis) e non si frantumino sul pavimento ad ogni nuova gaffe del presentatore, ché cinque sere son lunghe e un replay dell’anno scorso non è da augurare nemmeno al tuo peggior nemico. E’ che questo Sanremo non ispira proprio nessuna fiducia e parte già con diversi handicap. E’ orfano di vallette, tanto per dirne una: la Ecclestone deve aver fatto una macumba da formula uno alla collega Ivana (o Ivanka) Mrazova (o Mzarova)  che è stata ricoverata all’ospedale con il collo infiammato, ma non è stato specificato se si tratta del collo dell’utero.

In sua sostituzione arrivano Elisabetta Canalis e Belen Rodriguez, le quali, insieme agli annunciati Luca e Paolo saranno protagoniste di una vera rimpatriata degna della pizzata coi compagni di terza media quando sei già in prima superiore e non ti ricordi più la faccia di nessuno. L’unica novità sarà quindi tal Rocco Papaleo che – mi scuso preventivamente per l’ignoranza – io l’ho visto per la prima volta in vita mia qualche settimana fa ospite da Fazio, ma pensavo fosse un fuori onda in bassa frequenza, da quanto era brutto.

La scenografia: a parte che a me dal primo Bonolis in poi sembrano tutte uguali, ma in tempi di austerity tutti i grandi eventi musicali hanno fatto la scelta di risparmiare, giustamente, sulle architetture. Basti guardare le ultime scene dei vari premi Mtviani o anche quelle dei Grammy due sere fa. Linearità, luminosità, muri di ledwall, un paio di gradini e un fondamentale coinvolgimento del pubblico con palchi che sconfinano in mezzo alla gente. Noi, invece, fermi al gusto anni 80 delle “grandi opere” faraoniche e spesso incompiute (infatti la parte grigia che spacciano per “astronave” a me pare un buco che non hanno fatto in tempo a coprire) realizziamo delle pacchianate indegne. Indegne soprattutto della spesa. Che per fare una scenografia da usare cinque sere e poi mai più basterebbero giusto due abat jour ben collocati per non sfigurare. Anche considerando l’attenzione media del pubblico sanremese che è a metà tra la tripanosomiasi africana e il coma profondo.

Dolcenera – Ci vediamo a casa
Morandi afferma che fino a poco tempo fa era pressoché una sconosciuta e oggi, grazie al successo tributatole dalle precedenti partecipazioni festivaliere,  “sta conquistando l’Europa”. Quindi, duettare con rapper sconosciuti è sinonimo di successo internazionale, buono a sapersi. Canzone orecchiabile ma ha sicuramente meno sprint rispetto alla interessante “Il mio amore unico” e alla tremenda “Il sole di domenica”. Una certa banalità sovrasta il tutto, quasi quasi pare una canzone da reduce di talent show. Voto  5

Samuele Bersani – Un pallone
Cantata abbastanza male (dicono che sia influenzato) ma è una canzone nel tipico stile Bersaniano, io non mi aspettavo nulla di diverso. Una poesia bambinesca ma non troppo, il testo è coraggioso, la canzone a metà tra Arisa, Cristicchi e Tricarico. Da riascoltare. Voto 6+

Si “rompe” il meccanismo informatico per far votare la giuria demoscopica (annamo bene, ma cosa usano, Windows 98?) e vengono distribuiti dei più modesti fogli di carta e penne per raccogliere le preferenze.

Noemi – Sono solo parole
Sembra di no, ma il passaggio da un autore cazzuto quale Vasco Rossi (per quanto vecchio e dilaniato da qualsiasi sostanza) a un incapace come Fabrizio Moro si sente eccome. Al confronto “Livido sul cuore” di Jessica Mazzoli merita il Grammy. Pure per Noemi c’è stato un malore ieri, forse era meglio se si faceva ricoverare insieme alla Mrazova. Voto 0

Francesco Renga – La tua bellezza
La bellezza, come previsto, non è  quella della canzone. Sempre la solita roba renghiana, davvero non c’è commento, è una canzone già sentita nelle sue altre partecipazioni festivaliere. Antiquato stilisticamente, vocalmente e autorialmente. La cassapanca coi tarli nell’ingresso da mia nonna in confronto è futurismo.Voto 4

Chiara Civello – Al posto del mondo
Presenza scenica degna di Mariangela Fantozzi prima dell’estetista, movimenti al rallentatore e quando canta fa finire le parole tutte in “UUUU”. Per carità. Dicono che sia famosa all’estero: ma quando mai, se non ha nemmeno mai duettato con un rapper (nel caso propongo Trucebaldazzi)! Voto -1000

Read More

Festival di Sanremo 2011 – Serata finale. Televoto annullato, vinceranno lo stesso Emma e i Moda’?

