Category - Dance

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Don’t call me Gaetana
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Who cares (post post-influenzale)
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No Tecktonik, no party!
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Sophie Ellis Bextor vi regala un mp3
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Elvis Presley & Spankox – Baby let’s play house
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Amanda Knox is burning
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Samim – Heater

Don’t call me Gaetana

Cos’ha prodotto di buono finora X-Factor? La “rinomata snobberia” di Ilaria (e qualche polemicuzza poiché la ragazza sarebbe già stata sotto contratto con la Sony prima dell’inizio del programma, contratto rescisso casualmente poco prima che la cantante entrasse a far parte del cast del talent show), gli occhi blu come il Golfo di Napoli di Tony Maiello, la sublime sperimentazione degli Aram Quartet, ma soprattutto LEI: Giusy Ferreri in arte Gaetana (cantante, scrittrice, già la scelta di un tale nome d’arte merita un plauso), ha nel suo portfolio artistico un tamarrissimo videoclip autoprodotto per il suo primo singolo, “Il party“. Grazie alle atmosfere popdance un po’ dozzinali, un testo delirante, il timbro vocale alla Amy Enoteca de’ noantri, l’approccio tra il “modern-hippy” e il “mi sono respirata un po’ troppa CO2 dal tubo di scappamento“, Gaetana ha tutte le carte in regola per sfondare davvero. Sfondare la soglia del trash, ovviamente.

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Who cares (post post-influenzale)

Il titolare è in via di guarigione: recupera qualche news che si è lasciato scappare e promette che – con la dovuta calma perché deve prendere confidenza con la nuova interfaccia 2.5 di WordPress – si torna alla normalità.

5) – Due pesi e due misure per trattare i blogger gossipari. Mentre in America Mtv assume Perez Hilton affidandogli una rubrica settimanale su TRL, in Italia la tv musicale censura Chissenefrega per aver pubblicato il video spoiler del gran finale di “A Shot at Love“. Grazie Viacom! Per dispetto spoilerizzo sulla fine di “That’s Amore” che si è concluso nel fine settimana: Domenico Nesci ha scelto di fidanzarsi con una certa Megan, ovvero una di ‘ste due facce da apple pie qui a fianco, devo ancora capire se quella di destra o quella di sinistra (Mtv: tiè tiè tiè!!!)

4) – Anna Tatangelo si è rifatta. Nell’intervista che correda il servizio fotografico senza veli comparso pochi giorni fa su un importante mensile patinato, la donna che non vuole riempire solo una minigonna, ma anche un reggiseno a balconcino, confessa di essersi affidata alla chirurgia estetica per far rifiorire il suo décolleté (che per averlo sfiorito a soli vent’anni una deve essere proprio messa male). Ma noi che di plastiche ne sappiamo, guardandola bene ci rendiamo conto che il chirurgo è sicuramente intervenuto anche con una blefaroplastica per rialzare le palpebre. D’altronde, essendo obbligata ad ascoltare (e cantare!) canzoni di Gigi d’Alessio tutto il giorno, è il modo migliore per riuscire a tenere aperti gli occhi.

3) – Crederci sempre, arrendersi sarebbe ora. Se c’è qualcuno che compra i libri di Amici di Maria, ci sarà anche qualcuno che comprerà l’autobiografia di Simona Ventura, in cui la (un tempo graffiante, ora gracchiante) conduttrice parla a ruota libera dei suoi uomini, dei suoi aborti, di droga, sesso e rock’n’roll. Un masterpiece della letteratura contemporanea, da portarsi dietro assolutamente quando si va a fare una grigliata in campagna (non per leggerlo, ma per usarlo insieme all’alcool per accendere le braci sulle quali cuocere la carne che assumerà un gusto unico di “ciurlata nel manico”).

2) – Porco di un Mirko. La bestemmia che ha valso a Mirko Sozio l’espulsione dalla casa del Grande Fratello è stata davvero impercettibile, ma gli autori non hanno avuto pietà: non vedevano l’ora di crearsi l’ennesimo scandaletto basato sul nulla per ravvivare un reality morente. Fa specie, comunque, che una mezza imprecazione a denti stretti di Mirko abbia fatto inorridire i perbenisti, che, invece, vedono in Lina un esempio costruttivo di femminismo da quando ha fatto a Roberto quello che lui stesso ha definito “un adolescenziale raspino”.

1) – Disco lies. Quanto ci piace il nuovo singolo di Moby? Belle sonorità, bella melodia, bello anche il video ispirato alla famosa barzelletta “sai cosa ci fa un gallo davanti alla vetrina di una macelleria?” (uhm no, non sono ancora guarito del tutto…)

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No Tecktonik, no party!

