Category - Internet

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Per il ciclo “Notte Horror”: Terebongio
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Sara Tommasi hard – I primi fotogrammi del suo film porno in esclusiva mondiale
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Il comeback definitivo: Andy Bitch VS Andy Sentimental
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ATTO DI INTIMAZIONE E DIFFIDA
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Con Due Deca: gli 883 rivivono dopo vent’anni in una (imbarazzante) compilation indie
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Diggeiggiovani consigliati da bloggeranziani
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#WIDG – Migliorare la tv o migliorare lo spettatore?

Per il ciclo “Notte Horror”: Terebongio

terebongio prezzi pazzi

Aggiudicarsi un AIFON per pochi euro su un sito di aste può sembrare un affarone, a meno che tu non sia chiamato a dare in contropartita la tua dignità. Terebongio viaggia a velocità supersoniche verso il titolo di star youtubiana più odiata della Rete, peggio di una Gemmadelsud qualsiasi. Almeno Gemma divideva il pubblico tra lovers che la sostenevano ed haters che la insultavano: Terebongio, invece, provoca solo fastidio a chi vuole vedersi un video di youtube in santa pace ed è costretto a subirsi le sue lagnose testimonianze registrate in casa dopo aver pulito a fondo il bagno col Viakal. E provoca pure fastidio ai fan del suddetto sito di aste che un AIFON non lo vincono manco bestemmiando in turco (la gente è padrona di credere che lì fuori ci siano siti che ti tirano dietro i telefoni più costosi pagando il prezzo di una nocciolina, ma non è questo il punto).

Si potrà obiettare che Terebongio (sempre che sia una persona reale e non un’attrice – pessima – chiamata a recitare lo spot: d’altronde la comuncazione non è chiara su questo punto, e il fake è sempre dietro l’angolo) è solo una inconsapevole vittima del gioco al massacro che internet sta scatenando nei suoi confronti in questi giorni. D’altronde chi ha fatto diventare un virale il suo video è il sito di aste di cui lei è acquirente, ma la superficialità della Rete impone che chi ci mette la faccia è anche il diretto responsabile da attaccare. E Terebongio non è certo inattaccabile: la sua voce stridula incrina intere cristalliere e i suoi sforzi per convincere gli ascoltatori dell’onestà della sua vincita sono quantomeno imbarazzanti.

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Sara Tommasi hard – I primi fotogrammi del suo film porno in esclusiva mondiale

Attenzione! Questo post contiene immagini e situazioni destinate ad un pubblico adulto, consapevole e consenziente. Assumere lontano dai pasti.

sara tommasi nuda

Come ormai certo saprete, il “primo film hard” della ex-isolana ed ex-bocconiana Sara Tommasi, esce il 7 luglio. Un film fortemente voluto dagli alieni che con le loro grosse teste – ma soprattutto i lunghi arti – hanno presidiato il set durante le riprese. In questi primi fotogrammi che il Chissenefrega Blog vi mostra in esclusiva mondiale, scopriremo insieme le grandi sorprese che l’attesissima pellicola nasconde.

Il film apre con una incredula Sara Tommasi che cerca di mettere a fuoco quelle strane sagome appena scese dal disco volante:

sara tommasi hard

Dopo aver realizzato che sono visitatori extraterrestri, Sara decide di mettere in atto ciò che sa fare meglio. E improvvisa una televendita: tenta di rifilare agli alieni un nuovo modello di telefono dual sim NGM dall’innovativa forma ergonomica. Per inciso, i telefoni NGM sono così inutili e osceni che solo quell’uso lì ci puoi fare.