Sanremo 2011 - finale

E’ tempo di pronostici e di giudizi finali. Oggi c’è stata una fuga di notizie: l’addetto Rai al televoto ha detto in un’intervista che il più televotato dal pubblico è Roberto Vecchioni, violando le regole di segretezza. A parte il risultato sorprendente (anche se qui si erano già intuite le potenzialità del vecchio Roberto) si è sollevato un mezzo scandalo (che i più maligni stanno già ipotizzando sia stato volutamente orchestrato  per suscitare clamore), considerando che il televoto è ancora aperto. Per cui bisognerà correre ai ripari. Il Codacons ha già denunciato irregolarità e chiesto ricorso al TAR.

E’ del tardo pomeriggio la notizia che verranno annullati i voti arrivati finora e tutti ripartiranno da zero. Questo fatto riapre i giochi, per cui non dico nulla di più e spero che Gigi abbia fatto un buon investimento nei call center. Anche perché altrimenti una vittoria dell’orrorifica Anna Tatangelo pare lontana come la costellazione del Cane Maggiore (costellazione che ricorda anche la qualità della sua canzone). Il televoto, comunque, verrà “equilibrato” (si fa per dire) dalla cosiddetta “Golden Share”. Giornalisti esperti di musica (si fa sempre per dire) esprimeranno la loro preferenza che, incrociata coi voti telefonici del pubblico, andrà a modificare la graduatoria finale. Meno male che Tricarico è già stato eliminato, a occhio e croce mi sa che quelli punteranno su Al Bano. Vedremo cosa succederà, anche se Emma e i Modà rimangono superfavoriti.

Festival in dirittura d’arrivo, dunque (pensavo che non ci saremmo mai arrivati vivi, lo ammetto) con un carico di scarsa profesionalità, errori, leggerezze, imprecisioni e lamentele già ampiamente segnalate. Spero che un’esperienza del genere non abbia a ripetersi mai più. Voti al cast:

Read More

Festival di Sanremo 2011 – Quarta serata, i duetti dei Big. Tra i giovani vince Raphael Gualazzi. Eliminati Max Pezzali e Tricarico

sanremo 2011 quarta serata duetti

Tra le mille cose da non salvare di un festival orrendo, ce n’è una che – invece – andrebbe isolata, esportata e riproposta a futura memoria. No, non sto parlando del balletto di Belen Rodriguez che intendeva omaggiare il cinema italiano (il cinema italiano di Rocco Siffredi, più precisamente). Sto parlando, ovviamente, del monologo di Roberto Benigni, momento di altissima televisione che risalta e diventa ancora più alta (pure troppo) quando viene innestata in un contesto artisticamente e creativamente fallimentare come quello del festival di quest’anno. Youtube, grazie alla sua potente capacità di penetrazione, farà la sua parte per diffondere la performance del comico toscano anche a chi non l’ha ancora vista, e non solo sul territorio nazionale. Mi auguro che qualcuno abbia l’idea di sottotitolarlo e segnalarlo all’estero in maniera che la nostra dignità nazionale possa avere un minimo di riscatto, grazie ad un premio oscar ben noto internazionalmente, e dimostrare che non siamo tutti solo pizza, mandolino e omaggi al cinema di Rocco Siffredi.

Sull’esibizione, memorabile, di Benigni non spendo altre parole; eventualmente rimando al post che scrissi quando portò Dante in tv: oggi la mia opinione è uguale, anzi, elevata al quadrato (sostituirei solo “Inferno” con “Sanremo”).

Sarebbe stato bello se tutto fosse finito lì, in una nuvoletta dorata sulle note dell’Inno di Mameli, e invece, tocca ritornare alla cruda realtà. Dopo l’inutile, estenuante e raffazzonata puntata di ieri, si torna alla gara più sterile del millennio con la serata dei duetti e la proclamazione del vincitore della categoria giovani (che deve essere obbligatoriamente uno tra Serena Abrami, Serena Abrami, Serena Abrami e Serena Abrami).

Read More

Festival di Sanremo 2011 – Terza serata, celebrativa dei 150 anni dell’unità d’Italia

Sanremo 2011 - terza serata - 150 unita italia

Stasera è la serata delle celebrazioni per l’unità d’Italia; il Festival comincerà alle 20.40 (aboliti pure i Pacchi di Max Giusti? Deve essere proprio importante quest’unità d’Italia, allora) e si concluderà dopo l’una di notte. Ora, io non credo di arrivare fino alla fine della serata perché c’è un limite a tutto, e sentire i La Crus che cantano “Parlami d’amore Mariù” o Patty Pravo intonare “Mille lire al mese” (cioè i grandi brani che hanno tenuto unito questo Paese, peccato che non abbia trovato spazio anche “Meno male che Silvio c’è”) non è certamente qualcosa che rientra tra le mie priorità. Dunque delego la cronaca della serata interamente alla Bacheca Ammiraglia (finché dura), probabilmente alla sua prova più difficile di sempre.

