Category - Avril Lavigne

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Avril Lavigne – What The Hell (e la presunta coprofagia di Gianni Morandi)
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Quegli involtini primavera erano (burp) davvero buonizzimizzimi
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Mariah Lavigne – Touch my girlfriend
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MTV Europe Awards 2007 (in ritardo)
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Anticipando Halloween
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Avril Lavigne plagia i Rubinoos!
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Uccidete Lil’ Mama

Avril Lavigne – What The Hell (e la presunta coprofagia di Gianni Morandi)

Apprendere che Avril Lavigne sarà la superospite straniera (ma ci rendiamo conto?) della serata conclusiva del prossimo Festival di Sanremo, sconvolge più dei capricci della diva Canalis, delle sniffate Beleniane all’Hollywood e della presunta coprofagia di Gianni Morandi (beh, direi che su quest’ultimo argomento ci dobbiamo ritornare). Tanto basta per capire a quale livello di impenitente pellagra sia ormai giunta la manifestazione canora più rappresentativa del nostro Paese che, oltre ad annoverare tra i concorrenti cantanti in disgrazia ridotti alla vita da clochard, segue la stessa discutibile strada maestra anche per quanto riguarda quei nomi che dovrebbero conferire prestigio alla kermesse ma che in realtà si rivelano economici ripescaggi di residuati ormai in rovina (come dimenticare la Jennifer Lopez dell’anno scorso, proclamata trionfalmente da Antonella Clerici “Regina del pop” con un decennio di ritardo rispetto ai suoi successi musicali?). Già mi immagino Morandi introdurre la bionda cantante canadese al vetusto pubblico di Raiuno come “Regina del rock” spiegandole tramite Olga Fernando che lui di rock se ne intende perché in realtà l’ha inventato nel ‘64 con Celentano e Mal dei Primitives in una trattoria emiliana. E il bello sarà che il vetusto pubblico di Raiuno si meraviglierà per questa rivoluzionaria scoperta musicale.

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Quegli involtini primavera erano (burp) davvero buonizzimizzimi

A Pechino, Avril Lavigne ha ricevuto una prestigiosa onorificenza (consistente in un coccio di bicchiere e un depliant con le offerte Mediaworld) per aver aiutato un’associazione benefica a raccogliere dei fondi. Una nobile causa. L’espressione sul volto della cantante tradisce tutta la sua gioia e soprattutto la qualità del menù della cena di gala.

Mariah Lavigne – Touch my girlfriend

Per fortuna esistono i dj sconosciuti, quelli che grazie all’invenzione dei mash up dimezzano la quantità di spazzatura (Bertolaso prenda nota) in circolazione: smontano due canzoni scadenti e le fondano insieme dando vita ad unico brano quasi ascoltabile (tranne negli inserti di Lil’Wayne [uh? chi?], nello specifico).

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MTV Europe Awards 2007 (in ritardo)

MTv, in tempi moderni, non è in grado di mettere in piedi degli show degni di essere guardati anche solo con la coda dell’occhio. Se con l’apertura degli Awards americani, andati in onda in una scenografia ricavata dallo sgabuzzino delle scope lo scorso settembre, era già stato abbattuto tutto l’abbattibile, l’idea di affidare quelli europei ad un pluripregiudicato in kilt io non l’ho trovata proprio un granché. Lo show, che – per inciso – di europeo non ha assolutamente nulla, è sconnesso e frammentario: sembra il pessimo Taratatà di Silvestrin unito al Sanremo di Panariello dove viene mostrato tutto il peggio del panorama musicale contemporaneo (il cui apice negativo è rappresentato dalle performance di Amy Winehouse e Pete Doherty, entrambi più vicini ai conati di vomito che al canto). La conferma dell’insostenibile pesantezza dell’award è data dai premi assegnati: Avril Lavigne vittoriosa con una canzone copiata; la decolorata Furtado necessitava di un contentino; per i Tokio Hotel è stato inventato un premio ad hoc (tipo: miglior applicazione del mascara). Per l’Italia vince J-Ax che, nel complesso, non è poi neanche tanto male (ma tu guarda cosa mi tocca scrivere!); rivelazione europea gli estoni Bedwetters (letteralmente: “piscialletto“) con la loro “Dramatic Letter to Conscience“: un po’ Green Day in crisi ormonale e un po’ Finley ingozzati di zuppa inglese. Chi li ha votati se ne è amaramente pentito subito dopo la loro esibizione sul palco di Monaco: qui sotto, la canzone in versione “studio” e in versione “live”: fate voi il confronto.

