Category - Mondo malato

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Porno del Tubo
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Ehi brillantone
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Accattatev’ illa
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Pizze e Mandolini
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Desperate Irene
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Viagra Rannisi
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Esequie trash

Porno del Tubo

Spinto dalla curiosità della notizia letta in giro, che il più noto contenitore di video della Rete, Youtube, ha un neonato cugino tutto dedicato al mondo del porno, Pornotube, ho pensato bene di farci una visita (vi sconsiglio di aprirlo dall’ufficio…).

Sui contenuti non mi esprimo, visto che non lasciano certo spazio all’immaginazione, ma navigandoci un po’ si capisce bene qual è la piega che il sito sta prendendo: le luci su Pornotube non sono rosse: sono viola, fosforescenti, abbaglianti ed eccessivamente gay-oriented. Sarà comunque un successo. Lo slogan potrebbe essere: Pornotube – Anche senza patatina, qualcosa tira sempre.

La rete Internet è stata fin dalla nascita al centro delle polemiche per essere un facile contenitore di pornografia. Ma se finora eravamo abituati a visitare siti dell’hinterland internettiano per avere accesso ad un po’ di sane vecchie cose oscene, a volte pure protette da password (che tentavamo con tutti i mezzi di craccare), oppure ad aspettare giorni per scaricare qualche video di pochi secondi da Emule, oggi con Pornotube tutto è veloce, semplice e a portata di clic. Sarò moralista, ma mi sembra che una tale facilità nell’accesso a certi contenuti, in quel modo, senza controllo, sia quantomeno pericolosa e segno di una esagerata libertà che, a volte, non è poi così necessaria.

Ehi brillantone

Quando vedo certe pubblicità, tipo quella del detersivo per piatti interpretata dalla coppia Alessia Mancini – Flavio Montrucchio, mi viene voglia di emigrare in Antartide per scoprire se qualche pinguino sia più creativo di certi copywriters nostrani.

Accattatev’ illa

Sofia Scicolone, in arte Loren, attrice (chi non si ricorda la sua miglior performance nello spot Parmacotto?) e zia di Alessandra Mussolini.

Con queste credenziali non poteva essere che lei la protagonista del prestigioso Calendario Pirelli 2007, dove la vedremo vestita con nient’altro che copertoni da 18. E mentre i gerontofili di tutto il mondo esultano, alla Adobe fervono i lavori per fare uscire giusto in tempo per l’occasione il nuovo Photoshop 2007 – Babbiona Edition.

Pizze e Mandolini

Ho appena visto una terrificante televendita di suonerie interpretata da Annalisa Mandolini (nella foto) in compagnia di una margherita al chromakey. Cantano e ballano. Un’allegria che neanche al cimitero il 2 di novembre.

Io ho capito che questa povera donna si è macchiata dell’orrendo crimine di aver partecipato a “Non è la rai”, però dopo le telepromozioni dei tampax con la De Filippi, pensavo avesse espiato in pieno le sue colpe…

Desperate Irene

La fotogallery più vomitevole dell’estate si trova qui. La sequenza degli scatti è a dir poco tragica.

Si parte com una Irene Pivetti allegra come se le avessero appena comunicato la morte del suo criceto, ed un Costantino Vitagliano in versione elefante intimidito da un sorcio. Poi il Costa si scioglie, prende un po’ di coraggio e le rivela quali sono le reali (nel senso di “vere”, non di “nobili”) dimensioni che si nascondono dentro le sue mutande.

La bella Irenetta prima sorride, poi, incredula, comincia ad allungare una mano verso i paesi bassi dell’ex tronista. Purtroppo sembra non trovar nulla e la sua faccia risulta parecchio disgustata, come se dovesse spalmare su una fetta biscottata il contenuto del suo intestino.

Eh, non è mica facile gestire la Pivetti: è una abituata bene, tutti i suoi ex colleghi di partito l’avevano avvezzata ad un discreto celodurismo.

