Category - Internet

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Chiusura di Megavideo e Megaupload, parliamone
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Celebrity Twitter 2009 (ovvero: come eravamo 2 anni e mezzo fa)
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The real Poetessa Brasiliana
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Il santo del giorno – Roberto Malone
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Quello che non uccide fortifica…
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Belen hot – Il sex tape di Belen Rodriguez
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Il nuovo Facebook (dal 5 ottobre). Sconcerto e caos: bacheca soppressa, foto ovunque, comunicazioni azzerate

Chiusura di Megavideo e Megaupload, parliamone

megavideo chiusoNon vorrei parlarne con il sentimentalismo giustificatorio – e un po’ romantico – dell’ “utilizzatore finale”, perché senza i vari “Mega” si vive lo stesso, e comunque le risorse in rete per la condivisione di file sono pressoché infinite (la sparizione coatta di un servizio da internet di solito comporta che ne nascano in tempi rapidissimi almeno dieci analoghe reincarnazioni).

Se si vuole affrontare il  discorso con un approccio più astratto bisogna partire da un presupposto fondamentale e imprescindibile: la distinzione tra contenitore e contenuto. Se io creo un servizio/contenitore aperto al pubblico e questo viene usato illecitamente dal pubblico stesso, non si capisce perché debba essere incolpato io, creatore del servizio, e non il soggetto terzo che effettivamente commette l’illecito usandolo impropriamente.

E’ come se qualcuno ipotizzasse  di voler chiudere la Ferrari perché alcuni che vi si mettono  alla guida spingono l’acceleratore a 200 km/h in centro abitato. O come voler chiudere le fabbriche di pentole perché Bigazzi dentro ci cucinava i gatti.

Non è Megavideo, dunque, ad essere fuorilegge, è l’uso che i suoi utenti ne fanno ad esserlo (seppur le leggi violate sono a dir poco anacronistiche per i tempi in cui viviamo). Che, poi, quelli di Megavideo si siano arricchiti chiudendo un occhio (anche due) su questo aspetto è un altro discorso. Però, obiettivamente, non mi sento di condannarli meno rispetto a una major del disco che paga un autore 50 centesimi e vende i suoi CD  a 30 euro.  E qui si apre inevitabilmente la grande questione morale: siccome ne ho lette di ogni in queste ultime 24 ore, volevo dire che mi dissocio da quelli che “io prendo 800 euro al mese e non posso comprare tutti i dischi/dvd/abbonamenti-alle-pay-tv che vorrei pertanto è giusto che me ne appropri indebitamente”. Non è mai morto nessuno per non aver visto una stagione di Dexter, o un film rippato al cinema con la gente in sala che tossisce, o una puntata di X-Factor (GIAMMAI!), o per non aver scaricato orridi album di Lady Gaga  (che poi io mica ci credo che se costoro disponessero di redditi più alti, li spenderebbero davvero in qualcosa che si può avere gratis comunque… soprattutto gli album di Lady Gaga, dato che è stata lei stessa a regalarli in quanto rimasti tristemente invenduti).

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Celebrity Twitter 2009 (ovvero: come eravamo 2 anni e mezzo fa)

Premessa: questo è un mio post del luglio 2009 (pubblicato sul defunto Blogmagazine). Lo ripropongo oggi in modalità “amarcord”, visto che da qualche settimana Twitter è diventato la moda del momento per le celebrità nostrane. All’epoca, invece, i vip italiani lo snobbavano, preferendo altri social network. Nei prossimi giorni ne scriverò un immancabile aggiornamento alla luce delle evoluzioni che ci sono state in questi due anni e mezzo e per tentare di capire come le nostre star dello showbiz lo stanno utilizzando (cioè male).

[nel frattempo, se volete seguire il sottoscritto pure su Twitter:
http://twitter.com/chissenefrega ]

I fondatori di Twitter sono un tipico duo dall’aria nerdosa che si fa fotografare con l’uccellino blu, simbolo del social network, appoggiato sulla spalla. Un po’ come Del Piero nella pubblicità dell’acqua minerale, ma loro hanno l’espressione convinta di quelli ben consapevoli che la loro invenzione ha tutte le carte in regola per rivoluzionare la comunicazione sul web (tanto da permettersi di rifiutare offerte d’acquisto milionarie), mentre l’acqua minerale fa solo fare tanta plin-plin.

