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Google getta fango sul sottoscritto! Una campagna mediatica indegna di un Paese civile volta esclusivamente a screditare il buon nome del Chissenefrega blog!
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Mark Zuckerberg personaggio dell’anno?
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Strateggizmo sentimentale per una percentuale infinitesimale di stolti
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Parata di stelle (bollite)
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Susan Boyle ha un rospo in gola
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Quando la canzone è niente, la cover è zero
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Ridoppiaggi musicali

Google getta fango sul sottoscritto! Una campagna mediatica indegna di un Paese civile volta esclusivamente a screditare il buon nome del Chissenefrega blog!

E’ dal 1994 che ne ho il sospetto, e finalmente i fatti confermano: Google cospira contro il sottoscritto mediante una campagna mediatica veramente indegna di un Paese civile, una vera e propria macchina del fango che non ha precedenti nella storia della Repubblica. Secchiate di menzogne e tonnellate di falsità architettate ad arte per screditare chi blogga onestamente e vuole solo fare il bene della blogosfera! E adesso non tirate fuori il discorso che nel 1994 Google neanche esisteva e i suoi inventori erano ancora all’asilo: è ciò di cui loro stessi vi hanno convinto plagiando le vostre menti sfruttando un monopolio dei media che non ha eguali in nessun’altra democrazia occidentale.

Ma veniamo ai fatti. Mi scrivono un paio d’ore fa gli amici di Google Adsense, fornitore della pubblicità di questo blog (con il quale attualmente si incassa la mirabolante cifra di circa un centesimo di euro alla settimana):

Durante una recente revisione del suo account abbiamo riscontrato che sta pubblicando gli annunci Google in un modo che non è conforme alle norme del programma

VIOLAZIONI TROVATE:

ADULTI/PORNOGRAFIA: Come stabilito dal regolamento del programma, ai publisher AdSense non è consentito pubblicare annunci Google su pagine che trattano contenuti pornografici, tra cui foto o video che contengono immagini di nudo o atti sessuali.

E mi linkano la seguente pagina dove l’orrenda e pornografica violazione del regolamento, dei diritti umani, della dignità della donna (Striscia la Notizia docet e, in questo caso, Google mi pare più retrogrado, viscido e bigotto di Antonio Ricci), del codice civile, penale, della strada e delle regole del Monopoli (Chissene in prigione direttamente e senza passare dal via!) avrebbe avuto luogo. Ovvero un post di due anni fa dove si parla del topless di Lady Gaga e si intravede ADDIRITTURA un Germanotto capezzolo.

Devo dire che sono molto amareggiato. Non tanto dalla suddetta campagna ordita da chi vive nell’invidia e usa la magistratura rossa per fare lotta politica (ehm…), bensì dal fatto che devo pure difendere Lady Gaga che colpe – una volta tanto in vita sua – non ne ha. Lei è solo una ragazza in difficoltà. Pubblicare una sua foto già ampiamente rimbalzata su giornali e siti di ogni centimetro quadrato di terre emerse, soprattutto una foto (ma tu guarda cosa mi tocca scrivere) ARTISTICA dove di pornografia non c’è una mazza e dove si mettono, ironicamente e con lo stile sempre sobrio sobrissimo e soberrimo che contraddistingue questo blog, a confronto due topless di due note popstar, sarebbe ordunque un reato così grave capace di macchiare per sempre l’onorabilità e la candida fedina penale di un blogger che si è sempre distinto per onestà e irreprensibilità e che si è sempre fatto in quattro per aiutare i bisognosi, soprattutto giovani minorenni marocchine indigenti con naturale propensione per il meretricio invitandole nella sua villa di Arc… sto divagando.

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Mark Zuckerberg personaggio dell’anno?

zuckerberg personaggio dell'anno

Io avrei preferito Alfonso Luigi Marra (o Gemmadelsud o Stefano Filipponi) come personaggio dell’anno. Time, invece, elegge Mark Zuckerberg, scatenando in rete tutte le più condivisibili perplessità sul “perché adesso e non per esempio l’anno scorso” e sul “se FB è un successo mica è merito di Zuckkino, bensì dei 600 milioni di utenti, per cui dovremmo esserci noi al posto suo in copertina”. Comunque, può uno con questa faccia, essere il personaggio dell’anno? Dai, siamo seri. Poi a me sembra che abbia pure una inquietante somiglianza con Patrizia De Blank…

Strateggizmo sentimentale per una percentuale infinitesimale di stolti

Siete una PERCENTUALE INFINITESIMALE DI STOLTI!!!! Alfonso Luigi Marra risponde con un messaggio ufficiale assai criptico (come la recitazione arcuriana: a proposito perché Manuelona nostra all’inizio dello spot muove velocemente le palle degli occhi come fosse in piena fase Rem? Cosa c’è scritto in quel fatidico SMS? E perché a metà c’è uno stacco in cui cambia lo sfondo, l’inquadratura si avvicina e i suoi capelli scolpiti modificano la forma? Alfonso Luigi, svela questo mistero, tu che puoi) alle critiche al suo spot trash, mosse da qualche centinaio di mentecatti che vagano per internet “senza cliccare orientamenti” (EH?????).

Se pure il libro è scritto con la stessa “varietà di stili” (cit.) del comunicato, io ve lo dico, ne compro mille copie, ve le regalo e vi invito ad una sessione di lettura e parafrasi che terminerà con grande un falò nel caminetto.

Parata di stelle (bollite)

Vagonate di star della tv, del cinema e della musica anni 80 e 90 (qualcuna anche più recente, ma dimenticata e scomparsa dalla scena) riunite insieme digitalmente sopra un chromakey di finta spiaggia a cantare “Let it be”. Un turbinio di emozioni che fa riaffiorare alla memoria tanti tasselli di un puzzle ormai scomposto e depositato in soffitta, dentro uno scatolone rovinato dall’umidità. Il meraviglioso promo per la nuova stagione di “Glyne Tider”, show on the road della tv norvegese che va alla riscoperta delle stelle ormai eclissate, è davvero qualcosa di epico.

Tra loro anche i nostri Alberto Tomba e Bud Spencer; poi Josie Bisset (scomparsa dopo Melrose), Kelly Mc Gillis (che vecchia!), i bollitissimi Boyzone, le protagoniste di Twin Peaks, i Rednex di Cotton Eye Joe, Nightmare, Dottor Alban, Milli Vanilli, Carlton il cugino del Principe di Bel Air, il tenente Colombo e tantissimi altri. C’è persino Leslie Nielsen, nella sua ultima apparizione da vivo.

Prendetelo come un augurio (o un non-augurio, fate voi) di Natale. Tanto ormai ci siamo, no?

Ridoppiaggi musicali

Nuovo passatempo per i perditempo internettiani (che sareste voi, eh, mica io…): prendere un videoclip di una canzone famosa e reinciderla cambiando parole e musica rimanendo però fedeli alle parti “visive” strumentali (ovvero quando è inquadrata una chitarra far suonare una chitarra) e mantenendo l’aderenza al labiale pur con lyrics diverse e – inevitabilmente – un po’ folli. Spiegazione troppo simonaventuriana? Agevolo videi esplicativi. Potrei pagare per vedere l’idea applicata a videoclip di Marco Carta o Paola e Chiara.

Van Halen – Jump (qui l’originale) diventa “Job”:

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