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Il comeback definitivo: Andy Bitch VS Andy Sentimental

Ridendo e scherzando, le sue performances mancano da questo blog da oltre due anni (sticavoli, come passa il tempo!). E’ l’ora di tornare a parlare di una star meritevole del successo che ha, perlomeno nei comuni del Polesine governati dal centrosinistra con una popolazione inferiore ai 4000 abitanti. Quel gran pezzo d’artista di Andy V (il performer precedentemente noto come Andy Bitch) esce con due nuovi videoclip autoprodotti in contemporanea. Nel primo (cover madonnara in cui si mostra sempre più un Luca Tommassini – alike) esprime il suo potenziale massimo di bitchytudine, scagliando tutte le frecce di mascolinità (più o meno la stessa di Pippicalzelunghe) disponibili al suo arco.

Nel secondo, la sua personalità alternativa (che chiameremo Andy Sentimental) interpreta uno struggente singolo Arisiano. Nel video, Andy Sentimental pecca LEGGERMENTE di narcisismo ed autocelebrazione, ma è un video di grande intensità, della serie “fate l’amore con il sapore”. PS. Andy, fai un favore: quel giubbetto che trovi sotto il cuscino, poi, buttalo a lavare.

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ATTO DI INTIMAZIONE E DIFFIDA

La presente in nome e per conto della Federazione Associativa Nazionale Chissenefrega Unici Lettori (in seguito semplicemente F.A.N.C.U.L.), nella persona del Presidente Illustrissimo Ragionier Laudani Alfeo (in seguito semplicemente P.I.R.L.A.) per evidenziare quanto segue, secondo delibera ex D.Lgs. del 31 febbraio 2008 n. 169

premesso

–  che lo scrivente P.I.R.L.A. e il F.A.N.C.U.L. riunito in seduta plenaria denunciano irreparabili danni all’ apparato uditivo e riproduttivo degli aventi diritto;

–  che l’art. 35, c. 8 e ss., d.l. 1/2012 prevede l’arresto per evidente abuso di acidi grassi polinsaturi di almeno uno dei componenti della band ivi denominata “Club Dogo”;

considerato

–  che il brano musicale intitolato “Chissenefrega (in discoteca)” appare palesemente lesivo dei più elementari principi costituzionali in materia di brani musicali, ai sensi di quanto previsto dalla legge 18.10.2007, num. Perepequaquaquaquaperepé;

– che, in particolare, tale brano viola gli articoli IL, LO, LA, I, GLI, LE della Costituzione, in spregio del principio di buon gusto minimo richiesto dal comma 27, nonché le basilari regole della lingua italiana come esposte dal Sussidiario di quarta elementare;

– che i protagonisti, altresì, presentano un abbigliamento imbarazzante e irragionevole, degno di una rapina con destrezza al furgone di aiuti umanitari in partenza per il Congo;

–  che è intenzione di questo ente, alla luce degli argomenti di diritto esposti (e di altri in corso di approfondimento) proporre immediati rimedi, anche di natura cautelare, avverso le previsioni, gli effetti e gli atti provocati da abuso del brano musicale oggetto della presente;

tutto ciò premesso e considerato

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Con Due Deca: gli 883 rivivono dopo vent’anni in una (imbarazzante) compilation indie

con due deca rockit

E’ scaricabile gratuitamente (ma visto il risultato pare già un prezzo fin troppo elevato) da qualche giorno la compilation “Con Due Deca”. Un progetto 2.0 fin dal nome, ideato da quei geniacci di Rockit che hanno pensato di far reinterpretare le canzoni più note degli 883 ai “talenti emergenti” della scena indie nazionale.

Una compilation – diciamolo subito – tremenda e imbarazzante (più che un “tributo” un TRIBRUTTO) che mette in mostra senza alcuna pietà tutta l’obsolescenza del repertorio degli 883, ma anche la pochezza creativa di quelli che dovrebbero mandare avanti la baracca musicale del Paese (c’è grossa crisi sotto tutti i punti di vista, evidentemente).

