Category - Dance

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Minogue VS Minogue
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Junior Senior – Can I Get Get Get
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Benjamin Braxton & Neja – Catwalk
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Peplab – Ride the pony
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Il fantasma del suo ex
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Brigitte Nielsen entra in “rehab”
7
Chemical Brothers – We are the night [VS] Justice – Cross

Minogue VS Minogue

Sfida in famiglia per le sorelle della popdance. No, non sto parlando di Paola e Chiara, quelle ce le siamo giocate da un pezzo, bensì di Kylie e Dannii Minogue.

La più anziana delle due, dopo una malattia opportunamente strumentalizzata per il piacere della stampa internazionale, ritorna sulle scene con “Two hearts“. Tra tutte le comeback dell’autunno quella di Kylie era quella su cui avrei puntato di più, e invece… Il pezzo, che vorrebbe instillare il ricordo del raffinato jazz di Fever” di Peggy Lee (senza riuscirci nemmeno di striscio), sembra scritto a quattro mani da Mousse T e Mino Reitano; nel video Kylie si rotola su un pianoforte come una salsiccia sulla brace. Ma la brace, anziché rovente, è alquanto freddina e la salsiccia rimane cruda ed insipida. Peccato.

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Impossibile paragonare la carriera della giovane (ma poi neanche tanto) Dannii a quella della sorella maggiore: sarebbe come confrontare la Lecciso con Madonna. Ma, a differenza della Lecciso, Dannii, nel suo piccolo, non ne ha mai sbagliata una. Tutti i suoi singoli sono stati dei successi non indifferenti sulle piste dei club: ricordo con particolare piacere “You won’t forget about me“, chart-topper in Inghilterra, realizzata in collaborazione coi Flowerpower, team di produzione tutto italiano. Con “Touch me like that” ritorna sul luogo del de(re)litto, ispirandosi per il look a Sophie Ellis Bextor, per le sonorità a “You make me feel mighty real” di Sylvester (niente di nuovo, l’avevano già fatto gli italianissimi Eyes Cream nel 2000, dopo il salto il loro video).

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Junior Senior – Can I Get Get Get

Per la miseria, quanto mi piaceva “Move your feet” dei Junior Senior. Il video fatto con la grafica in stile Commodore64, poi, una vera figata. Il duo di musicisti di Copenhagen, dopo il successo del 2003, ritornò a proporre le sue sonorità elettrophunk ad esclusivo uso e consumo del pubblico danese. Fino ad oggi, riesumato a sorpresa grazie al brano “Can I get get get“, entrato nella colonna sonora di un episodio del telefilm Ugly Betty e recentemente rilasciato come singolo.

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Benjamin Braxton & Neja – Catwalk

Ieri mi è arrivata una mail spam che mi avvisava del ritorno sulle scene musicali di Neja [yaaaaawn, sbadiglio #1]. Come sarebbe a dire “Chi acciderbolina è Neja?“. E’ una delle prime dance-queen italiane, lanciata a metà anni 90 dalla hit Restless“. Hit mai più replicata, anche se qualche anno più tardi con notevole lungimiranza – forse pure troppa – la cantante torinese si riciclò in versione pop, riuscendo a vincere nientepopodimenoché un “Disco per l’estate” con il brano “The Game” [yaaaaawn, sbadiglio #2]. Dopo quello, un vortice verso il rapido oblio, seppure Neja abbia continuato a sfornare singoli su singoli. Tutti più o meno passati inosservati. Un paio d’anni fa l’ultimo tentativo di riemergere dal dimenticatoio, stavolta con una canzone dalle sonorità quasi r’n’b (ma molto quasi), liberamente ispirata all’ultima Gwen Stefani. “Who’s gonna be” (di Neja) fu un disastro, ma “Hollaback Girl” (della Stefani) un successo planetario. Chiediti il perché [yaaaaawn, sbadiglio #3].

Dopo aver esposto sul suo sito le interessantissime polemiche con la sua ex casa discografica che l’ha giustamente cacciata fuori dai piedi a seguito degli innumerevoli flop [yaaaaawn, sbadiglio #4], Neja, ormai sosia di Antonella Mosetti, si ripropone oggi nel declassato ruolo di vocalist di Benjamin Braxton, una specie di Tommy Vee d’oltralpe (solo un po’ più sfigato). Va bè, facciamola breve. Questa “Catwalk” tenta un tiepido crossover pop/trance, ma finisce con l’essere la solita canzone house/electro, come ce ne sono una marea in giro, molte delle quali ben più degne di nota e con ritornelli anche più gradevoli rispetto a “I’m walking like a cat on the catwalk“. Una volta la dance-music divertiva; oggi annoia. Yaaaaawn, sbadiglio #5.

