Nuovi bestseller

Scritto da Chissenefrega il 23 Settembre 2006 – 11:21 -

Cos’abbia di tanto interessante da dire Alessia Fabiani, per doverlo scrivere addirittura in un libro, è davvero un mistero. Forse deve raccontare di quella volta che ha imparato la “coreografia del salame” a Passaparola, o di quando ha spedito un sms a Bettarini. Oppure di quando, presa dalla disperazione, l’ha data al figlio della Parietti o ancora di quando, in una intervista, si è spacciata per prossima conduttrice del Festivalbar ma è stata smentita da un comunicato stampa di Mediaset, dopo 5 secondi (anche se, pensandoci bene, piuttosto della insipida Chiabotto, avrei quasi preferito lei).
Prevedo che le “memorie di una ex-letterina” diventeranno un grande best seller, più del libro di Costantino. Un’opera più trasgressiva del bollettino parrocchiale e piena di colpi di scena che neanche il Codice da Vinci. D’altronde, da una che fa il salto in alto senza mutande cosa ti aspetti? Che, per inciso, quella volta le avevano detto che c’era di mezzo un’ “asta” e quindi lei ha pensato bene di prepararsi, mica pensava di doverla saltare…


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Patricia Cornwell, sfida forense

Scritto da Chissenefrega il 24 Luglio 2006 – 04:00 -

Mi sarebbe sempre piaciuto essere un lettore di quei bei mattoni da eruditi, quei tomi pesanti una quintalata, che se ti cadono su un piede rischi di restare zoppo a vita. Però almeno sei colto. Colto ma zoppo, un buon compromesso.

Invece, tra le mie letture preferite (oltre ovviamente al “Settimanale Di Più”), ci sono gli Oscar Mondadori supercommerciali in versione economica, di cui non sono mai riuscito, peraltro, a portarne a termine nessuno che non avesse tra le sue pagine una massiccia dose di sangue, cadaveri, sbudellamenti e scene che travalicano l’orrorifico. Così è successo che ho conosciuto lei.

Le mie conoscenze letterarie non vanno più in là di Patricia Cornwell. Da più di un decennio sono un suo appassionato lettore. Dall’incontrastato capolavoro d’esordio, “Postmortem“, ho seguito tutta la sua involuzione artistica, ma continuo tuttora a leggerla, sperando che prima o poi i suoi romanzi ritornino ad avere il fascino di un tempo. Per dire la verità, fino alla fine degli anni 90, i suoi lavori, considerati dalla critica eccezionali narrazioni di genere thriller, aventi per protagonista l’anatomopatologa di origine italiana Key Scarpetta, la nipote genio-dei-computer Lucy Farinelli e il detective Pete Marino, erano molto appassionanti, seppur via via che passavano gli anni il calo di creatività si facesse pesantemente sentire. Dagli anni 2000 in poi, e nelle opere aventi per protagonisti altre storie (al limite della commedia) ed altri personaggi (che non hanno riscontrato il successo del coroner Scarpetta), i romanzi di Patricia Cornwell sono diventati noiosi, pesanti e mal scritti rasentando quasi l’illeggibilità. Probabilmente la colpa è da attribuire ad una scelta poco oculata dei ghost writer, visto che ormai tutti dicono che la scrittrice si limiti soltanto a firmare i libri che pubblica, dedicandosi a fare shopping coi miliardi guadagnati.

In questo momento sto leggendo “La Traccia“, uscito l’anno scorso e sul comodino ho già pronto “Predatore“. Negli USA è appena uscito “At risk” che mi auguro arrivi presto anche da noi. Dopotutto, Patricia Cornwell, non la puoi snobbare: si è assicurata un posto di prestigio tra le più importanti scrittrici contemporanee e a lei vanno molti meriti se il pubblico (anche televisivo) ha cominciato ad affezionarsi ai luminol, ai kit per la rilevazione delle impronte e ai tavoli per le autopsie. Insomma a tutto quel filone poliziesco-investigativo-legale, ben rappresentato da fenomeni come C.S.I. o, se proprio vogliamo essere clementi, R.I.S. qui in Italia.

Sul suo sito ho appena finito di giocare all’interessante gioco del detective. Una “forensic challenge” in streaming, introdotta e giudicata dalla stessa Cornwell, che mette alla prova le nostre capacità di investigatori della scientifica, chiamati ad indagare sulla scena di un delitto (necessita di banda larga, conoscenza dell’inglese e passione per il crimine). E, non per dire, ma su 16 domande ne ho sbagliata solo una (grrrrr… dannata lacca per capelli!!!!).


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