Category - Internet

1
Google compra You Tube
2
Public relations
3
In vendita il curriculum di Kevin Federline
4
Prodi Rap
5
Myspace: entrarne o uscirne ?
6
Britney Spears – Il mistero dell’unofficial album
7
Sara, svegliati è autunno

Google compra You Tube

Vengo a sapere or ora (dalla viva voce di Maria Lusia Busi al TG1!) che, alla modica cifra di 1 miliardo e mezzo di dollari, Google si è comprato nientepopodimenochè You Tube. Già, è un classico: quando un tuo prodotto non funziona (Google Video), se hai tanti soldi da spendere, ti conviene comprarti il concorrente senza farti troppe paranoie.

Public relations

Io non sono molto bravo con le pubbliche relazioni e, spesso, mi accorgo poco di certe cose (che volete, sono troppo preso da Britney, Paris e Silvia Abbate). Per cui scopro solo ora che ci sono dei colleghi bloggers che mi linkano tra i loro preferiti, ai quali devo ovviamente ricambiare il favore. Per cui, quelli di cui mi sono accorto li aggiungo adesso nel mio blogroll (si chiama così?)… se ce ne sono degli altri, please, si facessero vivi!!

In vendita il curriculum di Kevin Federline

Su Ebay si trovano sempre proposte molto interessanti:

This is a Kevin Federline’s resumè. I was able to get it from not his desk while he was at not work. It is a must have for any fan’s collection. It is completely blank so you could fill it in any use it as your own resumè if you need to.

Siore e siori fate la vostra offerta, e siate rapidi che il tempo stringe.

Myspace: entrarne o uscirne ?

Poco tempo fa leggevo un interessante articolo che ben spiegava il successo di Myspace, sito che, ultimamente, ha superato addirittura Google in numero di accessi. Myspace è una community di persone che è molto cool farne parte. Tanto che pure molti artisti, cantanti e personaggi famosi in genere hanno creato il loro spazio virtuale, vero o fake che sia. Tra loro, gli associati di Myspace instaurano rapporti di amicizia virtuale: ci si scambia i rispettivi link delle pagine degli account e si viene aggiunti alla lista dei propri “amici”. Chi ha più amici è il personaggio più popolare, quello che sa fare meglio pubbliche relazioni, che scrive e che risponde ai messaggi degli altri, che condivide con la community i propri momenti, le idee e le opinioni. Insomma la stessa cosa che succede nella vita reale. Ma con il rischio che la proiezione della propria vita sociale su internet prenda il sopravvento e diventi la vita vera, fatta soltanto di rapporti inesistenti. Rischio che sembra assurdo ma che, considerato che il frequentatore assiduo di Myspace è il teenager americano medio, è più vicino alla realtà di quanto non si possa immaginare. Inoltre, dato l’alto numero di iscritti da tutto il mondo, i contenuti sono difficilmente controllabili e, infatti, in svariate pagine di Myspace si trovano facilmente foto e video pornografici nonchè files con violazioni palesi del diritto d’autore. Senza contare che la giovane età dell’utente medio può essere un incentivo ai tentativi di adescamento di minori da parte di qualche malintenzionato della peggior specie. Nonostante tutto, Myspace comincia a fare pesantemente parte delle nostre vite di sempliciotti navigatori internettiani vecchio stampo, anche se sinceramente non si sa quanto durerà. In più è uno strumento che consente a chiunque di esporsi e di mettere in vetrina i propri lavori, i propri talenti. Soprattutto musicali. Di Lily Allen, ad esempio, partita proprio da Myspace per andare alla conquista dei mercati discografici tradizionali abbiamo già parlato. In tutto questo, però, c’è chi insinua molti, legittimi, dubbi, che un portale di tale entità nasconda dietro la parvenza di gratuità e filantropia, dei secondi fini non del tutto trasparenti. E quando il padrone si chiama Rupert Murdoch, il quale ha sborsato 580 milioni di dollari per l’acquisto, beh, il sospetto viene. Leggete qui: un gruppo di anarchici spiega tutto quello che c’è da sapere sul fenomeno del momento.

