Category - musica

1
Festival di Sanremo 2014
2
Ieri sono stato al concerto dei Ricchi e Poveri (LOL)
3
No Doubt – Settle Down
4
Madonna – Turn Up The Radio
5
Csnf intervista Davide Papasidero: stimo Morgan e mi ispiro ai cantanti del passato, tra cui Freddie Mercury e i Beatles. La cultura non puo’ essere sostituita. Maria De Filippi e’ una grande professionista
6
Il comeback definitivo: Andy Bitch VS Andy Sentimental
7
Austra vince i premi “Celeste gaia”, e “Sottotitoli alla pagina 777” ai CSNFMA2012 (e assegnazione dei premi minori)

Festival di Sanremo 2014

sanremo-2014

Brutterrimo. Così è stato questo 64° Festival della canzone italiana. Già l’anno scorso esprimevo perplessità nei confronti di un’operazione a la “Vieni via con me” allungata fino all’overdose (il post si sarebbe potuto leggere qui se non fosse andato perso a causa dell’attacco hacker che mi ha defacciato il blog lo scorso agosto, cancellandomi tutti i post del 2013. A proposito, comunicazione di servizio: sappi che se ti trovo ti spacco la faccia e poi ti rapisco con un camper, ti chiudo in uno scantinato, ti lego ad un palo con un lucchetto da moto e ti metto la compilation di Sanremo 2014 in loop finché muori di stenti). Ho perso il filo. Dicevo che già l’anno scorso era tutto inadeguato, seppur guardabile, mentre quest’anno la fiacchezza e la disorganizzazione hanno regnato sovrane.

L’apertura con la minaccia di suicidio (fintissimo: sarebbero stati i primi napoletani della storia ad ammazzarsi perché hanno voglia di lavorare, riscattati comunque dalla scandalosa vittoria tra le nuove proposte di Rocco Hunt) avrà anche sconvolto la scaletta della prima serata gettando tutti nel caos, ma le sere successive Fazio e i suoi non hanno dimostrato alcun impegno autorale per mantenere almeno leggermente vivo l’interesse nei confronti della manifestazione. Non c’è stata più nemmeno l’idea radical-snob di un festival che potesse essere quasi alto (dove sono finiti i monologhi contro la violenza sulle donne, la campagna pro-omosessualità, i messaggi di rilevanza sociale sparsi in giro? Quest’anno quel poco che c’è stato è stato tutto retoricissimo, demagogico e inzuppato di buonismo moralista), ma ci si è sdraiati sul becero revival (come se in tv non ce ne fosse già abbastanza), lasciando che tra una Carrà e due Kessler tutto si trascinasse nel già visto, stravisto e ipervisto, stancamente fino all’una di notte. Perfino l’atmosfera da primo maggio ha ceduto il passo a quella da due novembre, in un contesto lugubre e senza spina dorsale, con picchi di sfiancamento raggiunti negli ultimi tempi solo dai festival Morandiani.

Scandaloso inoltre che in questi giorni in cui (per esempio) Katy Perry è a Milano, il superospite straniero più prestigioso che Sanremo si può permettere sia Stromae, cioè dico Stromae e ripeto Stromae. Anche la Littizzetto sembra ormai insofferente e porta avanti il suo compito (pagato centinaia di migliaia di euro) senza particolari guizzi, e con l‘entusiasmo di una che ha le palle rotte già fin da martedì alle 21.01.

Fa specie pensare che negli Usa, nonostante il grande successo, Jay Leno sia stato rimosso dal suo storico Tonight Show perché secondo la dirigenza della NBC non riesce più a parlare al target commerciale dei quindici-trentenni. Alla Rai, invece, si richiama un (relativamente giovane, ma vecchio dentro anche solo per gli atteggiamenti da lumacone bavoso morente che tiene sul palco) Fabio Fazio per affidargli una manifestazione sempre più improntata al nosocomio geriatrico, in cui si salva solo l’ormai sdoganatissimo Pif con i suoi dieci minuti di anteprima, unico momento godibile di un Festival fallimentare su tutta la linea. Per il 2015 avanti Carlo Conti, che posso già prevedere farà un festival tanto-per-cambiare comandato dal revival, e tra un anno mi troverò a scrivere che sembrerà una sorta di “Migliori Anni” spalmato su cinque serate e allungato fino all’overdose.