Stop all’hip-hop di Steve, Maura e Garrison: mi informano dall’alto che il ballo del momento è la Tecktonik, una serie di movenze assolutamente a random che sta spopolando tra i videomaker tersicorei di Youtube. Leggo su Wikipedia che il nome è addirittura un marchio registrato e che:

I creatori di Tecktonik […] Possono legalmente costringere i blog anti-tecktonik alla chiusura, in modo da poter proteggere la loro etichetta

Per cui tanto vale schierarsi subito dalla parte di chi fa di questi balletti un arte, anche se si rischia la sciatica solo cliccando il tasto “play”. Certo che, a ben pensarci (e con tutto il rispetto del caso), non sono coreografie molto diverse da quelle che facevamo noi ignari anzianotti sopra i cubi in discoteca la domenica pomeriggio una quindicina d’anni fa (e che – ormai possiamo confessarlo – mutuavamo dalle lezioni di danza che Pamela impartiva alle colleghe di Non è la Rai).

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Sophie Ellis Bextor vi regala un mp3

La cantante inglese cancella il proprio tour e per farsi perdonare regala ai suoi fans – e non – un brano inedito. Sophie, insieme a Ellis e con la collaborazione di Bextor, è chiusa in studio di registrazione a preparare il suo greatest hits (eh, capirai che fatica!). Che il genere piaccia o no, io sono convinto che un file mp3 legale e gratuito vada scaricato sempre e comunque.

Elvis Presley & Spankox – Baby let’s play house

C’è chi sull’inattendibilità delle proprie classifiche ci campa e chi, invece, con un inaspettato e forse prematuro colpo di scena può cambiare la storia. Scopro da Soundsblog che, con l’arrivo dell’anno nuovo, la FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana) ha soppresso la classifica ufficiale dei singoli più venduti d’Italia. Da un giorno all’altro il mercato dei singoli (che, diciamo la verità, nel nostro Paese è sempre stato decisamente alla canna del gas) non esiste più e la statica top-50 settimanale viene sostituita dalla rampante top-10 basata esclusivamente sui download di brani digitali e sulle suonerie. Un passo coraggioso, se si pensa che quando si parla di diffusione e penetrazione di internet nel Belpaese, siamo sempre il fanalino di coda rispetto al resto del mondo. Oppure preoccupante, se consideriamo la diffusione dei cellulari in Italia. La nuova chart, ristretta nelle posizioni occupabili, ma estesa a tutto l’archivio della storia musicale convertita in bit, riserverà di certo delle sorprese e potrà segnare il nuovo corso della musica di produzione nostrana.

L’ultima classifica dei singoli compilata alla vecchia maniera (cioè contando i cd fisici venduti nei negozi di dischi e nelle grandi catene distributive) vedeva Vasco Rossi in prima e seconda posizione contemporaneamente, seguito dal collega Eros Ramazzotti, quindi Alicia Keys e Rihanna. La prima chart digitale del 2008 vede oggi al primo posto Ligabue, al secondo (sorpresona) dj Spankox featuring Elvis Presley, quindi ancora Ramazzotti, Alicia Keys e Rihanna. Quello che sembra beneficiare di più del cambiamento, oltre al cantante di Correggio, è proprio questo progetto funky/breakbeat che non fa propriamente impazzire né per attrattiva, né per originalità, anzi: ogni due o tre anni arriva il diggei di turno che riprende ed attualizza una canzone di the Pelvis. Stavolta, la cover Y2K di “Baby let’ s play house” tocca al padre della hit “To the club”, nonché del fenomeno da biberon che scalò le classifiche digitali l’anno scorso, le sorelline Gaia e Luna. Per il momento ascoltiamo l’accoppiata Spankox & Elvis, nell’attesa di scoprire quali impatti avrà sulle Mummie di Sanremo questa sorprendente rivoluzione delle classifiche. Che i fans dell’Elvis italiano, Little Tony, siano già tutti I-tunesizzati e pronti a stupire il mercato dell’mp3?

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Amanda Knox is burning

Se in America hanno Britney Spears a rappresentare il peggio della musica contemporanea, qui da noi c’è il progetto Frangetta. Se, fuori dai nostri confini, internet lancia star di prima grandezza, l’Italia della Rete riesce soltanto a generare cumuli di scariche elettriche spacciate per musica dance, che durano il tempo di una primavera inoltrata. Inutile riesumare le altrettanto inutili polemiche su “Milano is burning“, anche perché quello che volevano farci passare come tormentone dell’estate è fortunatamente scomparso rapidamente e senza dispiacere di alcuno. Qualche terrificante strascico, però, ogni tanto riaffiora ancora. (fonte)

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Samim – Heater

Ricetta del giorno: prendi un produttore metà svizzero e metà iraniano, delle scimmie urlatrici ed una fisarmonica. Sminuzza ed amalgama il tutto con un groove minimal house, quindi mixa a fuoco medio per tre minuti: la tua hit in Samim è pronta. Heater è uno di quei pezzi incatalogabili ed indefinibili, che si ama o si odia, che piace tantissimo o che fa totalmente ribrezzo. A me, per inciso, piace tantissimo. Peccato che rimarrà un successo one shot.The Flow“, l’album di Samim in cui è contenuta anche Heater, infatti, anziché spingere ulteriormente l’acceleratore sulla strada della creatività e delle contaminazioni infettive, risulta monocorde, ripetitivo e decisamente poco accattivante.

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