Category - Gossip

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Sarah Jessica Parker ieri e oggi
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Jacka(nali)ss
3
Francesca Rettondini “Naufraga per caso”
4
Le mutande di Sherlock Holmes
5
Celebrity Twitter 2009 (ovvero: come eravamo 2 anni e mezzo fa)
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Lo sbrocco di Morgan a X-Factor era un messaggio in codice per gli autori?
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L’evoluzione di Jodie Foster

Celebrity Twitter 2009 (ovvero: come eravamo 2 anni e mezzo fa)

Premessa: questo è un mio post del luglio 2009 (pubblicato sul defunto Blogmagazine). Lo ripropongo oggi in modalità “amarcord”, visto che da qualche settimana Twitter è diventato la moda del momento per le celebrità nostrane. All’epoca, invece, i vip italiani lo snobbavano, preferendo altri social network. Nei prossimi giorni ne scriverò un immancabile aggiornamento alla luce delle evoluzioni che ci sono state in questi due anni e mezzo e per tentare di capire come le nostre star dello showbiz lo stanno utilizzando (cioè male).

[nel frattempo, se volete seguire il sottoscritto pure su Twitter:
http://twitter.com/chissenefrega ]

I fondatori di Twitter sono un tipico duo dall’aria nerdosa che si fa fotografare con l’uccellino blu, simbolo del social network, appoggiato sulla spalla. Un po’ come Del Piero nella pubblicità dell’acqua minerale, ma loro hanno l’espressione convinta di quelli ben consapevoli che la loro invenzione ha tutte le carte in regola per rivoluzionare la comunicazione sul web (tanto da permettersi di rifiutare offerte d’acquisto milionarie), mentre l’acqua minerale fa solo fare tanta plin-plin.

Il segreto di Twitter sta nell’essenzialità: 140 caratteri dove cinguettare al mondo “what are you doing?”. Non ci sono recinti di amicizie, ma tutte le conversazioni sono pubbliche e accessibili ad ogni utente: l’uccellino blu mette a disposizione il minimo indispensabile da cui si può trarre il massimo rendimento a livello comunicativo, a patto di avere il dono della sintesi.

Se in Italia i media si preoccupano di pubblicizzare (e di essere presenti su) Facebook, data la popolarità di quest’ultimo tra il “grande pubblico” di ogni età, cultura e status sociale anche non particolarmente avvezzo alla tecnologia, probabilmente Twitter – da noi – rimane ancora uno strumento adatto solo a chi ha più confidenza con l’informatica o, almeno per il momento, a chi ha qualcosa da dire e non passa le giornate a fare i test facebookiani per scoprire “Quanta percentuale di tronista c’è in te?” oppure ad iscriversi a gruppi tipo “Tutti quelli che vorrebbero fare il tagliando alla Escort Patrizia D’Addario”.

Da più parti si afferma che Twitter cambierà il nostro modo di scambiarci opinioni, di fare informazione (basti pensare ai recenti, tragici, fatti in Iran) o disinformazione: le celebrità estere più modaiole, vogliose di farsi notare e coscienti di avere una scia di seguaci affamati come balene, si adeguano abbandonandosi al piacere trendy della twitterata libera rilasciando frammenti pubblici della loro intimità, come fosse plancton nell’oceano del gossip internettiano.

I cinguettii dell’immancabile Britney Spears (2.120.000 followers) sono tra i più letti del social network. La popstar parla dei frappuccini di cui è ghiotta (e si vede), dà informazioni rapide sui suoi impegni futuri, scatta foto dalle finestre degli hotel in cui è ospite e le condivide coi suoi fan attuando una forma di “comunità partecipativa” dove è lei – una volta tanto – ad avere il controllo della situazione e non i paparazzi. Sempre che non le capiti la sfortuna di veder violato il suo account: qualche giorno dopo la morte di Michael Jackson, sul profilo Twitter della reginetta del pop compariva l’inquietante frase “Britney has passed today. It is a sad day for everyone”, che la povera Britney è stata costretta a smentire dopo aver cambiato la password, ovviamente.

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Lo sbrocco di Morgan a X-Factor era un messaggio in codice per gli autori?

 

I demenziali vaneggiamenti di Morgan sul finale della terza puntata di X-Factor (le parole Rai, Berlusconi, Verità e Peppinocera tutte in un’unica frase non si possono sentire: sarebbe troppo facile e indelicato attribuire la smisurata reazione dell’ex Pirata agli effetti di una mai superata tossicodipendenza, pertanto non lo farò) nascondevano chiaramente un messaggio criptato agli autori del programma ed eventualmente anche al conduttore perché cambiasse il corso degli eventi (“Vi ho già fatto capire tutto, cosa volete ancora da me?”). Non è difficile pensare che in Rai i ballottaggi finali fossero più pilotati per esigenze televisive, mentre in questa occasione di “eccesso di verità” in cui lui si ritrova primo a decidere chi dover eliminare, si attivi un pericoloso corto circuito per via di una (effettivamente incomprensibile) scelta autorale.

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