Category - Dance

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Chiara (senza Paola) – Nothing at all
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In Grid – Tu Es Foutu
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Madonna Confessions Tour Concert
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90 dance 90
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Michael Gray – Borderline
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Erlend Oye – Sudden rush
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Che fine ha fatto Anna Bettz ?

Chiara (senza Paola) – Nothing at all

Io l’avevo preannunciato che sarebbe stata solo una questione di tempo, e poi Paola e Chiara avrebbero dato di matto. E la situazione è più tragica del previsto, visto che il duo formato dalle sorelle Iezzi si è inaspettatamente sciolto. Paola è ufficialmente data per dispersa: la sensitiva Marisa, dopo aver letto i residui di glittering e acari della polvere sul palco del teatro Ariston di Sanremo, sta aiutando il reparto sommozzatori dei Carabinieri a scandagliare i fondali di un acquitrino nel ravennate, dalle cui melmose acque, finora, sono affiorati solo il curriculum della Gregoraci, le corde vocali di Maria de Filippi, il cadavere di Saddam Hussein e l’Urlo di Munch. Ma di Paola neanche l’ombra. Chiara, invece, deve essere fuggita dal protettorato di qualche centro di igiene mentale, perchè ora vagabondeggia per le strade del mondo pensando di essere Madonna. Vedere per credere, neanche la cantante Lucrezia nel 2001 aveva avuto il coraggio di osare un così becero tentativo di taroccaggio.

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In Grid – Tu Es Foutu

Riprendo un interessante post di Critica Distruttiva, che riporta una classifica pubblicata sull’Espresso, relativa a cantanti e canzoni che hanno guadagnato di più in termini di diritti d’autore, nel quinquennio 2001-2005. Oltre ai soliti noti, quali Morricone, Vasco Rossi, Mogol, Ramazzotti, Battisti, Baglioni, spicca all’undicesimo posto Tiziano Ferro, unico autore rappresentante della musica under-40.

Inoltre, tra le venti canzoni più redditizie in termini di Siae, c’è a mio avviso, una sorpresa. Tra “Nel blu dipinto di blu“, “Caruso“, “Quando quando quando”, e altri brani tipici della melodia italiana, spuntano anche tre canzoni dance (non è questa la sorpresa: in passato, infatti, sarebbero state di più). “Blue” degli Eiffel 65 (che hanno avuto sì un successo mondiale, ma che sono anche a mio avviso tra i maggiori responsabili del degrado della musica dance italiana); “Satisfaction” di Benny Benassi (un successo internazionale che, piaccia o no, ha inventato un genere); ma cosa stupefacente è la presenza di “Tu Es Foutu” di In Grid. Devo essere sincero, non ho mai ritenuto questo brano particolarmente eccezionale (della serie: se mi metto io col Music Maker a fare una base, e poi la faccio cantare da mia nonna senza dentiera, ne esce sicuramente una roba più decente), ma soprattutto fino ad oggi non avevo minimamente percepito che fosse stato un così grande successo (qualcuno sì, forse?), addirittura più di “Rewind” di Vasco Rossi. Ma io sono sempre pronto a fare ammenda, quindi, brava In Grid e bravi i suoi produttori. Però, mi chiedo: dopo quella canzone, che fine ha fatto In Grid?

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Madonna Confessions Tour Concert

Madonna si è impegnata e, stavolta, è riuscita anche ad azzeccare qualche nota di cantato. Il suo concerto, trasmesso dalla rete americana NBC mercoledì scorso, è stato un campione d’ascolti ed ha suscitato svariate polemiche da parte dei fans. La puritana emittente, infatti, ha censurato alcune scene, tra cui quella della famosa crocifissione swarovski. Chi è incuriosito, e non ha potuto seguire l’icona delle icone del pop nella sua unica data italiana del 6 agosto scorso, può, grazie a YouTube vedere ciò che si è perso. Nonostante tutto, le performance di Madonna, rimangono imbattute per spettacolarità.