Il segreto di Twitter sta nell’essenzialità: 140 caratteri dove cinguettare al mondo “what are you doing?”. Non ci sono recinti di amicizie, ma tutte le conversazioni sono pubbliche e accessibili ad ogni utente: l’uccellino blu mette a disposizione il minimo indispensabile da cui si può trarre il massimo rendimento a livello comunicativo, a patto di avere il dono della sintesi.

Se in Italia i media si preoccupano di pubblicizzare (e di essere presenti su) Facebook, data la popolarità di quest’ultimo tra il “grande pubblico” di ogni età, cultura e status sociale anche non particolarmente avvezzo alla tecnologia, probabilmente Twitter – da noi – rimane ancora uno strumento adatto solo a chi ha più confidenza con l’informatica o, almeno per il momento, a chi ha qualcosa da dire e non passa le giornate a fare i test facebookiani per scoprire “Quanta percentuale di tronista c’è in te?” oppure ad iscriversi a gruppi tipo “Tutti quelli che vorrebbero fare il tagliando alla Escort Patrizia D’Addario”.

Da più parti si afferma che Twitter cambierà il nostro modo di scambiarci opinioni, di fare informazione (basti pensare ai recenti, tragici, fatti in Iran) o disinformazione: le celebrità estere più modaiole, vogliose di farsi notare e coscienti di avere una scia di seguaci affamati come balene, si adeguano abbandonandosi al piacere trendy della twitterata libera rilasciando frammenti pubblici della loro intimità, come fosse plancton nell’oceano del gossip internettiano.

I cinguettii dell’immancabile Britney Spears (2.120.000 followers) sono tra i più letti del social network. La popstar parla dei frappuccini di cui è ghiotta (e si vede), dà informazioni rapide sui suoi impegni futuri, scatta foto dalle finestre degli hotel in cui è ospite e le condivide coi suoi fan attuando una forma di “comunità partecipativa” dove è lei – una volta tanto – ad avere il controllo della situazione e non i paparazzi. Sempre che non le capiti la sfortuna di veder violato il suo account: qualche giorno dopo la morte di Michael Jackson, sul profilo Twitter della reginetta del pop compariva l’inquietante frase “Britney has passed today. It is a sad day for everyone”, che la povera Britney è stata costretta a smentire dopo aver cambiato la password, ovviamente.

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The real Poetessa Brasiliana

L’appuntamento con Paula Gilberto Do Mar è uno dei più attesi della domenica pomeriggio (anzi, direi che forse è il miglior momento di una domenica generalmente bigotta e noiosa [Raiuno], vuota e plasticosa [Canale 5], soporifera e old school [Raitre], fin troppo pacata e annacquata [Raidue]). Ma (BADABEN!) da dove avrà mai preso l’ispiraSSione (ECCOLA!) Virginia Raffaele per il personaggio ormai cult della Poetessa Brasiliana?

Forse da Marcia Teophilo, che secondo me è meglio di ogni eventuale tentativo di imitaSSione (notare il folto pubblico letteralmente estasiato, ma soprattutto il momento alla fine del video in cui suona un cellulare e la Poetessa libra lo sguardo nell’aere come assorta da leggiadra visione di angelica sembianza nella terrena stanza):

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Il santo del giorno – Roberto Malone

Che dire: i compleanni delle star del porno mi affascinano sempre molto. Tra l’altro devo ringraziare Wikipedia che sull’argomento è più informata di Pornotube (si potrebbe dire che Wikipedia è la mente, Pornotube il braccio…).

roberto malone

Roberto Malone tra gli anni 80 e 90 è stato indubbiamente il principale rivale del pelvicamente ben più noto (e piacente) Rocco Siffredi. Il brutale Malone (il cui vero cognome è “Pipino”, no comment), da trentenne vantava la presenza scenica di un concorrente del Grande Fratello ante litteram; oggi pare un pensionato avvinazzato che va all’osteria la domenica mattina guidando una Lada Samara. Attualmente lavora come produttore a luci rosse, ma sua corposa filmografia lo accredita in due imperdibili perle che escono coraggiosamente dalla noiosa nicchia hard cercando contaminazioni più pop: “Cicciolina e Moana ai Mondiali” (la storia di come le due famose pornodive tentarono di sfiancare fisicamente le squadre avversarie per agevolare la Nazionale autoctona durante i Mondiali di calcio del 1990), e “Rocco e le storie tese” (che nacque nel 1997 da un’idea della band e fu portato avanti tra mille ripensamenti. Alle riprese Elio e gli altri parteciparono “attivamente” solo come musicisti; per descrivere il film basta questa dichiarazione di Siffredi: “un budget di 350 milioni di lire e loro non hanno neanche trombato”).

