Category - Arisa

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X-Factor 5 – Gli inediti
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X-Factor 5 per poveri – Sesta puntata (natalizia) su Cielo
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X-Factor 5 per poveri – quinta puntata su Cielo
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X Factor 2 – Ottava puntata – Chissenecronaca live. Eliminata Chiarastella
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Arisa – Sincerita’ (video + recensione dell’album)
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Arisa: e’ contagio
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Arisa – “Sincerità”, vince la sezione Proposte del 59° Festival di Sanremo

X-Factor 5 – Gli inediti

Cari amici poveri e senza Sky, la mensa della Caritas stasera ci aspetta. Prima però, per festeggiare degnamente, questa fine d’anno ci porta in dono cinque nuove canzoni di cui non si sentiva la necessità: gli inediti dei concorrenti di X-Factor. Questa settimana, causa festività, niente chissenecronaca, ma ci focalizziamo direttamente sui meravigliosi brani scritti da grandissimi e stimatissimi autori della musica italiana. Ne approfitto per farvi gli auguri di buona fine e buon principio; e chissà se almeno una di queste cinque canzoni sopravviverà a capodanno, oppure se saranno tutte gettate dalla finestra insieme alla roba vecchia.

Di L.Mattioni, M.Cianchi e Kaballà “Sarà possibile”. Canta: Nicole

Come è stata presentata dalla Ventura: “inedito dalle sonorità HARD DANCE che potrebbe funzionare in previsione dell’estate”.

Cos’è nella realtà: arrangiamento fatto col Musik Maker 10.1 versione shareware, melodia banale che richiama l’ultima Giorgia (lei, però, non risponde).

Precisazioni: secondo me Nicole ha cantato in playback. Vi invito a rivedere il video dell’esibizione e fare caso a quando sale tra il pubblico.

Giudizio finale: fuori tempo, fuori stagione e soprattutto fuori (finalmente) Nicole dal programma.

 

Di L. Marino “Cuore scoppiato”. Canta: Antonella

Come è stata presentata da Arisa: “E’ stata scritta da un mio caro amico che si chiama Luca Marino ed è una canzone con le palle, un pezzo cazzuto che ha un tiro micidiale”

Cos’è nella realtà: ruffianeria pura nell’arrangiamento che tende ad accalappiare un pubblico fighetto dai gusti british, ma in soldoni pare un pezzo scartato da un album qualunque dei Subsonica. Il ritornello – orrendo – gira sulla rima cuore/amore, e non voglio infierire ulteriormente.

Precisazioni: 1) Arisa: cambia amicizie nonché spacciatore – 2) nel 2010 Luca Marino partecipò a Sanremo tra i giovani e su questo blog commentammo così: “Luca Marino: strappato, per venire a Sanremo, alla fabbrica di pantofole del padre. Un appello alla famiglia: non affrettatevi ad assumere qualcun altro” e “se Luca Argentero mettesse incinta un babbuino nascerebbe uno così”.

Giudizio finale: dai Goldfrapp a Dolcenera senza passare dal via.

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X-Factor 5 per poveri – Sesta puntata (natalizia) su Cielo

Buonasera popolo squattrinato di X-Factor su Cielo e ancora buon Natale. Quello immortalato nella gif animata qui sotto è il momento più interessante della puntata. La Ventura entra in scena e rischia subito di lasciarci giù un femore. Questo avvenimento la renderà più trifolazebedei che mai.

simona ventura cade xfactor

Antonella

The world is not enough (Garbage) – Non so cosa dire, il sogno della mia vita era sentire una canzone dei Garbage a X-Factor e in tutta onestà non pensavo sarebbe mai stato possibile. Ora possiamo anche sopprimere il programma e i quattro giudici di questa edizione con esso (no vabbè, dai, Calimero Arisa la salviamo che mi fa troppa tenerezza). Non ho la lucidità necessaria per giudicare alcunché a causa del doppio carampanesimo che mi affligge (per Antonella e per Shirley Manson), ma invece ho la lucidità necessaria per dire che le eleganti obiezioni della Ventura (“devo mettermi a novanta?”) sono simpatiche come la cacca di cane pestata a piedi nudi un giorno d’agosto quando il comune ha sospeso l’erogazione dell’acqua corrente. Voto 10