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90 dance 90

Se ascoltate ancora le canzoni degli anni 80, per scoperta o riscoperta, siete OUT. Aggiornatevi, cribbio!!! Perchè attualmente siamo in pieno revival di musica dance anni 90, quella a 140 bpm con cassa dritta spaccatimpani e synth taglienti a dente di sega. The Eurodance Encyclopedia e Dancentral sono i termometri di una febbre in salita e, grazie al supporto di repository offerto da Youtube, si apprestano a diventare ricche directory contenenti decine di risorse da guardare e da ballare che, a chi quegli anni li ha vissuti da adolescente, fanno riaprire cassetti perduti della memoria, ancora pieni di sogni e di luci stroboscopiche. Come icona dell’epoca (e ce n’erano tante) ho estrapolato dagli archivi un classico: “The rhythm of the night” di Corona. Buona rievocazione dei tempi andati….

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Michael Gray – Borderline

Mentre siamo ancora estasiati dall’erotismo al gusto emmental di malga e acqua di ruscello alpino, elargitoci in quantità da Michelle Hunziker (che stasera ha fatto un tiepido outing a Striscia la notizia, ed era anche ora, visto che il suo videoclip ormai è più diffuso dell’herpes), mi ritrovo tra le mani un video da cui la bionda ex di Eros Ramazzotti avrebbe di che imparare. Così devono essere i video, Michelle, se vuoi davvero farci scattare l’ormone: con qualche lontano, leggerissimo e ben nascosto richiamo al sesso estremo. Ma “Borderline” di Michael Gray, oltre ad avere una bella coreografia, è anche un piacevole esempio di moderna housemusic di qualità. Bisogna ammetterlo.

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Erlend Oye – Sudden rush

Altro che Monti, Rampinelli o Spinotto: questo è un geek che farebbe capitolare anche la più snob delle aspiranti sosia di Paris Hilton. Erlend Oye, norvegese trapiantato in Germania, già collaboratore dei Royksopp e voce dei Kings of Convenience, tre anni orsono, ha compiuto un viaggio tra Europa e Stati Uniti che è culminato nell’album “Unrest“. Melodie soft, suoni ricercati, elettronica colta. In alcuni casi, forse, pure troppo. Ma passare dall’electrofunk alla chill-out senza mai uscire dai confini del minimalismo, è davvero una impresa non facile da realizzare. Erlend forse non ci riesce completamente, ma il suo lavoro merita un plauso, se non altro per averci provato.

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Che fine ha fatto Anna Bettz ?

Pluricelebrata icona trash e ospite d’onore sia a bucoliche sagre della zucchina, che nei salotti VIP più prestigiosi. Le sue produzioni musicali spaziano dalla dance più maranza all’ rnb nero come il tunnel musicale in cui si è persa. I suoi video contengono effetti speciali che farebbero impallidire Steven Spielberg, mentre il lavoro del suo chirurgo estetico supera abbondantemente quello fatto da Carlo Rambaldi nel creare E.T. l’extraterrestre.

Per svariate stagioni, Anna Bettozzi, in arte Anna Bettz, ha fatto decine di canzoni che non si è mai filato nessuno, si è esibita su palchi di serie Z al cospetto di qualche manciata di pensionati, ma se l’è sempre tirata come se fosse Madonna. Oggi è sparita dalla circolazione, non pubblica più un singolo, forse colpita da quella crisi discografica che per lei non è mai stata un problema, avendo scelto la strada dell’autoproduzione con i soldi del marito, il petroliere Sergio Di Cesare.

Che fine ha fatto Anna Bettz? La sua discografia è irreperibile, le notizie sulle sue nuove hits scarseggiano. Se qualcuno sa, parli. Perchè Anna ci manca, ci manca il suo affascinante sguardo plasticoso e il suo utilizzo creativo di quelle tre note (le uniche che conosce) con le quali ha sempre deliziato le nostre orecchie raffinate.

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