Lady Gaga ft. Beyonce(ss) - Telephone

Scritto da Chissenefrega il 12 Marzo 2010 – 21:14 -

In queste ore la rete acclama il neopremierato video di Lady Gaga feat. Beyoncé, “Telephone”, eleggendolo d’ufficio come uno dei migliori videoclip musicali della storia. Il bello è che dal punto di vista prettamente tecnico, l’affermazione potrebbe anche risultare corretta. “Telephone” è una bellissima porcata lunga dieci minuti. Un cortometraggio infarcito di citazioni filmiche e telefilmiche, la cui disgustosa storia si dipana in un set grondante di sudiciume dove a far compagnia ad una Lady Gaga più madonnesca che mai, compare una Beyoncé nuovamente trasformata in Beyoncéss (dopo “Videophone“) allo scopo di non far sfigurare la padrona di casa (mi sa che l’unica persona con cui potrebbe duettare la Germanotta senza incappare in competizioni estetiche, è Arisa. Oppure Emanuele Filiberto).

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Nina Zilli - Sempre Lontano

Scritto da Chissenefrega il 1 Marzo 2010 – 01:30 -


Ventisette anni, piacentina piacente (metteteci qui tante icone a forma di cuore), anima cosmopolita, per sua stessa definizione (via Radio Deejay) dottoressona in stronzologia che se non avesse fatto la cantante sarebbe finita ad infoltire le schiere dei disoccupati”. Maria Chiara Fraschetta d’ora in poi per tutti solo Nina Zilli, oltre che autentico talento giovane ma già maturo grazie alle esperienze di vita all’estero e a quelle televisive, è una ragazza preparata, spigliata e brillante – non solo musicalmente - ingiustamente passata in secondo piano all’ultimo Festival di Sanremo (dove però è stata insignita del premio della critica, del premio radio-tv e del premio per la miglior performance dal vivo). Dal suo primo album è lecito dunque aspettarsi un lavoro che ne rispecchi la personalità solare e metta in evidenza le sue ineccepibili qualità canore.

“Sempre Lontano” è un esordio più che promettente, seppur non esente da sbavature, che rappresenta il punto di partenza della carriera di una delle più recenti rivelazioni del panorama musicale nostrano. Nina (pseudonimo scelto in omaggio alla jazzista Simone), finora, aveva sperimentato spaziando tra i generi, passando dal garage beat allo ska, dal jazz al rocskteady nelle sue esperienze musicali pregresse come leader della band “Chiara & gli scuri”, nonché nelle collaborazioni con gli Africa Unite e i Bluebeaters. Dopo anni di gavetta e di esperienze in giro per il mondo, finalmente sembra aver trovato la sua strada nel pop dalle influenze soul e sixties. L’album apre con la hit estiva in collaborazione con l‘amico di sempre Giuliano Palma “50 mila”, prossima colonna sonora ozpetekiana (mi auguro per Nina Zilli che questa occasione sia una vetrina che le garantisca la visibilità che merita per poi potersi affrancare al più presto dal cinema italiano onde evitare di fare la degradante fine di Elisa), e prosegue con “Il paradiso”, vera iniezione di energia beat. “L’uomo che amava le donne” è indubbiamente il pezzo più valido dell’album con atmosfere deliziosamente retrò, mixaggio furbo, testo adulto e consapevole, che esprime tutte le potenzialità - anche radiofoniche - di Nina autrice ed interprete. Altro pezzo assai godibile è “L’inferno”, follow-up della precedente “Il paradiso” con cui condivide le atmosfere sonore in bianco e nero.

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Simone Cristicchi - Grand Hotel Cristicchi

Scritto da Chissenefrega il 28 Febbraio 2010 – 01:30 -


Grand Hotel CristicchiI “cavalli di battaglia” dei detrattori di Simone Cristicchi sono principalmente due. 1) è una copia sbiadita di Caparezza (anche nel look); 2) è un ruffiano che si aggrazia il pubblico a suon di argomenti populistici. Personalmente non ho mai concordato con queste affermazioni. Seppur sfruttino entrambi sonorità simili e possano essere inquadrati in uno stesso genere (rap/hiphop/folk all’italiana), Caparezza ha uno stile di scrittura indubbiamente interessante (forse anche migliore di quello di Crisitcchi per certi giochi di parole sofisticati all’inverosimile), ma troppo poco “pop” per i miei gusti. Alle sue ricercatezze dei testi consegue una embolia cerebrale da settimana enigmistica per decifrarli. Cristicchi, invece, scrive in maniera più immediata e semplice, vuoi più “trasversale”, rivolgendosi ad un pubblico meno di nicchia che rimane colpito dall’artista che, senza troppi arzigogoli linguistici, arriva dritto al nocciolo della questione, evitando sapientemente di scadere nell’ovvietà. La scelta di parlare di temi sociali anche “scottanti” è una indubbia “cifra stilistica”: scelta piuttosto  sincera, anche perché Cristicchi, ha sempre dimostrato di saper sfornare album di qualità, dove l’interesse dell’ascoltatore è alto anche nei brani meno radiofonici o che non hanno la presa tipica del tormentone. Tutto ciò non viene di certo smentito da “Grand Hotel Cristicchi” che SAREBBE il miglior disco della sua carriera, se solo non si fosse votato all’autodistruzione con il penultimo brano, “Genova brucia”. Dopo il salto, le mie impressioni canzone per canzone (intro esclusa). Qui, invece, la mia recensione di “Dall’altra parte del cancello”, suo album del 2007.