Disincanto (Mango) – Concordo con Morgan che non conosce questo “inno della Lucania”: nemmeno io, e avrei preferito continuare a vivere nell’ignoranza. Antonella non c’entra nulla con questa roba sciatta e obsoleta, al primo ascolto mi pare una canzone adatta al più per la messa di mezzanotte. Virtualmente potrebbe essere il suo inedito: mi sento come se mi avessero svegliato tirandomi una secchiata di acqua gelata. Voto 4

Voto medio 7

Francesca

The house of the rising sun (The Animals) – Come look sembra una Adele magra e il rock è senz’altro il suo elemento (il suo “brodo”, secondo Elio). Tutto molto interessante finché rimaniamo nel mondo delle cover di pezzoni storici, ma contestualizzata nella discografia italiana attuale che rock la mettiamo a fare? Quello della pubblicità del Pocket Coffee con Irene Grandi? Voto 7

You shook me all night long (AC/DC) – La Ventura la presenta così: “un rock color metallo pesante, un rock da STADI PENI [ha detto proprio così e lei è una che se ne intende… di stadi, ovviamente], un rock con la canzone simbolo dei grandi EH SI, DISSI“. Francesca è poco convincente, molto meno rock di quanto dovrebbe e anche di quanto millanta di essere. Vocalità fiacca, poca personalità, in certe inquadrature pare Alessandra Amoroso. Voto 4

Voto medio 5,5

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X-Factor 5 per poveri – quinta puntata su Cielo

arisia x factorAlla faccia dell’edizione british, stasera ad X-Factor domina il televoto. Un concorrente verrà eliminato dal pubblico sott’ano e l’altro – come di consueto – dai giudici. Peraltro, se proprio volessimo cercare l’uovo nel pagliaio (cit.), potremmo dire che in questa edizione il televoto è vittima del doping peggio che in Rai. Improbabile, infatti, che ci siano spettatori “occasionali” che si sintonizzano facendo zapping e decidono di televotare, dato il bacino ristretto di utenti di Sky. Pertanto, quelli che votano vedendo il programma sono sempre gli stessi. E la possibilità di esprimere la preferenza gratuitamente anche via internet e con le app per smartphone dà la possibilità di votare a chicchessia anche senza essere davanti al televisore (e quindi senza giudicare il reale merito dei cantanti). Se ne conviene che quest’anno più che mai vincerà il concorrente che dispone del fanclub più forte (al momento sembra essere quello di Nicole con interi comuni radunati al cinema parrocchiale). Io, per la cronaca, voto sempre Antonella a scatola chiusa.

Jessica – Sally. Come interpretazione ci siamo, come intonazione un po’ meno. Non mi colpisce come le altre volte, forse perché il pezzo è davvero stato cantato nei talent show fino allo sfinimento. Morgan prima fa delle allusioni sessuali, poi dice che Jessica potrà diventare la nuova Mia Martini. E’ evidentemente la sua area sudombelicale che parla. Voto 6+

I Moderni – Fuck you. Per la seconda volta  in cinque puntate mi sono piaciuti (meglio che niente). Non fanno dimenticare certi terribili momenti passati, ma l’esibizione di stasera aveva quel nonsoché di divertente, anche per l’irriverente dedica ad andare a quel paese rivolta a Morgan. Quest’ultimo risponde alla provocazione di Elio con un biberon gigante mentre lo stesso Elio fa la parodia castoldiana insultando strumentalmente i concorrenti, quindi salendo sul palco e prendendoli a calci nel sedere: “Come vi permettete? Avete fatto schifo, siete saccenti e arroganti, siete delle merde”. Loro sono sembrati sinceramente scioccati dalla reazione del loro giudice, il momento è stato indubbiamente divertente. L’Elio che vorremmo vedere sempre e che invece si concede con troppa parsimonia. Voto 6 e 1/2

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X Factor 2 – Ottava puntata – Chissenecronaca live. Eliminata Chiarastella

Oggi Arisa era ospite (invitata da Simona Ventura) nel daytime di X-Factor, per assistere alle prove dei cantanti 16/24. Quindi i voti per Daniele e Jury, stasera, forse saranno un po’ più alti del dovuto. Per la squadra di Morgan, invece, saranno un po’ più bassi perché la scorsa settimana ho sentito alla radio qualcosa di a dir poco scioccante. Alcune radio locali del Veneto pubblicizzavano un concerto di band autoctone in quel di Chioggia, il cui incasso sarebbe stato “devoluto al televoto per supportare Enrico” (quando ci sarebbero cause ben più nobili per organizzare una raccolta fondi, tipo fare della seria beneficenza al parrucchiere di Morgan). Io nella mia innocente ingenuità pensavo che cose del genere fossero vietate; dopo Maria de Filippi che riconosce pubblicamente la poca trasparenza ad Amici, non ci saranno mica inciuci e sotterfugi anche ad X-Factor? Naaaaaaah!

