Category - Amy Winehouse

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Crisi d’identità in Google Translator
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Gli uomini preferiscono le bionde. Tranne questa.
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Desperate Winehouse
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MTV Europe Awards 2007 (in ritardo)
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VIP…otreste andare a nascondere / 6
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Amy Winehouse

Crisi d’identità in Google Translator

Non so se sia un easter egg, oppure un errore imprevisto del dizionario che sta sotto al traduttore di Google. E non so a chi possa interessare ciò, ma è appunto per questo che la notizia merita di comparire su questo blog. Fatto sta che ho appena scoperto questa cosa e ne rivendicherò la paternità quando tutti i blog geekosi dell’universo ne parleranno.

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Gli uomini preferiscono le bionde. Tranne questa.

Amy Winehouse è bionda, ma non per sua scelta. Per estirpare ed eliminare quella orrorifica larva gigante insediata da sempre tra i suoi capelli, non è bastato chiamare un parrucchiere, ma è stato necessario l’intervento dei Ghostbusters. Il biondo è un effetto collaterale del potente raggio laser sparato dai fucili protonici e durerà giusto il tempo di un’overdose di Zigulì.

Desperate Winehouse

Cosa succede alla “bellaAmy di così grave da farla vagare senza meta, mezza nuda, per le strade di Londra in piena notte? Forse sarà disperata perché ha ricevuto solo sei nomination ai Grammy? Oppure perché il suo pusher di fiducia le ha passato una partita di crack scadente? O forse sta solo andando a cantare “Jingle Bells” porta a porta in tutte le case del quartiere? E’ un incontro che non vorrei mai fare, comunque: le manca giusto la falce in mano (ma anche solo un martello basterebbe) per rappresentare il peggiore dei miei incubi.

MTV Europe Awards 2007 (in ritardo)

MTv, in tempi moderni, non è in grado di mettere in piedi degli show degni di essere guardati anche solo con la coda dell’occhio. Se con l’apertura degli Awards americani, andati in onda in una scenografia ricavata dallo sgabuzzino delle scope lo scorso settembre, era già stato abbattuto tutto l’abbattibile, l’idea di affidare quelli europei ad un pluripregiudicato in kilt io non l’ho trovata proprio un granché. Lo show, che – per inciso – di europeo non ha assolutamente nulla, è sconnesso e frammentario: sembra il pessimo Taratatà di Silvestrin unito al Sanremo di Panariello dove viene mostrato tutto il peggio del panorama musicale contemporaneo (il cui apice negativo è rappresentato dalle performance di Amy Winehouse e Pete Doherty, entrambi più vicini ai conati di vomito che al canto). La conferma dell’insostenibile pesantezza dell’award è data dai premi assegnati: Avril Lavigne vittoriosa con una canzone copiata; la decolorata Furtado necessitava di un contentino; per i Tokio Hotel è stato inventato un premio ad hoc (tipo: miglior applicazione del mascara). Per l’Italia vince J-Ax che, nel complesso, non è poi neanche tanto male (ma tu guarda cosa mi tocca scrivere!); rivelazione europea gli estoni Bedwetters (letteralmente: “piscialletto“) con la loro “Dramatic Letter to Conscience“: un po’ Green Day in crisi ormonale e un po’ Finley ingozzati di zuppa inglese. Chi li ha votati se ne è amaramente pentito subito dopo la loro esibizione sul palco di Monaco: qui sotto, la canzone in versione “studio” e in versione “live”: fate voi il confronto.

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