Gli 883 di Pezzali (e Repetto) hanno segnato una generazione di adolescenti cresciuti negli anni 90; li hanno accompagnati da dentro i loro walkman alla fermata dell’autobus, sono stati la colonna sonora tra le equazioni di secondo grado e le prime limonate. Fino ad un certo punto (diciamo “La donna il sogno & il grande incubo”) il progetto ha funzionato; poi, però, ha tradito tutta la sua staticità (staticità che Pezzali dimostra tuttora scrivendo canzoni sanremesi degne della quarta elementare) e la voglia ipercommerciale di esondare verso altri lidi (cinema, tv e letteratura senza mai sfondare veramente – se non le nostre sfere).

Mentre il pubblico che ascoltava gli 883 cresceva, gli 883 (prima, e Max Pezzali solista poi) si son ben guardati dal farlo, rimanendo immobili negli anni d’oro del grande Real, perseverando nel sempre più scialbo e pedestre tentativo di raccontare storie sfigate di bamboccioni sfigati, ancorati in mezzo a cumuli di roba e di spade che sono stati evidentemente la loro rovina (forse per l’uso troppo moderato).

Ascoltate oggi, le versioni originali delle canzoni del duo di Pavia (all’epoca dei veri e propri masterpiece tamarri in cui tutti ci riconoscevamo, da sparare a tutto volume dentro la Uno Turbo col finestrino lato guida abbassato e il gomito fuori) fanno l’effetto nostalgico delle polaroid sfuocate della gita a Praga scattate con la prof di matematica nell’anno della maturità. Pezzi certamente rimasti nella memoria collettiva, ma comunque appartenenti al passato, da rispolverare ogni tanto per ricordarci come eravamo e ridere di noi stessi, pensando che oggi siamo tutti molto meglio (tranne Max Pezzali. E la prof di matematica).

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Diggeiggiovani consigliati da bloggeranziani

La verità è che se non ci fossi io ad introdurveli (ma non diciamo dove) voi vi perdereste questi talenti in erba che coloreranno il cielo del futuro con le sonorità del domani. I giovani deejay più noti al momento sono indubbiamente Avicii e Calvin Harris, ma la scena è piena di nomi nuovi pronti ad emergere. Ecco dunque altri tre deejay-producer da tenere d’occhio, e che vi consiglio per le vostre serate danzerecce alternative a Mitico Vasco, Mitico Liga, Laura Pavesini e Amicidimaria. Consideratelo il mio regalo di Pasqua.

skrillex

Skrillex (Los Angeles, classe 1988): ok, non sto scoprendo l’acqua calda. E’ solo che per non shockarvi troppo non potevo cominciare questa carrellata con uno completamente sconosciuto. Skrillex ha già intrapreso il percorso che lo porterà a diventare un producer di fama internazionale (e a collaborare con i “grandi artisti” vogliosi di accodarsi al trend del momento) vincendo tre Grammy (tra cui lo stesso Grammy che vinse anni fa Benny Benassi, ora produttore di Madonna). Per questo merita il massimo rispetto, anche se, diciamolo, fa un genere che fa venire discreti conati. Ma se l’è inventato lui, quindi, ancora una volta massimo rispetto per uno che ha scelto di puntare sulla creatività anziché sull’omologazione becera. I suoi brani metal-punk-rap-techno sono fintamente cattivi oltre che abbastanza vergognosi: però non puoi smettere di ascoltarli. Massimo rispetto anche perché Skrillex, uomo di rara bruttezza, si dimostra molto coraggioso ad andare in giro con quella faccia. Poi se consideriamo che di solito gli americani stanno all’arte del deejaying come Federica Pellegrini sta all’arte della recitazione, il deejay losangelino merita ancora una volta rispetto. Pensavo che un esperimento tipo il suo, qui in Italia potrebbe farlo solo un collettivo composto da Pino Scotto con Albertino e Mirko Casadei. Voto 6 e 1/2

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#WIDG – Migliorare la tv o migliorare lo spettatore?