Devo dire che comincio ad apprezzare questa scelta di far esibire gli ospiti della serata prima ancora della sigla, in un momento in cui Rai Due non la guarda nessuno perché sono ancora in onda i programmi di punta delle reti ammiraglie. Stasera, infatti, “Affari tuoi” e la “Ruota della Fortuna” possono essere gradevolmente preferiti a questa tremenda comparsata dei Finley, la “miglior rock band emergente italiana” che canta in playback “Iris” dei Goo Goo Dolls.  Incassano complimenti da tutti, bravi, bravi, sì sì, come no, vi faremo sapere…

Durante una interessantissima discussione sul “protezionismo” attuato, secondo Morgan, dagli altri giudici nei confronti dei Farias (che anche secondo Simona, però, dovrebbero uscire stasera [e speriamo che sia la volta buona, ma se io fossi Chiarastella non dormirei sonni tranquilli]), il giudice dal ciuffo argentato impara il tormentone venturiano “A chi tocca nun se’ngrugna“. Si vive solo di questi, ormai. Secondo Mara, Morgan è vestito da galeotto, la Ventura gli chiede se abbia il porto d’armi per “sparare  queste c… “. Schermaglie da caserma.

Matteo – “Una giornata uggiosa”. Per dirla alla Mara Maionchi: “Sei bravo, canti bene, mi sei piaciuto…”. Eh, però quel “qualcosa in più” che lo caratterizzi – onestamente – forse deve ancora trovarlo. Poi sembra che abbia messo la testa dentro una gelatiera. Voto 6

Daniele – “Another One Bites The Dust”. Simona Ventura si riconferma la regina incontrastata della pacchianata: solo lei (o al massimo Gabry Ponte) può pensare che dare un arrangiamento “paninaro” ad un brano sempreverde (e molto più moderno di tanti brani attuali in circolazione) come “Another one bites the dust”, possa essere un pregio. Daniele, licenzialaaaaa! Voto 0

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Arisa – Sincerita’ (video + recensione dell’album)

L’album di debutto della vincitrice tra le nuove Proposte dell’ultimo Sanremo trasuda “sincerità” da ogni nota: è un prodotto lineare e decisamente meno artefatto del suo – seppur azzeccato – look da “cozza ricercata“. Ma se Arisa (al secolo Rosalba Pippa) non avesse quella presenza scenica da rivincita dei nerd, se non avesse quella enorme inibizione quando si esprime a parole con la voce di BabyMia Surriento Edition, per poi trasformarsi completamente in una esecutrice impeccabile appena attacca a cantare, l’artista che c’è in lei non “comunicherebbe in maniera corretta” (per dirla alla maniera dei giudici di X-Factor). Insomma: sarebbe una Anna Tatangelo sfigata, e nulla di più. E invece, se c’è una cosa per cui dobbiamo ringraziare Arisa, è di aver finalmente sdoganato l’antitatangelismo sul palco dell’Ariston, avendo il pregio di risultare insindacabilmente credibile anche quando canta la più didascalica ovvietà sull’amore semplice o sul sogno nel cassetto, temi dominanti (pure troppo) del suo primo lavoro discografico. Lavoro che, tutto sommato, anche con qualche rima scontata o giro già sentito, risulta in buona fede e getta le basi per la crescita di una cantante emergente che – sulla base di tutta la fiducia accordatale a prescindere – è quantomeno dovuta.

Alla titletrack già tormentone (ma che nella versione del disco risulta ahimé meno trascinante rispetto a quella orchestrata sul palco del Festival [voto 8-] ), segue il probabile futuro singolo “Io sono“: un reggae autobiografico (“io sono una donna che crede all’amore che vuole il suo uomo soltanto per sé, voglio essere mamma perché la mia mamma è la cosa più bella che c’è“) che riporta alla mente lo stile – come volevasi dimostrare – annatatangelistico di “Colpo di fulmine“, ma da cui si differenzia per il fatto di risultare plausibile, nella sua più totale e disarmante semplicità. Voto 7