Qui sotto i giudizi sulle mie canzoni “preferite” (per modo di dire, perché avrei fatto volentieri a meno di tutte).

Read More

Ieri sono stato al concerto dei Ricchi e Poveri (LOL)

ricchi e poveri deadmau5

 

Capisco che passare dal live di Deadmau5 a quello dei Ricchi e Poveri nel giro di un paio di mesi scarsi può risultare uno spiazzante emblema della caducità del tempo, ma l’immortale trio ligure – orgoglio nazionale da milioni di copie vendute in tutto il mondo – ha il suo bel perché. Angela, Angelo e Franco segnano 201 anni in tre e alla loro veneranda età sono degli inaspettati fenomeni live, tanto nel 1982 quanto nel 2012. Se avessi un blog dove scrivere una recensione del loro concerto, sarebbe sicuramente una recensione positiva, a metà strada tra la tenerezza trash e il gaio amarcord.

 

Angela (65 anni), nonostante la tinta per capelli che le cola, ha ancora una voce da 20enne, una grinta da far invidia a tante sbarbate, e in certi momenti tira fuori dei falsetti che farebbero impallidire ogni Miley Cyrus. Angelo (66 anni) ha messo su una discreta panza ma ancora tiene botta se si riesce a superare l’impatto iniziale della sua inquietante somiglianza con Jerry Calà. Franco (70 anni) sembrava invero un po’ provato nel fisico ma non nel baffo, e introduceva ogni canzone accompagnandola con aneddoti vintage in stile nonno-del-west, tipo: “era il 1974 ed eravamo in tournèè in Belgio con Nicola di Bari…” oppure con siparietti da cabaret anni 80 a cui una sudatissima Brunetta rispondeva sempre lucida e divertita (esempio -> Franco: “Questa canzone la scrivemmo per il Sanremo del 1971 […] e grazie a lei molti si sono innamorati, molti si sono sposati… e tu Angela cosa hai fatto con questa canzone?” Angela: “Io? …Mi sono SE-PA-RA-TA!!!” [risate] ).

 

PS: Voglio rassicurare chi teme che io abbia abbandonato le mie gggiovanilistiche ambizioni da clubber: ho già prenotato un viaggio per il ponte del 2 novembre a Parigi, dove casualmente in quei giorni il dj tedesco Boys Noize terrà il suo concerto di presentazione al pubblico francese del nuovo album XTC in uscita a metà ottobre.

PS2: Questo blog sembra essere già in ferie da svariati mesi, comunque sappiate che ho in mente grandi progetti di rinnovamento (vabbè, si dice sempre così) più o meno paragonabili a quelli del Popolo Della Libertà. Buone vacanze a tutti: ci si sente e/o vede su Facebook o Twitter, o anche a casa di vostra sorella, nel frattempo.

 

No Doubt – Settle Down

Dopo anni e anni di attesa, non si può nascondere che il comeback dei No Doubt sia piuttosto deludente. Perlomeno per chi si aspettava un ritorno con un brano più esplosivo e meno evanescente. Non c’è gran continuità con il passato: non si prosegue tanto il filone musicale lasciato a metà negli anni 90, ma si punta – forse giustamente, vedendola dal punto di vista commerciale – a far progredire il progetto solista di Gwen Stefani (la quale, comunque, rimane sempre “una frontwoman che fa evaporare le mutande” [cit.]).

Settle Down è una canzuncella estiva senza pretese a sfondo reggae, che da una parte pare ispirarsi gli Ace Of Base (idea recentemente già sfruttata ignobilmente dalla hitmaker rumena Alexandra Stan con la sua Lemonade) e dall’altra sembra una versione 2.0 di “Rich Girl” della stessa Stefani.

Madonna – Turn Up The Radio

Sappiate che se prima del video vi compare la pubblicità di Terebongio, ecco, sarà la cosa migliore che vedrete. Per il resto, un video girato in pompa magna a Firenze dove di Firenze, però, si vedono solo quattro cassonetti della spazzatura pitturati con lo spray (e un paio si trovano proprio in macchina con la protagonista). E la protagonista è una Madonna nella sua miglior interpretazione di Paola Ferrari. Ma il finale “La festa è finita, adesso allacciati la cintura stronzetta!” (almeno dirlo con l’accento toscano) che mi sta a significare?

