Category - Mondo malato

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Twit da Bacheca Ammiraglia / 1
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Martina Portolano: nuova star del web?
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Sarah Jessica Parker ieri e oggi
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Jacka(nali)ss
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Birba, Patty e La Bersagliera: chi scegliere?
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Chiusura di Megavideo e Megaupload, parliamone
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Francesca Rettondini “Naufraga per caso”

Twit da Bacheca Ammiraglia / 1

Ieri sera, per la prima volta nella storia dell’umanità, abbiamo tentato una interconnessione tra due social network, facendo sconfinare Facebook (dove seguiamo il Festival live sulla Bacheca Ammiraglia) dentro a Twitter, dove ho retwittato alcuni dei commenti della serata creando una sorta di “dependance” della Bacheca Ammiraglia.

Questi i due twit di maggior successo:

(di Jacopo)
vi immaginate che meraviglia se sullo sfondo venisse trasmesso il porno amatoriale di belen? #sanremo #bammiraglia

(di Nicola)
La serata è andata talmente bene che domani faranno condurre al capitano Schettino #sanremo #bammiraglia

Non è una appropriazione di contenuti da parte del sottoscritto, bensì una specie di esperimento di humour-sociale in stile Spinoza esclusivamente orientato al Festival di Sanremo. Grazie a tutti quelli che hanno contribuito e grazie a quelli che contribuiranno le prossime sere. Il resto dei twit hashtaggati #bammiraglia dopo il salto.

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Martina Portolano: nuova star del web?

martina portolano hot

La rete parla di lei da qualche mese, ma la grande popolarità (?) è arrivata di recente. Martina Portolano (e non porta solo quello, direi) è la celebrity 2012 di Youtube. Romana ma cesenate d’adozione, con un fratello iperprotettivo che scandaglia internet alla ricerca di profili fake ed un presunto fidanzato molto geloso, Martina nasce su Netlog, il famoso social network per bimbeminkie di malaffare. Lì pubblica foto di un certo calibro (calibro mign-8) e dei video decisamente pieni di grazia:

Poi trasloca su Youtube ed è la consacrazione: i maschi la riempiono di complimenti per le scene e i costumi, le donne le invidiano le coreografie ed il fisico scultoreo.

A loro, la novella star risponde con un video lucidissimo (dopo il salto) in cui denuncia lo sfruttamento della sua immagine e si scaglia contro chi la critica e si appropria dei suoi contenuti. Martina, oltre a dimostrare grande classe nel danzare, dispone di un ricco e sobrio vocabolario che usa sapientemente declinandolo in poesia. Ad esempio, dal minuto 1:27:

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Birba, Patty e La Bersagliera: chi scegliere?

Sapete che Google vi osserva e sa tutto di voi? A questo indirizzo potete scoprire come siete visti dagli occhi dei pubblicitari del motore di ricerca. Io, per la cronaca sono fotografato così:

Categorie di interesse:
Acquisti – Abbigliamento
Arti e intrattenimento – Musica e audio – Musica pop
Community online – Hosting e condivisione di file
Viaggi

Dati demografici:
Età: 18-24
Sesso: maschile

Beh, tutto azzeccato, no? (il primo che obietta sull’età lo stronco).

Comunque, se è vero che le pubblicità che compaiono sui siti internet sono più utili di quelle tradizionali in quanto “contestuali” (e pertanto cucite su misura sugli interessi dell’utente), non oso pensare che profilo abbia di me l’agenzia pubblicitaria (non è Google, evidentemente) che mi propone piccanti incontri online con codesti sfiziosi bocconcini a metà strada tra la Granny assatanata e il Camposanto:

 

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Chiusura di Megavideo e Megaupload, parliamone

megavideo chiusoNon vorrei parlarne con il sentimentalismo giustificatorio – e un po’ romantico – dell’ “utilizzatore finale”, perché senza i vari “Mega” si vive lo stesso, e comunque le risorse in rete per la condivisione di file sono pressoché infinite (la sparizione coatta di un servizio da internet di solito comporta che ne nascano in tempi rapidissimi almeno dieci analoghe reincarnazioni).

Se si vuole affrontare il  discorso con un approccio più astratto bisogna partire da un presupposto fondamentale e imprescindibile: la distinzione tra contenitore e contenuto. Se io creo un servizio/contenitore aperto al pubblico e questo viene usato illecitamente dal pubblico stesso, non si capisce perché debba essere incolpato io, creatore del servizio, e non il soggetto terzo che effettivamente commette l’illecito usandolo impropriamente.

E’ come se qualcuno ipotizzasse  di voler chiudere la Ferrari perché alcuni che vi si mettono  alla guida spingono l’acceleratore a 200 km/h in centro abitato. O come voler chiudere le fabbriche di pentole perché Bigazzi dentro ci cucinava i gatti.

Non è Megavideo, dunque, ad essere fuorilegge, è l’uso che i suoi utenti ne fanno ad esserlo (seppur le leggi violate sono a dir poco anacronistiche per i tempi in cui viviamo). Che, poi, quelli di Megavideo si siano arricchiti chiudendo un occhio (anche due) su questo aspetto è un altro discorso. Però, obiettivamente, non mi sento di condannarli meno rispetto a una major del disco che paga un autore 50 centesimi e vende i suoi CD  a 30 euro.  E qui si apre inevitabilmente la grande questione morale: siccome ne ho lette di ogni in queste ultime 24 ore, volevo dire che mi dissocio da quelli che “io prendo 800 euro al mese e non posso comprare tutti i dischi/dvd/abbonamenti-alle-pay-tv che vorrei pertanto è giusto che me ne appropri indebitamente”. Non è mai morto nessuno per non aver visto una stagione di Dexter, o un film rippato al cinema con la gente in sala che tossisce, o una puntata di X-Factor (GIAMMAI!), o per non aver scaricato orridi album di Lady Gaga  (che poi io mica ci credo che se costoro disponessero di redditi più alti, li spenderebbero davvero in qualcosa che si può avere gratis comunque… soprattutto gli album di Lady Gaga, dato che è stata lei stessa a regalarli in quanto rimasti tristemente invenduti).

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