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Belen hot – Il sex tape di Belen Rodriguez

belen video hot

La moralità di un blog per famiglie come questo impone di non pubblicare link a filmati sconvenienti, per cui se proprio dovete guardarlo, il tanto vociferato sex tape di Belen Rodriguez leakkato in rete in queste ore, cercatelo altrove. Sappiate però che non troverete nulla che non possiate trovare in qualsiasi altro video porno amatoriale, ovvero: una infinta dose di noia, delle lenzuola orrende, qualità video sgranatissima, gemiti variegati (nel caso specifico in lingua spagnola; interessante il momento in cui Belen si definisce “puta” mentre è impegnata in un numero da kamasutra compreso tra il 68 e il 70, e particolarmente enfatico il finale in cui inanella a mitraglia una serie di “si-si-si-si-si-si-si-si-si-si“ a tonalità crescente) e un gatto che scorrazza indisturbato sul comodino.

La showgirl di Colorado, almeno all’inizio, sembra divertirsi molto: ridacchia sempre ed è vestita solo di un orologio e di un pendaglio a forma di croce. Il protagonista maschile non so chi sia, ma pare uno Julio Iglesias dei bei tempi andati. I due mettono in scena una specie di documentario Rai Educational dove non manca niente: la rosa sbocciata a primavera e il bocciolo ancora chiuso, le gocce di rugiada e il curioso colibrì, i movimenti tellurici e le zolle tettoniche. E il gatto sul comodino, naturalmente.

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Il nuovo Facebook (dal 5 ottobre). Sconcerto e caos: bacheca soppressa, foto ovunque, comunicazioni azzerate

Un evento certamente più interessante di Baila o di Star Academy, è senz’altro la nuova versione di Facebook che verrà attivata a tutti gli utenti del Facebookmondo (volenti o nolenti) il prossimo mercoledì 5 ottobre. Io l’ho attivata in anteprima con la procedura descritta qui (che prevede smanettamenti vari tra cui l’obbligo di registrarsi come sviluppatori e fornire il proprio numero di cellulare in attesa di un sms col codice di autenticazione, facendo attenzione che se avete più profili non potrete utilizzare lo stesso numero di telefono, pertanto vale la pena aspettare una settimana onde evitare questi oneri) e sono spaesato, allibito, sconcertato. Qui sotto due screenshot, cliccare per ingrandire.

Il social network più famoso dell’universo ci ha abituato ad upgrade di release continuativi e (non sempre) migliorativi rispetto alle versioni precedenti, mantenendo però inalterata la “user experience”. Facebook si evolveva apportando modifiche più o meno pesanti al layout, ma la struttura di base era grossomodo le stessa, bastava solo impratichirsi un attimo per apprendere le novità e poi tutto filava liscio come prima. La struttura notevolmente user friendly di Facebook e lo stream del flusso comunicativo in real time, stavano alla base del moderno concetto di social network: idee semplici e popolari che ne hanno decretato un successo tale da originare una guerra dei cloni sfociata in prodotti poco originali tipo Google Plus (che non mi ha mai convinto e da cui sono stato bannato, per cui ne parlo male a prescindere).

Il nuovo Facebook sembra volersi distanziare il più possibile dal rivale Google Plus, quasi a dirgli: “ok, mi hai copiato? E allora io cambio tutto”. E lo fa con un atto temerario che lascia interdetti, perché è tutto diverso e spiazzante e potrebbe succedere che in molti decidano di troncare la loro “relazione aperta” con un quello che è di fatto un prodotto completamente diverso dal precedente e che difficilmente piacerà in maniera incondizionata. La novità fondamentale sta nella soppressione della cosiddetta “bacheca”, sostituita dal concetto di “diario”: una trovata trendyssima e di forte impatto scenico, soprattutto per le “persone reali”  – e con tanto tempo libero – che potranno scorrere la timeline facebookiana per percorrere a ritroso la propria biografia (o quella dei propri amici) fino al giorno della nascita (!!!) rivivendo tutto ciò che, nel tempo, è accaduto sul profilo.

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