Csnf intervista Davide Papasidero: stimo Morgan e mi ispiro ai cantanti del passato, tra cui Freddie Mercury e i Beatles. La cultura non puo’ essere sostituita. Maria De Filippi e’ una grande professionista

davide papasideroQuesta (lunga) intervista doveva essere pubblicata in esclusiva mondiale tipo sei mesi fa. E invece i poteri forti che governano il mondo (leggi: le case discografiche, Angela Merkel, il Gabibbo e la patonza depilata di Sara Tommasi) l’hanno bloccata senza un ragionevole motivo fino ad ora. Oggi Davide Papasidero, il Kurt di Glee di XFactor 5 (eliminato dal talent dopo l’ahinoi indimenticabile performance su “We are your friends” dei Justice VS Simian) è finalmente libero di rispondere alle scomodissime domande del Chissenefrega Blog. L’avevo assolto per essersi fatto intervistare prima da Riverblog che da me, ma ho preso come un affronto personale il fatto che si sia fatto intervistare pure da Paola Saluzzi a Buongiorno Cielo prima di concedersi al sottoscritto. Una volta visto il videoclip de “Il giardino segreto”, però, gli si perdona tutto.

Davide, iniziamo con una domanda ORIGINALISSIMA: come nasce l’analogia con il personaggio di Kurt di Glee? E’ una scelta furba e studiata, o una inconsapevole coincidenza? Oppure è lui che ha copiato il tuo look?

Inizio subito dicendo che amo Glee, è un telefilm molto divertente e scorrevole, apprezzo molto il messaggio che lancia, perché è lo stesso di cui cerco di farmi portavoce nel singolo “ Il giardino segreto”. Per quanto riguarda Kurt devo essere sincero, non ho mai pensato di ispirarmi a lui, se in molti hanno trovato una somiglianza probabilmente è perché abbiamo molte cose in comune, io lo prendo comunque come un complimento, visto che il suo personaggio è stato inserito nella lista dei cento personaggi più influenti in America negli ultimi anni, ed ha sempre avuto un look inconfondibile 🙂

Cosa ti ha lasciato l’esperienza di X-Factor? Più orgoglio per averla fatta o più rimpianti per non essere arrivato fino alla fine?

L’esperienza di X factor mi ha lasciato una consapevolezza maggiore, mi ha dato la carica giusta per poter provare ad affrontare il mondo discografico di oggi, pieno di ingiustizie e stranezze. X factor è sempre stato un sogno per me, l’ho sempre guardato con molto piacere sin dalle prime edizioni in Inghilterra, e ritrovarmi a cantare su quel palco è stato bellissimo, quindi direi assolutamente orgoglio per averla fatta. Non ho alcun tipo di rimpianti, anche perché penso di essermi preso la mia rivincita nel post X factor.

Senti ancora il tuo ex giudice Morgan? Com’era il rapporto con lui? A bocce ferme puoi fare un’analisi lucida e più fredda: Morgan credeva davvero nelle tue potenzialità oppure in qualche momento hai avuto il sospetto che prevalesse una sua voglia di “fare scena” per scopi televisivi (un po’ come fece con Valerio)?

Morgan è una persona che stimo profondamente, sia dal punto di vista umano che da quello artistico. Con lui si è creato un rapporto davvero speciale, sin dai primi provini, ho sentito che durante le selezioni di Xf6 mi ha di nuovo tirato in ballo, paragonando uno degli aspiranti ragazzi a me, dicendo quanto fosse stata prematura la mia eliminazione, e tutto ciò , non può che farmi piacere.  Sicuramente Morgan è molto scenico, ama far parlare di se, e automaticamente dei suoi cantanti, abbiamo sempre fatto scelte abbastanza coraggiose e rischiose, ma per me X factor è anche questo, voglia di sperimentare e di mettersi in gioco al cento per cento.

Tu, a X-Factor, sei stato eliminato e la settimana dopo ti hanno invitato come ospite per duettare con Morgan. Un trattamento di favore? Un buco in scaletta da riempire? Oppure c’era qualcosa che dovevi ancora dimostrare che invece non avevi fatto in tempo a dimostrare durante la tua permanenza nel talent? Se sì, cosa?