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Anticipando Halloween

Mancano ancora un paio di notti ad Halloween, ma le star sono già pronte a festeggiare:

Teri Hatcher si traveste da Michael Jackson

Paris Hilton è pronta a cazzare la randa

Avril Lavigne omaggia Antonella Elia

E dopo il salto, l’originale costume del Dottor House. Hugh Laurie è l’ospite d’onore alla festa a tema “come si arriva a fine mese”.

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Avril Lavigne plagia i Rubinoos!

Io ne sono certo: è stata quella arpìa di Lil Mama che ha portato sfiga. Il prossimo concerto di Avril Lavigne si terrà davanti ai giudici di un tribunale, dove la fintabionda-fintarockettara sarà chiamata a rispondere dell’accusa di plagio. “Girlfriend” è tale e quale a “I wanna be your boyfriend” dei Rubinoos, datata 1979. Certo che almeno cambiare due parole avrebbe potuto. Onore al merito, comunque, per avermi fatto scoprire questo gruppo di cui francamente ignoravo l’esistenza, ma sul quale mi farò immediatamente una necessaria cultura.

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Uccidete Lil’ Mama

La prendo un po’ larga. E forse anche un po’ larva. Umbrella di Rihanna ci piace, ed è una hit mondiale ormai consolidata. Di solito una bella canzone non perde mai il suo fascino quando viene rivisitata con dei remix o delle cover da parte di altri artisti, soprattutto quando questi ci mettono del proprio e aggiungono qualcosa di interessante al pezzo originale. E’ il caso di una cover non ufficiale, ma che su Myspace funziona che è una meraviglia: quella di Scott Simons, che rimuove il groove hiphoppeggiante del brano e ricanta la melodia aggiungendo quell’armonia che al pezzo di Rihanna manca.

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Una insolita rivisitazione, simile a quelle che fa il suo collega israeliano Sagi Rei (divagazione: se non avete ancora sentito la sua versione di “Crying at the discoteque” cliccate qui).

Ma veniamo al punto (dolente). Ci sono, ahimè, dei remix ufficiali che non sono nemmeno degni di essere chiamati tali, per i quali non ho una definizione migliore che emerite schifezze. Le potenzialità trash di questa Lil’ Mama le aveva già scoperte Diariobignardo (definendola brillantemente una “versione rinsecchita e gggiovane di Missy Elliot“) con il “remix” di Girlfriend. Lì, però, c’era ben poco da rovinare. Non avrei il coraggio di dire che è “una giusta direzione per la musica” come fa r’n’bjunk, ma mi limiterei a osservare che la matematica non è un opinione, per cui porcheria + porcheria = meraviglia. Insomma, la versione doppiamente intamarrita del pezzo di Avril Lavigne ci poteva anche stare ed aveva pure un suo perché.

Quello che invece Lil’ Mama fa con Umbrella è un vero obbrobrio, ascoltare per credere. Una torta alla crema trasformata in un mattone di muffa. La cosa più triste in tutto ciò è che se a questa Lil’ Mama fanno fare dei “remix” di canzoni così “importanti”, vuol dire che la gggiovane e rinsecchita Missy Elliot ce la vogliono sdoganare a tutti i costi. Per carità, fermiamola prima che sia troppo tardi. Mettiamoci una canottiera bianca, pimpiamo uno skateboard e andiamo alla ricerca di questa fantomatica pseudorapper dell’ultima ora per lapidarla con delle bombolette di vernice spray.

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