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Cambiamo musica

Scritto da Chissenefrega il 23 Febbraio 2010 – 01:30 -

Ci sono momenti in cui vorresti che il Festival di Sanremo durasse per sempre

Ok, scherzavo, ricomincio.

Lasciata finalmente alle spalle la settimana più devastante dell’anno (ho ancora residui di torcicollo, i polpastrelli gonfi e le palle – degli occhi – che girano vorticosamente), forse è il caso di rifarsi le orecchie con qualcosa di extrasanremese, extratalentshow ed extrapatriottico. Così, tanto per.

1) Delphic - Doubt
Dai New Order ai Chemical Brothers, tutto il meglio della musica elettronica inglese (esagero?) concentrato nel loro debut album - Acolyte - uscito circa un mese fa.  Sorvegliati speciali dai sudditi della Regina che li acclamano già come band dell’anno, i loro mp3 girano ininterrottamente nella mia chiavetta attaccata all’autoradio.

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Valerio Scanu con “Per tutte le volte che” vince il 60mo Festival di Sanremo

Scritto da Chissenefrega il 21 Febbraio 2010 – 01:20 -

Le mie previsioni delle ore 11 del mattino non erano poi così sbagliate (ma se proprio avessi dovuto decidere tra i tre finalisti avrei scelto Marco Mengoni e mandato il resto della combriccola a spalare… ehm… neve sul Gran Sasso). Come già anticipato nel post pre-sanremese, stasera si è consumata la TOTALE DISFATTA della Rai e di X-Factor, che soccombe sotto il fuoco carampano delle minorenni (anche un po’ minorate - scusate, non volevo scriverlo ma ormai l’ho scritto) armate di “cell”.

Che dire, dunque, davanti alla vittoria sanremese di Valerio Scanu? Nulla, solo che rimpiango la gioventù: ai miei tempi, la “Maria” che onnubilava il cervello ai teenager non era la De Filippi.


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Festival di Sanremo 2010. Serata finale, vince Marco Mengoni? (o Valerio Scanu?)

Scritto da Chissenefrega il 20 Febbraio 2010 – 15:32 -

Riflessioni alla luce del risultato di ieri. Se qualcuno aveva ancora dei dubbi, è arrivata la conferma: i reduci dei talent show possono contare su armate di brigate terroristiche organizzate, formate da bimbeminkia che attentano al patrimonio musicale nazionale a colpi di sms. A questo aggiungete che la gestione della raccolta dei televoti è casualmente affidata alla società produttrice di X-Factor, e che Mara Maionchi si è con buona probabilità sputtanata la pensione in ricariche telefoniche e capirete perché Sanremo non lo vincerà mai più nessuno che non sia precedentemente passato in televisione anche solo come comparsa-salutante nella folla assiepata dietro ai collegamenti dei tiggì. La sconfitta di Nina Zilli (premio della critica) autentico talento che presentava un pezzo di una forza eccezionale - ma che soprattutto aveva già un successo radiofonico nel curriculum - è davvero molto eloquente e prepara il terreno a ciò che tristemente accadrà stasera. Il podio secondo me (previsione delle ore 11.00 del mattino fatta su FB)

1) Marco Mengoni (o Valerio Scanu)
2) Valerio Scanu (o Marco Mengoni)
3) Pupo/Filiberto/Canonici (o Povia)

Che non corrisponde esattamente alla triade che vorrei (la quale - in base si miei voti di ieri sera - vedrebbe al primo posto Cristicchi, al secondo Malika Ayane e al terzo Irene Grandi).  PS: Pubblico questo post ora perché più tardi sarò affaccendato in altre faccende, ma conto di arrivare sulla Bacheca Ammiraglia entro metà serata. Anche in mia assenza, la bacheca è comunque disponibile per chiunque voglia lasciare un segno, proprio come lo è stata le altre sere.

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Tony Maiello vince Sanremo Nuova Generazione

Scritto da Chissenefrega il 20 Febbraio 2010 – 00:17 -

Bestemmie di Mara Maionchi scongiurate, ma questa vittoria è un regalo fin troppo generoso.


