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Tre metri sopra la noia
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Mamma ho perso…
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Clerks 2

Tre metri sopra la noia

Daniela, fedele lurker di questo blog (non preoccuparti, non è una parolaccia, vuol dire che leggi senza commentare, e sei brava, viste le mie numerose pressioni psicologiche nei tuoi confronti), mi ricorda che domani sera su Italia1 andrà in onda, in prima tv, “Tre metri sopra il cielo“, film che fa parte di quel nuovo ciclo della cinematografia italiana fatta di Riccardi Scamarci, Martine Stelle e altri giovani relitti dai pochi talenti recitativi, ma dall’aria molto “hollywood wannabe“. Se già il libro di Moccia era un mattone malscritto, figuriamoci la pesantezza del lungometraggio. Io, anziché davanti a Italia 1, questa sera vorrei essere in America e vedere il canale The CW, dove esordisce la terza stagione di Veronica Mars. Un vero esempio da seguire per tutti gli sceneggiatorini, registozzi e attorucoli nostrani.

Mamma ho perso…

Io pensavo che Macaulay Culkin, ovvero l’odioso bambino che ha avuto l’infanzia più brutta del mondo, fosse in qualche ospedale psichiatrico, immobilizzato con camicia di forza, corde e catene, e rinchiuso in una cella d’isolamento di cui nessuno trovava più la chiave. Invece mi giunge la notizia che sia ancora a piede libero e continui fare l’attore. La sua prossima prova la darà al fianco della bella (ma non bravissima) Eliza Dushku (nota al pubblico televisivo per aver interpretato i telefilm Buffy e Tru Calling) in uno “scabroso film sul sesso di gruppo” dal titolo “Sex and Breakfast”, opera prima del regista Miles Brandman. Che il piccolo Mac (ormai 26enne), per entrare meglio nella parte, metta in pratica qualcosa che gli ha insegnato il suo amico di giochi d’infanzia Michael Jackson ?

Clerks 2

Clerks di Kevin Smith è il mio film preferito in assoluto; uno dei migliori lungometraggi degli ultimi 15 anni. Esilarante e intelligente, un film in cui il regista/sceneggiatore è riuscito ad imbastire un canovaccio che, grazie soprattutto a scelte tecniche, stilistiche e narrative molto creative (a causa del budget superlimitato), ha trasformato un potenziale b-movie in un autentico fenomeno di costume.

Personalmente sono sempre titubante sui sequel (grazie ad Antonio Genna), soprattutto quando un regista in evidente crisi di creatività si arrampica sugli specchi tentando di spremere il più possibile il suo miglior prodotto. Già il fatto di aver scelto il colore per narrare Clerks 2, fa perdere anche al film originale un po’ della sua magia. E a giudicare dal trailer, questa nuova opera assomiglia più che altro all’ennesimo episodio delle tipiche teen-comedies hollywoodiane dai costi esorbitanti e contenuti sottozero, tipo American Pie. Che, magari, non saranno proprio da denigrare, però l’adolescente che allora vide Clerks, oggi si aspetterebbe qualcosa di diverso.

Ma forse sto correndo troppo e siccome sto giudicando solamente un trailer di pochi secondi, spero vivamente di sbagliarmi. Spero. A settembre, se sarà il caso, sarò felice di fare ammenda…

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