Dal disgusto si trascende presto alla rabbia totale, quando, dopo la delusione front-side, l’ex presidente della camera va nel backstage, alla ricerca di qualche pezzo di chiappa da tastare, ma anche qui sembra non trovare ciò che desidera, rimanendo insoddisfatta, schifata e corrucciata.

E, dopo aver visto ‘ste foto, sapesse noi!!!

Viagra Rannisi

E’ incredibile. Quando il Settimanale Di Più e TGCom si mettono insieme, la sinergia è a dir poco esplosivamente trash.

Avevo ventidue anni – racconta Rosario, che quest’anno ha partecipato a due reality, prima al Grande Fratello, poi alla Fattoria – quando scoprii di avere una malformazione al condotto urinario e subii due interventi nella parte più intima e delicata del corpo di un uomo

E ancora:

Mi sentivo un mezzo uomo. La fede mi ha aiutato piano piano ad uscire da quel torpore psicologico in cui ero caduto

Complimenti alla fede.

Esequie trash

Stamattina sono stato ad un funerale. Erano secoli che non andavo ad un funerale, anzi, per la precisione, erano secoli che non mettevo piede in una chiesa.

Non pensavo che i funerali, anche qui da noi, fossero stati talmente “americanizzati” da diventare simili a quelli che si vedono nelle serie tv d’oltreoceano e influenzati addirittura dalla tv di genere.

Mi spiego meglio.

I ricordi che ho delle funzioni religiose, legati sopratutto alla mia infanzia/adolescenza, sono indubbiamente di qualcosa di assolutamente rigido, preorganizzato, scritto e letto senza neanche un minimo di improvvisazione. Quella che ho visto oggi, invece, è stata una cerimonia ai limiti del trash e del politically incorrect. Sono cinico, lo so. Ma non posso restare indifferente di fronte ad un parroco che sbaglia il nome e l’età del povero defunto, non posso restare indifferente di fronte ad alcuni partecipanti che, con una temperatura equatoriale, erano tappati come se stessero partecipando alla notte degli oscar. Per non parlare delle “letture” iniziate poi interrotte perché al lettore viene fatto presente che ha sbagliato la pagina da leggere, dei cellulari che squillano maleducatamente e del chiacchiericcio pettegolo della gente assiepata fuori dalla chiesa, perché, all’interno non c’è più posto. E non posso nemmeno ignorare il momento dello “scambio del segno della pace”, in cui per due minuti, la chiesa si trasforma nel mercatino rionale in cui tutti si muovono, camminano, si cambiano di posto, scambiano parole sottovoce e sorrisi ammiccanti, dimenticando qualsiasi rispetto per quella bara che dal centro della chiesa chiede nient’altro che pietà.

Ma il momento clou si ha alla fine della celebrazione, quando, e qui sta a mio avviso la novità a cui non avevo mai assistito, chiunque (amici, parenti, conoscenti) possono impossessarsi del microfono e dire ciò che vogliono.

E’ sempre pericoloso quando succede, è pericoloso quando lo spettacolo prosegue senza canovaccio, è pericoloso quando sul palco si lascia che a farla da padrona sia l’improvvisazione. Ecco allora le polemiche contro il mondo per una morte improvvisa e violenta, ecco chi ricorda tutto ciò che di bene il de cuius ha fatto per la comunità. Ma soprattutto, ed ecco il vero momento topico, può anche succedere che ad un funerale, uno degli amici più stretti del morto prenda in mano il microfono e si metta a recitare la preghiera di Zequila. Si, proprio quella. La stessa che “Er Mutanda” ha spacciato per sua all’isola dei famosi, trasformandola di fatto nella fesseria più trash che bocca umana può pronunciare.

La chiusura in bellezza fa scattare in automatico l’applauso della platea (io, per la cronaca non ho applaudito), ed è subito reality show. Il caldo c’era, mancavano solo le palme e Simona Ventura, poi avremmo fatto l’en plein. Lo scrivo qui sperando che valga come testamento: quando morirò io voglio ballerine brasiliane e il televoto per scegliere il loculo dove la mia bara dovrà essere accomodata. Lo esigo. Sono stato cinico, lo so. Ma chissene…

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