Di certo tornare la settimana dopo la mia eliminazione è stata una soddisfazione davvero grande, non me lo aspettavo, e quando ho ricevuto la chiamata ricordo ancora i salti di gioia che feci.  Sono stato invitato in trasmissione per due motivi: sia perché Morgan è rimasto molto male della mia eliminazione e voleva quindi permettermi di fare un duetto con lui, ed anche perché molta gente non ha preso bene la mia eliminazione, soprattutto nella puntata dance, e quindi la produzione ha deciso di darmi un ultimo momento di gloria, che, devo essere sincero, non dimenticherò mai. Avevo le gambe e le mani  che tremavano come non so cosa, e quando si è aperto il led , vedere tutta quella gente applaudirmi è stato davvero emozionante.

So che recentemente hai organizzato una reunion dei concorrenti dell’ultima edizione. Come è andata? Cosa avete fatto durante la rimpatriata? Siete tutti ancora amici, oppure, dopo la fine del programma sono scattate le invidie e le inimicizie?

Read More

Il comeback definitivo: Andy Bitch VS Andy Sentimental

Ridendo e scherzando, le sue performances mancano da questo blog da oltre due anni (sticavoli, come passa il tempo!). E’ l’ora di tornare a parlare di una star meritevole del successo che ha, perlomeno nei comuni del Polesine governati dal centrosinistra con una popolazione inferiore ai 4000 abitanti. Quel gran pezzo d’artista di Andy V (il performer precedentemente noto come Andy Bitch) esce con due nuovi videoclip autoprodotti in contemporanea. Nel primo (cover madonnara in cui si mostra sempre più un Luca Tommassini – alike) esprime il suo potenziale massimo di bitchytudine, scagliando tutte le frecce di mascolinità (più o meno la stessa di Pippicalzelunghe) disponibili al suo arco.

Nel secondo, la sua personalità alternativa (che chiameremo Andy Sentimental) interpreta uno struggente singolo Arisiano. Nel video, Andy Sentimental pecca LEGGERMENTE di narcisismo ed autocelebrazione, ma è un video di grande intensità, della serie “fate l’amore con il sapore”. PS. Andy, fai un favore: quel giubbetto che trovi sotto il cuscino, poi, buttalo a lavare.

Read More

Austra vince i premi “Celeste gaia”, e “Sottotitoli alla pagina 777” ai CSNFMA2012 (e assegnazione dei premi minori)

austra sonar 2012

austra csnfma 12

L’Academy non ha mai nascosto la sua predilezione per le cantanti bionde dotate di voci algide e flautate. Non è un caso dunque che decida di premiare gli Austra, band canadese dalle influenze scandinave la cui leader Katie Stelmanis è già stata soprannominata la Karin Dreijer di Toronto (anche se ha una inquietante presenza ladygaghiana in outfit da supermercato Coop). Il genere del gruppo si discosta, però, dalle atmosfere psichedeliche degli svedesi The Knife, proponendo un synthpop più intropsettivo e noir, a tratti furbescamente orecchiabile (seppur intriso di malinconia), a tratti quasi lirico (ma con un amalgama  elettronico dal fascino non scontato), da ascoltare mentre si guarda il sole tramontare tra le vette alpine dopo una passeggiata a scrutare cascate e tane di marmotte.

“Celeste Gaia Award
Se non esistesse il paragone con Karin Dreijer, l’Academy avrebbe giusto proposto un’associazione tra la Stelmanis e la cantante di “Carlo”. E anche un po’ con Giuni Russo per vocalità e gusto eighties. L’Academy, inoltre, afferma senza timore di smentita che gli Austra sono l’icona gay-chic del prossimo futuro (altro che Lana Del Rey che è destinata ai tamarroni followers di Mino Franciosa). Il pubblico di fronte al palco era talmente GLBT-oriented che in confronto il Gay Pride poteva essere scambiato per un comizio della Lega Nord. L’Academy che (ovviamente) già conosceva il gruppo in questione, ne ignorava però quest’aspetto “friendly” (nonostante un INSOSPETTABILE b-side dal titolo “Young and Gay“…). Pertanto ritiene di fare cosa gradita nel consigliare a tutto il suo pubblico (gaio, bisex e metrosexual) l’album d’esordio degli Austra, dal titoloFeel It Break” (che suona con orgoglio da mesi anche nelle eterosessualissime autoradio dell’Academy).

Read More

© 2006-2014 - Chissenefrega 2.0 #whocares #zeroodio #tantoammore - Created by Meks. Powered by WordPress.