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Festival di Sanremo 2010. Quarta serata, chissenecronaca live. Giovani: vince Tony Maiello. Eliminati Fabrizio Moro ed Enrico Ruggeri

Scritto da Chissenefrega il 19 Febbraio 2010 – 20:51 -

Live su Facebook: http://www.facebook.com/chissenefrega

Dopo la devastazione fisica, psichica e sensoriale di ieri sera, direi che la cosa migliore da fare è dimenticare il passato ed immergerci nella visione della quarta serata del Festival, quella dei duetti, ma soprattutto quella in cui verrà proclamato il vincitore di “Sanremo Nuova Generazione” (ovvero uno tra Nina Zilli, Jessica Brando, Tony Maiello e Luca Marino). Gli ospiti della serata sono cuciti su misura per “noi” pubblico gggiovane, infatti vedremo sul palco dell’Ariston i Tokio Hotel (no comment), Bob Sinclair (ma a questo punto perché non Tiesto, oppure Fargetta?) e la “grande diva” Jennifer Lopez, ovvero una che ha fatto due canzoni e due film di successo dieci anni fa, ed oggi sta disperatamente raschiando il fondo del barile.

L’apertura sembra quasi da MTv, con Bob Sinclair alla consolle e i ballerini che fanno alzare e smuovere il granitico pubblico. La Clerici entra in scena vestita da trota d’acqua dolce e fa da spalla ad un comico di Zelig. Facciamo che parte la gara che è meglio.

Malika Ayane / Sabina Brazzo
I volteggi del balletto della scala sottolineano la raffinatezza del pezzo, di grande classe, che cresce intensamente nella parte finale. Aspirante premio della critica, necessita di un paio di ascolti per entrarti in circolo. Voto 8

Simone Cristicchi / Coro Dei Minatori Di S.Fiora
Bella l’idea del coro dei minatori, per i vari significati metaforici che può avere. Avrei preferito, però, un duetto col coautore Frankie Hi Energy (ah, credo di essere l’unico in rete che non ha ancora scritto che gli archi del brano sono prelevati direttamente da Toxic di Britney Spears). Pezzo CON-TA-GIO-SO. Voto 8+

Irene Grandi / Marco Cocci
Marco Cocci: uno dei grandi misteri del nostro spettacolo, proprio come Selvaggia Lucarelli: è sempre in televisione e non capisco mai a far che. A parte questo, grande grinta, la coppia funziona. L’effetto che fa la canzone cantata a due voci, è molto “Baustelle” (ma va?). Voto 7 e 1/2

Irene Fornaciari Feat.Nomadi / Mousse T & Suzie
Mi aspettavo che Mousse T (mai caduto così in basso) facesse il miracolo, risollevando un pezzo deprimente iniettandogli sonorità e vocalità interessanti. E invece “Il mondo piange” è l’unica canzone che rimane una lagna insopportabile anche cantata in inglese. Voto 4

Marco Mengoni / Solis String Quartet
Chi sono sti “Solis”? Parenti di Carlos e Gabrielle? Rimane un 6 politico, nulla più.

Pupo, Filiberto, Canonici / Divas / Marcello Lippi
Un vero scandalo che questo schifo di canzone sia ancora in gara. Prima dell’esibizione, Lippi si lancia in un’inutile arringa in cui parla di mondiali, morti e sentimento nazionale: mah, tutto ciò mi perplime [via FB: siamo ai livelli di intervista Avatar / Risurrezione Nilla pizzi]. La verità è che Pupo conosce benissimo i meccanismi televisivi, perciò sa bene che più tempo occupa il palco con cose inutili, più il televoto lo favorirà. Comunque, chi sono ste Divas? Una versione povera delle Yavanna? Voto: inclassificabile

Dopo la porcheria di cui sopra, la canzone di Jennifer Lopez pare qualcosa di sublime. La Clerici (che la proclama “regina del pop”: ma quando mai!?)  annuncia il singolo “What is love” come un’anteprima mondiale, peccato che su youtube questa canzone sia presente dalla primavera del 2009. Certo che se la Clerici, Elisa, Jennifer Lopez (e Maria Nazionale, mi suggeriscono su FB) si mettessero in fila, i loro deretani occuperebbero tutto il palco dell’Ariston.

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Noemi ricicla una canzone di Daniele Babbini

Scritto da Chissenefrega il 19 Febbraio 2010 – 14:22 -

“Per tutta la vita” di Noemi era già edita, ma con un testo diverso. Stessi autori delle musiche, liriche diverse ad opera di un certo Daniele Babbini. Povero Daniele, da oggi può cambiare cognome da Babbini in “Babbani” (questa è capibile solo a chi ha visto “Heroes” ed ha seguito in rete la polemica sull’adattamento).

(fonte: segnalazione tra i commenti)


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