La mia strana verità” è una filastrocca tra il fiabesco ed il romantico, perfetta colonna sonora per il dvd di un battesimo (e probabilmente miglior pezzo dell’album), che raggiunge picchi davvero poetici in cui l’interprete mette a nudo se stessa nella maniera più adorabilmente fanciullesca che si possa immaginare (“io sono pane, terra, lame, un biscottino, ali di farfalla dentro un giardino, tuono, vita, suono, un marchingegno, letto, sonno, sogno, però m’impegno e canto qualche volta, diciamo spesso“). Voto 8+

La strofa di “Abbi cura di te“, quarta traccia dell’album, starebbe benissimo in bocca ad una Giorgia, peccato che il ritornello cada troppo biecamente nel trito e ritrito. Da apprezzare, però, l’arrangiamento quasi (ma molto quasi) r’n’b. Voto 6-

Pensa così” è un pezzo decisamente poco riuscito: comprensibile che Arisa voglia convalidare le sue qualità di interprete verginea e bambinesca, ma qui si esagera, spacciando per un pezzo di spessore quello che potrebbe essere riciclato al massimo per far fare il girotondo ai bambini dell’asilo il giorno della festa del papà. Voto 4

Difficile catalogare con certezza il pezzo successivo, “Piccola rosa“: potrebbe essere definita pura poesia oppure totale banalità. Qualunque cosa sia, però, è spinta verso il rischioso limite dello stucchevole. Rimane un po’ oscuro il verso: “quando il tempo lo vorrà/dalla mia rosa dolce e odorosa/un altro fiore nascerà“. Voto 6 politico

Con “Te lo volevo dire” (“oh mamma metti via l’argenteria/che il matrimonio non si può più fare/l’ho visto con un altra a casa sua / e giuro che non stavano a parlare“) si tira un po’ il fiato, finalmente: il sentimentalismo da diabete che impera sul disco si fa un po’ da parte, facendoci scoprire una Arisa inaspettatamente delusa da un amore. Musicalmente ricorda un po’ qualcosa di Simone Cristicchi (ma non so bene cosa, “Studentessa Universitaria“, forse?) e porta un po’ di movimento ad un album apprezzabile, ma finora piuttosto statico (un bel featuring di J-Ax, comunque, qui ci stava bene, secondo me). Voto 7/8

Com’è facile” vorrebbe essere un brano simil-chill-out in stile passeggiata in infradito sulle spiagge di Rio, ma si risolve in un brano latin-scimmiottante in stile passeggita a bordo di una Panda a metano in riva ad un fossato. E la melodia retrò non aiuta; altro pezzo poco riuscito. Voto 5-

L’uomo che non c’è” è il titolo del penultimo brano del disco (sorvolo sull’ultimo, “Buona Notte” che, ascoltato dopo questo, perde qualsiasi significato): beh, se Arisa deve essere icona gay, che icona gay sia, ma in grande stile. “L’uomo che non c’è” sembra un pezzo scritto da Gianni Boncompagni in preda ad una sciatalgia e scippato ad una Raffaella Carrà che tenta – senza riuscirci – di scoprire su Wikipedia il significato disambiguo della parola “sobrietà”.  Tra modeste atmosfere danzerecce, il pezzo racconta l’ironica storia di un amore inesistente (“Perchè è bellissimo/talmente bello che/io non capisco come faccia a star con me/Perchè è dolcissimo/talmente dolce che/quando lo bacio è come mordere un bignè“). Giudizio artistico dubbio, ma se la nostra eroina riesce, dopo l’intensità finora dimostrata (pur non senza sbavature), a starci dentro con qualcosa di assolutamente inutile e divertente come questo, allora Arisa merita tutta la fortuna che sta avendo. Sperando che duri.

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Arisa: e’ contagio

Non solo Sincerità è una delle canzoni più orecchiabili dai tempi di “Quel mazzolin di fiori”, ma la vincitrice della sezione giovani dell’ultimo Festival di Sanremo ha cominciato ad invadere i palinsesti delle radio ed onorare con la sua presenza tutte le trasmissioni televisive. E l’atto finale della diffusione virale del worm Arisa si perpetra grazie al suo bizzarro look a metà strada tra Groucho Marx e Calimero: look che sta rapidamente facendo tendenza nel jet set.

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Arisa – “Sincerità”, vince la sezione Proposte del 59° Festival di Sanremo

Una ragazza modesta, quasi timida, e non è fanatica per niente.

Ipse dixit. Però un po’ cozza lo è. Vabbè, vado subito in bagno per avere la possibilità di sperimentare quanto funziona “Sincerità”. Sotto la doccia, intendo!

Vittoria meritata, comunque. Qui sotto c’è la Chissenecronaca completa della quarta serata del Festival.

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