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Peplab – Ride the pony

L’ultimo singolo del gruppo olandese Peplab (“E.T.“, uscito a giugno) sembra “Last Christmas a Ferragosto“. Il video è moderno e ruffiano, ma tutto sommato è un lavoro carino e disimpegnato. Un’altra storia rispetto ai Peplab dell’anno 1999: anche se da allora hanno beccato un paio di successini successivi, “Ride the pony” rimane il loro manifesto. Il brano, nato sotto l’egida di Norman Cook, è uno dei numerosi esempi di un’epoca musicale ormai quasi completamente sepolta, fatta di groove infettivi e campionamenti martellanti, a testimonianza del fatto che la ripetitività a volte può andare tranquillamente a braccetto con la creatività. Il video, uno stopmotion a base di Barbie e plastilina, è altrettanto originale e si conclude con un colpo di scena che prima o poi mi aspetto di vedere anche in un videoclip degli Zeroassoluto.

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Il fantasma del suo ex

La regione Emilia Romagna in collaborazione con l’Anonima Alcolisti è lieta di presentare il nuovo tormentone spiaggiarolo dell’estate. Se dalla stessa terra, da sempre madre di pregevoli artisti, arrivava l’anno scorso l’indimenticato Peto Bahia con “Patacca Vigliacca“, il 2007 regala agli appassionati di buona musica un nuovo brano da ballare sotto, sopra e in fianco all’ombrellone. Scoperto e riportato da Radio Music Smile, un misterioso duo anonimo di cui in rete non esistono al momento ancora informazioni (sono sempre meglio degli Zeroassoluto, comunque, ma si sa, ci vuol poco) ci regala “Il fantasma del suo ex“. Da scaricare e trasferire sull’ipod o sul cellulare. Subito.

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l'ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

Brigitte Nielsen entra in “rehab”

Mi sembra un po’ patetica, Brigitte Nielsen, che per emulare le star giovani e moderne si fa ricoverare in un centro di disintossicazione.

Dai, Gitta, lasciagliele fare a Lindsay Lohan queste cose qua. Tu cosa vuoi riabilitare? Ricordati che oltre ad aver partecipato a “La Talpa 1” sei stata anche la prestavolto della storica canzone dance “No more turning back“! Sei decisamente irrecuperabile, ormai!!

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Chemical Brothers – We are the night [VS] Justice – Cross

Se toccando la portiera dell’auto prendete la scossa, il motivo è solo uno: c’è musica elettronica nell’aria (e nelle classifiche). E’ quella dall’inconfondibile stile inglese dei Chemical Brothers, meno big beat del solito e più allineata con le attuali sonorità electro/minimal. Raffinata e da ballare a tarda sera con in mano un cocktail piuttosto alcoolico. “Do It Again” ha invaso le nostre radio e i nostri i-pod con un giro talmente semplice quanto martellante, pieno di voglia di approdare sui mercati internazionali. E traina un album – “We are the night” – decisamente meritevole, molto da ascolto, furbo (ascoltate: “All rights reversed“) e mai banale (ascoltate: “The Salmon Dance“), nonostante l’impronta sonora un po’ ripetitiva, ma ormai collaudata, dei fratelli chimici. Forse uno dei migliori dischi della lunga carriera del duo di produttori britannici.

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Avevamo scoperto i Justice su questo blog lo scorso settembre, e da lì in poi solo eventi positivi (come dire: csnf porta bene!): MTv li premia con un award per il miglior video a dicembre, e il loro nuovo singolo, D.A.N.C.E., accompagnato da un altro memorabile videoclip, apre le danze per tutti gli amanti dell’elettronica spinta. Una storia psichedelica raccontata con la competenza del french-touch in un album alquanto impegnativo all’ascolto. Dove i Daft Punk con “Human After All” hanno fallito, i Justice con “Cross” riescono a regalare emozioni forti, come non accadeva da tempo agli amanti del genere (ascoltate: “Let there be light“, “New jack” e “Phantom“). Un un vero trip allucinogeno fatto di contaminazioni rumorose, campionamenti, synth acidi e studiate sonorità non troppo convenzionali, ma pronte ad addolcirsi al richiamo delle charts.

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