Mentre su Tvblog Pippo Baudo, Renzo Arbore (e altri mostri sacri nei giorni a venire) si interrogano sulla (poca) utilità dell’Auditel, Cinetivu ha cominciato a proporre un metodo widgsperimentale e alternativo di rilevazione dei dati di ascolto, in collaborazione con il Centro Studi Assaggiatori, basato su un panel di 150 volontari tra blogger e non, chiamati a seguire alcuni programmi e a valutarli secondo nuovi criteri e parametri. Le prime analisi risultano approfondite e ben realizzate, forse addirittura troppo specifiche per chi non ne mastica. Pur non regalando finora particolari sorprese, e tenendo presente che si tratta di un esperimento, merita di essere seguito fino in fondo perché è qualcosa di davvero unico nel suo genere.

La settimana corrente si concluderà con lo “sciopero dell’Auditel” domenica prossima, giorno in cui i blog televisivi rinunceranno a pubblicare i dati di ascolto (che sono notoriamente tra i post più cliccati e che generano faziosità e squadrismo che nemmeno nei forum bimbominkiosi di Justin Bieber) con lo scopo di dimostrare che si può:

uscire dalla schiavitù degli ascolti, dalle diatribe, dalle lotte che rendono l’Auditel l’unico parametro per valutare la tv italiana. […] l’Auditel [..] decreta, senza motivo, anche i successi qualitativi.

 

Per quanto riguarda noi, il sasso l’abbiamo lanciato. Le domande sono state poste e le risposte sono arrivate (e ne stanno ancora arrivando: vi ringrazio davvero per l’adesione. La discussione oltre che qui si espande anche su Facebook e quando dico che siete una community superfichissima lo dico a ragione). A breve farò un sunto di alcune delle opinioni che mi avete lasciato, per il momento direi che emerge fondamentalmente il pensiero che una tv improvvisata e in mano a professionisti scadenti non è una buona tv (eggraziealcavolo, dirà qualcuno). Si nota una certa nostalgia per le grandi trasmissioni del passato e la voglia molto moderna (ma forse proprio per questo non adatta a tutti) di crearsi dei palinsesti personalizzati grazie ai contenuti che si trovano su internet e che provengono perlopiù dall’estero (e anche perlopiù illegalmente, ma qui si potrebbe aprire un nuovo ed infinito dibattito).

Due vostri spunti mi hanno colpito particolarmente: Alessia chiede dei bandi di concorso per autori  aperti “a gente comune, dentro la quale si trovano dei talenti straordinari (e basta farsi un giretto per il web, tra blog e forum per vedere di quanta bella intelligenza, ironia e capacità di scrittura è pieno questo nostro Paese)”. Paradossalmente, si potrebbe pensare di mettere in piedi un talent show per autori tv, anche se temo che finirebbe tutto in un enorme cortocircuito.

Warp9, invece, riflette spostando il punto di osservazione

sono giunto alla conclusione che, in fondo, la televisione offre in base alla domanda. Quindi non bisognerebbe chiedersi cosa fare per migliorare la TV, ma cosa fare per migliorare lo spettatore

Non si dimentichi mai che la tv, agli albori, insegnò alla gente a leggere e a scrivere. Oggi propone dei modelli che esaltano l’analfabetismo. Se gli spettatori più critici, vigili e colti sono in fuga e si rivolgono altrove per trovare ciò che cercano, l’offerta televisiva del futuro sarà obbligatoriamente targhettizzata su un pubblico sempre più passivo e acritico, su una fascia di persone che non dispone dei mezzi (o della scaltrezza necessaria) per cambiare “fornitore” o per ribellarsi al degrado.

Le domande del giorno (scusate, ormai ci ho preso gusto) a cui mi piacerebbe che rispondessero (anche) gli addetti ai lavori sono: come si può migliorare il gusto medio dello spettatore? In che modo si può  “educare” (o semplicemente “incuriosire”) un pubblico da tv spazzatura, a qualcosa di diverso?

A voi la parola (ho sempre sognato di scriverlo!)

 

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