A proposito, mi si rimprovera che, ogni anno, sembra che io dica che il Festival corrente è peggiore del precedente. Beh, tante volte è una cosa che si dice così anche per esorcizzare, perché spesso, a guardarlo col senno di poi, qualcosa da salvare da un Sanremo rimane sempre. L’anno scorso, per esempio, Antonella Clerici partì insicura ma poi trovò la sua dimensione puntando sulla spontaneità rustica. Bonolis può piacere o non piacere, può risultare antipatico per le sua eccessive logorrea ed autostima, ma ha oggettivamente confezionato i migliori festival dei tempi recenti, a livello di messa in scena televisiva. Pippo Baudo non si può toccare perché Sanremo è Pippo Baudo e nonostante uno (stancante) stile vintage si è sempre messo in gioco come direttore artistico ancor prima che come conduttore. Ecco: del Festival di Gianni Morandi davvero non c’è nulla da salvare e davvero questo è il festival peggiore degli ultimi 150 anni. Non c’è proprio niente da esorcizzare, stavolta. E non mi riferisco solo alle canzoni: sono sufficientemente disilluso per sapere che sono lontani i tempi (però sono esistiti, credetemi) in cui il giorno dopo TUTTI, dal salumiere al manager, dalla catechista alla escort, dallo studente al pensionato, canticchiavano le canzoni sentite al Festival la sera prima. Quest’anno c’è in ballo proprio il confezionamento dello show, il più costoso e seguito della tv italiana, pagato coi soldi nostri e che fa acqua da tutte le parti. Il dilettantismo dei conduttori fa rimpiangere la peggior Federica Felini che almeno nel 2005 era una esordiente vera.

Non so: è come se Morandi avesse volutamente realizzato un festival di “emme” al fine di farne scorta per l’inverno, di tutta questa “emme”, e poi… no vabbè, dai non fatemici proprio pensare…

Festival di Sanremo 2011 – Seconda serata. Eliminati Albano e Patty Pravo. Tra i giovani passano Serena Abrami e il crooner che sembra Matteo Renzi

Sanremo 2011 - seconda serata

Il Festival di Sanremo è l’unico programma televisivo che sia quando fa ascolti pazzeschi come ieri sera, sia quando è un flop allucinante, non manca mai di deludere. Prima di esprimere un parere televisivo, ripartiamo dai voti della prima sera alle canzoni. Escludendo Anna Tatangelo per ovvi motivi d’interesse personale (ma poi risentendola direi che in passato la sua discografia ha offerto ben di peggio), il resto è quanto segue:

Madonia e Battiato ( 6 provvisorio, temo sia quella che mi è piaciuta di più ma devo risentirla)

Emma e i Modà ( 6- ponderandone le potenzialità commerciali, in mezzo a tutto questo schifo è una delle poche che può sperare di ottenere passaggi radiofonici)

Max Pezzali ( 5/6 perché in fin dei conti anch’io sono cresciuto a pane e Nord Sud Ovest Est)

giù dal podio:

Roberto Vecchioni – Chiamami ancora amore: Voto 4/5
Nathalie – Vivo sospesa. Voto 4
Tricarico – Tre colori:  Voto 3
Giusy Ferreri – Il mare immenso: Voto 2.
La Crus – Io confesso: voto 2.
Luca Barbarossa con Raquel Del Rosario – Fino in fondo: Voto 0
Anna Oxa – La mia anima d’uomo: Voto 0
Patty Pravo – Il vento e le rose. Voto 0.
Davide Van de Sfroos – Yanez: Voto: NC
Al Bano – Amanda è libera: NC.

Alla luce di quanto sopra (probabilmente sono i voti più bassi che io abbia mai dato) direi che ci troviamo di fronte alla peggior edizione di Sanremo degli ultimi 150 anni. Altro che unità d’Italia, qui bisogna unirsi solo per stroncare canzoni come queste, altro che. Esclusi i Modà, Pezzali e forse Nathalie, mi chiedo da quanti anni gli altri ci provano, peraltro senza avere riscontri. Quando è stata l’ultima volta che uno dei grandi network radiofonici nazionali (da Deejay a RDS, da 105 a RTL, da RMC alla stessa Radiodue che è passata attraverso un notevole processo di svecchiamento) ha trasmesso una canzone di Al Bano, Pravo, Vecchioni, Oxa, in tempi recenti? Quindi la vera domanda è: ma per chi e per cosa diavolo viene fatto oggi questo Festival? Solo per ambire ad un premio della critica che di copie non ne fa vendere ma manda in sollucchero giornalisti compiacenti? E’ giusto continuare a proporre un imperituro schifìo che svilisce la dignità della musica nazionale (la quale viene trasmessa in eurovisione, e non contribuisce certo a riabilitare la nostra immagine agli occhi del mondo) solo per agevolare cantanti dati per superfavoriti mesi prima dell’inizio della manifestazione? Il mondo idolatra Lady Gaga e noi ancora ce la meniamo con Patty Pravo. I Grammy premiano l’indierock degli Arcade Fire mentre noi abbiamo come massimi esponenti della musica indipendente i La Crus, il cui frontman è un ottantenne coi capelli tinti col Fernovus Saratoga.

Read More

© 2006-2014 - Chissenefrega 2.0 #whocares #zeroodio #tantoammore - Created by Meks. Powered by WordPress.