Britney Spears – Il mistero dell’unofficial album

J&J, musicofili e attenti lettori di questo blog, mi segnalano, meravigliandosi che io non sia al corrente della notizia (e me ne sono meravigliato anche io, visto che una volta appresa la novità ho avuto un preoccupante calo di zuccheri sanabile soltanto con una flebo da 20.000 cc di gossip estremo e gelato al gusto puffo), che in rete, nei soliti siti inciucioni, si può scaricare “Can you handle mine“, un album non ufficiale di Britney Spears, che doveva uscire la scorsa primavera, ma che nella realtà non ha mai visto la luce in quanto l’interprete sarebbe stata troppo occupata tra litigi coniugali e gravidanze isteriche. A fine 2005, infatti, voci di corridoio (io, ad esempio, le sentivo nel corridoio di casa mia mentre mia madre passava l’aspirapolvere) mormoravano che l’uscita dell’album fosse imminente, ma la canzone “Mona Lisa” che doveva essere il singolo di traino, e il pezzo in cui Britney riponeva le proprie speranze per un rilancio di carriera, fosse anche passato completamente inosservato da parte dei media. Tanto che Britney aveva preferito richiamare l’attenzione su di sè mettendo al mondo un altro figlio per far parlare le cronache rosa e preparare il terreno con un bel po’ di “buzz“, di cui è sempre stata maestra, all’uscita di un nuovo disco. Verità ? Falsità ? Pettegolezzi ? Il dovere di cronaca mi obbliga ad precisare che non esiste nessun album unofficial di Britney Spears: quella che circola in rete è una raccolta di b-sides poco noti, singoli già usciti e remix già editi nell’ultimo album ufficiale di Britney (“B in the Mix“, campione di vendite nei Paesi dell’Estremo Oriente) e tutte le canzoni sono temporalmente precedenti alla nascita del suo primo figlio, Sean Preston.

Il nuovo, vero, album di inediti è previsto per il 2007. Il rapido dilagare del fake-album di Britney, comunque, sta ad indicare che in molti ne sentono la mancanza ed hanno il desiderio di rivederla sulla scena musicale. Io di più: il mio emu…. cioè volevo dire il mio portafoglio è sempre pronto ad alleggerirsi di quei 20/25 euro a favore delle tasche di Britney, che adesso tiene pure famiglia. E non vorrei mai che, a causa mia, due poveri neonati patissero la fame.

Sara, svegliati è autunno

Nel mondo dei blog, c’è gente che cerca in tutti i modi di appropriarsi di qualche quarto d’ora di celebrità. E quando c’è di mezzo il sesso, la fama è assicurata. Sara, ad esempio, si dice in giro che sia la blogger del momento: si è autonominata protagonista della rivisitazione in chiave personale della trama di “Proposta indecente“. Se, nel film, un miliardario offriva un milione di dollari per trascorrere una notte con Demi Moore, Sara, che potrebbe benissimo essere un fake (di cui, peraltro, vorrei conoscere curriculum e aspetto fisico) ribalta le carte e offre se stessa per 1200 euro (al mese) al primo direttore del personale che passa, in cambio di quell’ utopia negata che è il “posto fisso“.

Ora, io potrei polemizzare per ore ed ore con certi miei coetanei che non fanno altro che riempirsi la bocca (no, qui non sto parlando di sesso) di frasi trite e ritrite, che si lamentano del crudele mondo del lavoro ma non fanno nulla per farsi avanti, crescere, modificare la loro situazione di staticità, che vivono passivi senza mai farsi passare neanche lontanamente per il cervello l’idea di poter prendere il toro per le corna, pensando che tutto gli sia dovuto.

Ma non voglio fare polemica. Però lasciatemi almeno eccepire che questa Sara ha un tariffario assai spropositato, quando, certe battone sul ciglio della tangenziale, per 40 euro ti fanno di tutto e di più, e non devi neanche fare la fatica di sorbirti le storie noiose della loro triste vita, raccontate in ufficio il giorno dopo.

© 2006-2014 - Chissenefrega 2.0 #whocares #zeroodio #tantoammore - Created by Meks. Powered by WordPress.